Aloni intorno alle luci

Che cosa sono gli aloni intorno alle luci?

Gli aloni intorno agli occhi sono un problema alla vista che si caratterizza per la presenza di bagliori che vengono visualizzati attorno agli occhi – soprattutto nelle ore del giorno più buie – in presenza di fonti luminose artificiali. L’effetto si presenta sotto una forma di abbagliamento, molto simile a quello prodotto dai fari delle auto nella notte.  

Quali sono le cause degli aloni intorno alle luci?

Essi possono derivare dalla presenza di varie patologie, tra le quali vi sono: cefalea, emicrania, cataratta, glaucoma, retinoblastoma, retinopatia diabetica.  

Quali sono i rimedi contro gli aloni intorno alle luci?

Il corretto trattamento degli aloni intorno alle luci viene individuato nell’ambito di una visita oculistica. Nei casi in cui non vi sia la possibilità di intervento – come in presenza di attacchi particolarmente intensi di cefalea o emicrania – potrà essere necessario proteggere gli occhi dalla luce restando in locali non illuminati o impiegando degli occhiali scuri. Qualora siano conseguenza di cataratta, sarà necessario intervenire chirurgicamente al fine di rimuovere il cristallino difettoso. Per le altre situazioni il medico specialista applicherà delle specifiche cure, tese a evitare che la situazione peggiori sino a influire in modo negativo sulla qualità della vista.  

Aloni intorno alle luci, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di questi aloni dovrà essere sottoposta all’attenzione di un oculista o di un centro specializzato qualora permanga per più di due-tre giorni senza essere collegata a condizioni ricorrenti come cefalea o emicrania.  

Area medica di riferimento per gli aloni attorno alle luci

In Humanitas Castelli Bergamo, l’area medica di riferimento per gli aloni intorno alle luci è il Centro Oculistico.  

Buftalmo

Che cos’è il buftalmo?

Il buftalmo è la condizione che vede il bulbo oculare ingrossato a causa di liquidi che si accumulano nell’occhio. Si manifesta fin dalla nascita e si sviluppa negli anni dell’infanzia, in genere in entrambi gli occhi, ma può capitare anche in uno solo. Se non trattato con tempestività può procurare problemi anche gravi alla vista, nei casi più gravi può condurre anche alla cecità.  

Quali sono le cause del buftalmo?

Il buftalmo può essere causato da glaucoma o retinoblastoma.  

Quali sono i rimedi contro il buftalmo?

Il buftalmo può essere curato con gli interventi chirurgicu di goniotomia o trabeculectomia con cui è possibile arrestare i danni provocati all’occhio dal glaucoma, anche da quello congenito.  

Buftalmo, quando rivolgersi al proprio medico?

Una condizione di buftalmo deve sempre essere portata a conoscenza del proprio medico curante.  

Area medica di riferimento per il buftalmo

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il buftalmo è il Centro Oculistico.

Caffè

Il caffè è una bevanda che viene ottenuta attraverso la torrefazione e macinazione in polvere dei semi della pianta del caffè, della famiglia delle Rubiaceae, genere Coffea. Questa pianta viene coltivata su terreni permeabili posizionati in luoghi con temperature medie annue tra i 15 e i 25 gradi centigradi e caratterizzati da piogge abbondanti alternate a periodi di siccità. È presente in particolare in Sud America, Sud est Asiatico e Africa e ne esistono oltre 40 diversi tipi, tra cui le varietà più pregiate sono la Coffea robusta e la Coffea arabica.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del caffè?

100 grammi di polvere di caffè di buona qualità offrono un apporto di circa 287 calorie. Una tazzina ne contiene all’incirca 6 g, per cui apporta circa 17 calorie. Nella stessa quantità sono presenti: 100 grammi di polvere di caffè contengono da 1 a 2 grammi di caffeina, a seconda della qualità della miscela e del metodo di preparazione.  

Quando non bisogna bere caffè?

Il caffè non deve essere bevuto quando si soffre di patologie come l’ipertiroidismo o il glaucoma o se si hanno problemi legati a cuore, stomaco, intestino, pancreas, reni e sistema nervoso. Il suo consumo deve essere concordato con il proprio medico quando si seguono terapie a base di antibiotici chinoloni o di alendronato – usato conto l’osteoporosi ­ – che possono contribuire ad aumentare l’assorbimento della caffeina. Il caffè deve inoltre non essere bevuto dai bambini.  

Quali sono i possibili benefici del caffè?

Quando viene consumato nelle giuste dosi il caffè può apportare alcuni benefici tra cui: stimolare il sistema nervoso riducendo la sensazione di sonnolenza e aumentando la sensazione di benessere, aumentare le capacità mnemoniche e di ragionamento, diminuire l’appetito e la sensazione di fame, stimolare la secrezione gastrica e biliare con beneficio dell’attività digestiva, agire come analgesico contro il mal di testa, sviluppare proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.  

Quali sono le controindicazioni del caffè?

Quando si supera la soglia di consumo di caffè, variabile da persona a persona, si possono generare vari problemi tra cui: insonnia, tremori, palpitazioni e disturbi del rimo cardiaco, ipereccitabilità, stati depressivi, acidità di stomaco, ipertensione, acuirsi di gastrite o reflusso gastroesofageo.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Caffè espresso

Il caffè espresso è una bevanda che viene preparata nel bar utilizzando una macchina che sottopone la polvere del caffè – macinata sottile – a un’infusione ad alta pressione.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del caffè espresso?

In 100 ml di caffè espresso – l’equivalente di circa tre tazzine da bar – c’è un apporto di circa 9 calorie. Nella stessa quantità sono presenti: Il caffè contiene circa 1-2 g di caffeina ogni 100 g di polvere di caffe. La quantità varia a seconda della miscela, che può essere arabica o robusta. Una tazzina di caffè viene prodotta con circa 6 g di polvere, per cui se il caffè espresso può contenere circa 50 mg di caffeina.  

Quando non bisogna bere caffè espresso?

Il consumo di caffè può ridurre l’efficacia degli integratori di ferro e può interferire con l’assorbimento di alendronato, un farmaco che viene utilizzato per combattere l’osteoporosi. L’assunzione di antibiotici chinoloni può invece contribuire ad aumentare l’assorbimento della caffeina. Il caffè e sconsigliato quando si soffre di glaucoma, di ipotiroidismo e di problematiche mediche che riguardano il fegato, l’intestino, lo stomaco, i reni, il cuore, il pancreas e il sistema nervoso. In tutti questi casi, prima di consumare questa bevanda, è bene chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici del caffè espresso?

Il caffè stimola il sistema nervoso centrale, riduce la sensazione di sonno e aumenta quella di benessere. Ha effetti tonici e stimolanti anche sul cuore e a livello di funzioni psichiche, dal momento che aumenta la facilità di ragionamento e migliora le capacità mnemoniche. Dal punto di vista digestivo, stimola la secrezione gastrica e biliare. Diminuisce l’appetito e riduce la sensazione di fame. Può essere utile come analgesico contro il mal di testa e gli vengono riconosciute proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.  

Quali sono le controindicazioni del caffè espresso?

Un consumo eccessivo di caffè può provocare effetti negativi che variano a seconda della soglia di tollerabilità di ciascuno e che possono essere: palpitazioni, tremori, insonnia, ipereccitabilità e acidità di stomaco. Altri effetti possono essere ipertensione e stati depressivi o possono essere inasprite malattie come reflusso gastrico e gastrite. Il suo consumo, a causa della sua azione neurostimolante, è inadatto ai bambini.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Cappuccino

Il cappuccino è una bevanda che viene preparata con l’aggiunta di caffè a una tazza di latte in precedenza scaldato e montato a schiuma.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del cappuccino?

Una tazza di cappuccino offre un apporto di circa 120 calorie. Di queste almeno 50 sono sotto forma di grassi. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna bere cappuccino?

Il consumo di latte può interferire con l’assunzione di alcuni antibiotici, come le tetracicline e la ciprofloxacina. La stessa interferenza con antibiotici può sorgere anche dal consumo di caffè, che può entrare in conflitto anche con altri principi attivi come la clozapina e l’efedrina. In caso di dubbio meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici del cappuccino?

Non si conoscono particolari benefici derivanti dal consumo di cappuccino, nonostante la presenza di vitamina A e ferro.  

Quali sono le controindicazioni del cappuccino?

La presenza di caffeina può portare, quando assunta in dosi eccessive, a stati d’ansia, insonnia e nervosismo e può essere controindicata quando si è in presenza di problemi di natura cardiovascolare come la pressione alta o di altre patologie come osteoporosi, diabete, glaucoma, diarrea o sindrome del colon irritabile. Il latte di vacca non deve essere consumato quando si è in presenza di intolleranza al lattosio.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Cecità notturna

Che cos’è la cecità notturna?

La cecità notturna consiste nella difficoltà di vedere durante la notte o quando la luce è particolarmente fioca. Questa difficoltà può a volte consistere in una capacità di adattamento al buio più lenta del normale.  

Quali sono le cause della cecità notturna?

La cecità notturna può essere causata dall’assunzione di certi farmaci, da una carenza di vitamina A o dalla presenza di varie patologie tra cui: glaucoma, cheratocono, cataratta, miopia, retinoblastoma, retinopatia diabetica e retinite pigmentosa.  

Quali sono i rimedi per la cecità notturna?

Per curare la cecità notturna è necessario individuarne la causa e intervenire su questa. Se dovuta a carenza di vitamina A, ad esempio, può essere curata tramite assunzione di integratori, in base a quanto disposto dal medico. Ci sono però delle tipologie di cecità notturna che non sono curabili, come nei casi in cui dipenda da retinite pigmentosa o da difetti congeniti.  

Cecità notturna, quando rivolgersi al proprio medico?

Quando c’è presenza di cecità notturna è sempre meglio rivolgersi al proprio medico curante, che saprà indicare la cura più adatta al caso specifico.  

Area medica di riferimento per la cecità notturna

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la cecità notturna è il Centro Oculistico.

Dolore oculare

Che cos’è il dolore oculare?

Il dolore oculare può essere generato da patologie collegate o non collegate all’occhio, ma comunque di natura oculare (come ad esempio un’infiammazione del nervo trigemino). Può essere intermittente o manifestarsi invece con continuità.  

Quali altri sintomi possono essere associati al dolore oculare?

Qualora il dolore oculare sia provocato da patologie collegate all’occhio, di solito si associa ad altri sintomi come occhi rossi, lacrimazione, gonfiore delle palpebre.  

Quali sono le cause del dolore oculare?

Il dolore oculare può avere come causa numerose patologie, oculari e no, tra le quali si possono includere: allergia da contatto, astigmatismo, biefarite (infiammazione alla palpebra), infiammazione del nervo trigemino, neurite ottica, orzaiolo, retinoblastoma, calazio, cefalea, cheratocono, congiuntivite, emicrania, glaucoma, herpes simplex, sindrome dell’occhio secco, sinusite, toxoplasmosi, ulcera corneale, uveite.  

Quali sono i rimedi contro il dolore oculare?

Per curare il dolore all’occhio è necessario individuare la patologia che ne sta alla base. Sono da evitare i rimedi fai-da-te; si consiglia pertanto di chiedere sempre il parere del proprio medico di fiducia.  

Dolore oculare, quando rivolgersi al proprio medico?

Il dolore oculare deve sempre essere sottoposto all’attenzione del proprio medico curante. Se deriva da traumi o ustioni è invece necessario ricorrere alle cure del Pronto Soccorso.  

Area medica di riferimento per il dolore oculare

In Humanitas Castelli Bergamo, l’area medica di riferimento per il dolore oculare è il Centro Oculistico.  

Gonfiore palpebrale

Che cos’è il gonfiore palpebrale?

Il gonfiore palpebrale è un gonfiore che è causato da un accumulo di liquidi nei tessuti che circondano l’occhio. Può manifestarsi in un solo occhio o in tutti e due.  

Quali altri sintomi possono essere associati al gonfiore palpebrale?

Il gonfiore palpebrale può associarsi a vari altri sintomi come: dolore all’occhio, prurito all’occhio, infiammazione della congiuntiva, lacrimazione, problemi di vista, secchezza oculare, secrezioni oculari o arrossamento della palpebra.  

Quali sono le cause del gonfiore palpebrale?

Il gonfiore palpebrale può essere causato da varie situazioni che riguardano traumi, ustioni, allergie, abuso o uso inappropriato di lenti a contatto oltre a un certo numero di patologie. Tra queste ultime sono ricomprese: congiuntivite, glaucoma, cellulite orbitaria, ulcera corneale, dermatite seborroica, allergie alimentari, allergia da contatto, allergie respiratorie, ipertiroidismo, ipotiroidismo, herpes simplex, orzaiolo e rosacea.  

Quali sono i rimedi contro il gonfiore palpebrale?

Pe curare il gonfiore palpebrale occorre individuarne la causa e intervenire su questa. Le forme più leggere possono essere curate con medicinali da banco come colliri, quelle più complesse richiedono invece l’uso di pomate antibiotiche, acquistabili solo su presentazione di una ricetta medica. Se c’è allergia il medico può disporre l’utilizzo di colliri o di farmaci antistaminici da assumere per via orale. Se il gonfiore è invece causato da herpes o congiuntivite si potranno utilizzare colliri, farmaci antinfiammatori, antivirali o, nel caso, anche antibiotici.  

Gonfiore palpebrale, quando rivolgersi al proprio medico?

Se il gonfiore palpebrale è associato a dolore e perdura nel tempo è consigliabile rivolgersi al proprio medico curante. Se il gonfiore è derivato da un trauma, invece, è sempre meglio rivolgersi al pronto soccorso.  

Area medica di riferimento per il gonfiore palpebrale

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il gonfiore palpebrale è il Centro Oculistico.

Mal di testa

Che cos’è il mal di testa?

Conosciuto anche col nome scientifico di cefalea, il mal di testa è un dolore che si sviluppa nell’ambito della testa, colpendola tutta o solamente in parte. Può avere varia natura ed intensità e può manifestarsi in modo cronico, con una certa frequenza, o anche solo episodicamente. Molto spesso è accompagnato da un fastidio per luci e suoni e ad altri sintomi come vomito, nausea, raffreddore, lacrimazione.  

Quali sono le cause del mal di testa?

Il mal di testa, oltre a essere un sintomo, può configurare una vera e propria patologia qualora si tratti di cefalee primarie o essenziali. È invece “secondario” o “sintomatico” nel caso in cui dipenda da diverse patologie cerebrali o di altra natura, tra cui si possono ricomprendere: intossicazione da monossido di carbonio, ipermetropia, ipertensione, leucemia, meningite, miopia, mononucleosi, otite, parotite, polmonite, presbiopia, rinite, rosolia, allergie respiratorie, ambliopia, apnee notturne, artrosi cervicale, astigmatismo, aterosclerosi, bruxismo, cheratocono, colite, gastroenterite, glaucoma, ictus, insufficienza renale, intolleranze alimentari, scarlattina, sifilide, sinusite, strabismo, toxoplasmosi, tumori cerebrali, varicella, vene varicose.  

Quali sono i rimedi contro il mal di testa?

Qualora il mal di testa sia derivato dalla presenza di patologie diagnosticate, occorrerà agire sulle stesse malattie d’origine. Qualora sia invece di tipo primario o essenziale – cioè è una vera e propria malattia – prima di scegliere le cure farmacologiche in grado di far cessare il dolore bisognerà considerare i fattori che lo accompagnano (come la frequenza, i sintomi, la tipologia e i suoi fattori scatenanti). In ogni caso la prima cura per il mal di testa è il riposo.  

Mal di testa, quando rivolgersi al proprio medico?

Bisogna rivolgersi al medico quando il mal di testa si manifesta con un’alta frequenza, sia particolarmente intenso o non accenni a diminuire nel corso del tempo. Inoltre si deve consultare il proprio medico quando il mal di testa è la chiara conseguenza di un forte trauma subito o qualora sia associato a una patologia già diagnosticata.

Midriasi

Che cos’è la midriasi?

La midriasi consiste nell’avere una pupilla il cui diametro supera i 5 millimetri di grandezza. Può essere unilaterale, quando riguarda un solo occhio, o bilaterale, quando li coinvolge entrambi. Può inoltre essere reagente, quando la pupilla reagisce alle situazioni luminose, o fissa, quando invece non reagisce agli stimoli della luce denunciando una situazione che potrebbe essere caratterizzata da un problema ormai irreversibile.  

Quali sono le cause della midriasi?

La midriasi può dipendere dalla scarsa luminosità dell’ambiente in cui ci si trova ma può essere provocata anche da altri fattori come traumi, asfissia, emozioni intense, assunzione di alcuni farmaci, abuso di alcol o uso di droghe. All’origine di questo disturbo ci possono essere anche varie patologie, come, ad esempio, glaucoma, botulismo, ictus e sindrome della pupilla tonica.  

Quali sono i rimedi contro la midriasi?

La tipologia di cura della midriasi dipende dall’individuazione della sua causa. In genere il trattamento è basato sull’utilizzo di farmaci.  

Midriasi, quando rivolgersi al proprio medico?

Se la midriasi si manifesta attraverso abbagliamenti o vista sfuocata deve essere portata a conoscenza del proprio medico curante. Se è conseguenza di un trauma cranico il consiglio è quello di rivolgersi al pronto soccorso. Se si sospetta la presenza di un ictus bisogna chiamare al più presto un’autoambulanza.  

Area medica di riferimento per la midriasi

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la midriasi è il Centro Oculistico.

Occhi arrossati

Che cosa sono gli occhi arrossati?

Gli occhi sono arrossati quando c’è una dilatazione dei vasi sanguigni che sono presenti nella sclera, cioè nella parte bianca dell’occhio. Può trattarsi di una condizione che si risolve da sé, senza che vi siano conseguenze, oppure può rappresentare una vera e propria patologia, soprattutto nei casi in cui questo disturbo sia associato ad altri sintomi.  

Quali altri sintomi possono associarsi agli occhi arrossati?

Agli occhi arrossati possono essere associati altri sintomi come prurito e dolore agli occhi, problemi alla vista, secrezione di liquidi verdognoli o giallastri, nausea, fotofobia e mal di testa.  

Quali sono le cause degli occhi arrossati?

Le cause degli occhi arrossati sono molteplici e possono essere esterne o interne. Tra le cause esterne ci sono l’aria troppo secca, l’esposizione eccessiva al sole, la presenza di polvere, il sottoporsi a sforzi particolarmente intensi, la presenza di corpi estranei nell’occhio, traumi o lesioni subite, comprese quelle provocate dall’uso di lenti a contatto. Tra le cause esterne ci possono essere anche colpi di tosse particolarmente violenti, in grado d provocare una piccola emorragia al di sotto della congiuntiva. Tra le cause interne ci sono invece varie patologie, tra cui: calazio, cefalea, allergie da contatto e respiratorie, glaucoma, orzaiolo, cheratocono, congiuntivite, presbiopia, pertosse, rosacea, uveite, sindrome dell’occhio secco e ulcera corneale.  

Quali sono i rimedi contro gli occhi arrossati?

Se gli occhi arrossati dipendono da uno sforzo la cura migliore è il riposo. Quando invece sono causati da una malattia o da un’infezione possono essere trattati con colliri contenenti antibiotici o altre cure specifiche, da valutare caso per caso.  

Occhi arrossati, quando rivolgersi al proprio medico?

Gli occhi arrossati devono essere segnalati al proprio medico quando perdurano per più di due-tre giorni o quando siano associati ai sintomi sopra elencati. La stessa attenzione deve essere prestata nel caso in cui il paziente stia osservando una terapia a base di farmaci anticoagulanti. In presenza di un corpo estraneo nell’occhio, invece, è necessario recarsi al più vicino Pronto Soccorso per ricevere le cure del caso.  

Area medica di riferimento per gli occhi arrossati

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per gli occhi arrossati è il Centro Oculistico.

Pressione intraoculare elevata

Che cos’è la pressione intraoculare elevata?

La pressione intraoculare elevata è la pressione che deriva dall’equilibrio esistente tra la secrezione del liquido prodotto dal corpo ciliare e il suo deflusso dell’occhio. Questo valore dovrebbe essere ricompreso tra i 10 e i 20 millimetri di mercurio. Quando è superiore ai 20 si rientra in questo disturbo, per lo più innocuo ma che in certi casi, se non curato tempestivamente, può condurre al glaucoma.  

Quali sono le cause della pressione intraoculare elevata?

La pressione intraoculare elevata può essere associata a varie patologie, tra cui glaucoma e retinoblastoma.  

Quali sono i rimedi contro la pressione intraoculare elevata?

In genere la pressione intraoculare elevata non richiede nessun trattamento ed è sufficiente che sia monitorata dal proprio medico. Nelle forme più lievi si può ricorrere all’uso di colliri, in quelle più gravi si potrà dover ricorrere a un intervento chirurgico.  

Pressione intraoculare elevata, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di una pressione intraoculare elevata deve sempre essere comunicata al proprio medico di fiducia che provvederà a indirizzare il paziente verso un medico specialista in oculistica.  

Area medica di riferimento per la pressione intraoculare elevata

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la pressione intraoculare elevata è il Centro Oculistico.

Restringimento del campo visivo

In che cosa consiste il restringimento del campo visivo?

C’è restringimento del campo visivo quando non si riesce a vedere tutto ciò che si vedeva prima. Nello specifico si verifica una riduzione della porzione di spazio che si riesce a visualizzare (a differenza della cecità, in cui la vista è del tutto annullata) e che può derivare da problemi connessi agli elementi interessati dall’elaborazione nervosa, partendo dal cervello fino ad arrivare alla retina.  

Quali sono le cause del restringimento del campo visivo?

Il restringimento del campo visivo può dipendere da molte patologie, tra cui: cataratta, degenerazione maculare senile, distacco della retina, glaucoma, aneurisma cerebrale, fori maculari, miopia, retinite pigmentosa, retinopatia diabetica, strabismo o retino blastoma. Può essere causato anche da un trauma cranico.  

Quali sono i rimedi contro il restringimento del campo visivo?

Per i casi più lievi di restringimento del campo visivo può essere sufficiente intervenire con l’uso di occhiali o lenti a contatto. Nei casi più complicati è necessario individuare la causa e intervenire su di essa con terapie, a seconda dei casi, farmacologiche o chirurgiche.  

Restringimento del campo visivo, quando rivolgersi al proprio medico?

Nel caso in cui il restringimento del campo visivo sia dovuto a problemi alla vista, come nel caso della miopia, è necessario sottoporsi a visite oculistiche periodiche. In assenza di problemi noti, un improvviso restringimento associato alla presenza di una macchia nera che rende difficoltosa la visita (scotoma) deve essere sottoposto all’attenzione urgente del più vicino pronto soccorso.  

Area medica di riferimento per il restringimento del campo visivo

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il restringimento del campo visivo è il Centro Oculistico.

Riduzione della vista (ipovisione)

Che cos’è la riduzione della vista?

La riduzione della vista (ipovisione) è il disturbo per cui si ha una diminuzione permanente del campo visivo. La riduzione non è completa, per cui non provoca cecità, e può essere generale o specifica cioè, in questo secondo caso, riguardare solo la parte centrale, periferica o laterale della stessa vista.

Quali sono le cause della riduzione della vista?

La causa principale della riduzione della vista è l’età. Altre cause, che si possono sviluppare a partire dai 45 anni di età con picchi al di sopra dei 65 ani sono il glaucoma e la cataratta. Possono contribuire allo sviluppo di questo disturbo anche altre patologie, come ambliopia, albinismo, cheratocono, astigmatismo, distacco della retina, herpes simplex, ipermetropia, ictus, miopia, lupus erimatoso sistemico, presbiopia, retinite pigmentosa, neurite ottica, retinoblastoma, retinopatia diabetica, sindrome di Down, strabismo, ulcera corneale e toxoplasmosi.

Quali sono i rimedi per la riduzione della vista?

Per curare la riduzione della vista è necessario individuarne la causa e intervenire su questa. In alcuni casi, come ad esempio quando alla base di questo disturbo c’è la retinopatia diabetica, si può intervenire con una cura farmacologica. In altre, come ad esempio in presenza di cataratta, può dover essere necessario intervenire con un intervento chirurgico che preveda la sostituzione del cristallino danneggiato con uno di tipo artificiale.

Riduzione della vista, quando rivolgersi al proprio medico?

Una situazione di riduzione della vista deve sempre essere comunicata al proprio medico curante. Se a questa si associa anche la presenza di uno scotoma, cioè di una macchia scura che compare nel campo visivo, è necessario rivolgersi a un pronto soccorso per le cure di emergenza.

Area medica di riferimento per la riduzione della vista

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la riduzione della vista è il Centro Oculistico.

Sanguinamento intraoculare

Che cos’è il sanguinamento intraoculare?

Si ha sanguinamento intraoculare quando si è in presenza di una perdita di sangue che riguarda il vitreo, cioè la sostanza di composizione gelatinosa che è contenuta nell’occhio e sulla quale si appoggia la retina.  

Quali altri sintomi possono associarsi al sanguinamento intraoculare?

Dal sanguinamento intraoculare può derivare un offuscamento della vista, una maggior sensibilità alla luce (fotofobia) e la presenza di pulviscolo all’interno del campo visivo. Quando il sanguinamento è dovuto a trauma o se la pressione del sangue nell’occhio è troppo elevata ci può essere la presenza anche di dolore all’occhio.  

Quali sono le cause del sanguinamento intraoculare?

Il sanguinamento intraoculare può dipendere da un trauma o può derivare da varie patologie, tra cui ci sono: distacco della retina, diabete, retinopatia diabetica e macroaneurisma della retina.  

Quali sono i rimedi contro il sanguinamento intraoculare?

Le cure del sanguinamento intraoculare variano a seconda della causa che ne è alla base. Se deriva da una patologia diabetica, ipertensiva o sistemica si procederà con le cure proprie delle singole patologie e con il monitoraggio dell’emorragia. Nel caso in cui il sanguinamento si protragga a lungo nel tempo, potrà essere necessario rimuovere l’emorragia con una vitrectomia. Nel caso in cui si registri un danno alla retina si potrà dover procedere con un intervento chirurgico o da eseguirsi con utilizzo di laser.  

Sanguinamento intraoculare, quando rivolgersi al proprio medico?

Il sanguinamento intraoculare deve sempre essere comunicato al proprio medico curante, così da evitare che ci sia l’insorgenza di complicazioni anche gravi come un glaucoma o come un intossicamento dovuto all’assorbimento da parte della retina e delle cellule oculari del ferro presente nel sangue.  

Area medica di riferimento per il sanguinamento oculare

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il sanguinamento intraoculare è il Centro Oculistico.

Visione offuscata

Che cos’è la visione offuscata?

La visione è offuscata quando non si riesce a vedere le immagini con nitidezza e, in particolare, quando non si riescono a mettere a fuoco i dettagli più piccoli e sottili. Può riguardare solo uno o entrambi gli occhi e può riferirsi sia agli oggetti vicini sia a quelli lontani. Nei casi più gravi è in grado di limitare fortemente lo svolgimento delle attività quotidiane.  

Quali sono le cause della visione offuscata?

La visione offuscata può essere causata da varie patologie, tra cui: astigmatismo, ambliopia, cataratta, cheratocono, degenerazione maculare, distacco della retina, glaucoma, ipermetropia, miopia, presbiopia, strabismo, retinoblastoma, retinite pigmentosa, retinopatia diabetica, ulcera corneale, ansia, diabete, emicrania, sclerosi multipla, sifilide e toxoplasmosi.  

Quali sono i rimedi contro la visione offuscata?

Per poter curare una situazione caratterizzata da visione offuscata è necessario individuarne la causa e intervenire su questa. Se la causa è un difetto di rifrazione può essere sufficiente l’uso di lenti a contatto o, spesso, si può ricorrere a un intervento con il laser a eccimeri.  

Visione offuscata, quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di visione offuscata è sempre meglio rivolgersi al proprio medico curante o, anche, direttamente a uno specialista oculista. Quando questo sintomo si accompagna a vista doppia, macchie scure nel campo visivo, arrossamento degli occhi, dolore agli occhi, sensazione di pressione agli occhi o degenera nella perdita della vista è necessario rivolgersi a un pronto soccorso per ricevere le cure del caso e verificare se vi sia presenza di patologie gravi.  

Area medica di riferimento per la visione offuscata

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la visione offuscata è il Centro Oculistico.  

Vomito

Che cos’è il vomito?

Il vomito è il meccanismo fisico per cui, tramite la bocca, si verifica un’improvvisa fuoriuscita – parziale o totale – del contenuto gastrico. Tale uscita è generata da una contrazione dei muscoli del diaframma e dell’addome accompagnata da una contrazione antiperistaltica – cioè con movimento che dal basso e si dirige verso l’alto – della parete gastrica.  

Quali sono le cause del vomito?

Può avere molteplici cause, tra le quali si possono elencare:
  • mal d’auto
  • situazioni di ansia o stress
  • problemi di vista
  • intossicazioni da cibo, respiratorie o da farmaci
  • affezioni gastrointestinali, epato-biliari o renali
  • gravidanza.
Numerose sono anche le malattie che possono esserne la causa. Tra queste ci sono: malaria, meningite, morbo di Crohn, occlusione intestinale, otite, pancreatite, peritonite, reflusso gastroesofageo, tumore al pancreas, tumore allo stomaco, tumore al colon, ulcera duodenale o gastrica, angina pectoris, appendicite, botulismo, calcoli alla cistifellea, calcoli renali, cefalea, colite, emicrania, epatite, ernia iatale, esofagite, fibrosi cistica, gastrite, gastroenterite, glaucoma, indigestione, infarto miocardico, insufficienza renale, labirintite.  

Quali sono i sintomi che procedono o accompagnano il vomito?

I sintomi principali che precedono o accompagnano il vomito sono la nausea, la pressione sanguigna arteriosa bassa (ipotensione) e la salivazione intensa (scialorrea).  

Quali sono i rimedi contro il vomito?

I rimedi adeguati per il vomito sono collegati alla patologia o alla causa che ne rappresentano l’origine. Di solito il medico prescrive l’assunzione di farmaci anti-emetici (da “emesi”, termine medico con cui si indica il vomito) e di sali minerali che hanno il compito di ristabilire l’equilibrio idro-eletrolitico all’interno dell’organismo qualora gli episodi si dovessero ripetere per più giorni consecutivi.  

Vomito, quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di vomito è consigliabile rivolgersi al proprio medico curante quando gli episodi emetici si ripetano per almeno due giorni o quando facciano seguito alla diagnosi di una patologia che sia in grado provocarlo.