Dolore al collo

Che cos’è il dolore al collo?

Il dolore al collo è un senso di malessere che viene percepito a livello del collo, ovvero la regione corporea che collega il tronco con la testa, in cui sono presenti molte strutture anatomiche:  

Quali malattie si possono associare al dolore al collo?

Il dolore al collo può essere associabile a diverse patologie, anche molto diverse tra loro, tra cui ci sono: strabismo, traumi, ansia, artrite reumatoide, artrosi cervicale, bruxismo, ernia del disco, fuoco di Sant’Antonio, malattia da graffio di gatto, meningite, morbo di Paget, calcolosi salivare, cefalea, contratture muscolari, emicrania, tumore delle ghiandole salivari. Si ricorda che tale elenco non è esaustivo ed è sempre consigliabile consultarsi col proprio medico, soprattutto qualora il disturbo persista.  

Quali sono i rimedi contro il dolore al collo?

Contro il dolore al collo non esistono rimedi sempre validi. Difatti sono molto differenti tra loro le cause mediche che possono esserne alla base e, di conseguenza, diversi sono i rimedi adatti a risolvere la condizione. Limitare i movimenti (in particolar modo in caso di ernia, artrite, artrosi, contratture muscolari e traumi) di questa parte del corpo e il riposo – uniti a terapia medica specifica – possono contribuire a lenire il dolore.  

Con il dolore al collo quando è opportuno rivolgersi al proprio medico?

In caso di trauma o se si è in presenza (o a rischio) di una delle patologie associate (al riguardo, si veda l’elenco riportato sopra).

Dolore alle gambe

Che cosa si intende con dolore alle gambe?

Il dolore alle gambe è un disagio che viene avvertito in una o più parti di una o di tutte e due le gambe; il dolore può essere più o meno intenso e può essere avvertito sotto forma di fitta, di bruciore o di crampo muscolare.  

Quali sono le cause del dolore alle gambe?

Il dolore alle gambe può avere diverse origini. La prima di queste è l’affaticamento, cui seguono i traumi e la disidratazione; quest’ultima può essere provocata dall’assunzione di medicinali come statine e diuretici. Può essere provocato anche da varie patologie, tra le quali: piede diabetico, tetano, tromboflebite, trombosi venosa profonda, vene varicose, artrite, aterosclerosi, ernia del disco, gotta, insufficienza renale, insufficienza venosa.  

Quali sono i rimedi contro il dolore alle gambe?

Per curare il dolore alle gambe bisognerà individuare e curare la causa che ne è alla base. In caso di dolore generato da eccessiva attività fisica, la prima cura sarà il riposo delle articolazioni, cui dovranno essere affiancati impacchi con acqua fredda sulle parti dolorose delle gambe. Qualora sia dovuto ad affaticamento o crampi dovuti a insufficienza venosa, occorrerà al contrario tenere in movimento le gambe allo scopo di favorire la circolazione del sangue. Oltre al movimento, sono inoltre da prevedere i seguenti accorgimenti: tenere le gambe sollevate quando sono a riposo, evitare calore eccessivo, bere molti liquidi, mangiare frutta e verdura e assumere integratori a base di potassio, dietro indicazione medica.  

Dolore alle gambe, quando rivolgersi al proprio medico?

È raccomandabile ricorrere alle cure mediche quando il dolore alle gambe:
  • non accenna a diminuire dopo tre-quattro giorni
  • si intensifica a ogni movimento
  • giunge improvvisamente
  • è particolarmente acuto
  • è accompagnato da febbre
  • è accompagnato da rossore e gonfiore della parte dolorante.
In presenza di gonfiore a entrambe la gambe bisognerà rivolgersi a uno specialista flebologo, angiologo o chirurgo vascolare. Se il dolore fa seguito a un trauma o a una contusione sarà invece consigliabile ricorrere alle cure del Pronto Soccorso.

Gambe dolenti

Che cosa si indica con “gambe dolenti”?

Si parla di gambe dolenti quando si presenta una condizione di dolore o disagio che viene avvertito in una gamba o in entrambe le gambe. Si può trattare di un dolore sordo e diffuso oppure di un fastidio più intenso e localizzato, che può essere percepito come bruciore, crampo muscolare o fitta.  

Quali sono le cause delle gambe dolenti?

Le gambe dolenti possono derivare da varie cause. In genere si associano ad affaticamento muscolare o a disidratazione, che può essere legata all’assunzione di farmaci come statine o diuretici. Altre cause del dolore alle gambe possono essere traumi, stiramenti, tendiniti o altre condizioni patologiche.  

Quali patologie possono essere associate alle gambe dolenti?

Tra le numerose patologie che possono essere associate alle gambe dolenti, ci sono: artrite, aterosclerosi, ernia del disco, gotta, insufficienza renale, insufficienza venosa, piede diabetico, policitemia vera, tromboflebite, trombosi venosa profonda, vene varicose, tumori ossei. Non si tratta di un elenco esaustivo e in permanenza dei sintomi si consiglia di rivolgersi al proprio medico curante.  

Quali sono i rimedi contro le gambe dolenti?

La cura per le gambe dolenti varia a seconda della causa che ne è alla base. Quando deriva da un eccesso di attività fisica bisogna agevolare il riposo delle articolazioni e intervenire con impacchi freddi. Nel caso in cui la causa sia un’insufficienza venosa bisogna al contrario tenere le gambe in movimento così da favorire la circolazione del sangue, tenerle sollevate quando sono a riposo, bere molti liquidi, consumare molta frutta e verdura e integratori di potassio oltre a evitare calore eccessivo.  

Gambe dolenti, quando rivolgersi al proprio medico?

Se l’indolenzimento alle gambe deriva da un trauma o da una contusione è necessario rivolgersi a un pronto soccorso per ricevere le cure del caso. Se insieme al dolore si registra anche gonfiore alle gambe, dolore ai piedi o vene varicose è consigliabile chiedere un consulto con uno specialista, cioè un angiologo, un flebologo o un chirurgo vascolare. Se il dolore sorge improvvisamente e non scompare dopo due-tre giorni, se è associato a febbre, gonfiore o rossore della parte interessata, se è acuto o se peggiora e rende difficili i movimenti, è il caso di rivolgersi al proprio medico senza esitazione.

Gambe stanche

Che cosa si intende con “gambe stanche”?

Con gambe stanche, o pesanti, si intende una situazione in cui si avverte una difficoltà a reggersi sulle proprie gambe. Di solito questo sintomo compare dopo un eccessivo sforzo fisico ma può anche dipendere da diverse situazioni, come problemi alla circolazione sanguigna periferica, il consumo di alcol o uno stato di gravidanza che sia associato a calore esterno o umidità.  

Quali sono le cause delle gambe stanche?

La stanchezza alle gambe può indicare l’esistenza di varie patologie, tra le quali si possono elencare: ernia del disco, trombosi venosa profonda, vene varicose, insufficienza renale, piede diabetico e tromboflebite.  

Quali sono i rimedi contro le gambe stanche?

Per curare le gambe stanche è indispensabile prima individuare la causa che ne è alla base per poi intervenire su di questa. Una condizione di stanchezza delle gambe causata da uno sforzo fisico può essere risolta intervenendo con impacchi freddi e con un periodo di riposo. Qualora la causa sia un’insufficienza venosa bisognerà agevolare la circolazione sanguigna tenendo le gambe in movimento o alte quando si sta coricati, bere molti liquidi e integratori di potassio e infine evitare che le gambe stesse siano esposte ad alte temperature. In generale il senso di pesantezza delle gambe potrà essere alleviato dedicandosi a un’attività fisica costante e moderata, massaggiando l’arto o usando calze elastiche a compressione graduata, che presentano la caratteristica di evitare il ristagno di liquido ematico all’interno dei capillari.  

Gambe stanche, quando rivolgersi al proprio medico?

Una situazione di gambe stanche o pesanti deve essere sottoposta all’attenzione del proprio medico curante qualora sia collegata a dolore, rossore o gonfiore alle gambe stesse, a febbre, non accenni a scomparire dopo tre o più giorni o renda difficoltoso il movimento. Si ritiene sia indispensabile il consulto di uno specialista quando il gonfiore riguarda entrambe le gambe o se si è in presenza di vene varicose o dolore ai piedi. Se le gambe divengono stanche successivamente a un trauma bisogna rivolgersi al presidio di Pronto Soccorso per ricevere le appropriate cure d’emergenza.

Rigidità dei muscoli del dorso e del collo (torcicollo)

Che cos’è la rigidità dei muscoli del dorso e del collo?

La rigidità muscolare localizzata nell’area superiore della schiena (dorso) e del collo (in corrispondenza del rachide cervicale e delle spalle) caratterizzata da difficoltà nel muoversi o piegare la testa e spesso associata a dolore, è un problema comune e che non deve destare eccessiva preoccupazione. Solitamente, difatti, il torcicollo – come viene comunemente chiamato questo genere di disturbo – migliora o scompare nel giro di un paio di giorni e raramente è la spia di un problema più grave.  

Quali sono le cause della rigidità dei muscoli del dorso e del collo?

La rigidità dei muscoli del dorso e del collo è in genere causata da una posizione anomala durante il sonno, da una cattiva postura, dall’uso del computer per un periodo prolungato, da traumi sportivi o alla guida (il colpo di frusta). Più raramente è invece conseguenza di danni neurologici – in presenza di una radicolopatia cervicale – o dell’uso di alcuni farmaci. Talvolta stress e ansia possono causare tensione nei muscoli del collo e di conseguenza dolore. Sono rari i casi in cui un’improvvisa rigidità localizzata tra schiena e collo rappresenta una spia o un sintomo di condizioni più gravi e serie.  

Quali malattie si possono associare a rigidità dei muscoli del dorso e del collo?

Tra le principali patologie collegate alla rigidità dei muscoli del dorso e del collo ci sono le seguenti: ernia del disco, osteoartrite, spondilosi cervicale, stress, cervicalgia (dolore cervicale), colpo di frusta. Si rammenta come questo non rappresenti un elenco esaustivo e che è sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di sintomi persistenti.  

Quali sono i rimedi contro la rigidità dei muscoli del dorso e del collo?

La rigidità dei muscoli del dorso e del collo (torcicollo) si cura e guarisce semplicemente con il riposo. Qualora il dolore renda impossibile lo svolgimento delle normali attività quotidiane, può essere utile il ricorso ad antinfiammatori come il paracetamolo o l’ibuprofene. La condizione può migliorare più rapidamente applicando impacchi caldi sul collo o dormendo su un cuscino più basso durante la notte. Una valutazione osteopatica ed esercizi fisioterapici mirati possono contribuire a recuperare una postura corretta e alleviare la sintomatologia dolorosa. In altri casi può essere valutata l’azione di terapie a ultrasuoni o dell’elettroterapia per rilassare i muscoli.  

In presenza di rigidità dei muscoli del dorso e del collo quando rivolgersi al proprio medico?

Per valutare l’esigenza di ricorrere a delle cure mediche tempestive, bisogna conoscere l’evoluzione della rigidità dei muscoli del dorso e del collo. Si tratta solitamente di una condizione che non necessità di cure d’emergenza. Un consulto specialistico è necessario qualora il dolore e la rigidità persistano per più giorni senza migliorare.

Sciatalgia

Che cos’è la sciatalgia?

Si ha sciatalgia quando si è in presenza di un danno o di una pressione del nervo sciatico in grado di provocare un dolore associato a un intorpidimento della gamba. In genere interessa una sola gamba e il dolore, che si irradia dal fondo della schiena fino a giungere all’estremità più bassa della gamba, tende ad aumentare quando si cammina, quando ci si rialza o ci si siede, durante la notte o quando si tossisce o ci si soffia il naso con energia.  

Quali sono le cause della sciatalgia?

La sciatalgia può essere causata da varie patologie, tra cui: mal di schiena, ernia del disco, artrosi, stenosi spinale, fratture e alcune forme di tumore.  

Quali sono i rimedi contro la sciatalgia?

In molti casi la sciatalgia tende a risolversi da sé, per cui è sufficiente ridurre i movimenti nei primi giorni di dolore, senza però rimanere immobili a letto, e riprendere con gradualità la normale attività fisica nei giorni seguenti. Il dolore può essere alleviato per 2-3 giorni con ghiaccio, in seguito con impacchi caldi. Se il medico lo ritiene necessario, possono essere utilizzati anche farmaci antidolorifici. Se gli effetti non diminuiscono, in base alla causa della sciatalgia, ci si può sottoporre a un intervento di fisioterapia, possono essere assunti specifici medicinali o, nei casi più gravi, si può dover ricorrere a un intervento chirurgico.  

Sciatalgia, quando rivolgersi al proprio medico?

La sciatalgia deve essere comunicata al proprio medico curante quando:
  • il dolore associato è particolarmente intenso
  • il dolore derivi dalle conseguenze di una caduta o di un trauma
  • ci sia febbre, arrossamento della schiena, dolori a natiche cosce, inguine o sotto il ginocchio
  • ci siano episodi di sangue nelle urine o di dolore durante la minzione
  • ci sia incontinenza urinaria o fecale
  • ci sia una perdita di peso improvvisa e ingiustificata
  • si faccia uso di steroidi o sostanze stupefacenti per via endovenosa.
 

Area medica di riferimento per la sciatalgia

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la sciatalgia è l’Unità Operativa di Ortopedia.