Con le basse temperature invernali si può percepire dolore alle mani nel movimento delle dita. Ma quando questo sintomo può essere un campanello d’allarme per patologie legate alle articolazioni delle mani? Risponde il dottor Matteo Tegon, chirurgo della mano in Humanitas Castelli e Humanitas Medical Care Bergamo.

Dottor Tegon, anche le mani si ammalano: di che cosa?

«Le mani sono gli strumenti con cui svolgiamo tutte le attività quotidiane e lavorative, e per questo sono particolarmente esposte e sovraccaricate. Sono quindi molto frequenti malattie infiammatorie, come il tunnel carpale, le dita a scatto, la tendinite e, visto che sono costituite da molte articolazioni, possono soffrire anche di artrosi. La più comune è l’artrosi trapezio metacarpale che dà dolore nelle prese. Inoltre, dal momento che sono parti del corpo sempre esposte, le mani sono soggette anche a traumi dovuti a infortuni».

Cosa può nascondersi dietro al dolore?

«Il dolore è  un sintomo che appartiene a tutte le patologie che possono colpire le mani tra cui, la più comune, è senz’altro la sindrome del tunnel carpale».

Che cosa è il tunnel carpale?

«Si tratta della sofferenza provata da un nervo della mano chiamato “nervo mediano”. È un nervo misto, costituito da una parte motoria che dà la forza al muscolo ponente, che ci permette di ruotare il pollice oltre che avere “presa” con le dita, e una parte sensitiva che ci dà il tatto e la capacità di sentire gli oggetti alle prime tre dita. È il nervo che distingue la nostra mano da quella delle scimmie».

Perché questo nervo inizia a soffrire?

«A causa di una malattia infiammatoria che colpisce i tendini flessori della mano e li fa ingrossare. Si crea così una compressione nervosa che riduce la vascolarizzazione del nervo provocando dolore. A cosa sia dovuta la contrazione non è chiaro, il fatto che ne siano più colpite le donne potrebbe far pensare a questioni ormonali. La creazione di continui microtraumi imputabili a un uso prolungato della mano per questioni associate al lavoro, contribuiscono a creare dei processi infiammatori cronici e vanno a ripercuotersi sul nervo».

Che tipo di dolore percepiamo?

«È un tipo di dolore accompagnato da formicolii principalmente alle prime tre dita che, a lungo andare, può arrivare fino al polso e al gomito. Il principale campanello d’allarme è quando, di notte, ci svegliamo per il formicolio e il dolore. Questo ci deve far insospettire e spingerci a indagare perché, se trascurato, la ripresa della mano sarà molto più lunga».

Come avviene la diagnosi del tunnel carpale?

«L’esame principale è l’elettromiografia. Un esame elettrico che permette non solo di indagare se il problema è causato da una sofferenza periferica a livello del polso, ma ci dà anche un’idea della gravità della sofferenza del nervo. L’esame permette di avere importanti informazioni su quanto velocemente deve essere trattato il problema e quanto sarà il tempo di recupero».

La chirurgia è l’unica strada per la guarigione?

«Sì, il tunnel carpale ha come unico trattamento quello chirurgico. Ci sono terapie che servono per alleviare le sintomatologie, soprattutto notturne, ma non sono risolutive. Con l’intervento possiamo allargare il nervo attraverso una procedura mini invasiva per via endoscopica che permette di svolgere l’intervento in anestesia locale facendo un piccolo accesso cutaneo tramite il polso, da 5 a 7-8 millimetri. Il tutto in pochi minuti con una rapida ripresa già dal giorno dopo e senza punti di sutura».