Le temperature rigide tipiche dei mesi invernali mettono alla prova tutto l’organismo, ma sono soprattutto le estremità a risentirne maggiormente. Le mani, costantemente esposte al freddo, possono manifestare disturbi che vanno dal semplice intorpidimento a problematiche più complesse legate alla circolazione.
Per capire quali sono i rischi, come prevenirli e quando è opportuno rivolgersi allo specialista, ne parliamo con il dottor Matteo Tegon, specialista dell’Unità di Chirurgia della Mano di Humanitas Castelli di Bergamo.
Dottor Tegon, perché le mani soffrono particolarmente il freddo?
«Il freddo provoca una riduzione del calibro dei vasi sanguigni più periferici. È un meccanismo di difesa dell’organismo per conservare il calore, ma a livello delle mani può causare pelle fredda, pallida o violacea, gonfiore, dolore e riduzione della sensibilità».
Quali sono i disturbi alle mani più comuni legati all’esposizione al freddo?
«Tra le condizioni più frequenti ci sono i geloni, che non richiedono necessariamente temperature estreme. Possono comparire anche con clima umido e pochi gradi sopra lo zero e si manifestano con arrossamento, gonfiore, prurito o dolore alle dita».
Ci sono persone più predisposte a questo tipo di problemi?
«Sì. Alcuni soggetti presentano una maggiore sensibilità del microcircolo, che può essere accentuata da fattori come magrezza, fumo, stress o da specifiche condizioni mediche. Inoltre, chi ha subito traumi, fratture o interventi chirurgici alle mani può avvertire maggiormente questi disturbi, soprattutto nei primi inverni successivi».
Che cosa si può fare per prevenire i disturbi da freddo alle mani?
«La prevenzione è fondamentale. È importante proteggere le mani con guanti adeguati, meglio se isolanti e traspiranti, ed evitare sbalzi termici improvvisi. Un errore frequente è riscaldare subito le mani molto fredde con acqua molto calda: questo può peggiorare la situazione e favorire piccole lesioni cutanee. Utile anche mantenere la pelle idratata e adottare uno stile di vita attivo per favorire la circolazione».
Il freddo può aumentare anche il rischio di traumi?
«Sì, mani intorpidite e superfici scivolose aumentano il rischio di cadute e infortuni, soprattutto durante le attività sportive invernali. Polsi e dita sono spesso coinvolti in fratture o distorsioni che non vanno sottovalutate, anche quando il dolore sembra lieve».
Quando è consigliabile rivolgersi allo specialista?
«Se i disturbi sono frequenti, intensi o persistenti è importante effettuare una valutazione specialistica. In casi più rari, l’esposizione prolungata al freddo può causare danni al microcircolo con alterazioni cutanee e dei tessuti più profondi. In queste situazioni, una valutazione chirurgica può essere utile non solo per recuperare la funzione, ma anche per migliorare l’aspetto della mano e la qualità di vita del paziente».
-
2.3 milioni visite
-
+56.000 pazienti PS
-
+3.000 dipendenti
-
45.000 pazienti ricoverati
-
800 medici

