Arrossamento del volto

Che cos’è l’arrossamento del volto?

L’arrossamento del volto è una colorazione rosacea o rossastra della pelle, generata dalla dilatazione deicapillari sanguigni che corrono sotto la cute del viso.

Quali sono le cause dell’arrossamento del volto?

L’arrossamento del viso può essere transitorio o invece persistente e può avere diverse cause. Sia di natura non patologica:
  • vampate di calore che caratterizzano la menopausa
  • esposizione al sole
  • sbalzi di temperatura
  • stimoli emotivi come rabbia o imbarazzo
  • ingestione di cibi piccanti o di bevande alcoliche o calde
  • reazioni dovute ad allergie
  • uso di farmaci.
Sia di origine, invece, patologica:
  • acne,
  • allergia da contatto,
  • dermatite seborroica,
  • eritema solare,
  • cefalea,
  • couperose (rosacea),
  • dermatite,
  • ipertensione.

Quali sono i rimedi contro l’arrossamento del volto?

Per curare gli arrossamenti del volto – che siano transitori o persistenti – sarà necessario individuarne la causa e intervenire su di questa.

Arrossamento del volto, quando rivolgersi al proprio medico?

L’arrossamento del volto deve essere sottoposto all’attenzione del proprio medico curante qualora sia accompagnato da forte ipertensione o da una delle patologie che possono essere a essa correlate (vedi elenco sopra).

Area medica di riferimento per l’arrossamento del volto

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per l’arrossamento del volto è il Servizio di Dermatologia.

Bolle

Che cosa sono le bolle?

Le bolle sono piccoli sacchetti pieni di liquido che possono svilupparsi su pelle o mucose e che possono raggiungere i 5-10 millimetri di diametro. In molti casi si rompono facilmente rilasciando sull’epidermide il loro contenuto, che si può solidificare lasciando quindi una crosta di colore giallastro.  

Quali malattie si possono associare alle bolle?

Tra le patologie associabili alle bolle ci sono le seguenti: geloni, herpes simplex, impetigine, lichen planus, pemfigo volgare, scabbia, acne, allergia da contatto, dermatite, dermatofitosi, eritema solare, fuoco di Sant’Antonio, ustioni, varicella. Si rammenta che questo elenco non è esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso in cui i sintomi persistano.  

Quali sono i rimedi contro le bolle?

Esistono diversi prodotti che contribuiscono a combattere le bolle che sono associate a disturbi specifici, come l’herpes labiale. Di solito, però, è bene chiedere consiglio a uno specialista dermatologo per comprenderne la natura e scegliere di conseguenza il rimedio più adatto.  

Con bolle quando rivolgersi al proprio medico?

È opportuno rivolgersi al medico ogni qualvolta si abbia a che fare con bolle di origine sconosciuta sulla pelle.

Formazione di pus

Che cosa si intende con “formazione di pus”?

Si ha formazione di pus quando all’interno di una cavità si forma un ascesso o stato di infiammazione; questi conducono alla produzione di pus, che consiste in un liquido viscoso di colore giallognolo-verdastro formato da batteri (vivi e morti), siero, leucociti in via di decomposizione e altri prodotti di scarto derivanti dal processo di difesa dell’organismo nei confronti dell’infezione. La natura del pus muta in base all’agente infettante che ha contribuito a formarlo.  

Quali sono le cause della formazione di pus?

La formazione di pus è solitamente dovuta a infezioni provocate da stafilococchi, streptococchi, meningococchi e gonococchi, tutti germi che vengono chiamati piogeni per la loro capacità di provocare delle infezioni purulente. Può dipendere anche da varie malattie, tra le quali si possono elencare: gonorrea, impetigine, tenosinovite, acne, ascesso perianale, folicolite, ulcera corneale.  

Quali sono i rimedi contro la formazione di pus?

Per poter curare una formazione di pus sarà indispensabile individuare e intervenire sulla causa che ne sta alla base. In ogni caso sono da evitare i rimedi fai-da-te, qualunque sia la causa scatenante la formazione del pus.  

Formazione di pus, quando rivolgersi al proprio medico?

La formazione di pus deve essere portata all’attenzione del proprio medico curante qualora si accompagni a una patologia, già diagnosticata, inseribile tra quelle che sono considerate associabili a questo disturbo (vedi l’elenco sopra riportato).

Infezione da propionibacterium

Che cosa sono le infezioni da propionibacterium?

Tra le infezioni da propionibacterium più note ci sono quelle: propionibatterio Anes, propionibatterio granulosum, propionibatterio avidum e propionibatterio propionicus. Il propiconibatterio è un batterio anaerobico Gram-positivo che vive normalmente sulla pelle e non è generalmente correlato con la comparsa di alcuna malattia.

Come si contraggono le infezioni da propionibacterium?

Le infezioni da propionibacterium possono essere acquisite durante interventi chirurgici o trasfusioni, o possono dipendere dai processi alla base della comparsa della malattia acneica, quando i batteri della pelle, generalmente innocui, si trasformano in nemici della salute.  

Quali sono le malattie e i sintomi correlati con le infezioni da propionibacterium?

Alle infezioni da propionibacterium possono essere collegati questi problemi di salute: acne, endocardite, infezioni post-operatorie (ad es. infezioni alle spalle), infezioni neurochirurgiche da shunt, cheratite infettiva, endoftalmia. Più raramente, infezioni dentali, congiuntivite associata all’uso delle lenti a contatto, infezioni da protesi mammarie e peritonite. I sintomi delle infezioni da propionibacterium variano a seconda dell’organo colpito. La pelle può avere a che fare con: punti neri, lesioni infiammatorie e ferite. Nel caso di endocardite possono invece comparire: febbre, letargia, malessere, sudorazione, brividi. Meno spesso, mormorio cardiaco e altri sintomi specifici dell’endocardite. In altri casi, i sintomi dell’infezione non sono particolarmente evidenti o l’infezione può anche essere asintomatica.  

Come si può curare un’infezione da propionibacterium?

La cura delle infezioni da propionibacterium varia a seconda dell’organo colpito e spesso vengono utilizzati antibiotici. Nel caso di acne, può essere indicato l’uso di farmaci per via orale e l’uso di prodotti topici. Tra gli attivi utili vi sono i derivati della vitamina A, il perossido di benzoile, i beta-idrossiacidi (come l’acido salicilico) e gli antibiotici. Anche la terapia fotodinamica sembra essere utile. Se gli shunt neurochirurgici o altre protesi sono infetti, devono essere rimossi e si devono usare trattamenti antibiotici. La migliore condizione, anche nel caso di altre infezioni, è che si consideri la sensibilità del batterio alle diverse molecole disponibili. Infine, un’endoftalmia può richiedere, oltre agli antibiotici, anche un intervento chirurgico.  

Importante avvertenza

Le informazioni fornite sono di carattere generale e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico. In caso di malessere, consultare il proprio medico o il pronto soccorso.

Limone

Il limone è il frutto della pianta Citrus limon, sempreverde che appartiene alla famiglia delle Rutaceae. I frutti hanno forma ovale e la loro buccia può assumere tonalità che vanno dal verde al giallo. Una caratteristica di questa pianta è che i limoni vengono prodotti in continuazione, durante tutto l’anno.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del limone?

100 grammi della parte commestibile del limone apportano solo 11 calorie, così ripartite: 78% carboidrati e 22% proteine. I lipidi sono praticamente assenti. Nella stessa quantità sono presenti: Se invece si prende in considerazione il solo succo del limone, le calorie apportate in 100 grammi sono 6, così ripartite: 87% di carboidrati e 13% di proteine. Questi inoltre i componenti presenti nella stessa quantità: Il limone contiene fibre (però non presenti nel succo), acidi organici, carotenoidi e flavonoidi (soprattutto nella scorza e nell’albedo, la parte bianca), limonoidi amari e composti volatili (concentrati nella buccia).  

Quando non bisogna mangiare limone?

Il consumo di limone favorisce l’assorbimento del ferro, e sembra essere in grado di ridurre le concentrazioni plasmatiche di clorochina. In presenza di dubbio meglio quindi chiedere consiglio al proprio medico di fiducia.  

Quali sono i possibili benefici del limone?

I benefici del succo di limone sono quelli di essere astringente, diuretico, tonico, di favorire la sudorazione (diaforetico). Viene utilizzato a livello topico per curare l’acne, le micosi della pelle, le scottature solari e le verruche. La buona presenza di vitamina C e potassio ne forniscono capacità antiossidanti, antitumorali e antimicrobiche. Se consumato giornalmente, infine, il succo di limone sembra ridurre la formazione di calcoli ai reni.  

Quali sono le controindicazioni del limone?

Il succo del limone può arrecare danno allo smalto dei denti, alterandone la luminosità. Non è invece certo che il consumo di limone possa provocare problemi di reflusso gastroesofageo: non ci sono prove scientifiche che questo problema possa essere generato o acuito dall’acidità di questo succo.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Papule

Che cosa sono le papule?

Le papule sono lesioni cutanee di diametro inferiore al centimetro che si caratterizzano per bordi netti e forma variabile. Possono essere rialzate, lisce o anche infossate nella pelle e a provocarne la formazione possono essere numerosi disturbi dermatologici, dalla dermatite allergica a quella atopica. Possono anche formarsi a causa di malattie come psoriasi, la varicella e la candidosi cutanea. Infine, anche reazioni avverse ai medicinali o punture d’insetti possono provocare la comparsa di queste lesioni cutanee.  

Quali malattie si possono associare alle papule?

Tra le patologie associabili alle papule ci sono le seguenti: lupus eritematoso sistemico, malattia da graffio di gatto, mollusco contagioso, pitiriasi rosea, psoriasi, rosacea, scabbia, sifilide, toxoplasmosi, tripanosomiasi africana, vaiolo, varicella, verruche, acne, acrodermatite, cheratosi attinica, dengue, dermatite seborroica, dermatofitosi, ebola, follicolite, fuoco di Sant’Antonio, lebbra, lichen planus. Si tratta di un elenco non esaustivo. È sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di sintomi persistenti.  

Quali sono i rimedi contro le papule?

Nella maggior parte dei casi le papule scompaiono senza bisogno di assumere medicinali. Resta importante evitare il contatto con materiali che possono irritare la pelle, non sfregare o grattarsi la pelle, lavarsi con acqua tiepida (ma non bollente), non applicare trucco, lozioni o saponi aggressivi sull’area interessata dalle lesioni e consentire alla pelle di rimanere il più possibile esposta all’aria. Se alla base del problema vi è una dermatite atopica può essere utile l’impiego di prodotti a base di avena, dalle spiccate proprietà lenitive.  

Con papule quando rivolgersi al proprio medico?

È opportuno rivolgersi al proprio medico qualora le papule compaiano poco dopo aver iniziato ad assumere un nuovo medicinale, se si sospetta che possano essere dovute al morso di una zecca o che siano il sintomo di una malattia infettiva come, ad esempio, la varicella.

Pelle grassa

Che cos’è la pelle grassa?

La pelle grassa è una condizione per cui la cute produce eccessive quantità di sebo. Quest’ultimo è normalmente prodotto dall’organismo allo scopo di promuovere la salute naturale della pelle, ma qualora in eccesso potrebbe conferirle un aspetto oleoso e favorire la comparsa di problemi come l’acne. Alla base della sua comparsa vi sono sia fattori genetici sia l’azione di ormoni. È invece probabile che il ruolo dell’alimentazione sia molto più contenuto rispetto a quanto si pensasse in passato, anche se non si può escludere che il cibo non possa essere coinvolto nella sua comparsa. Altri fattori che potrebbero giocare un ruolo importante sono l’umore e il clima. Non mancano, ad esempio, i casi in cui la pelle grassa è associata all’aumento di sudorazione tipico dell’estate.  

Quali malattie si possono associare alla pelle grassa?

Tra le patologie associabili alla pelle grassa, ci sono le seguenti: dermatite seborroica, sindrome dell’ovaio policistico, acne, acromegalia. Si rammenta come questo non sia un elenco esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di sintomi persistenti.  

Quali sono i rimedi contro la pelle grassa?

Il rimedio migliore contro la pelle grassa è una corretta igiene. Esistono prodotti specifici per prendersi cura di una cute alle prese con un eccesso di sebo: maschere, argille, diversi tipi di creme, detergenti, tonici, e cerotti medicati. Di solito è consigliabile utilizzare prodotti a base acquosa anziché oleosa. Nei casi più severi sarà il dermatologo a suggerire il prodotto più adatto allo scopo di cercare di arginare il problema. Resta fondamentale pulire la pelle più spesso rispetto a quanto si farebbe se non si avesse a che fare con questo disturbo. Nel caso in cui il problema sia associato a sindrome dell’ovaio policistico potrebbe essere necessario assumere medicinali o integratori.  

Pelle grassa, quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di pelle grassa, è raccomandabile rivolgersi a un medico qualora una corretta igiene e l’uso di prodotti acquistabili senza ricetta non aiutino ad alleviare il problema.  

Pustole

Che cosa sono le pustole?

Le pustole sono rigonfiamenti di piccole dimensioni dovuti alla presenza di pus che si formano in corrispondenza di ghiandole sudoripare o di follicoli piliferi. Possono indicare la presenza di un’infezione, visto che il pus viene prodotto dalla rottura delle cellule che si trovano a fronteggiare, appunto, un’infezione. L’occlusione dei pori impedisce la dispersione del pus e dei batteri per cui questi, accumulandosi, provocano la formazione della pustola. Queste si formano soprattutto nei punti in cui si concentra abbondante sudorazione, soprattutto su volto, schiena, spalle, sterno, inguine o ascelle.  

Quali altri sintomi possono essere associati alle pustole?

Alle pustole possono accompagnarsi altri sintomi come brividi, febbre, affaticamento, dolori diffusi in tutto il corpo, gonfiori, arrossamenti e mal di testa.  

Quali sono le cause delle pustole?

Tra le cause delle pustole ci sono: acne, dermatofitosi, folicolite, blefarite, orzaiolo, rosacea, psoriasi, varicella, scabbia e herpes labiale.  

Quali sono i rimedi contro le pustole?

In genere le pustole scompaiono da sole, basta aspettare che secchino senza schiacciarle o trattarle con prodotti a base grassa. Per la loro guarigione possono essere utilizzati prodotti a base di zolfo o acido salicilico, in base alle indicazioni del medico. Sono da evitare le soluzioni fai-da-te, con le quali si rischia di peggiorare la situazione, soprattutto in caso di pelle sensibile. Nei casi più gravi le pustole possono essere trattate con antibiotici o con una terapia con il laser.  

Pustole, quando rivolgersi al proprio medico?

È necessario sottoporre all’attenzione del proprio medico le pustole quando sono persistenti e ricorrenti, perdono liquido o sono dolorose, quando ricoprono abbondantemente alcune specifiche parti del corpo come il viso. La visita dal medico deve essere urgente se le pustole si accompagnano a febbre alta, nausea, vomito, difficoltà respiratorie e gonfiore della parte di pelle interessata.  

Area medica di riferimento per le pustole

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per le pustole è il Servizio di Dermatologia.

Vitamina B8 (biotina)

Che cos’è la vitamina B8

La vitamina B8, onosciuta anche col nome di  biotina o vitamina H o vitamina I, fa parte del gruppo delle vitamine idrosolubili, quelle cioè che non possono essere accumulate nell’organismo, ma devono essere regolarmente assunte tramite l’alimentazione. La biotina non subisce alterazioni in seguito alle alte temperature ma è invece sensibile agli acidi e agli alcali.  

A che cosa serve la vitamina B8?

La vitamina B8 partecipa al metabolismo proteico e alle azioni di sintesi del glucosio e degli acidi grassi. È altresì indicata per il trattamento di alopecia, di dermatiti seborroiche – soprattutto nei bambini appena nati – e di acne grazie alla sua capacità di preservare l’integrità dei capelli e della pelle.  

In quali alimenti è presente la vitamina B8?

Essa è presente in molti alimenti, in particolare nel fegato, nel tuorlo d’uovo, nelle arachidi, nei piselli secchi, nelle verdure, nei funghi, nel lievito di birra, nel latte e nel formaggio.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di vitamina B8?

Il suo fabbisogno giornaliero varia dai 15 ai 100 mg al giorno. Nei soggetti che praticano sport a livello semi-professionale – che richiedono quindi grande dispendio di energie e un’accelerata sintesi proteica – il fabbisogno può anche essere raddoppiato.

Carenza di vitamina B8

Oltre a essere presente in molti alimenti, la vitamina B8 viene prodotta in quantità abbondanti dalla flora intestinale, per questo è difficile che se ne registri una carenza. Tale carenza può verificarsi a seguito di un eccessivo consumo di albume d’uovo crudo, che è un antagonista della biotina. I sintomi della carenza di vitamina B8 sono nausea, affaticamento generale, stati depressivi e alterazioni cutanee.

Eccesso di vitamina B8

A oggi non si conoscono problemi derivanti da un’eccessiva assunzione di vitamina B8, o biotina.  

È vero che una carenza di vitamina B8 può provocare i crampi notturni?

Sì, i crampi notturni sono solitamente provocati dalle posizioni assunte durante il sonno e dal fatto che la circolazione all’interno degli arti – freddi perché non utilizzati – è rallentata. Ma possono anche avere delle cause nutrizionali quando – all’interno dell’alimentazione quotidiana – vi sia una carenza di ferro, di magnesio e di alcune vitamine, tra le quali in primo piano c’è proprio la biotina o vitamina B8.