Nonostante si pensi che l’inquinamento atmosferico in città sia generalmente associato al traffico automobilistico, secondo un’elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec sulla base di uno studio del Politecnico di Milano, in realtà il riscaldamento e il raffreddamento domestico sono risultati essere i maggiori responsabili delle emissioni di CO2 in ambito urbano.

Riducendo il riscaldamento e l’aria condizionata si ha dunque un consistente e positivo impatto sull’ambiente, oltre che sulle nostre tasche. E in tutto questo non bisogna dimenticarsi della salute, visto che l’abuso di uno e dell’atro è in grado di generare numerosi disturbi.

Uno di questi è quello dell’occhio secco, di cui parliamo con il professor Mario Romano, direttore Centro Oculistico di Humanitas Castelli e docente Humanitas University.

Professore, perché l’aria condizionata può creare la sindrome dell’occhio secco?

«L’aria condizionata genera un flusso di aria filtrata particolarmente secca che può indurre un’evaporazione e disidratazione del film lacrimale, che non riesce quindi a proteggere adeguatamente la superficie corneale. Inoltre se associamo l’uso di schermi in questi ambienti, si riduce la frequenza di ammiccamento – la chiusura involontaria delle palpebre – e quindi il problema della secchezza oculare è amplificato. La disidratazione della superficie oculare determina un’infiammazione con conseguente disagio oculare e talora si può arrivare anche a importanti problemi funzionali».

Quali sintomi dà questa patologia?

«La prima sensazione percepita è secchezza oculare talora associata a bruciore. Nei casi più gravi, si può anche avvertire la presenza o la sensazione di un corpo estraneo negli occhi».

Come alleviare il disturbo?

«Per alleviare i sintomi è necessario: non impostare temperature troppo fredde, evitare di essere in prossimità del flusso di aria, evitare sbalzi termici, pulire adeguatemene i filtri affinché l’aria filtrata sia pulita ed infine utilizzare regolarmente sostituti lacrimali a proteggere la superficie oculare».

La stagione più calda può essere all’origine di altre patologie agli occhi?

«Un eccessivo caldo può indurre danni oculari anche gravi, tra cui il distacco di retina. Tale patologia deriva da una disidratazione interna all’occhio, in particolare del corpo vitreo, che quando è disidratato si contrae e  trazione sulla superficie della retina con conseguente possibile rottura retinica e distacco della retina. Tale processo può essere prevenuto da un’adeguata idratazione, bevendo acqua regolarmente durante la giornata».