Apparato respiratorio

Che cos’è l’apparato respiratorio?

L’apparato respiratorio è l’apparato che riunisce tutti gli organi e le strutture che hanno il compito di gestire lo scambio gassoso tra l’organismo umano e l’ambiente esterno. L’obiettivo è quello di rigenerare il sangue carico di anidride carbonica con l’ossigeno presente nell’ambiente esterno. L’attività di questo apparato è dunque strettamente legata a quella dell’apparato cardiocircolatorio.  

Com’è strutturato l’apparato respiratorio?

Gli organi che compongono l’apparato respiratorio sono:  

Qual è la funzione dell’apparato respiratorio?

La funzione dell’apparato respiratorio è quella di consentire l’ematosi, cioè il processo che ha il fine di permettere l’ossigenazione del sangue e, di conseguenza, il rifornimento di ossigeno a tutti gli organi e tessuti dell’organismo.

Arterie polmonari

Che cosa sono le arterie polmonari?

Le arterie polmonari sono i vasi sanguigni in cui scorre il sangue carico di anidride carbonica e di prodotti di scarto che proviene dalla circolazione periferica ed è diretto al cuore e ai polmoni per essere ripulito. Nella circolazione polmonare – chiamata anche circolazione cuore-polmoni o piccola circolazione – il compito di arterie e vene è invertito rispetto alla grande circolazione: qui le arterie trasportano il sangue “sporco”, carico di anidride carbonica (mentre nella grande circolazione questo compito viene assolto dalle vene) e le vene polmonari trasportano il sangue carico di ossigeno (compito assolto, nella grande circolazione, dalle arterie)  

Come sono strutturate le arterie polmonari?

Il nostro organismo ha due arterie polmonari: l’arteria polmonare destra, più lunga e più grande, e l’arteria polmonare sinistra, meno grande e più corta. Le due arterie si dirigono verso il proprio polmone di riferimento, affiancate dalla vena e dal bronco corrispondenti. Entrano nei polmoni, dove si ramificano seguendo la struttura dei bronchi fino a raggiungere gli alveoli polmonari, a livello dei quali avviene l’ossigenazione del sangue.  

Qual è la funzione delle arterie polmonari?

La funzione delle arterie polmonari è trasportare ai polmoni il sangue “sporco”, cioè ricco di anidride carbonica e di prodotti di scarto, che proviene dalla circolazione periferica.

Atrio destro del cuore

Che cos’è l’atrio destro del cuore?

L’atrio destro del cuore è una delle quattro camere che si trovano all’interno del cuore. Le altre sono: ventricolo destro del cuore, atrio sinistro del cuore e ventricolo sinistro del cuore. Le vene cave conducono nell’atrio destro il sangue ricco di anidride carbonica destinato a passare, attraverso la valvola tricuspide, questo passa nel ventricolo destro. L’atrio destro è separato dall’atrio sinistro dal setto interatriale. I due atri si disntinguono per grandezza e forma e comunicano con i ventricoli che sono posti sotto di loro attraverso due valvole che impediscono che il sangue torni indietro nel suo percorso.  

Qual è la funzione dell’atrio destro del cuore?

L’atrio destro del cuore è la parte del cuore che accoglie il sangue portato dalle vene e che quindi è povero di ossigeno e ricco di anidride carbonica. Passando attraverso la valvola tricuspide lo stesso sangue entra nel ventricolo destro da cui esce per immettersi nell’arteria polmonare, il vaso sanguigno che lo conduce nei polmoni dove verrà nuovamente arricchito di ossigeno. L’atrio destro è inoltre la sede del nodo atrioventricolare, da cui hanno origine gli stimoli elettrici che coordinano il battito del cuore.

Atrio sinistro del cuore

Che cos’è l’atrio sinistro del cuore?

L’atrio sinistro è una delle quattro camere con cui è strutturato il cuore. Le altre sono l’atrio destro, il ventricolo destro e il ventricolo sinistro. L’atrio sinistro è più piccolo dell’atrio destro e le sue pareti hanno un minore spessore rispetto a quello.  

Com’è strutturato l’atrio sinistro del cuore?

L’atrio sinistro del cuore è separato dall’atrio destro dal setto interatriale ed è collegato al ventricolo sinistro attraverso la valvola mitrale. Sule setto interatriale è posta la fossa ovale, che è il punto in cui c’è il foro che si richiude dopo la nascita e che nella fase fetale permette al feto di bypassare la circolazione polmonare dal momento che in questa fase i polmoni non vengono utilizzati perché il feto riceve ossigeno attraverso la madre.  

Qual è la funzione dell’atrio sinistro del cuore?

L’atrio sinistro riceve il sangue arterioso proveniente dai polmoni, quindi carico di ossigeno, attraverso le quattro vene polmonari. Quando si verifica la contrazione degli atri (diastole), il sangue passa dall’atrio sinistro al ventricolo sinistro attraverso la valvola mitrale (o bicuspide), che impedisce che il sangue torni indietro. Una volta giunto nel ventricolo sinistro, il sangue con l’ossigeno e i nutrienti attivi viene sospinto nell’aorta e nei suoi rami in modo tale che raggiunga tutte le cellule, i tessuti e gli organi del corpo.

Bronchi e bronchioli

Che cosa sono i bronchi e i bronchioli?

I bronchi sono i condotti dell’apparato respiratorio che consentono il passaggio dell’aria tra la trachea, i bronchioli e gli alveoli polmonari. Sono, per essere precisi, le due ramificazioni della trachea che, a destra e a sinistra, si dirigono verso l’ilo polmonare. Il bronco destro, posto in corrispondenza del polmone destro – che ha maggior volume e capacità respiratoria rispetto a quello sinistro – è più corto del bronco sinistro ma ha un maggior calibro rispetto a questo. I bronchioli sono invece le piccole diramazioni dei bronchi che si distribuiscono all’interno dei polmoni. Sulla loro estremità sono presenti gli alveoli polmonari che si diramano a loro volta in piccole strutture a forma di grappolo che sono chiamate sacchi alveolari e hanno la funzione di consentire gli scambi gassosi tra le vie respiratorie e il sangue.  

Come sono strutturati i bronchi e i bronchioli?

I bronchi sono ricoperti da una guaina fibrocartilaginea e muscolare e per questo sono semirigidi. All’interno sono ricoperti da una mucosa che ha ciglia e ghiandole la cui funzione è quella di eliminare i batteri e le particelle nocive che vengono inalate insieme all’aria. Le pareti dei bronchioli sono invece formate da epitelio a cellule cubiche, la loro struttura è quella caratteristica di una muscolatura liscia e di un tessuto connettivale elastico. Vista nel suo complesso, la struttura dei bronchi sembra quella di un albero, non a caso viene definita “albero bronchiale”, ed è costituita da:
  • un bronco principale (destro o sinistro) che è costituito da un bronco esterno e da uno interno al polmone
  • due o tre bronchi lobari e alcuni segmentali che costituiscono le diramazioni degli stessi bronchi principali
  • bronchi sempre più piccoli che diventano prima bronchioli e poi terminano negli alveoli polmonari.
 

Qual è la funzione dei bronchi e bronchioli?

La funzione dei bronchi è consentire il passaggio dell’aria dalla trachea ai bronchioli, che rappresentano la parte finale delle vie respiratorie e sono gli organi attraverso cui avvengono gli scambi dell’apparato respiratorio con il sangue.

Immunoglobuline

Che cosa sono le immunoglobuline?

Le immunoglobuline, dette anche anticorpi, sono molecole glicoproteiche che vengono prodotte dai linfociti B. Si legano a uno specifico antigene e ne agevolano l’eliminazione. Sono suddivise in cinque differenti classi:
  • immunoglobuline di tipo A (IgA), che hanno il compito di difendere le mucose, come ad esempio quelle di polmoni, intestino e bronchi
  • immunoglobuline di tipo E (IgE), coinvolte nella risposta agli attacchi portati dai parassiti (come i vermi) e derivanti dalle allergie
  • immunoglobuline di tipo M (IgM), intervengono per prime quando si verifica un contatto con un nuovo agente estraneo
  • immunoglobuline di tipo G (IgG), si attivano in un secondo momento, dopo che già si è verificato un incontro con l’antigene
  • immunoglobuline di tipo D, di cui non è ancora del tutto chiara la funzione specifica.

Inalatore (aerosol dosato)

A che cosa serve e a che cosa serve l’inalatore (aerosol dosato)?

L’inalatore (aerolo dosato) è un dispositivo medico utilizzato per la somministrazione di aerosolterapia in caso di malattie respiratorie. Si tratta di un erogatore in cui viene inserita la bomboletta spray contenente il farmaco. L’inalatore (aerosol dosato) libera una quantità predeterminata di farmaco. L’operazione è ripetibile più volte, alcuni aerosol dosati contengono fino a 200 dosi.  

Come funziona l’inalatore (aerosol dosato)?

Per la terapia è sufficiente portare l’inalatore alla bocca, spingere il fondo del barattolo e inalare: solo l’esecuzione simultanea delle due operazioni, però, ne garantisce l’efficacia. Per compensare questa potenziale criticità è anche possibile utilizzare un distanziatore. Il distanziatore è una sorta di tubo con due aperture, in una si inserisce l’erogatore mentre l’altra, dotata di boccaglio o maschera, viene portata in bocca dal paziente. Il distanziatore permette anche di ottimizzare la dose di farmaco assunta. Infatti, quando l’erogatore viene messo in funzione, le particelle che compongono l’aerosol si muovono a una notevole velocità e per la maggior parte aderiscono alla mucosa orale, fermandosi così alla bocca senza raggiungere i polmoni. Utilizzando il distanziatore, invece, le particelle vengono rallentate dall’aria nel tubo e una volta inalate dal paziente seguono il flusso d’aria verso i polmoni. Tale meccanismo riduce anche il rischio di effetti collaterali dovuti alla quantità di farmaco rimasto in bocca e assorbito dal corpo.  

L’inalatore (aerosol dosato) è pericoloso o doloroso?

Entro le dosi prescritte l’uso dell’inalatore (aerosol dosato) è sicuro.

Infezione da metapneumovirus umano

Il metapneumovirus umano è un virus RNA registrato nella sottofamiglia Pneumovirinae della famiglia Paramyxoviridae. Il virus metapneumovirus umano è, insieme al virus respiratorio sinciziale, una delle più comuni cause conosciute di malattie delle vie aeree inferiori nei bambini. Tale germe, tuttavia, può anche causare infezioni delle vie aeree superiori in individui di qualsiasi età.  

Come si contrae il Metapneumovirus umano?

La trasmissione delle infezioni da metapneumovirus umano (Human Metapnumovirus) si trasmette attraverso goccioline di secrezioni respiratorie emesse nell’aria da persone affette o attraverso il contatto con superfici o materiali contaminati dal microbo.  

Quali sono i sintomi di un’infezione da metapneumovirus umano?

I sintomi dell’infezione da metapneumovirus umano possono essere molto variabili sia per tipo che per gravità. Tra questi ci sono: febbre alta, mialgia, rinorrea, dispnea, tachipnea, rantolo.  

Quali malattie possono essere associate a un’infezione da metapneumovirus umano?

Le malattie che possono associarsi all’infezione, invece, sono: bronchiolite, a volte associata a polmonite, esacerbazioni dell’asma, otite media, polmonite, sindromi simil-influenzali, esacerbazioni della broncopneumopatia cronica ostruttiva.  

Come si può curare un’infezione da metapneumovirus umano?

Non esistono trattamenti specifici per le infezioni da metapneumovirus umano. Gli studi suggeriscono che la ribavirina, ossia la molecola con attività antivirale ad ampio spettro (cioè efficace contro molti virus), potrebbe essere efficace anche nel trattamento delle infezioni associate a questo microbo; in particolare la ribovirina sembra ridurre la replicazione del virus nei polmoni e l’infiammazione nei polmoni. Tuttavia, l’uso di questo antivirale non è ancora entrato nella pratica, e attualmente il trattamento dell’infezione da metapneumovirus umano consiste solo in terapie antipiretiche, in un’adeguata idratazione, nel trattamento sintomatologico dei sintomi respiratori e, nel caso più grave, in ossigeno supplementare e ventilazione meccanica. Al momento non esiste un vaccino che possa proteggere dall’infezione. Per questo motivo l’arma migliore contro il metapneumovirus umano sono, ad oggi, prassi igieniche appropriate che riducono il rischio che il virus entri nell’organismo, come lavarsi bene le mani.  

Importante avvertenza

Le informazioni fornite sono di carattere generale e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico. In caso di malessere, consultare il proprio medico o il pronto soccorso.

Ipercapnia

Che cos’è l’ipercapnia?

Si parla di ipercapnia quando si registra una presenza eccessiva di anidride carbonica  nel sangue, condizione che è dovuta a un cattivo funzionamento di cuore e polmoni, nello specifico a un’insufficienza respiratoria causata da una non adeguata ventilazione alveolare. Nelle sue forme più gravi, se non si interviene con urgenza, può condurre alla morte.  

Quali altri sintomi possono essere associati all’ipercapnia?

L’ipercapnia può accompagnarsi ad altri sintomi che variano per forma e intensità a seconda della specifica situazione Questi sintomi possono essere, in particolare: aumento della frequenza cardiaca, aumento della pressione sanguigna, dispnea, mal di testa, iperventilazione, disorientamento, stato confusionale, letargia.  

Quali sono le cause dell’ipercapnia?

L’ipercapnia può essere collegata a varie patologie, tra cui le principali sono: apnee notturne, disturbi cardiaci e broncopneumopatia cronica ostruttiva.  

Quali sono i rimedi contro l’ipercapnia?

La cura dell’ipercpania dipende dalla causa che sta alla sua base: occorre individuarla e intervenire su questa.  

Ipercapnia, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di ipercapnia deve sempre essere segnalata al proprio medico. Se si accompagna ai sintomi sopra elencati si consiglia di rivolgersi a un pronto soccorso.

Iperventilazione

Che cos’è l’imperventilazione?

Si è in presenza di una condizione di iperventilazione quando l’anidride carbonica presente nel sangue diminuisce a causa di una respirazione troppo rapida o profonda. In genere questa condizione si associa ad attacchi di panico o a momenti caratterizzati da ansia, secondo un circolo vizioso che comporta un aumento del panico che provoca a sua volta un aumento dell’iperventilazione, che genera panico e così via. L’iperventilazione può trarre la sua origine dall’assunzione di alcuni farmaci ma può anche dipendere da alcune malattie, come quelle polmonari o quelle cardiache, e può essere conseguenza di infezioni.  

Quali sono i sintomi associati all’iperventilazione?

Se si è soggetti a iperventilazione con una certa frequenza e questa risulta essere causata da rabbia, ansia, stress o depressione si parla di sindrome da iperventilazione, situazione che può essere associata a vari sintomi come vertigini, bocca secca, debolezza, confusione, dolore al petto o gonfiore addominale.  

Che cosa fare in caso di iperventilazione?

In caso di iperventilazione è fondamentale cercare di mantenere il più possibile la calma, anche sforzandosi di far entrare meno ossigeno nei polmoni, magari anche respirando con una sola narice, dopo avere tappato l’altra e la bocca. Per vincere l’iperventilazione possono essere utili farmaci contro l’ansia ma anche tecniche di rilassamento e respirazione. Se associata a febbre, dolore ed emorragie e tende a mantenersi nel tempo è il caso di recarsi a un pronto soccorso o, nei casi più gravi, di chiamare i soccorsi.  

Che cosa non fare in caso di iperventilazione?

I fenomeni di iperventilazione non devono essere sottovalutati, soprattutto se intensi, frequenti o associati a sintomi come febbre, emorragie e dolore.  

Importante avvertenza

Le informazioni di questa scheda forniscono semplici suggerimenti utili a tenere sotto controllo la situazione in caso di attesa dei soccorsi e non sono in nessun caso da considerarsi interventi che possano sostituire l’intervento degli operatori di primo soccorso.

Macrofagi

Che cosa sono i macrofagi?

I macrofagi sono globuli bianchi che sono presenti in numerosi organi e tessuti dell’organismo – tra gli altri polmoni, fegato, intestino e pelle – e hanno il compito di distruggere gli agenti patogeni. Per distruggerli si comportano in modo del tutto simile a quello dei fagociti, cioè inglobando e “mangiando” le particelle estranee che si sono introdotte nell’organismo.

Molibdeno

Che cos’è il molibdeno?

Il molibdeno è una sostanza minerale presente in tracce nel corpo, che lo immagazzina principalmente nel fegato, nei reni, nelle ghiandole e nelle ossa. Si ritrova anche nei polmoni, nella milza, nella pelle e nei muscoli.  

A cosa serve il molibdeno?

Circa il 90% del molibdeno immesso con il cibo viene eliminato dal corpo attraverso le urine. La parte conservata partecipa alla degradazione delle proteine e di altre sostanze. Il molibdeno è inoltre un componente dei coenzimi necessari per l’attività degli enzimi xantina ossidasi e solfito ossidasi.  

In quali alimenti è contenuto il molibdeno?

Il molibdeno è contenuto nel latte, nei formaggi, nei cereali, nei legumi, nella frutta secca, nelle verdure a foglia e nelle frattaglie. Il contributo degli alimenti di derivazione vegetale, tuttavia, varia notevolmente a seconda della quantità di minerali presenti nel suolo in cui sono stati coltivati. Infine, anche il molibdeno è presente in quantità variabili nell’acqua.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di molibdeno?

Non è raccomandata l’assunzione giornaliera di molibdeno. Ciononostante, i livelli di sicurezza variano a seconda dell’età e sono pari a un’assunzione giornaliera di 0,03-0,06 mg a 0,04-0,08 mg tra sei e dodici mesi, 0,05-0,10 mg tra uno e tre anni, 0,06-0,15 mg tra quattro e sei anni, 0,10-0,30 mg tra sette e dieci anni e 0,15-0,50 mg dopo 11 anni.  

Quali sono le conseguenze della carenza di molibdeno?

La mancanza di molibdeno è un fenomeno raro che può avere cause genetiche o nutrizionali. Nel primo caso le conseguenze possono comprendere disabilità intellettive, convulsioni, ipertensione grave, spasticità e problemi con il cristallino dell’occhio (ectopia lentis). Altri problemi derivanti dalla carenza di questo minerale sono tachicardia, tachipnea, emicrania, nausea, vomito e coma.  

Quali sono le conseguenze dell’eccesso di molibdeno?

Il molibdeno in eccesso è stato collegato a sintomi simili alla gotta e a problemi al sistema gastrointestinale, al fegato e ai reni. In aggiunta, prendere troppo molibdeno può causare carenza di rame.  

È vero che il molibdeno protegge dal cancro?

Il molibdeno presente nel terreno previene la formazione di nitrosammine negli alimenti di origine vegetale, composti legati alla comparsa di tumori. Tuttavia, questo non significa che l’assunzione di molibdeno aiuti a prevenire lo sviluppo del cancro.

Pleura

Che cos’è la pleura?

La pleura è la membrana sierosa che ricopre i polmoni. È costituita da due foglietti, chiamati foglietti pleurici:
  • il foglietto pleurico parietale (o pleura parietale), che ricopre esternamente i polmoni e li divide dalla parete toracica
  • il foglietto pleurico viscerale (o pleura viscerale), che aderisce alla superficie polmonare interna.
 

Com’è fatta e come funziona la pleura?

I due foglietti pleurici che costituiscono la pleura sono in continuo contatto tra loro: lo scorrimento dell’uno sull’altro è assicurato e favorito da una sottile pellicola di liquido pleurico che si trova nello spazio compreso tra i due foglietti e la cui presenza è indispensabile per consentire ai polmoni di seguire i movimenti dei muscoli, ai quali aderiscono, nel corso della respirazione. I due foglietti delimitano una cavità virtuale (la cavità pleurica) che non comunica né con l’esterno né con altri organi e all’interno della quale si forma una pressione negativa che consente ai polmoni di espandersi durante la fase di inspirazione. La sommità del foglietto pleurico parietale è definita cupola pleurica: è situata proprio in corrispondenza della fossa sopraclavicolare e corrisponde all’apice del polmone. Dal punto di vista istologico la pleura è considerata come un mesotelio, ovvero un tessuto che mantiene caratteristiche che sono tipiche sia degli endoteli (ovvero il sottile tessuto che delimita nella parte interna il lume nei vasi sanguigni o linfatici) che degli epiteli (i tessuti che rivestono la superficie esterna o tappezzano le cavità interne del corpo) e che, pertanto, assomiglia sia agli uni sia agli altri.  

A che cosa serve la pleura?

La pleura permette ai polmoni di scorrere sulle pareti della cavità polmonare e consente l’espansione dei polmoni durante la fase d’inspirazione.

Valvola mitrale

Che cos’è la valvola mitrale?

La valvola mitrale è una delle valvole presenti nel cuore – le altre tre sono la valvola tricuspide, la valvola polmonare e la valvola aortica – e che è posta tra l’atrio sinistro e il ventricolo sinistro. Il suo compito è quello di impedire che il sangue torni indietro e segua invece il suo percorso corretto e assicuri il giusto scambio di ossigeno e anidride carbonica.  

Com’è strutturata la valvola mitrale?

La valvola mitrale è costituita da due membrane (cuspidi) molto resistenti perché di tessuto connettivo, che si aprono e chiudono in corrispondenza di ogni battito del cuore. I margini delle due membrane sono collegati per mezzo delle corde rendinee ai muscoli papillari che, azionati dal flusso del sangue e dalle fasi cardiache, si contraggono e rilasciano in modo tale che il sangue possa solo procedere in avanti e non tornare indietro.  

Qual è la funzione della valvola mitrale?

La valvola mitrale, come detto, consente il passaggio del sangue proveniente dai polmoni e quindi ossigenato tra l’atrio sinistro e il ventricolo sinistro. Una volta entrato nel ventricolo il sangue grazie alla chiusura della valvola non può tornare indietro e quindi viene pompato nell’aorta per essere distribuito in tutto il corpo.

Valvola polmonare

Che cos’è la valvola polmonare?

La valvola polmonare è una delle quattro valvole presenti nel cuore. Le altre tre sono: valvola mitrale, valvola tricuspide e valvola aortica. E posta tra il ventricolo destro e l’arteria polmonare e ha il compito di non permettere che il sangue non ossigenato e ricco di anidride carbonica torni sui suoi passi e rientri nel ventricolo invece di proseguire il suo giusto cammino verso i polmoni.  

Com’è strutturata la valvola polmonare?

La valvola polmonare è costituita soprattutto da collagene ed è formata da tre membrane, dette cuspidi a forma di mezzaluna. È connessa alla parete del cuore attraverso un anello muscolare.  

Qual è la funzione della valvola polmonare?

La funzione della valvola polmonare è impedire che il sangue non ossigenato rientri nel ventricolo destro invece di proseguire il tragitto nell’arteria polmonare. La presenza di difetti congeniti o di patologie legate alla valvola polmonare possono provocare problemi come la stenosi valvolare polmonare, che corrisponde al restringimento dell’orifizio attraverso cui trascorre il sangue, patologia su cui si può intervenire con un intervento di valvuloplastica con palloncino.

Vena cava superiore

Che cos’è la vena cava superiore?

La vena cava superiore è il vaso sanguigno che trasporta in direzione del cuore il sangue che proviene dalla parte superiore del corpo – testa, collo, alcuni organi del torace, arti superiori – che è povero di ossigeno e ricco di anidride carbonica. È posta nella parte superiore del mediastino anteriore, lo spazio sui lati lateralmente dei polmoni, nel retro dalla colonna vertebrale e davanti dallo sterno. Ha una posizione quasi del tutto verticale, che scende dall’alto verso il basso fino a congiungersi con il pericardio, la struttura che contiene il cuore, e aprirsi nella parte superiore dell’atrio destro del cuore.  

Com’è strutturata la vena cava superiore?

La vena cava superiore ha una lunghezza di circa 7 centimetri e un diametro di circa 2 centimetri nel punto in cui ha lo sbocco. È formata dalla confluenza delle due vene brachiocefaliche e in essa sfocia la vena azigos.  

Qual è la funzione della vena cava superiore?

La vena cava superiore ha la funzione di trasportare il sangue povero di ossigeno e ricco di anidride carbonica dalla parte superiore del corpo fino al cuore. Da qui lo stesso sangue verrà spinto verso i polmoni per essere ossigenato e rinviato in tutto l’organismo.

Vene polmonari

Che cosa sono le vene polmonari?

Le vene polmonari sono i vasi sanguigni che collegano i polmoni all’atrio sinistro del cuore e che trasportano il sangue ossigenato che dal cuore verrà in seguito pompato nel resto dell’organismo. Costituiscono, insieme alle arterie polmonari, la cosiddetta circolazione polmonare – o piccola circolazione, o circolazione cuore-polmoni – che attraverso le arterie porta ai polmoni il sangue che proviene dall’organismo e che è ricco di anidride carbonica e prodotti di scarto perché venga ripulito e arricchito di ossigeno prima di essere rimesso in circolo verso gli organi e i tessuti del corpo. Nella circolazione polmonare avviene il contrario di quanto accade nella circolazione sistemica: nella polmonare sono le vene, e non le arterie, a trasportare il sangue ripulito e ricco di ossigeno e sono le arterie, e non le vene, a trasportare il sangue ricco di anidride carbonica e di prodotti di scarto.  

Come sono strutturate le vene polmonari?

Le vene polmonari sono lunghe in media 1,5 centimetri e hanno un diametro di circa 15 millimetri. Hanno pareti elastiche e sottili e non sono dotate di valvole. Da ognuno dei due polmoni derivano due vene polmonari: da quello di sinistra, che ha due lobi, ne origina una per lobo. Da quello di destra, che ha tre lobi, ne origina una dal lobo inferiore e una in comune dagli altri due lobi, quello medio e quello superiore. In genere le vene che collegano il polmone di destra con il cuore (vene polmonari di destra) sono leggermente più grosse di quelle che partono dal polmone sinistro (vene polmonari di sinistra). Le quattro vene polmonari sono così chiamate:
  • vena polmonare superiore destra, che confluisce nell’atrio sinistro del cuore nei pressi del setto interatriale
  • vena polmonare inferiore destra, che confluisce nell’atrio sinistro del cuore nei pressi del setto interatriale
  • vena polmonare superiore sinistra, che confluisce nell’atrio sinistro del cuore vicino alla parete laterale
  • vena polmonare inferiore sinistra, che confluisce nell’atrio sinistro del cuore vicino alla parete laterale.
 

Qual è la funzione delle vene polmonari?

La funzione delle vene polmonari è trasportare il sangue ripulito e ossigenato dai polmoni all’atrio sinistro del cuore, da cui in seguito viene pompato nel resto dell’organismo.

Ventricolo destro del cuore

Che cos’è il ventricolo destro del cuore?

Il ventricolo destro – insieme all’atrio destro, all’atrio sinistro e al ventricolo sinistro – è una delle quattro camere presenti nel cuore. Il ventricolo destro riceve dall’atrio destro il sangue carico di anidride carbonica che è stato trasportato dalle vene e lo indirizza verso l’arteria polmonare, attraverso cui arriverà ai polmoni per essere ossigenato.  

Com’è strutturato il ventricolo destro del cuore?

La forma del ventricolo destro è quella di una piramide di base triangolare. Insieme al ventricolo sinistro costituisce la parte più voluminosa del cuore, i due ventricoli sono separati tra loro dal setto interventricolare. Le pareti esterne del ventricolo destro sono leggermente più sottili di quelle del sinistro. Tra atrio destro e ventricolo destro è posta la valvola tricuspide che ha la funzione di permettere lo scorrimento del sangue in un’unica direzione, dall’atrio al ventricolo, impedendo che questo torni indietro.  

Qual è la funzione del ventricolo destro del cuore?

Il ventricolo destro riceve il sangue venoso, povero di ossigeno e ricco di anidride carbonica, e lo spinge verso i polmoni perché venga ripulito, ossigenato, pronto per tornare in circolo e raggiungere le cellule di organi e tessuti dell’intero organismo.