Boro

Che cos’è il boro?

Il boro è un minerale le cui tracce sono presenti nel corpo umano.  

A che cosa serve il boro?

Attualmente non è stato identificato un ruolo principale che il boro svolge nell’organismo. Generalmente viene somministrato per rafforzare le ossa, curare l’artrosi, aumentare i livelli di testosterone, aumentare la massa muscolare e migliorare le capacità di ragionamento o la coordinazione muscolare.  

In quali alimenti è presente il boro?

Il boro si ritrova in frutti come mele, arance, arance, uva rossa, pere, prugne, kiwi, uva sultanina e datteri, nella frutta secca e nell’avocado. Si ritrova anche in buona quantità in alcuni ortaggi e soia, piselli, borlotti e fagioli rossi, ribes, pomodori, lenticchie, olive, cipolle, patate, vino e birra.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di boro?

Non esiste una dose giornaliera di boro raccomandata. Più in generale, è considerata ricca di questo minerale un’alimentazione da 2.000 calorie al giorno che ne apporta 3,25 mg, mentre sono considerate povere di questa sostanza le diete che con 2.000 calorie al giorno apportano solo 0,25 mg di boro.  

Quali conseguenze provoca la carenza di boro?

I sintomi della carenza di boro non sono del tutto noti. Fra i possibili problemi troviamo ipertiroidismo, sbilanciamento degli ormoni sessuali, osteoporosi, artriti e anomalie nel funzionamento del sistema nervoso.  

Quali sono le conseguenze dell’eccesso di boro?

Un’assunzione eccessiva di boro può essere causa di nausea, vomito, debolezza e dermatite. In taluni casi possono verificarsi anche anomalie scheletriche.  

Il boro aiuta a migliorare le prestazioni atletiche?

Sebbene alcuni bodybuilder prendano il boro per migliorare le loro performance, non esistono prove scientifiche che questo minerale abbia la capacità di aumentare la massa muscolare.

Caffè

Il caffè è una bevanda che viene ottenuta attraverso la torrefazione e macinazione in polvere dei semi della pianta del caffè, della famiglia delle Rubiaceae, genere Coffea. Questa pianta viene coltivata su terreni permeabili posizionati in luoghi con temperature medie annue tra i 15 e i 25 gradi centigradi e caratterizzati da piogge abbondanti alternate a periodi di siccità. È presente in particolare in Sud America, Sud est Asiatico e Africa e ne esistono oltre 40 diversi tipi, tra cui le varietà più pregiate sono la Coffea robusta e la Coffea arabica.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del caffè?

100 grammi di polvere di caffè di buona qualità offrono un apporto di circa 287 calorie. Una tazzina ne contiene all’incirca 6 g, per cui apporta circa 17 calorie. Nella stessa quantità sono presenti: 100 grammi di polvere di caffè contengono da 1 a 2 grammi di caffeina, a seconda della qualità della miscela e del metodo di preparazione.  

Quando non bisogna bere caffè?

Il caffè non deve essere bevuto quando si soffre di patologie come l’ipertiroidismo o il glaucoma o se si hanno problemi legati a cuore, stomaco, intestino, pancreas, reni e sistema nervoso. Il suo consumo deve essere concordato con il proprio medico quando si seguono terapie a base di antibiotici chinoloni o di alendronato – usato conto l’osteoporosi ­ – che possono contribuire ad aumentare l’assorbimento della caffeina. Il caffè deve inoltre non essere bevuto dai bambini.  

Quali sono i possibili benefici del caffè?

Quando viene consumato nelle giuste dosi il caffè può apportare alcuni benefici tra cui: stimolare il sistema nervoso riducendo la sensazione di sonnolenza e aumentando la sensazione di benessere, aumentare le capacità mnemoniche e di ragionamento, diminuire l’appetito e la sensazione di fame, stimolare la secrezione gastrica e biliare con beneficio dell’attività digestiva, agire come analgesico contro il mal di testa, sviluppare proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.  

Quali sono le controindicazioni del caffè?

Quando si supera la soglia di consumo di caffè, variabile da persona a persona, si possono generare vari problemi tra cui: insonnia, tremori, palpitazioni e disturbi del rimo cardiaco, ipereccitabilità, stati depressivi, acidità di stomaco, ipertensione, acuirsi di gastrite o reflusso gastroesofageo.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Calcio

Che cos’è il calcio?

Il calcio è il più importante minerale del nostro corpo. Il 99% della quantità totale è concentrato nelle ossa, in cui si accumula sotto forma di carbonato.  

A che cosa serve il calcio?

Il calcio è fondamentale per lo sviluppo il mantenimento in salute di ossa e denti. Le ossa, infatti, sono sottoposte a un continuo processo di rimodellamento che prevede il riassorbimento e la deposizione di calcio nel nuovo tessuto osseo. Solo l’1% delle scorte totali di questo minerale partecipa ad altre funzioni: la contrazione dei muscoli, la trasmissione nervosa, la secrezione di ormoni, la vasodilatazione e la contrazione dei vasi sanguigni.  

In quali alimenti è possibile trovare il calcio?

Le principali fonti alimentari di calcio sono il latte e i suoi derivati, soprattutto i formaggi, gli yogurt e altri latti fermentati. Questo minerale è presente anche in alcuni vegetali a foglie scure (per esempio il cavolo cinese, il cavolo riccio e i broccoli, ma non gli spinaci), nei legumi secchi e in molti pesci e molluschi (per esempio sardine, vongole e cozze).  

Qual è il fabbisogno giornaliero di calcio?

La dose giornaliera di calcio raccomandata è pari a 800 mg. Il fabbisogno individuale, tuttavia, varia in base all’età. In particolare, il fabbisogno quotidiano di calcio aumenta in gravidanza e durante l’allattamento.  

Quali conseguenze può causare la carenza di calcio?

Le carenze di calcio, nel breve periodo, possono restare asintomatiche, ma se non trattate in modo adeguato possono portare a conseguenze molto gravi. I primi sintomi sono pizzicore e addormentamento delle dita, crampi muscolari, convulsioni, sonnolenza, scarso appetito e anomalie del battito del cuore. Inoltre, nel lungo periodo il rischio è quello di incorrere in osteopenia e, in seguito, a un’osteoporosi con conseguente aumento del rischio di fratture. Anche il rachitismo può essere una delle conseguenze della carenza di calcio, anche se più spesso alla base di questi problemi c’è una carenza di vitamina D.  

Quali conseguenze può causare l’eccesso di calcio?

Un eccesso di calcio nel sangue può provocare insufficienza renale, calcificazione dei vasi sanguigni e dei tessuti molli, aumento del calcio nelle urine e calcoli renali. Inoltre, un’assunzione eccessiva di questo minerale può causare stitichezza e interferire con l’assorbimento del ferro e dello zinco. Meno chiara è invece l’associazione con un aumento del rischio di tumore alla prostata e di patologie cardiovascolari.  

È vero che assumere calcio aiuta a contrastare l’osteoporosi?

Le carenze di calcio possono peggiorare l’osteoporosi, ma il problema deve essere affrontato a partire dalla giovane età, così da garantire una buona ossificazione fin da giovani.  

Cappuccino

Il cappuccino è una bevanda che viene preparata con l’aggiunta di caffè a una tazza di latte in precedenza scaldato e montato a schiuma.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del cappuccino?

Una tazza di cappuccino offre un apporto di circa 120 calorie. Di queste almeno 50 sono sotto forma di grassi. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna bere cappuccino?

Il consumo di latte può interferire con l’assunzione di alcuni antibiotici, come le tetracicline e la ciprofloxacina. La stessa interferenza con antibiotici può sorgere anche dal consumo di caffè, che può entrare in conflitto anche con altri principi attivi come la clozapina e l’efedrina. In caso di dubbio meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici del cappuccino?

Non si conoscono particolari benefici derivanti dal consumo di cappuccino, nonostante la presenza di vitamina A e ferro.  

Quali sono le controindicazioni del cappuccino?

La presenza di caffeina può portare, quando assunta in dosi eccessive, a stati d’ansia, insonnia e nervosismo e può essere controindicata quando si è in presenza di problemi di natura cardiovascolare come la pressione alta o di altre patologie come osteoporosi, diabete, glaucoma, diarrea o sindrome del colon irritabile. Il latte di vacca non deve essere consumato quando si è in presenza di intolleranza al lattosio.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Dolore alle ossa

Che cosa è il dolore alle ossa?

Il dolore alle ossa è un dolore intenso che si avverte sia nelle situazioni di moto o attività fisica sia a riposo; si differenzia dal dolore alle articolazioni o dolore ai muscoli che si avvertono esclusivamente quando si è in movimento.  

Quali sono le cause del dolore alle ossa?

Il dolore alle ossa è solitamente associato a malattie o traumi che interessano la struttura o il funzionamento delle ossa presenti all’interno del nostro organismo. Tra le patologie che provocano questa tipologia  di dolore si possono elencare: osteoporosi, morbo di Paget, sifilide, tumore alle ossa, leucemia, cancro alla prostata e metastasi ossee.  

Quali sono i rimedi contro il dolore alle ossa?

Per curare il dolore alle ossa sarà necessario stabilire prima quale sia la sua causa e in seguito intervenire su di questa. Nel caso in cui si sia in presenza di tumori, potranno anche essere necessarie delle terapie radioterapiche o chemioterapiche. In alcuni casi il dolore alle ossa può essere curato con degli antibiotici, mentre  altre volte potrà essere richiesto un intervento chirurgico. Qualora il dolore sia conseguenza di osteoporosi potrà essere utile sottoporsi a una cura a base di calcio e vitamina D. L’assunzione di antidolorifici può lenire il dolore ma non curare quella che è la causa scatenante del dolore osseo.  

Dolore alle ossa, quando rivolgersi al proprio medico?

Qualora il dolore alle ossa persista con particolare intensità o se si prolunghi per più giorni, sarà consigliabile rivolgersi al proprio medico. Il dolore osseo va tenuto sotto stretto controllo clinico anche nei casi in cui si associ a stanchezza e affaticamento nonché a perdita di peso e riduzione dell’appetito. Quando il dolore osseo deriva da un trauma subito è necessario ricorrere alle cure del Pronto Soccorso.

Dolore articolare

Che cos’è il dolore articolare?

Il dolore articolare è una manifestazione dolorosa che colpisce una o più articolazioni del corpo: spalla, gomito, polso, anca, ginocchio e caviglia.  

Quali sono le cause del dolore articolare?

Il dolore articolare in genere trae origine da patologie che si presentano in età avanzata, ma può essere generato anche da altre patologie, come artrite, artrite reumatoide, borsite, artrosi, gotta, ipotiroidismo, epatite, morbo di Crohn, osteoporosi, tendinite, tenosinovite, psoriasi, sindrome premestruale. Può anche essere conseguenza di traumi o fratture ossee.  

Come si manifesta il dolore articolare?

Il dolore articolare si presenta con un dolore alle ossa e alle articolazioni profondo e continuo, spesso accompagnato da infiammazione e gonfiore.  

Quali sono i rimedi contro il dolore articolare?

Per contrastare e ridurre il dolore articolare è necessario intervenire sulla causa che ne sta alla base. Se la causa è un’artrite o l’artrosi, sotto stretto constrollo medico, sarà possibile intervenire con farmaci antidolorifici e antinfiammatori. A seconda della gravità, negli altri casi sarà possibile intervenire con massaggi, bagni caldi, applicazioni con ultrasuoni o sedute di fisioterapia sempre da associare al riposo.  

Dolore articolare, quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di dolore articolare è necessario rivolgersi al proprio medico curante nei casi in cui:
  • il dolore persista per tre o più giorni e sia associato a febbre, gonfiore o arrossamento della parte interessata
  • dolore intenso che renda difficoltoso il movimento
  • dolore che sia conseguenza di un trauma o di una contusione, situazione che può dover richiedere, a seconda della sua gravità, un passaggio al più vicino pronto soccorso.
 

Area medica di riferimento per il dolore articolare

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il dolore articolare è l’Unità Operativa di Ortopedia, Chirurgia articolare e Traumatologia dello sport.

Dolore e gonfiore del dito

Che cos’è il dolore e gonfiore del dito?

Il dolore e gonfiore del dito viene spesso originato da un’infiammazione o da un trauma. A seconda dell’origine, il dolore può essere acuto, pulsante, simile a crampi o a indolenzimento, oppure con bruciore, rossore e prurito. Il gonfiore può essere talmente importante da impedire sia il movimento sia la funzionalità.  

Quali possono essere le cause del dolore e gonfiore del dito?

Il dolore e gonfiore del dito può  essere anche un riflesso della sindrome da tunnel carpale o di infiammazioni e infezioni dei tendini flessori. Altre cause molto comuni possono essere: disturbi della circolazione periferica, deficit del sistema linfatico, infezioni, patologie infiammatorie come l’artrite, l’artrite reumatoide, l’artrite psoriasica, artrosi. Talvolta il gonfiore può essere provocato da allergia.  

Quali malattie si possono associare al dolore e gonfiore del dito?

Tra le principali patologie collegate al dolore e gonfiore del dito ci sono le seguenti: lussazioni, onicofagia, osteoporosi, patereccio, sindrome del tunnel carpale, sclerosi multipla, tenosinovite, allergia da contatto, artrite, distrofia muscolare, herpes simplex, fratture, infezioni, traumi, tumori. Si rammenta come questo non sia un elenco esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia nel caso che i sintomi persistano.  

Quali sono i rimedi contro il dolore e gonfiore del dito?

Al fine di alleviare il dolore e gonfiore del dito si consiglia l’uso di impacchi freddi. Nel caso in cui il dolore sia più intenso può essere utile l’impiego, sebbene non prolungato, di antinfiammatori. Si consiglia di tenere ferma e a riposo la parte dolente.  

Quando rivolgersi al proprio medico?

Nel caso in cui in cui il dolore e gonfiore al dito sia successivo a un trauma è necessario ricorrere alle cure mediche presso un presidio di Pronto Soccorso allo scopo di stabilire se ci sia una frattura. In tutti gli altri casi, ovvero quando il gonfiore si protragga e non scompaia, quando il sintomo sia associato a febbre, quando il dolore sia acuto, la vista si appanni oppure il gonfiore sia improvviso è necessario rivolgersi tempestivamente al medico o al Pronto Soccorso.

Fosforo

Che cos’è il fosforo?

Il fosforo è il secondo minerale maggiormente presente nell’organismo. Circa l’85% del totale è depositato nelle ossa, la restante parte è localizzata in tessuti molli e nei fluidi extracellulari.  

A cche cosa serve il fosforo?

Il fosforo è fondamentale per la salute delle ossa e dei denti, sotto forma di fosfolipidi fa parte delle membrane cellulari e ha un ruolo essenziale nel processo di trasformazione del cibo in energia. Inoltre, si tratta di un costituente degli acidi nucleici (DNA e RNA), di alcune proteine e di alcuni zuccheri, e permette il funzionamento di alcune vitamine del gruppo B.  

In quali alimenti è contenuto il fosforo?

Il fosforo è presente in quasi tutti gli alimenti ed è aggiunto alla produzione di molti cibi lavorati. Ne sono ricchi soprattutto i cereali, i legumi, le uova, la carne (sia rossa che bianca), il latte, i formaggi e le verdure.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di fosforo?

La dose giornaliera di fosforo raccomandata è pari a 800 mg (valore di riferimento europeo).  

Quali conseguenze porta la carenza di fosforo?

La carenza di fosforo è un’eventualità molto rara. Tra le possibili conseguenze troviamo il rachitismo nei bambini e l’osteomalacia negli adulti. Inoltre, uno sbilanciamento tra livelli di fosforo e calcio può causare osteoporosi.  

Quali conseguenze provoca l’eccesso di fosforo?

Anche l’eccesso di fosforo è una condizione rara. Nei primissimi giorni di vita può provocare una riduzione dei livelli di calcio nel sangue e spasmi muscolari.  

È vero che il fosforo migliora la memoria?

Non esistono prove scientifiche che dimostrino il legame tra l’assunzione di fosforo e il miglioramento della memoria. Piuttosto che affidarsi a un singolo nutriente, per mantenersi in salute è consigliabile seguire un’alimentazione sana ed equilibrata.

Gonfiore del dito

Che cos’è il gonfiore del dito?

Il gonfiore del dito riguarda una o più estremità delle mani e può comportare, nei casi più gravi, anche un grave impedimento del loro utilizzo, se non addirittura l’impedimento totale ai movimenti e alla funzionalità delle mani stesse.  

Quali altri sintomi possono essere associati al gonfiore del dito?

Al gonfiore del dito possono affiancarsi altri sintomi come dolore, prurito, bruciore e rossore della zona interessata dal gonfiore.  

Quali sono le cause del gonfiore del dito?

Il gonfiore del dito può avere varie cause come traumi, fratture, lussazioni, infezioni o infiammazioni. Può inoltre essere originato da varie patologie, tra cui: artrite, distrofia muscolare, allergia da contatto, herpes simplex, sindrome del tunnel carpale, tenosinovite stenosante, osteoporosi, sclerosi multipla e tumori.  

Quali sono i rimedi contro la presenza di gonfiore del dito?

In presenza di gonfiore al dito la parte interessata deve essere tenuta a riposo. Per alleviare il gonfiore si possono effettuare impacchi freddi e, nel caso in cui non si tragga beneficio, su indicazione medica si possono assumere farmaci antinfiammatori.  

Gonfiore del dito, quando rivolgersi al proprio medico?

Una situazione in cui il gonfiore del dito si protrae nel tempo senza diminuire deve essere portata a conoscenza del proprio medico curante. Nel caso in cui il gonfiore sia stato causato da un trauma si consiglia di rivolgersi al pronto soccorso per verificare se vi sia o meno una frattura. Una visita tempestiva deve essere prestata anche nel caso in cui il gonfiore si presenti all’improvviso e sia accompagnato da febbre alta o da appannamento della vista.

Sale

Il sale è un condimento molto utilizzato in tutto il mondo. Le sue due tipologie più diffuse sono il sale marino – che viene ottenuto vaporizzando l’acqua del mare nelle saline, con conseguente raffinatura, operazione durante la quale viene ripulito dalle impurità – e il salgemma o sale di roccia, che viene estratto dalle rocce o da miniere senza che serva alcuna successiva raffinatura. Dal punto di vista del gusto, il risultato delle due tipologie e sostanzialmente lo stesso. A variare è però la presenza di iodio, che risulta essere minore nella varietà estratta dall’acqua del mare, dal momento che la raffinatura ne provoca una perdita sensibilie. Altra cosa è invece il sale iodato, che è un sale di tipo marino al quale, dopo la raffinatura, viene aggiunto di proposito dello iodio.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del sale?

100 grammi di sale offorno un apporto di calorie praticamente pari allo zero. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare sale?

Il consumo del sale è sconsigliato in varie situazioni, in particolare per chi soffre di osteoporosi o di pressione alta, che possono subire un aumento di entità proprio anche a seguito dell’assunzione di questo alimento. In generale, non si dovrebbe eccedere il consumo giornaliero di 4 grammi, tenendo in considerazione il fatto che il sale ingerito non è solo quello che viene aggiunto ai cibi, perché bisogna conteggiare anche quello che è contenuto in maniera naturale in molti alimenti.  

Quali sono i possibili benefici del sale?

L’assunzione del sodio contenuto nel sale, nelle giuste dosi, è molto importante per il nostro organismo perché favorisce l’equilibrio dei liquidi, contribuisce, con il potassio, alla trasmissione degli impulsi elettrici nel cervello e svolge una funzione battericida. Il sale iodato, inoltre, favorisce il buon funzionamento della tiroide.  

Quali sono le controindicazioni del sale?

Il consumo di sale, se non tenuto sotto controllo, può provocare vari problemi all’organismo, tra cui i principali sono:
  • ritenzione di liquidi
  • pressione sanguigna aumentata e rischio di sviluppare ipertensione
  • rischio di carie e osteoporosi
  • mal di stomaco
  • ipertensione oculare o disturbi della vista
  • reni danneggiati
  • aumento del rischio di pressione alta in gravidanza.
 

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Sale dolce di Cervia

Il sale dolce di Cervia è un sale integrale, quindi non sottoposto a raffinatura e senza aggiunta di sostanze chimiche. Caratterizzato da grani grossi, viene considerato un sale “dolce” perché ha una ridotta presenza di sostanze amare come i solfati di magnesio, di potassio, di calcio e il cloruro di magnesio. In realtà ha lo stesso potere salante del comune sale da cucina (sale marino o salgemma).  

Quali sono le proprietà nutrizionali del sale dolce di Cervia?

Il sale dolce di Cervia è caratterizzato dall’umidità tipica del sale marino non raffinato. Oltre a sodio e calcio contiene tutti gli oligoelementi che sono presenti nell’acqua del mare: iodio, rame, ferro, manganesepotassio e magnesio.  

Quando non bisogna mangiare sale dolce di Cervia?

In generale, il consumo troppo elevato di sale può favorire lo sviluppo di malattie come pressione alta e osteoporosi. Per questo il suo consumo viene sconsigliato a chi ha familiarità o predisposizione a queste patologie. Si consiglia di non eccedere mai i 4 grammi di consumo al giorno e quindi di non esagerare con l’aggiunta di sale ai cibi, per renderli più appetibili.  

Quali sono i possibili benefici del sale dolce di Cervia?

Essendo un sale marino integrale e equindi non trattato, il sale dolce di Cervia apporta quantità di sali minerali e oligoelementi superiori agli altri sali. La presenza di sodio favorisce – in caso di consumo corretto – l’equilibrio dei liquidi. Il potassio contribuisce alla trasmissione degli impulsi elettrici del cervello. Il sale svolge anche una funzione battericida, da momento che i batteri che si trovano in un ambiente ricco di sale cedono liquidi all’esterno e per questo muoiono disidratati.  

Quali sono le controindicazioni del sale dolce di Cervia?

Il consumo eccessivo di sale può contribuire a:
  • aumentare la pressione del sangue e sviluppare ipertensione
  • aumentare la ritenzione di liquidi
  • aumentare il rischio di carie e osteoporosi
  • determinare disturbi della vista o ipertensione oculare
  • nuocere allo stomaco
  • danneggiare i reni
  • contribuire ad aumentare la pressione quando si è in stato di gravidanza.
 

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Sale rosa dell’Himalaya

Il sale rosa dell’Himalaya è un salgemma che viene estratto dalla miniera di Kewra, in Pakistan, una delle miniere di sale più grandi del mondo. Interamente lavorato a mano, senza processi di raffinazione e senza l’utilizzo di agenti chimici, trae il suo colorito dalla ricca presenza di ossido di ferro. Viene utilizzato alimentarmente sotto forma di cristalli grandi o piccoli per insaporire le pietanze, ma è utilizzato anche per costruire oggetti, in particolare lampade.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del sale rosa dell’Himalaya?

100 grammi di sale dell’Himalaya non apportano alcuna caloria. Al 95-98% è composto di cloruro di sodio e per il resto da 84 differenti minerali e oligominerali. Contiene meno sodio rispetto al normale sale da cucina, in ogni caso non è comunque consigliabile eccedere i 4 grammi di consumo.  

Quando non bisogna mangiare sale rosa dell’Himalaya?

Come per ogni tipo di sale in generale, il consumo di sale rosa dell’Himalaya è sconsigliato per chi soffre di osteoporosi o di pressione alta o comunque per chi ha familiarità con queste patologie.  

Quali sono i possibili benefici del sale rosa dell’Himalaya?

Il sale rosa dell’Himalaya favorisce l’equilibrio dei liquidi interni ed esterni alle cellule e partecipa alla trasmissione degli impulsi liquidi nel cervello. Ricco di sali minerali, è utile per combattere l’insorgenza di crampi muscolari. Sembra ridurre il reflusso gastroesofageo e favorire la disintossicazione dell’organismo dalle tossine. Viene spesso utilizzato nel settore benessere e per la cura del corpo perché è capace di eliminare, se strofinato sulla pelle, le cellule morte dello strato più esterno della cute e perché ha la capacità di favorire la circolazione. Se sciolto nella vasca da bagno sembra inoltre in grado di ridurre la cellulite.  

Quali sono le controindicazioni del sale rosa dell’Himalaya?

Il sale rosa dell’Himalaya, come tutti i sali in generale, quando viene assunto in dosi eccessive può danneggiare la salute dei reni e provocare un aumento della pressione sanguigna. Può inoltre favorire lo sviluppo di carie, osteoporosi o ritenzione dei liquidi.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Salsa di soia

La salsa di soia è una salsa fermentata e molto saporita che viene utilizzata per condire molte pietanze, crude o cotte. È originaria della Cina, Paese in cui è molto utilizzata – così come in Giappone – anche se ormai è diffusa in tutto il mondo, Italia compresa.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della salsa di soia?

100 millilitri di salsa di soia offrono un apporto di circa 60 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare salsa di soia?

La salsa di soia è molto salata e quindi contiene molto sodio. Per questo deve essere consumata con attenzione per evitare che si formino osteoporosi o pressione alta. Se già se ne soffre occorre evitarne il consumo.  

Quali sono i possibili benefici della salsa di soia?

La salsa di soia apporta buone sostanze antiossidanti e ha proprietà digestive.  

Quali sono le controindicazioni della salsa di soia?

Il consumo di salsa di soia è controindicato, come detto, per chi soffre di pressione alta e osteoporosi.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Tè verde

Il tè verde è una tipologia di bevanda che viene ottenuta sottoponendo le foglie del tè alla “stabilizzazione”, processo con cui vengono inibiti gli enzimi che sono responsabili dell’ossidazione, per cui si permette alle foglie di tè di mantenere il colore verde che è loro caratteristico. Viene definito “non fermentato” proprio perché non viene sottoposto a fermentazione.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del tè verde?

100 millilitri di tè verde in infuso con acqua offre un apporto di una caloria. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna bere tè verde?

Il consumo di tè verde deve essere evitato quando si sta seguendo una cura antitumorale a base di bortezomib, perché potrebbe diminuirne l’efficacia. Anche questa tipologia di tè, come tutte le altre, contiene caffeina per cui non deve essere fatta bere ai bambini.  

Quali sono i possibili benefici del tè verde?

Il tè verde produce molti effetti positivi grazie alle grandi quantità presenti di catechine, sostanze capaci di rafforzare le difese antiossidanti e preservare la salute delle cellule e, in seguito, di tutti i tessuti. In particolare, a questo tè sono riconosciute proprietà anti-tumorali; apporta benefici al sistema cardiovascolare e all’apparato respiratorio; accelera il metabolismo di zuccheri e grassi e quindi favorisce la diminuzione del peso corporeo; facilita la diuresi; produce effetti neuroprotettivi e sembra essere importante nella prevenzione e nel trattamento delle malattie neurodegenerative; contrasta ipertensione; aiuta a prevenire l’osteoporosi; ha effetti antinfiammatori e anti-stress.  

Quali sono le controindicazioni del tè verde?

La presenza della caffeina nel tè verde, come in tutti gli altri tè può aiutare a produrre, in caso di consumo eccessivo, insonnia, nervosismo e ansia. Può inoltre influire sul funzionamento della tiroide e, se consumato troppo concentrato, può produrre tossicità a livello del fegato e stress ossidativo.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Vitamina K (naftochinone)

Che cos’è la vitamina K?

La vitamina K fa parte delle vitamine liposolubili, quelle che vengono accumulate nel fegato e non devono essere assunte di continuo, tramite i cibi. Il corpo la rilascia a piccole dosi quando il suo impiego diviene necessario.  

A che cosa serve la vitamina K?

La vitamina K riveste un ruolo fondamentale nel processo di coagulazione del sangue e assicura la funzionalità delle proteine che formano le ossa e le mantengono in forma.  

In quali alimenti è presente la vitamina K?

La vitamina K si trova perlopiù in alimenti di origine vegetale come spinaci, pomodori, cavoli, cime di rapa, ma è presente anche nel fegato. La vitamina K è prodotta anche dall’intestino umano.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di vitamina K?

Il fabbisogno giornaliero di vitamina K è di circa 1 mg al giorno per ogni chilogrammo di peso corporeo, quantità che è soddisfatta da una normale dieta.  

Carenza di vitamina K

Atteso che la vitamina K, o naftochinone, è impiegata nel processo di coagulazione del sangue, una sua carenza nell’organismo umano provoca delle emorragie. La carenza si verifica però raramente e sempre in seguito a patologie che impediscono il regolare assorbimento intestinale o di prolungate cure a base di antibiotici. Tra gli effetti della carenza di vitamina K ci sono anche fratture ossee, osteoporosi e alcune forme di artrosi.  

Eccesso di vitamina K

Negli adulti l’eccesso di vitamina K è molto raro e altrettanto rari sono i suoi effetti: anemia, vomito, trombosi, sudorazione eccessiva, vampate di calore e senso di oppressione al petto. Un eccesso di vitamina K, o naftochinone, può essere riscontrato nei neonati nel caso in cui siano state somministrati dosaggi troppo elevati di integratori vitaminici; tale situazione conduce a sintomi tipici a quelli dell’itterizia.  

È vero che la vitamina K viene suddivisa in tre gruppi?

Sì, si tratta di una suddivisione imputabile alle diverse origini, nature e funzioni della vitamine K. Si tratta di:
  • vitamina K1 (fillochinone), di origine vegetale che è la più presente nelle diete e che interviene nei processi di coagulazione del sangue
  • vitamina K2 (menachinone), di origine batterica che favorisce l’assorbimento della microflora intestinale ed è fondamentale per il benessere osseo
  • vitamina K3 (menadione idrosolubile), di origine sintetica e inserita in medicinali a cui è affidato il compito di regolare i processi di coagulazione del sangue.