Aumento della VES

Che cos’è la VES?

La VES, velocità di eritrosedimentazione è un indice ematico che evidenzia la presenza o meno di infiammazioni. Nello specifico essa indica la velocità con cui la parte corpuscolata di un campione di sangue – reso incoagulabile – sedimenta sul fondo della provetta all’interno della quale è contenuto.  

Quali sono le caude dell’aumento della VES?

I processi patologici che possono determinare un aumento della VES sono numerosi e differenti tra loro. I valori elevati possono essere riscontrati nel caso di patologie infiammatorie, in caso di infarto miocardico, in alcune neoplasie  e in caso di anemia. La presenza di velocità di eritrosedimentazione elevata deve essere sempre accompagnata da indagini più specifiche per meglio indagare le condizioni di salute del paziente.  

Quali malattie si possono associare ad aumento della VES?

Tra le patologie che si possono collegare all’aumento della VES ci sono le seguenti: cancro al seno, colecistite, colite ulcerosa, gotta, ictus, infarto miocardico, ipertiroidismo, anemia, artrite, artrite reumatoide, leucemia, lupus eritematoso sistemico, malaria, malattia di Chagas, pielonefrite, polmonite, psoriasi, sifilide, sindrome dell’intestino irritabile, tromboflebite, tubercolosi, tumore al polmone, ustioni, meningite, mononucleosi, morbo di Crohn, nefrite, pancreatite. Si rammenta che questo elenco non è esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di sintomi persistenti.  

Quali sono i rimedi contro l’aumento della VES?

Poiché le patologie che possono causare un aumento della VES sono numerose e differenti tra loro, il riscontro di valori elevati deve essere ritenuto un segno aspecifico ed essere necessariamente accompagnato da specifiche indagini.  

Con l’aumento della VES quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di aumento della VES è sempre opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia che saprà consigliare sui successivi esami da effettuare.

Aumento delle transaminasi

Che cos’è l’aumento delle transaminasi?

L’aumento delle transaminasi è un sintomo che potrebbe indicare un’infiammazione o un danno alle cellule epatiche. Queste, qualora danneggiate, possono rilasciare nel circolo sanguigno transaminasi (enzimi) in quantità superiori alla norma. Nella maggior parte dei casi il problema è lieve e solamente temporaneo, ma in alcune circostanze l’aumento delle transaminasi può essere associato a un disturbo epatico più serio, a volte anche cronico.  

Quali malattie si possono associare all’aumento delle transaminasi?

Tra le patologie associabili all’aumento delle transaminasi ci sono le seguenti: cirrosi epatica, epatite, infarto miocardico, ipotiroidismo, allergia alimentare, calcoli cistifellea, celiachia, cirrosi biliare primitiva, malattia di Wilson, tumore al fegato, mononucleosi, pancreatite, pre-eclampsia, steatosi epatica. Si rammenta come questo non sia un elenco esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di sintomi persistenti.  

Quali sono i rimedi contro le transaminasi?

Per porre rimedio all’aumento delle transaminasi è necessario identificare le cause che ne sono alla base e trattarle in modo opportuno. Dopo aver rilevato livelli di enzimi epatici superiori alla norma, il medico potrebbe prescrivere degli altri esami per una diagnosi completa sulla base della quale impostare un’eventuale terapia.  

Con aumento delle transaminasi quando rivolgersi al proprio medico?

È il medico a chiedere, qualora lo ritenga necessario, un’analisi dei livelli di transaminasi nel sangue ed è solo il medico a poter interpretare – correttamente – i risultati degli esami.

Bruciore di stomaco

Che cos’è il bruciore di stomaco?

Conosciuto anche come pirosi gastrica, il bruciore di stomaco è una sensazione di bruciore di solito associato al reflusso gastroesofageo, che si irradia dalla base dello sterno e può diffondersi sino alla faringe e all’esofago.  

Quali altri sintomi si accompagnano al bruciore di stomaco?

Il bruciore di stomaco molto spesso si manifesta in concomitanza con altri sintomi quali: nausea, tosse secca, vomito, asma, difficoltà o dolore a deglutire, respiro sibilante.  

Quali sono le cause del bruciore di stomaco?

Oltre al reflusso gastroesofageo, che è la prima causa del bruciore di stomaco, altre patologie possono determinare questo disturbo. Tra queste si registrano: intolleranze alimentari, tumore allo stomaco, angina pectoris, ernia iatale, esofagite, gastrite, infarto miocardico, ulcera gastrica e peptica.  

Quali sono i rimedi contro il bruciore di stomaco?

Per combattere il bruciore di stomaco è necessario conoscerne la causa. In generale, per fronteggiare questo tipo di problema vengono utilizzati farmaci che abbiano proprietà anti-acide; queste sono le medesime che sono proprie del bicarbonato di sodio e del latte, il cui consumo è pertanto consigliato a chi soffre di leggeri bruciori.  

Bruciore di stomaco, quando rivolgersi al proprio medico?

Quando è associato a una delle patologie che ne possono essere causa o quando non accenna a diminuire nel giro di pochi giorni, il bruciore di stomaco richiede una visita del proprio medico curante.  

Area medica di riferimento per il bruciore di stomaco

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il bruciore allo stomaco è il Servizio di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Caviglie gonfie

Che cosa sono le caviglie gonfie?

Le caviglie gonfie dipendono da un accumulo di liquido causato dalla ritenzione idrica che genera un gonfiore che coinvolge, altre alle caviglie, anche cosce, polpacci e piedi; di solito il problema colpisce le persone di una certa età, chi è in sovrappeso, chi soffre di problemi alle vene e le donne in gravidanza.  

Quali sono le cause delle caviglie gonfie?

Le caviglie gonfie possono essere provocate da traumi – soprattutto qualora siano monolaterali, cioè riguardano solamente una delle due caviglie – da un’immobilità prolungata, dall’utilizzo di alcuni medicinali, dall’azione degli ormoni o da alcune specifiche patologie, tra le quali si possono elencare: embolia, infarto miocardico, insufficienza renale, tromboflebite, trombosi venosa profonda, insufficienza venosa, malattie reumatiche, scompenso cardiaco e vene varicose.  

Quali sono i rimedi contro le caviglie gonfie?

Il fastidio che è provocato dalle caviglie gonfie può essere alleviato con alcuni semplici accorgimenti come: sdraiarsi tenendo le gambe sollevate, ridurre il consumo di sale all’interno della propria dieta, controllare il proprio peso forma, indossare delle calze elastiche ed evitare di indossare capi troppo stretti. Nel caso in cui le caviglie siano gonfie per un trauma, come ad esempio una distorsione della caviglia, bisognerebbe evitare di pesare su di questa camminandoci sopra. L’ideale è restare sdraiati tenendo il piede sollevato, mettendo ad esempio un cuscino sotto la gamba, provvedendo a fasciare la zona interessata o facendo degli impacchi con ghiaccio.  

Caviglie gonfie, quando rivolgersi al proprio medico?

Bisogna rivolgersi al proprio medico curante quando le caviglie gonfie siano causate da una malattia cardiovascolare, renale o epatica. Qualora il problema persista a lungo, quando al gonfiore si associano calore e rossore alla caviglia stessa e compare anche febbre. Per quanto riguarda le donne in gravidanza, il consiglio è quello di rivolgersi al medico qualora il gonfiore compaia o aumenti all’improvviso o se questo sia associato a vomito, nausea, problemi alla vista o problemi di minzione.

Dolore al petto

Che cos’è il dolore al petto?

Il dolore del petto è una sensazione dolorosa, più o meno intensa, che viene avvertita in corrispondenza della parte anteriore del torace. Il dolore è di solito localizzato dietro lo sterno e può essere di natura acuta e intensa oppure sordo e continuo, manifestandosi con una netta sensazione di oppressione al petto.  

Quali sono le cause del dolore al petto?

Il dolore al petto può avere molte e diverse cause. Questo disturbo proviene difatti dalla gabbia toracica, dove sono contenuti molti organi (come il cuore, i polmoni e l’esofago), ma anche strutture che sono fondamentali per il nostro organismo (come i vasi sanguigni, le ossa, i muscoli e le cartilagini). Molte possono essere le patologie alla base del dolore al petto. Tra queste si possono ricomprendere: allergie respiratorie, aneurisma aortico, angina pectoris, artrosi cervicale, asma, aterosclerosi, tracheite, tubercolosi, tumore al polmone, ulcera duodenale, coronaropatia, embolia polmonare, enfisema, ernia del disco, infarto miocardico, ipertrofia ventricolare, pancreatite, pleurite, polmonite, reflusso gastroesofageo, toxoplasmosi.  

Quali sono i rimedi contro il dolore al petto?

Per curare il dolore al petto è necessario individuarne la causa. Questo dolore non è difatti una patologia a sé stante, ma solo il sintomo di una malattia che interessa organi e strutture poste nel petto.  

Dolore al petto, quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di dolore al petto che fa seguito a un trauma subito o che può essere associato a una patologia che interessa organi vitali (cuore, polmoni, ossa, ecc.) sarà sempre necessario sottoporsi a una visita del proprio medico di fiducia.

Dolore durante la masticazione

Che cos’è il dolore durante la masticazione?

Il dolore durante la masticazione si manifesta durante l’atto della masticazione e riguarda le aree attigue alle tempie, alle orecchie, alle guance per spingersi fino al collo.  

Quali altri sintomi possono essere associati al dolore durante la masticazione?

Molte volte il dolore durante la masticazione si accompagna a rumori o schiocchi che provengono dall’articolazione mandibolare. Non manca, in alcune circostanze nemmeno una maggiore sensibilità al caldo e al freddo.  

Quali sono le cause del dolore durante la masticazione?

Il dolore durante la masticazione viene causato dal cosiddetto disordine dell’articolazione temporo-mandibolare o da un’infiammazione al nervo trigemino. Situazioni che possono essere causate da un trauma o da varie patologie, tra cui: artrosi, artrite, bruxismo, carie, gengivite, attacco cardiaco, infarto miocardico, parodontite, parotite, otite, sclerosi multipla, sinusite e tumore delle ghiandole salivari.  

Quali sono i rimedi contro il dolore durante la masticazione?

La cura del dolore durante la masticazione dipende dalla sua causa: occorre individuarla e intervenire su questa. Quando il dolore è leggero e transitorio può essere sufficiente l’utilizzo di farmaci antinfiammatori o di impacchi caldi o freddi. Il consiglio e di evitare il consumo di cibi troppo duri o gommosi o che richiedano una lunga masticazione. Se il dolore è provocato da bruxismo, cioè dal digrignare notturno dei denti, il dolore può essere alleviato diminuendo con l’utilizzo di un bite la pressione che viene esercitata involontariamente sulla mandibola.  

Dolore durante la masticazione, quando rivolgersi al proprio medico?

Quando il dolore durante la masticazione è stato causato da un trauma si consiglia di rivolgersi a un pronto soccorso per verificare che non ci siano fratture. La visita dal proprio medico è invece doverosa quando il dolore avvertito nell’atto della masticazione è molto intenso e non accenna a diminuire nel tempo.

Ipotensione

Che cos’è l’ipotensione?

L’ipotensione è una condizione in cui la pressione del sangue è molto bassa. Esistono varie tipologie di ipotensione:
  • ortostatica, che si manifesta quando ci si alza in piedi da seduti e che può dipendere dall’uso di alcuni farmaci come ad esempio gli antidepressivi
  • postprandiale, che si presenta dopo i pasti, quando una buona parte del sangue viene convogliata sull’apparato digerente. Può associarsi all’uso di farmaci o alla presenza di patologie legate al sistema nervoso autonomo, come ad esempio la malattia di Parkinson
  • neuromediata, che riguarda soprattutto i giovani ed è dovuta a un’alterazione dei meccanismi di comunicazione tra il cervello e il cuore.
 

Quali sono le cause dell’ipotensione?

L’ipotensione può avere varie cause, tra cui: malattie cardiache o endocrine, disidratazione, emorragie, patologie legate alla gravidanza o alla carenza di vitamina B9 o di vitamina B12. Può essere causata inoltre da varie patologie, come: embolia polmonare, infarto miocardico, insufficienza cardiaca, acidosi metabolica, occlusione intestinale, gastroenterite o anemia.  

Quali sono i rimedi contro l’ipotensione?

Quando l’ipotensione è leggera e non è collegata ad altri sintomi può non essere trattata, può bastare intervenire sul proprio stile di vita adottando un’alimentazione sana, bevendo più acqua, aumentando leggermente il consumo del sale, riducendo quello degli alcolici e utilizzando calze elastiche. In ogni caso è bene individuarne la causa e verificare che non si tratti di una patologia, nel qual caso diventa necessario intervenire su questa. In alcuni casi si dovranno ridurre le dosi assunte di uno specifico farmaco, in altri casi sarà al contrario necessario intraprendere una nuova terapia farmacologica.  

Ipotensione, quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di ipotensione bisogna sempre rivolgersi per un consiglio al proprio medico che, valutata la situazione, provvederà a disporre gli esami e le visite idonee a stabilire se alla base del disturbo ci sono o meno problemi di salute.  

Area medica di riferimento per l’ipotensione

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per l’ipotensione è il Servizio di Cardiologia.

Nausea

Che cos’è la nausea?

La nausea è un disturbo che si caratterizza per il desiderio di vomitare accompagnato da una sensazione di spossatezza diffusa per tutto il corpo.  

Quali sono le cause della nausea?

La nausea può essere provocata da vari fattori, tra i quali:
  • presenza di particolari stimoli visivi, olfattivi o gustativi
  • assunzione di alcuni medicinali
  • stato di gravidanza
  • emozioni di particolare intensità o problemi di natura psicologica
Può inoltre essere associata a varie malattie, tra le quali si possono includere: morbo di Crohn, pancreatite, reflusso gastroesofageo, tumore al pancreas, tumore allo stomaco, tumore del colon-retto, tumore dell’esofago, tumore dell’ovaio, angina pectoris, calcoli renali, cefalea, cirrosi epatica, colica renale, epatite, ernia iattale, fibrosi cistica, gastrite, glaucoma, infarto miocardico, insufficienza renale, intolleranze alimentari.  

Quali sono i sintomi della nausea?

La nausea di solito si accompagna a reazioni fisiche quali sudorazione, vertigini, pallore, sensazione di disgusto verso cibi od odori di particolare intensità, copiosa produzione di saliva e dolore a livello dello stomaco.  

Quali sono i rimedi contro la nausea?

I rimedi per la nausea variano a secondo della patologia che ne sta alla base. In caso di fastidio nei confronti di determinati cibi od odori si consiglia di evitare di esporsi al contatto con questi, allo scopo di circoscrivere le manifestazioni del disturbo. Qualora sia conseguenza di un consumo di medicinali si consiglia di rivolgersi al medico che li ha prescritti al fine di cercare – insieme a lui e per quanto possibile – un’eventuale terapia alternativa.  

Nausea, quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di nausea, è opportuno rivolgersi al proprio medico quando questa sia insistente e perdurante e nel caso in cui in precedenza sia stata diagnosticata una patologia che potrebbe essere – secondo quanto indicato dal medico stesso – a essa correlata.

Onicomadesi

Che cos’è l’onicomadesi?

L’onicomadesi è un disturbo che viene popolarmente definito “perdita dell’unghia”. Consiste difatti nello scollamento della lamina ungueale dal letto ungueale (ovvero la porzione di pelle cui l’unghia risulta fisiologicamente connessa) con successiva caduta dell’unghia stessa. Lo scollamento inizia alla base dell’unghia per poi raggiungere progressivamente il margine libero, provocando il distacco definitivo e la caduta dell’unghia stessa. Di solito questo disturbo insorge secondariamente alla presenza di diversi processi patologici (allergie, dermatite, eczema, onicomicosi), ma può anche essere conseguenza di un trauma all’unghia e dell’effetto collaterale di alcuni medicinali.  

Quali malattie si possono associare all’onicomadesi?

Tra le patologie che possono essere associate all’onicomadesi ci sono le seguenti: onicomicosi, pemfigo volgare, sindrome di Raynaud, trauma, allergia da contatto, anemia, dermatite, eczema, infarto miocardico. Si ricorda che questo elenco non è esaustivo ed è sempre opportuno chiedere consulto al proprio medico.  

Quali sono i rimedi contro l’onicomadesi?

Poiché le patologie che risultano associate all’onicomadesi sono molteplici e differenti tra loro, è consigliabile evitare di trattare la condizione con rimedi “fai da te” e rivolgersi – invece – al proprio medico di fiducia per un consulto. Solo la diagnosi della condizione medica che ha originato il problema, consentirà di mettere a punto dei trattamenti mirati.  

Con l’onicomadesi quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di forte trauma o in caso di diagnosi (o se si è a rischio) di una delle patologie associate (si veda, al riguardo, l’elenco delle patologie associate).

Stato confusionale

Che cos’è lo stato confusionale?

Una persona si trova in stato confusionale quando non riesce a ragionare in modo corretto e rapido. Questa condizione può manifestarsi in vari aspetti: dalla mancanza di memoria all’incapacità di rimanere concentrati; dall’impossibilità di prendere delle decisioni alla presenza di comportamenti aggressivi e inconsueti. Il disturbo può presentarsi all’improvviso o svilupparsi nel corso tempo, un poco alla volta. Può risolversi in un breve lasso di tempo o può invece essere permanente e addirittura incurabile, come quando derivi da patologie collegate alla demenza.  

Quali sono le cause dello stato confusionale?

Può essere provocato da traumi cranici, consumo di sostanze alcoliche o stupefacenti, carenze di sonno o nutrizionali, ipotermia o assunzione di alcuni farmaci. Alla base di uno stato confusionale vi possono essere anche varie malattie, tra le quali ci sono: infarto miocardico, insufficienza cardiaca, ipertiroidismo, ipotiroidismo, leucemia, meningite, polmonite, sepsi, sifilide, toxoplasmosi, tumori al cervello, ustioni, mallattia di Alzheimer, anemia, angina pectoris, aterosclerosi, cirrosi epatica, cistite, diabete, ictus.  

Quali sono i rimedi contro lo stato confusionale?

Per curare lo stato confusionale occorre individuare e intervenire sulla sua causa. I soggetti in stato confusionale non devono mai essere lasciati soli e devono essere assistiti e mantenuti in un ambiente calmo e rilassante.  

Stato confusionale, quando rivolgersi al proprio medico?

È consigliabile rivolgersi al proprio medico curante qualora lo stato confusionale si presenti per la prima volta e duri per più di 10 minuti. Si consiglia di rivolgersi direttamente a un presidio di Pronto Soccorso, invece, nel caso in cui la persona colpita dal disturbo soffra di diabete, abbia subito un trauma cranico, soffra di altri sintomi come febbre, respiro irregolare, brividi, sudori freddi, capogiri, mal di testa, polso accelerato.  

Area medica di riferimento per lo stato confusionale

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica che si occupa dello stato confusionale è l’Ambulatorio di Neurologia.

Sudorazione

Che cos’è la sudorazione?

La sudorazione è il rilascio di sudore – il liquido contenente sali minerali – che viene effettuato dalle ghiandole sudoripare al fine di mantenere costante la temperatura del corpo.  

Quali altri sintomi possono essere associati alla sudorazione?

La sudorazione, in alcuni casi più gravi, può accompagnarsi ad altre sintomatologie come dolore al petto, mancanza di fiato (dispnea), perdita di peso, battito del cuore accelerato o stato febbrile.  

Quali sono le cause della sudorazione?

Le variazioni di sudorazione dipendono da molteplici fattori, quali situazioni di ansia, stress, paura, imbarazzo, rabbia, febbre, temperatura esterna, attività fisica, infezioni o condizioni fisiologiche (come ad esempio la menopausa). La sudorazione può aumentare anche a causa dell’assunzione di cibi piccanti, caffeina, alcol (assunzione o astinenza) e alcuni medicinali come la morfina o certi farmaci a base di ormoni tiroidei. Un’aumentata sudorazione può essere collegata anche ad alcune patologie, tra le quali si possono elencare: infarto miocardico, iperidrosi, ipertiroidismo, polmonite, angina pectoris, colecistite, colica renale, coronaropatia, embolia polmonare, tetano.  

Quali sono i rimedi contro la sudorazione?

Per curare la sudorazione sarà necessario scoprirne e curarne la causa. Dopo una forte sudorazione è sempre bene:
  • bere abbondantemente, acqua o bevande che abbiano un forte contenuto di sali minerali;
  • sostare in un ambiente con una temperatura non toppo elevata;
  • sciacquarsi corpo e viso nel caso in cui la sudorazione abbia lasciato la pelle troppo secca.
 

Sudorazione, quando rivolgersi al proprio medico?

Una situazione che si caratterizza per la sudorazione deve essere sottoposta all’attenzione del medico curante di fiducia qualora si accompagni ai sintomi sopra indicati o se si mantenga per un lungo periodo di tempo senza un motivo apparente.

Sudorazione fredda (sudare freddo)

Che cos’è la sudorazione fredda?

La sudorazione fredda si presenta quando il soggetto avverte la pelle divenire improvvisamente fredda e umida, solitamente provando anche tremori e brividi. Si tratta di un sintomo che colpisce generalmente mani, piedi, ascelle e schiena. Può anche essere un segnale di diverse condizioni e patologie, in alcuni casi associate anche a eventi potenzialmente fatali – come l’infarto – che per questo motivo necessitano di un ricorso urgente a cure mediche. Si tratta di un sintomo collegato anche a un malessere intestinale come occlusione, dissenteria o indigestione.  

Quali malattie si possono associare a sudorazione fredda?

Tra le principali patologie che possono essere associate alla sudorazione fredda ci sono: menopausa, mononucleosi, sindrome da shock tossico, shock settico/sepsi, tubercolosi, ustioni, AIDS, anemia falciforme, ansia, attacchi di panico, disturbo d’ansia generalizzato, indigestione, infarto miocardico, ipoglicemia, ipotensione (bassa pressione sanguigna).  

Quali sono i rimedi contro sudorazione fredda?

I rimedi per la sudorazione fredda variano sulla scorta del fatto che il disturbo sia legato a condizioni transitorie o acute e persistenti. Nel primo caso – ad esempio, se è causata da stress o ansia – potrebbe essere sufficiente riposare, rilassarsi e bere un bicchiere d’acqua. Qualora al soggetto manchi improvvisamente aria, andrebbe aiutato a stendersi e bisognerebbe evitare la presenza di troppe persone attorno. In tutti gli altri casi non transitori è consigliabile allertare subito i soccorsi sanitari.  

Sudorazione fredda, quando rivolgersi al proprio medico?

Qualora la sudorazione fredda si presenti con una mancanza di respiro improvvisa e non si attenui dopo poco, o sia associato a svenimento, febbre alta, gonfiore del viso, della lingua o della bocca, difficoltà a deglutire, dolore al petto, addominale o al braccio (angina), confusione mentale, colorito pallido, debolezza è necessario chiedere l’immediato intervento del soccorso medico.

Svenimento

Che cos’è lo svenimento?

Lo svenimento è una breve perdita di coscienza, dovuta a una riduzione del flusso di sangue al cervello e associata alla perdita sia del tono muscolare sia del colorito in volto. Prima di svenire è inoltre possibile avvertire nausea, debolezza e problemi di vista e udito. Dopo lo svenimento, prima di riprendersi sono di solito sufficienti un paio di minuti.  

Quali possono essere le cause dello svenimento?

Lo svenimento può essere associato a assunzione di alcuni farmaci, droghe o alcol, stress emotivo, paura, dolore molto intenso, iperventilazione, ipoglicemia o improvvisi cali di pressione, convulsioni o al fatto di essersi alzati improvvisamente in posizione eretta. Solo più raramente (di solito dopo i 65 anni) è associato a problemi di salute più gravi come ictus o malattie cardiache.  

Quali malattie si possono associare a svenimento?

Tra le patologie che possono essere associate allo svenimento ci sono le seguenti: infarto miocardico, intossicazione da monossido di carbonio, ipertrofia ventricolare, anafilassi, artrosi cervicale, cefalea, diabete, embolia, embolia polmonare, ictus. Si rammenta come questo non sia un elenco esaustivo e che in caso di sintomi persistenti è sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia.  

Quali sono i rimedi contro lo svenimento?

Coloro che sanno di essere predisposti allo svenimento devono prendere piccoli accorgimenti per prevenirli, come alzarsi lentamente da posizione sdraiata o seduta. Nel caso in cui si debba soccorrere un soggetto svenuto è invece opportuno controllare che abbia le vie respiratorie libere ed eventualmente contattare un’ambulanza, allentare gli indumenti intorno al collo, alzarle i piedi al di sopra del livello del cuore e, nel caso in cui abbia vomitato, girarla su di un lato al fine di evitare il soffocamento. Dopo un simile episodio è opportuno rimanere sdraiati almeno per 10-15 minuti, preferibilmente in un ambiente tranquillo e fresco. Qualora non sia possibile sdraiarsi, è almeno consigliabile sedersi tenendo la testa fra le ginocchia.  

In caso di svenimento quando rivolgersi al proprio medico?

Anche se non si tratta di una situazione di emergenza, quando si sviene è sempre opportuno rivolgersi al medico, soprattutto se è la prima volta che succede, se si sviene spesso o se lo svenimento è associato ad altri sintomi. È invece opportuno recarsi al Pronto Soccorso se chi è svenuto è vittima di una caduta, se non si riprende in un paio di minuti, se è una donna incinta o se ha più di 50 anni, se soffre di diabete, se ha convulsioni o danni alla lingua, se perde il controllo della vescica o dell’intestino, se descrive un dolore, una pressione o un fastidio al petto, se ha un battito cardiaco irregolare o pesante, se ha difficoltà a parlare, vedere o muovere le braccia.  

Importante avvertenza

Le informazioni di questa scheda forniscono semplici suggerimenti utili a tenere sotto controllo la situazione in caso di attesa dei soccorsi e non sono in nessun caso da considerarsi interventi che possano sostituire l’intervento degli operatori di primo soccorso.