Emottisi

Che cos’è l’emottisi?

L’emottisi è un flotto di sangue che proviene dalle vie respiratorie e che è generato da un colpo di tosse. A volte il sangue si presenta misto a muco.  

Quali sono le cause dell’emottisi?

L’emottisi può essere provocata da varie patologie, tra cui: broncopneumopatia cronica ostruttiva, ascesso polmonare, embolia polmonare, fibrosi cistica, infarto polmonare, polmonite, enfisema, stenosi della valvola mitrale, tubercolosi e tumore al polmone.  

Quali sono i rimedi contro l’emottisi?

La cura dell’emottisi dipende dalla patologia che ne è alla base: occorre individuarla e intervenire su questa.  

Emottisi, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di emottisi deve sempre essere portata a conoscenza del proprio medico, che saprà valutarne la gravità e individuarne la cura. In presenza di flotti di sangue cospicui e continui si consiglia di recarsi nel minor tempo possibile al più vicino pronto soccorso per ricevere le dovute cure d’urgenza.

Ipotensione

Che cos’è l’ipotensione?

L’ipotensione è una condizione in cui la pressione del sangue è molto bassa. Esistono varie tipologie di ipotensione:
  • ortostatica, che si manifesta quando ci si alza in piedi da seduti e che può dipendere dall’uso di alcuni farmaci come ad esempio gli antidepressivi
  • postprandiale, che si presenta dopo i pasti, quando una buona parte del sangue viene convogliata sull’apparato digerente. Può associarsi all’uso di farmaci o alla presenza di patologie legate al sistema nervoso autonomo, come ad esempio la malattia di Parkinson
  • neuromediata, che riguarda soprattutto i giovani ed è dovuta a un’alterazione dei meccanismi di comunicazione tra il cervello e il cuore.
 

Quali sono le cause dell’ipotensione?

L’ipotensione può avere varie cause, tra cui: malattie cardiache o endocrine, disidratazione, emorragie, patologie legate alla gravidanza o alla carenza di vitamina B9 o di vitamina B12. Può essere causata inoltre da varie patologie, come: embolia polmonare, infarto miocardico, insufficienza cardiaca, acidosi metabolica, occlusione intestinale, gastroenterite o anemia.  

Quali sono i rimedi contro l’ipotensione?

Quando l’ipotensione è leggera e non è collegata ad altri sintomi può non essere trattata, può bastare intervenire sul proprio stile di vita adottando un’alimentazione sana, bevendo più acqua, aumentando leggermente il consumo del sale, riducendo quello degli alcolici e utilizzando calze elastiche. In ogni caso è bene individuarne la causa e verificare che non si tratti di una patologia, nel qual caso diventa necessario intervenire su questa. In alcuni casi si dovranno ridurre le dosi assunte di uno specifico farmaco, in altri casi sarà al contrario necessario intraprendere una nuova terapia farmacologica.  

Ipotensione, quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di ipotensione bisogna sempre rivolgersi per un consiglio al proprio medico che, valutata la situazione, provvederà a disporre gli esami e le visite idonee a stabilire se alla base del disturbo ci sono o meno problemi di salute.  

Area medica di riferimento per l’ipotensione

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per l’ipotensione è il Servizio di Cardiologia.

Respiro sibilante

Che cos’è il respiro sibilante?

Il respiro sibilante è un respiro associato a un suono acuto – simile a un fischio – che può segnalare la presenza di problemi respiratori. A generare il sibilo è il passaggio dell’aria attraverso vie aeree ristrette, nella maggior parte dei casi i bronchi. Non è però da escludere che il restringimento riguardi anche vie aeree di calibro maggiore o persone con problematiche alle corde vocali. Il sibilo è di solito più intenso con l’espirazione, mentre in alcuni casi lo è anche durante l’inspirazione. Alla base della sua comparsa possono esserci delle malattie, l’assunzione di alcuni medicinali, l’inalazione di un corpo estraneo o il fumo.  

Quali malattie si possono associare a respiro sibilante?

Tra le patologie che possono essere associate al respiro sibilante, ci sono: insufficienza cardiaca, polmonite, anafilassi, asma, botulismo, reflusso gastroesofageo, allergie agli insetti, allergie respiratorie, embolia, embolia polmonare, enfisema, fibrosi cistica, infezioni virali, BPCO, bronchite, bronchiectasia, bronchiolite.  

Quali sono i rimedi contro il respiro sibilante?

Nel caso si presenti il respiro sibilante è opportuno assumere tutti i farmaci prescritti dal medico. Durante un attacco i sintomi possono essere alleviati sedendosi in un luogo umido e con aria calda (ad esempio in bagno, facendo scorrere l’acqua nella doccia).  

Con respiro sibilante quando rivolgersi al proprio medico?

È opportuno rivolgersi al medico qualora sia la prima volta che ci si confronta col respiro sibilante, se è associato a cianosi, confusione, forti difficoltà respiratorie o alterazioni dello stato mentale, se è causato da una reazione allergica o se sembra non avere una causa apparente. In caso di gravi difficoltà respiratorie è necessario rivolgersi direttamente al Pronto Soccorso.  

Svenimento

Che cos’è lo svenimento?

Lo svenimento è una breve perdita di coscienza, dovuta a una riduzione del flusso di sangue al cervello e associata alla perdita sia del tono muscolare sia del colorito in volto. Prima di svenire è inoltre possibile avvertire nausea, debolezza e problemi di vista e udito. Dopo lo svenimento, prima di riprendersi sono di solito sufficienti un paio di minuti.  

Quali possono essere le cause dello svenimento?

Lo svenimento può essere associato a assunzione di alcuni farmaci, droghe o alcol, stress emotivo, paura, dolore molto intenso, iperventilazione, ipoglicemia o improvvisi cali di pressione, convulsioni o al fatto di essersi alzati improvvisamente in posizione eretta. Solo più raramente (di solito dopo i 65 anni) è associato a problemi di salute più gravi come ictus o malattie cardiache.  

Quali malattie si possono associare a svenimento?

Tra le patologie che possono essere associate allo svenimento ci sono le seguenti: infarto miocardico, intossicazione da monossido di carbonio, ipertrofia ventricolare, anafilassi, artrosi cervicale, cefalea, diabete, embolia, embolia polmonare, ictus. Si rammenta come questo non sia un elenco esaustivo e che in caso di sintomi persistenti è sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia.  

Quali sono i rimedi contro lo svenimento?

Coloro che sanno di essere predisposti allo svenimento devono prendere piccoli accorgimenti per prevenirli, come alzarsi lentamente da posizione sdraiata o seduta. Nel caso in cui si debba soccorrere un soggetto svenuto è invece opportuno controllare che abbia le vie respiratorie libere ed eventualmente contattare un’ambulanza, allentare gli indumenti intorno al collo, alzarle i piedi al di sopra del livello del cuore e, nel caso in cui abbia vomitato, girarla su di un lato al fine di evitare il soffocamento. Dopo un simile episodio è opportuno rimanere sdraiati almeno per 10-15 minuti, preferibilmente in un ambiente tranquillo e fresco. Qualora non sia possibile sdraiarsi, è almeno consigliabile sedersi tenendo la testa fra le ginocchia.  

In caso di svenimento quando rivolgersi al proprio medico?

Anche se non si tratta di una situazione di emergenza, quando si sviene è sempre opportuno rivolgersi al medico, soprattutto se è la prima volta che succede, se si sviene spesso o se lo svenimento è associato ad altri sintomi. È invece opportuno recarsi al Pronto Soccorso se chi è svenuto è vittima di una caduta, se non si riprende in un paio di minuti, se è una donna incinta o se ha più di 50 anni, se soffre di diabete, se ha convulsioni o danni alla lingua, se perde il controllo della vescica o dell’intestino, se descrive un dolore, una pressione o un fastidio al petto, se ha un battito cardiaco irregolare o pesante, se ha difficoltà a parlare, vedere o muovere le braccia.  

Importante avvertenza

Le informazioni di questa scheda forniscono semplici suggerimenti utili a tenere sotto controllo la situazione in caso di attesa dei soccorsi e non sono in nessun caso da considerarsi interventi che possano sostituire l’intervento degli operatori di primo soccorso.

Tachipnea

Che cos’è la tachipnea?

La tachipnea, o polipnea, è l’aumento incontrollato delle respirazioni, tanto che dalle 16 al minuto, che sono quelle in genere eseguite da un adulto in buono stato di salute, possono salire fino a 40-60. Si distingue dall’iperpnea perché questa, all’aumento della frequenza delle respirazioni aggiunge anche una profondita di queste, tali da provocare una maggiore ventilazione polmonare.  

Quali altri sintomi possono essere associati alla tachipnea?

Alla tachipnea possono associarsi altri sintomi come aumento dei battiti del cuore, mancanza d’aria e senso di affaticamento.  

Quali sono le cause della tachipnea?

La causa più frequente della tachipnea è l’esecuzione di uno sforzo fisico. Questo disturbo può avere però anche una causa patologica e nello specifico può derivare da embolia, embolia polmonare, infarto polmonare, intossicazione da monossido di carbonio, fibrosi cistica, polmonite, ulcera duodenale o sepsi.  

Quali sono i rimedi contro la tachipnea?

La cura per la tachipnea dipende dalla sua causa, individuata dal medico che in seguito a una visita indicherà le più adeguate misure curative da adottare.  

Tachipnea, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di tachipnea deve essere segnalata al proprio medico quando è associata a una delle patologie che possono essere associate a questo sintomo e che sono sopra elencate.