Contropulsatore aortico

Che cos’è e a che cosa serve il contropulsatore aortico?

Il contropulsatore aortico (Intra-aortic balloon pump – IABP) è un apparecchio che viene adoperato in ambito cardiologico poiché e in grado di fornire una provvisoria assistenza circolatoria. Si tratta di un supporto meccanico che funge da ausilio per il ventricolo sinistro del cuore, la cavità che pompa sangue all’aorta. Il suo funzionamento diminuisce la richiesta di ossigeno del miocardio e incrementa la portata cardiaca con l’effetto di un aumento del flusso ematico coronarico e dell’apporto di ossigeno.  

Come funziona il contropulsatore aortico?

Il contropulsatore aortico è composto da un catetere munito di un palloncino, che viene installato nell’aorta con ingresso dall’arteria femorale tramite una procedura eseguita in anestesia locale e con l’ausilio dei raggi X. Il catetere viene collegato a un apparato esterno che consente di far dilatare e sgonfiare il palloncino in coincidenza con l’attività del cuore, per consentire la corretta irrorazione di organi e tessuti. Il palloncino viene dilatato in corrispondenza della diastole e sgonfiato nella sistole. Il dispositivo diminuisce il carico di lavoro cui è soggetto il cuore, consentendogli di pompare più sangue. Nel momento in cui il ventricolo sinistro ha terminato di pompare sangue (diastole) il dispositivo si dilata: ciò incrementa il flusso di sangue verso il cuore e tutto l’organismo. Quando invece il ventricolo sinistro è sul punto di pompare sangue (sistole) il palloncino si sgonfia: ciò crea spazio in più nell’aorta che permette al cuore di pompare più sangue.  

Il contropulsatore aortico è pericoloso o doloroso?

Il contropulsatore aortico è sicuro e non provoca alcun dolore.

Cuore

Che cos’è il cuore?

Il cuore è l’organo perno dell’apparato cardiocircolatorio, il motore che con le sue pulsazioni permette al sangue di trasportare l’ossigeno proveniente dai polmoni alle cellule degli organi e dei tessuti. È posizionato nel torace, leggermente a sinistra, dietro lo sterno e appoggiato sul diaframma. Il cuore di un adulto pesa in genere 250-300 grammi, quello di un neonato attorno ai 20 grammi.  

Com’è strutturato il cuore?

Il cuore è composto da quattro camere: due atri e due ventricoli che sono disposti sovrapposti in due lati divisi da due pareti (setti). Ha una forma conica ed è composto da:
  • pericardio, la sacca sierosa che lo protegge
  • epicardio, la membrana che ne riveste la superficie esterna
  • miocardio, il muscolo, le cui cellule assicurano l’impulso necessario alla contrazione del cuore (battito cardiaco).
Inoltre è costituito anche da fibre nervose autonome che formano il plesso cardiaco e il nervo vago. Le fibre simpatiche lo connettono al sistema simpatico, parasimpatico e sensitivo, consentendo il collegamento tra cuore e cervello.  

Quali sono le parti che compongono il cuore?

Il cuore è composto da queste parti: Le valvole hanno la funzione di consentire il passaggio del sangue in una sola direzione: la valvola tricuspide e quella mitrale sono poste tra atri e ventricoli, la valvola polmonare e quella aortica tra il cuore e i vasi sanguigni.  

Quali sono i vasi sanguigni collegati al cuore?

Al cuore sono collegati questi vasi sanguigni:
  • la vena cava inferiore e la vena cava superiore, che portano al cuore il sangue carico di anidride carbonica proveniente da organi e tessuti
  • l’arteria polmonare e la vena polmonare, in cui scorre il sangue che fluisce tra cuore e polmoni
  • l’aorta, il vaso sanguigno più grande del corpo umano umano, che distribuisce all’organismo il sangue ossigenato.
 

Come funziona del cuore?

L’azione del cuore è simile a quella di una pompa che distribuisce sangue ricco di ossigeno a organi e tessuti e riceve l’anidride carbonica da inviare ai polmoni. Il pompaggio avviene a ciclo continuo, con movimenti che si ripetono, in condizione di riposo, circa 70-80 volte al minuto, in due fasi: di rilassamento (diastole) e di contrazione (sistole). Nella fase di rilassamento si ha l’apertura delle valvole che sono poste tra atri e ventricoli, i muscoli delle camere si rilassano e c’è lo scorrimento del sangue tra camere e atri. Le valvole semilunari restano chiuse così da impedire il flusso del sangue verso i letti vascolari. Nella fase di contrazione c’è invece la contrazione in sequenza di atri e ventricoli. La contrazione ventricolare crea una pressione che ha come conseguenza la chiusura delle valvole atrio-ventricolari che impedisce al sangue di tornare negli atri e lo convoglia nelle vene e quindi all’esterno del cuore. Il nutrimento del cuore viene assicurato dalle arterie coronarie che conducono sangue ossigenato verso il muscolo cardiaco. Quando c’è scarsa irrorazione si crea una carenza di ossigeno che provoca sofferenza del cuore e dei suoi tessuti. È la cosiddetta ischemia del miocardio che può portare all’infarto del miocardio. Il cuore può anche essere colpito da problemi di natura infiammatoria, da problemi della conduzione nervosa, come ad esempio l’aritmia, e da lesioni vascolari.

Valvola aortica

Che cos’è la valvola aortica?

La valvola aortica è una delle quattro valvole cardiache. È definita altresì “semilunare aortica” per la sua caratteristica forma a semiluna ed è situata tra il ventricolo sinistro e l’aorta con la funzione di assicurare che il sangue, ricco di ossigeno, non ritorni indietro nel suo percorso.  

Com’è fatta la valvola aortica?

Il cuore è un organo suddiviso in diverse parti per poter svolgere la sua funzione principale: portare il sangue ricco di ossigeno al resto del corpo (tessuti, tessuti e organi) al fine di nutrirli, e ricevere il sangue carico di anidride carbonica da inviare ai polmoni. La valvole cardiache sono delle piccole strutture che, come dei “rubinetti”, hanno la funzione di assicurare che, a partire dal cuore,  il flusso sanguigno proceda in una sola direzione, evitando che ritorni indietro. Nello specifico, la valvola aortica è una valvola formata da tre membrane (cuspidi), costituite in maggior parte da collagene, che assumono la forma di una semiluna. La valvola è situata su di un anello muscolare e – tramite questo – essa è collegata alla parete del cuore.  

A che cosa serve la valvola aortica?

La valvola aortica presidia il passaggio del sangue ossigenato tra il ventricolo sinistro e l’aorta allo scopo di assicurare che non ritorni indietro. Il ciclo cardiaco si compone, difatti, di due fasi: una fase di rilassamento (diastole) e una di contrazione (sistole). Atri e ventricoli si contraggono in modo coordinato: prima gli atri e successivamente i ventricoli. Durante la fase di diastole, le valvole tra atri e ventricoli sono aperte e il sangue scorre in modo del tutto libero tra camere e atri. In questa fase le valvole semilunari sono chiuse, impedendo che il sangue rientri nei letti vascolari. Durante la fase di sistole, quando la pressione del sangue è maggiore nel ventricolo, la valvola è invece aperta al fine di permettere il passaggio del sangue nell’aorta. Successivamente, quando la pressione è maggiore nell’aorta, la valvola si richiude, non consentendo che il sangue ritorni al cuore. Difetti della valvola aortica possono mutare l’intero funzionamento della circolazione: sia la stenosi che l’insufficienza aortica possono essere trattate con un delicato intervento chirurgico di sostituzione della valvola aortica.

Valvola tricuspide

Che cos’è la valvola tricuspide?

La valvola tricuspide è una delle quattro valvole cardiache. È situata tra l’atrio destro del cuore e il ventricolo destro del cuore e ha la funzione di assicurare che il sangue non ritorni indietro nel suo percorso attraverso il cuore, ma che invece il flusso proceda in un’unica direzione, garantendo – a vantaggio di tutto il corpo – il corretto scambio di ossigeno e anidride carbonica con i polmoni.  

Com’è fatta la valvola tricuspide?

La valvola tricuspide è una valvola atrio-ventricolare formata da tre membrane (cuspidi), molto resistenti e costituite da tessuto connettivo che si aprono e si chiudono – in modo coordinato – a ogni battito. I lembi sono connessi a un anello valvolare e tramite questo alla parete del cuore. I margini delle membrane sono collegati ai muscoli papillari attraverso corde tendinee (filamenti di tessuto connettivo che sono azionati dal flusso ematico e dalle fasi cardiache) impedendo che il sangue ritorni indietro nel suo percorso.  

A che cosa serve la valvola tricuspide?

La valvola tricuspide assicura che il sangue non ossigenato passi attraverso l’orifizio che è situato tra atrio destro e ventricolo destro. Il ciclo cardiaco si compone di due fasi: una fase di rilassamento (diastole) e una di contrazione (sistole). Atri e ventricoli si contraggono in modo coordinato: prima gli atri e successivamente i ventricoli. Durante la fase di diastole, le valvole tra atri e ventricoli sono aperte e il sangue scorre in modo del tutto libero tra camere e atri. In tale fase le valvole semilunari sono chiuse, impedendo che il sangue rientri nei letti vascolari. Nella fase di sistole c’è la contrazione degli atri (sistole atriale) e dei ventricoli (sistole ventricolare). Con la contrazione atriale il sangue che è ancora presente negli atri giunge ai ventricoli, poi le valvole si chiudono. Il meccanismo delle valvole atrio-ventricolari e della valvola tricuspide è regolato dal flusso del sangue e dalla pressione che viene esercitata nelle fasi del ciclo cardiaco: durante la sistole ventricolare, la pressione è attuata, verso l’alto, contro le membrane e ne determina la chiusura evitando che il flusso del sangue ritorni indietro. Le corde tendinee, opponendosi al movimento che proviene dal basso, evitano che la valvola sia spinta verso l’alto, all’interno dell’atrio. In presenza di difetti anatomici o funzionali si possono avere delle complicanze come il prolasso valvolare.