Arrossamento del volto

Che cos’è l’arrossamento del volto?

L’arrossamento del volto è una colorazione rosacea o rossastra della pelle, generata dalla dilatazione deicapillari sanguigni che corrono sotto la cute del viso.

Quali sono le cause dell’arrossamento del volto?

L’arrossamento del viso può essere transitorio o invece persistente e può avere diverse cause. Sia di natura non patologica:
  • vampate di calore che caratterizzano la menopausa
  • esposizione al sole
  • sbalzi di temperatura
  • stimoli emotivi come rabbia o imbarazzo
  • ingestione di cibi piccanti o di bevande alcoliche o calde
  • reazioni dovute ad allergie
  • uso di farmaci.
Sia di origine, invece, patologica:
  • acne,
  • allergia da contatto,
  • dermatite seborroica,
  • eritema solare,
  • cefalea,
  • couperose (rosacea),
  • dermatite,
  • ipertensione.

Quali sono i rimedi contro l’arrossamento del volto?

Per curare gli arrossamenti del volto – che siano transitori o persistenti – sarà necessario individuarne la causa e intervenire su di questa.

Arrossamento del volto, quando rivolgersi al proprio medico?

L’arrossamento del volto deve essere sottoposto all’attenzione del proprio medico curante qualora sia accompagnato da forte ipertensione o da una delle patologie che possono essere a essa correlate (vedi elenco sopra).

Area medica di riferimento per l’arrossamento del volto

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per l’arrossamento del volto è il Servizio di Dermatologia.

Bolle

Che cosa sono le bolle?

Le bolle sono piccoli sacchetti pieni di liquido che possono svilupparsi su pelle o mucose e che possono raggiungere i 5-10 millimetri di diametro. In molti casi si rompono facilmente rilasciando sull’epidermide il loro contenuto, che si può solidificare lasciando quindi una crosta di colore giallastro.  

Quali malattie si possono associare alle bolle?

Tra le patologie associabili alle bolle ci sono le seguenti: geloni, herpes simplex, impetigine, lichen planus, pemfigo volgare, scabbia, acne, allergia da contatto, dermatite, dermatofitosi, eritema solare, fuoco di Sant’Antonio, ustioni, varicella. Si rammenta che questo elenco non è esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso in cui i sintomi persistano.  

Quali sono i rimedi contro le bolle?

Esistono diversi prodotti che contribuiscono a combattere le bolle che sono associate a disturbi specifici, come l’herpes labiale. Di solito, però, è bene chiedere consiglio a uno specialista dermatologo per comprenderne la natura e scegliere di conseguenza il rimedio più adatto.  

Con bolle quando rivolgersi al proprio medico?

È opportuno rivolgersi al medico ogni qualvolta si abbia a che fare con bolle di origine sconosciuta sulla pelle.

Boro

Che cos’è il boro?

Il boro è un minerale le cui tracce sono presenti nel corpo umano.  

A che cosa serve il boro?

Attualmente non è stato identificato un ruolo principale che il boro svolge nell’organismo. Generalmente viene somministrato per rafforzare le ossa, curare l’artrosi, aumentare i livelli di testosterone, aumentare la massa muscolare e migliorare le capacità di ragionamento o la coordinazione muscolare.  

In quali alimenti è presente il boro?

Il boro si ritrova in frutti come mele, arance, arance, uva rossa, pere, prugne, kiwi, uva sultanina e datteri, nella frutta secca e nell’avocado. Si ritrova anche in buona quantità in alcuni ortaggi e soia, piselli, borlotti e fagioli rossi, ribes, pomodori, lenticchie, olive, cipolle, patate, vino e birra.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di boro?

Non esiste una dose giornaliera di boro raccomandata. Più in generale, è considerata ricca di questo minerale un’alimentazione da 2.000 calorie al giorno che ne apporta 3,25 mg, mentre sono considerate povere di questa sostanza le diete che con 2.000 calorie al giorno apportano solo 0,25 mg di boro.  

Quali conseguenze provoca la carenza di boro?

I sintomi della carenza di boro non sono del tutto noti. Fra i possibili problemi troviamo ipertiroidismo, sbilanciamento degli ormoni sessuali, osteoporosi, artriti e anomalie nel funzionamento del sistema nervoso.  

Quali sono le conseguenze dell’eccesso di boro?

Un’assunzione eccessiva di boro può essere causa di nausea, vomito, debolezza e dermatite. In taluni casi possono verificarsi anche anomalie scheletriche.  

Il boro aiuta a migliorare le prestazioni atletiche?

Sebbene alcuni bodybuilder prendano il boro per migliorare le loro performance, non esistono prove scientifiche che questo minerale abbia la capacità di aumentare la massa muscolare.

Diminuita sudorazione

Che cosa si intende con diminuita sudorazione?

L’assenza o la riduzione di sudorazione è un sintomo di diversa origine che si caratterizza per il fatto che le ghiandole sudoripare non riescono o non possono funzionare in modo corretto. Questa condizione –  nota anche come ipoidrosi o anidrosi – può interessare tutto il corpo oppure una o più aree del corpo.  

Quali malattie si possono associare alla diminuita sudorazione?

Tra le principali patologie collegate alla diminuita sudorazione ci sono le seguenti: ittiosi, malattia di Fabry, morbo di Hashimoto, malattia di Parkinson, psoriasi, sclerodermia, sindrome di Horner, amiloidosi, atrofia multisistemica o Ams, carcinoma polmonare a piccole cellule, dermatite, diabete, infezioni della pelle, ipotiroidismo, sindrome di Ross, sindrome di Sjögren, sindromi genetiche, traumi, uso di farmaci. Si ricorda che questo elenco non è da ritenersi esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di sintomi persistenti.  

Quali sono i rimedi contro la diminuita sudorazione?

Quando la sudorazione diminuisce drasticamente sino ad azzerarsi, il disturbo è collegato alla mancanza di una funzione fondamentale per la termoregolazione perché il sudore consente di abbassare la temperatura corporea sia a riposo che – soprattutto – nel corso di attività che comporti uno sforzo fisico. I rimedi per la diminuzione del sudore devono essere sempre connessi al trattamento della patologia e concordati con il proprio medico curante. Ad esempio – se a provocarlo è l’uso di alcuni medicinali – potrebbe essere utile, dopo averne parlato con il medico, rivedere il dosaggio del medicinale.  

In presenza di diminuita sudorazione quando rivolgersi al proprio medico?

Quando la mancanza di sudorazione si associa ad altri sintomi come crampi muscolari, debolezza, vertigini, arrossamento della cute e sensazione eccessiva di calore è necessario rivolgersi al proprio medico.

Olio di oliva

L’olio di oliva è un condimento grasso che viene ottenuto dalla spremitura delle olive, ovvero i frutti della pianta Olea europeae, molto diffusa nell’area mediterranea e quindi anche in Italia, soprattutto nel sud.  

Quali sono le proprietà nutrizionali dell’olio di oliva?

100 grammi di olio di oliva offrono un apporto di circa 900 calorie, tutte sotto forma di lipidi. Nella stessa quantità sono presenti: Questo tipo di olio è inoltre fonte di polifenoli.  

Quando non bisogna mangiare olio di oliva?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di olio di oliva e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici dell’olio di oliva?

L’olio di oliva ha un alto potere antiossidante e viene considerato molto utile per aiutare a combattere i problemi cardiovascolari dal momento che è in grado di influenzare i livelli di lipidi nel sangue, l’ossidazione delle LDL, l’infiammazione, la coagulazione, la capacità antiossidante del plasma, la risposta a insulina e glucosio. Sembra che questo olio sia in grado di aiutare a prevenire alcune forme di cancro, soprattutto quelle che riguardano l’apparato digerente. Sembrerebbe inoltre svolgere una funzione antibatterica, essere utile contro l’artrite reumatoide, avere un buon potere lassativo e svolgere un’azione emolliente ed efficace sulla pelle in caso di dermatite.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Onicomadesi

Che cos’è l’onicomadesi?

L’onicomadesi è un disturbo che viene popolarmente definito “perdita dell’unghia”. Consiste difatti nello scollamento della lamina ungueale dal letto ungueale (ovvero la porzione di pelle cui l’unghia risulta fisiologicamente connessa) con successiva caduta dell’unghia stessa. Lo scollamento inizia alla base dell’unghia per poi raggiungere progressivamente il margine libero, provocando il distacco definitivo e la caduta dell’unghia stessa. Di solito questo disturbo insorge secondariamente alla presenza di diversi processi patologici (allergie, dermatite, eczema, onicomicosi), ma può anche essere conseguenza di un trauma all’unghia e dell’effetto collaterale di alcuni medicinali.  

Quali malattie si possono associare all’onicomadesi?

Tra le patologie che possono essere associate all’onicomadesi ci sono le seguenti: onicomicosi, pemfigo volgare, sindrome di Raynaud, trauma, allergia da contatto, anemia, dermatite, eczema, infarto miocardico. Si ricorda che questo elenco non è esaustivo ed è sempre opportuno chiedere consulto al proprio medico.  

Quali sono i rimedi contro l’onicomadesi?

Poiché le patologie che risultano associate all’onicomadesi sono molteplici e differenti tra loro, è consigliabile evitare di trattare la condizione con rimedi “fai da te” e rivolgersi – invece – al proprio medico di fiducia per un consulto. Solo la diagnosi della condizione medica che ha originato il problema, consentirà di mettere a punto dei trattamenti mirati.  

Con l’onicomadesi quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di forte trauma o in caso di diagnosi (o se si è a rischio) di una delle patologie associate (si veda, al riguardo, l’elenco delle patologie associate).

Pelle secca

Che cos’è la pelle secca?

La pelle secca è una condizione per cui l’epidermide appare disidratata – talvolta addirittura screpolata – ma anche poco elastica e particolarmente fragile. Può trattarsi di una situazione temporanea – che è magari presente solo durante i mesi invernali – ma comunque fastidiosa e indesiderata. Una pelle secca può essere soggetta alla comparsa di rughe e solchi, mentre in altri casi è una costante per tutta la durata della vita e può essere associata a problemi di pelle più seri, come le cosiddetta ittiosi. Fra le zone che vengono più spesso colpite dal problema sono incluse le braccia e i polpacci, ma la situazione può variare molto da soggetto a soggetto. Inoltre i sintomi e i segni della pelle secca dipendono da fattori come le condizioni generali di salute, l’età, il tempo trascorso all’aria aperta e la causa che sta alla base del problema. Tra i disturbi più frequenti sono inclusi una sensazione di pelle tesa (soprattutto dopo un bagno o una doccia), un aspetto rugoso, esfoliazione, prurito, arrossamenti e formazioni di pieghe e screpolature. La pelle può talvolta addirittura creparsi e sanguinare.  

Quali sono le cause della pelle secca?

Alla base possono esserci delle condizioni climatiche, l’abitudine a docce o bagni troppo caldi, una carenza di umidità nell’ambiente in cui si vive, l’utilizzo di saponi o detergenti troppo aggressivi, un’esposizione inappropriata al sole o malattie della pelle come la dermatite atopica.  

Quali malattie si possono associare alla pelle secca?

Alla pelle secca possono essere associate varie patologie, tra cui: morbo di Hashimoto, piede diabetico, pitiriasi rosea, psoriasi, sclerodermia, sindrome di Sjögren, cheratosi attinica, dermatite, dermatite atopica, eritema solare, infezioni della pelle, intolleranze alimentari, ipotiroidismo, ittiosi.  

Quali sono i rimedi contro la pelle secca?

Qualora la pelle secca risulti essere un problema cronico o grave è necessario l’intervento di uno specialista. Prima di rivolgersi a un dermatologo si può, tuttavia, cercare di migliorare la situazione con un adeguato stile di vita. È consigliato, prima di tutto, evitare l’impiego di saponi o di altri prodotti aggressivi (che contengano, ad esempio, sostanze irritanti come i profumi artificiali), preferire soluzioni più idratanti ed evitare bagni o docce troppo caldi. Dopo la doccia e il bagno bisogna asciugare la pelle tamponandola – senza strofinarla – e ricordare di applicare un olio o una crema con proprietà idratanti. Anche l’impiego di un umidificatore e di capi d’abbigliamento in fibre naturali, come la seta o il cotone, possono condurre a dei miglioramenti. In caso di prurito, degli impacchi freddi possono ridurre il fastidio; a volte, però, solo creme a base di cortisone riescono a fornire un concreto sollievo. Qualora i cambiamenti suggeriti non dovessero portare a risultati ottimali, il medico può consigliare l’utilizzo di prodotti specifici, come ad esempio delle creme a base di acido lattico o di urea. In caso di malattie della pelle come psoriasi, dermatite atopica o ittiosi possono essere indispensabili dei prodotti che richiedono la prescrizione medica.  

Con pelle secca quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di pelle secca è opportuno rivolgersi al proprio medico qualora – nonostante gli accorgimenti adottati – il problema non migliori, la secchezza sia associata ad arrossamenti, il fastidio e il prurito impediscano un sonno adeguato, si formino ulcere o si sviluppino infezioni e qualora un’ampia area della pelle inizi a spellarsi o a esfoliarsi.

Pitting ungueale

Che cos’è il pitting ungueale?

Con pitting ungueale ci si riferisce – in ambito medico – a un’alterazione della superficie esterna dell’unghia (lamina ungueale) che si caratterizza per la formazione di piccole depressioni puntiformi nella porzione più superficiale della lamina e che conferiscono all’unghia un aspetto descritto come “a ditale da sarta”. Tale condizione è causata da un’alterazione del processo di cheratinizzazione della matrice unguale (l’insieme delle cellule che sono deputate alla continua produzione delle strutture cornee dell’unghia).  

Quali malattie si possono associare pitting ungueale?

Tra le patologie che possono essere associabili al pitting ungueale ci sono: eczema, lichen planus, psoriasi, alopecia areata, dermatite. Si ricorda che tale elenco non è esaustivo ed è sempre bene chiedere consulto al proprio medico.  

Quali sono i rimedi per il pitting ungueale?

Poiché le condizioni mediche che risultano associabili alla presenza del pitting ungueale sono diverse, al fine di identificare un trattamento adatto alla condizione è fondamentale individuare la patologia che ne è alla base, e agire su di questa. È consigliabile evitare rimedi “fai da te” perché potrebbero acuire la problematica.  

Con il pitting ungueale quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di pitting ungueale è consigliabile rivolegrsi al proprio medico nel caso in cui si sia già ricevuta una diagnosi (o si sia a rischio) di una delle patologie associate (si veda sopra l’elenco delle malattie associate).

Prurito

Che cos’è il prurito?

Il prurito è una sensazione fastidiosa che provoca il desiderio di grattarsi. Si manifesta con modalità più o meno insistenti e interessa varie parti del corpo che possono essere – volta per volta – localizzate o invece diffuse.

Quali altri sintomi possono essere associati al prurito?

Il prurito può associarsi ad altre sintomatologie, che si manifestano a seconda della patologia che ne sta alla base. Questi sintomi sono: arrossamento della parte interessata, desquamazione della pelle, presenza di edema o pus.

Quali sono le cause del prurito?

Il prurito può essere provocato da disturbi psichici o da varie patologie, tra le quali si possono elencare: allergia da contatto, calcoli alla cistifellea, cheratosi attinica, cirrosi biliare primitiva, psoriasi, rosacea, scabbia, sindrome dell’occhio secco, tumore al fegato, varicella, vene varicose, cirrosi epatica, dermatite, dermatite atopica, dermatite seborroica, epatite, eritema solare, geloni, insufficienza renale, intolleranze alimentari, morbillo, nevi.

Quali sono i rimedi contro il prurito?

Al fine di curare adeguatamente il prurito sarà necessario risalire alla causa patologica che ne sta alla base e intervenire su questa con una terapia mirata. Per tentare di lenire il disturbo è consigliabile evitare le cure fai-da-te; il rischio è difatti quello di peggiorare la situazione.

Prurito, quando rivolgersi al proprio medico?

Una situazione di prurito deve essere sempre sottoposta all’attenzione del proprio medico curante quando sia associabile a una patologia che può essere legata a questo disturbo e di cui si è già ricevuta la diagnosi.

Area medica di riferimento per il prurito

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica cui rivolgersi in casi prurito è il Servizio di Dermatologia.

Prurito al naso

Che cos’è il prurito al naso?

Il prurito al naso è una condizione che si caratterizza per una sensazione di pizzicore localizzata nell’organo preposto all’olfatto. Non è un disturbo a sé stante, bensì un sintomo della presenza di altre problematiche. Può essere suddiviso in due tipologie: interno ed esterno. Spesso all’origine del prurito interno al naso c’è un raffreddore o una reazione allergica (allergie respiratorie); in generale, alcune infezioni delle vie aeree superiori – come riniti e sinusiti – possono manifestarsi con la sensazione di pizzicore all’interno del naso. Tra le condizioni che possono causare prurito sulla superficie esterna vi sono, invece, patologie dermatologiche come la dermatite e l’eczema. L’Herpes simplex può invece manifestarsi sia all’interno sia all’esterno del naso.  

Quali malattie si possono associare al prurito al naso?

Tra le patologie che possono essere associate al prurito al naso ci sono: raffreddore, rinite, sinusite, allergie respiratorie, dermatite, eczema, fuoco di Sant’Antonio, herpes simplex, influenza. Questo elenco non è esaustivo ed è sempre opportuno chiedere consulto al proprio medico soprattutto se il disturbo persiste.  

Quali sono i rimedi contro il prurito al naso?

Poiché le patologie associabili al prurito al naso sono le più disparate, al fine di mettere a punto validi rimedi atti a risolvere o lenire la condizione è fondamentale individuare la patologia che ne è alla base e agire su di questa. Per quanto attiene in particolare al prurito interno al naso, per ridurre il fastidio può essere di aiuto umidificare gli ambienti in cui si soggiorna o si dorme ed evitare di stazionare in luoghi con polvere e fumo.  

Con il prurito al naso quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di prurito al naso deve essere comunicata al proprio medico curante nel caso in cui ci sia concomitanza con malattie già precedentemente diagnosticate (si veda elenco sopra).  

Prurito vaginale

Che cos’è il prurito vaginale?

Il prurito vaginale è un fastidio provato dalle donne in presenza di irritazioni dei tessuti della vagina o della vulva. Non è in genere una condizione pericolosa per la salute, ma può comunque essere la conseguenza di un’infezione che, nel caso in cui non sia tenuta in debito controllo, può essere all’origine di varie complicazioni.  

Quali sono le cause del prurito vaginale?

Il prurito vaginale si presenta quando c’è assottigliamento o disidratazione della mucosa della vagina a causa di cambiamenti ormonali come quelli della menopausa ma anche a causa del contatto avuto con sostanze che possano provocare un’irritazione come saponi, creme, prodotti per l’igiene intima o con indumenti. Può essere causato anche da un’infezione sessualmente trasmessa. Può anche avere un’origine patologica, derivando da patologie come: diabete, dermatite, psoriasi, vaginite, vaginosi, candida, condilomi e malattia infiammatoria pelvica.  

Quali sono i rimedi contro il prurito vaginale?

Solitamente il prurito vaginale scompare da sé. L’infiammazione può comunque essere curato con lozioni o creme a base di steroidi. Ci sono però casi in cui sono richiesti trattamenti specifici:
  • quando c’è presenza di malattie sessualmente trasmesse che devono essere curate con antiparassitari o antibiotici
  • nel caso di infezioni a lieviti, che richiedono l’assunzione di creme, unguenti, ovuli a uso vaginale o prodotti da assumere per via orale
  • nel caso in cui derivi da menopausa e siano richieste creme, pillole o rimedi a base di estrogeni.
 

Prurito vaginale, quando rivolgersi al proprio medico?

Il prurito vaginale deve essere sottoposto all’attenzione del proprio medico nel caso in cui sia particolarmente intensa, quando permane a lungo nel tempo e quando si ripresenta in più momenti nei tempi successivi.  

Area medica di riferimento per il prurito vaginale

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il prurito vaginale è il Servizio di Ginecologia.

Squame

Che cosa sono le squame?

Le squame sono un accumulo di materiale corneo, costituito di cheratina, sulla superficie della pelle, dovuto a una demolizione accelerata delle cellule della pelle a causa di motivi esterni o interni all’organismo. L’accumulo può essere più o meno vistoso ma è comunque sempre visibile a occhio nudo. In base alla loro forma, le squame vengono classificate in farinose, furfuracee, pitiriasiche e madreperlacee.  

Quali altri sintomi possono essere associati alle squame?

Alle squame possono associarsi altri sintomi come arrossamento, prurito, bruciore o presenza di placche o papule.  

Quali sono le cause delle squame?

Le squame possono essere causate da ustioni o da alcune patologie, tra cui cheratosi attinica, dermatite, dermatite atopica, dermatite seborroica, psoriasi, lupus erimatoso sistemico, scabbia.  

Quali sono i rimedi contro le squame?

La cura delle squame dipende dalla causa che è alla loro base. In ogni caso è consigliabile evitare i trattamenti fai-da-te per non rischiare di peggiorare la situazione scatenando eventuali infezioni, irritazioni o allergie che potrebbero aggiungersi alle problematiche di partenza.  

Squame, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di squame deve sempre essere sottoposta all’attenzione del proprio medico. Nei casi che appaiono più gravi può essere necessario rivolgersi al pronto soccorso per ricevere le cure del caso.  

Area medica di riferimento per le squame

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per le squame è il Servizio di Dermatologia.

Unghie con righe verticali

Che cosa sono le righe verticali delle unghie?

Vi sono delle situazioni in cui le unghie – e di solito accade per le unghie di entrambe le mani – si presentano con linee appiattite o in rilievo, di forma irregolare, che le attraversano in modo verticale.  

Quali altri sintomi possono essere associati alle unghie con righe verticali?

Le righe verticali delle unghie possono essere associate a una condizione di particolare fragilità delle unghie stesse.  

Quali sono le cause delle unghie con righe verticali?

Le righe verticali delle unghie possono dipendere dall’avanzare dell’età ma anche da situazioni esterne come infezioni, traumi o uno stato di malnutrizione. Possono anche essere generate da patologie, tra le quali ci possono essere: dermatite, ipotiroidismo, anemia, artrite reumatoide, onicofagia, psoriasi.  

Quali sono i rimedi contro le unghie con righe verticali?

Per intervenire sulle unghie con righe verticali sarà necessario individuare la causa che ne è alla base. Si rammenta che in caso di unghie con queste caratteristiche è sempre meglio non tenere le mani troppo in acqua ed è opportuno evitare l’applicazione di smalti e solventi. In genere le unghie possono essere ammorbidite con l’applicazione di creme o lozioni a base di oli vegetali naturali o possono essere rese più resistenti assumendo – sempre sotto prescrizione medica – integratori a base di biotina. La salute delle unghie può essere favorita anche tramite l’assunzione di zolfo e silicio organico.  

Unghie con righe verticali, quando rivolgersi al proprio medico?

Di solito le unghie con righe verticali non rappresentano un’emergenza medica. Devono tuttavia essere sottoposte al medico qualora il paziente sia a rischio di una delle patologie, compreso l’ictus, che possono ricollegarsi a questo sintomo.

Unghie grossolane e opache

Che cosa si intende con unghie grossolane e opache?

Le unghie possono improvvisamente apparire grossolane ed opache come segno o sintomo di condizioni ambientali o transitorie oppure di patologie. Le unghie appaiono meno lucide rispetto al passato oppure con strutture e forme alterate, ispessite e irregolari per via delle anomalie nella formazione degli strati della proteina (cheratina) da cui sono composte.  

Quali sono le cause delle unghie grossolane e opache?

Di solito quello delle unghie grossolane e opache è un problema associabile alla sindrome da unghie fragili, una condizione medica che si manifesta con più segni quali fessure orizzontali e verticali, sfaldamento degli strati che compongono l’unghia (onychoschizia), righe verticali (onychorrhexis), friabilità delle unghie.  

Quali malattie si possono associare a unghie grossolane e opache?

Tra le principali patologie collegabili alle unghie grossolane e opache ci sono le seguenti: lLichen planus, micosi (patologie fungine), onicomicosi, psoriasi, alopecia areata, anemia (carenza di ferro), carenza di vitamina B, dermatite, dermatite atopica, dermatofitosi, disfunzioni della tiroide, disturbi dell’alimentazione, ittiosi. Si rammenta come questo non sia un elenco esaustivo e che è sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di sintomi persistenti.  

Quali sono i rimedi contro unghie e grossolane e opache?

I rimedi per le unghie grossolane e opache mutano in base alle cause del segno o del sintomo. È pertanto necessario rivolgersi al medico che indicherà gli esami e le terapie più efficaci. L’utilizzo di lozioni e pomate a base di oli vegetali naturali rendono in genere più morbide e idratate le unghie, contribuendo a favorire la guarigione. Integratori a base di biotina (vitamina H che appartiene al complesso delle vitamine B e detta anche vitamina B8) vengono prescritti dal medico al fine di favorire la resistenza delle unghie. Altri rimedi a base di zolfo o silicio organico sono ritenuti utili alla guarigione. Può essere utile indossare dei guanti prima di immergere le mani nell’acqua. Evitare altresì di tenerle troppo tempo in acqua o di applicare solventi e smalti.  

In presenza di unghie grossolane e opache quando rivolgersi al proprio medico?

Le unghie grossolane e opache non sono un’emergenza medica; tuttavia è necessario ricorrere tempestivamente alle cure del medico curante per la diagnosi dell’eventuale patologia collegata.

Unghie ondulate

Che cosa sono le unghie ondulate?

Le unghie sono ondulate quando sulla loro superficie si creano delle increspature irregolari. Queste increspature possono svilupparsi orizzontalmente, verticalmente o diagonalmente e interessano, in genere, tutte le dita delle due mani.  

Quali sono le cause delle unghie ondulate?

Le unghie ondulate possono avere varie cause. Possono derivare da malnutrizione, da traumi o da alcune patologie, tra cui dermatite, psoriasi, onicofagia, anemia, ipotiroidismo, bulimia e artrite reumatoide.  

Quali sono i rimedi contro le unghie ondulate?

Per curare le unghie ondulate è necessario individuarne la causa e intervenire su questa. Le unghie possono essere idratate e ammorbidite con lozioni e pomate a base di oli vegetali naturali. Utili alla guarigione sono anche altri rimedi a base di zolfo o silicio organico, mentre la solidità delle unghie può essere favorita dall’assunzione di integratori a base di vitamina B8 (biotina). Attenzione, in presenza di unghie ondulate è preferibile non fare uso di smalti o solventi ed è meglio evitare di tenere a lungo le mani in acqua: quando si lavano i piatti, ad esempio, è sempre meglio indossare i guanti.  

Unghie ondulate, quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di unghie ondulate è meglio rivolgersi al proprio medico per verificare l’eventuale presenza di una patologia.  

Area medica di riferimento per le unghie ondulate

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per le unghie ondulate è il Servizio di Dermatologia.

Vescicole

Che cosa sono le vescicole?

Le vescicole sono piccole lesioni cutanee, grandi non più di un centimetro. Oltre quella misura lo stesso tipo di lesione viene chiamata bolla.  

Quali altri sintomi possono essere associati alle vescicole?

In base alla causa che è alla base di una vescicola, questa si può accompagnare ad altri sintomi come prurito, arrossamento, bruciore, desquamazione della parte di pelle interessata dalla lesione, febbre, aumento della temperatura nell’area che circonda la vescicola e spossatezza.  

Quali sono le cause delle vescicole?

Le vescicole possono essere causate da varie patologie, tra cui: dermatite, dermatite allergica da contatto, fuoco di Sant’Antonio, eritema solare, herpes simplex, scabbia, varicella e vaiolo.  

Quali sono i rimedi contro le vescicole?

La cura delle vescicole varia a seconda della causa che le ha originate. Sono da evitare i rimedi fai-da-te: creme e medicazioni utilizzate senza evere prima sentito il proprio medico possono provocare allergie, infezioni o irritazioni che potrebbero produrre l’effetto di rallentare la guarigione o, peggio, complicare ulteriormente il quadro diagnostico.  

Vescicole, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di vescicole deve essere sottoposta all’attenzione del medico quando c’è la presenza o si è a rischio di una delle patologie associabili a questo sintomo.