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Sulle piste da sci, mai dimenticare gli occhiali da sole!

Quando si dice che per affrontare al meglio le giornate sulle piste da sci bisogna essere abbigliati in modo adeguato, non ci si riferisce ai soli “vestiti”. Molto importante infatti è indossare – oltre a giaccavento, guanti, scarponi e casco di qualità – occhiali che sappiano offrire la giusta protezione ai nostri occhi, sottoposti come non mai a radiazioni solari, oltretutto acuite dalla presenza della neve.

Ne parliamo con il dottor Davide Allegrini, specialista del Centro Oculistico di Humanitas Castelli di Bergamo.

Dottor Allegrini, perché sulle piste da sci è ancor più importante proteggere i nostri occhi con occhiali da sole?

«Per due principali motivi. Il primo è che lo sci viene praticato ad alte quote dove, è scientificamente provato, le radiazioni solari raggiungono livelli energetici maggiori rispetto a quote più basse. Il secondo è che la neve, come lo è ad esempio l’acqua di mare, è una superficie riflettente che aumenta ancor più il grado di incidenza dei raggi del sole sul nostro organo oculare».

La regola deve dunque essere quella di avere sempre con sé un buon paio di occhiali da sole?

«La regola di base è quella che non ci si deve esporre alla luce solare senza essere forniti delle giuste protezioni. Una cautela che deve essere mantenuta fin da giovani e che deve prevedere l’utilizzo di lenti adatte a schermare i raggi ultravioletti, cioè le radiazioni elettromagnetiche emesse dal sole che sono invisibili e particolarmente pericolose, dal momento che sono in grado di provocare molti disturbi e patologie ai nostri occhi».

Quindi la scelta delle lenti è importante. Devono avere un colore particolare?

«No, non è una questione di colore, ma di filtri. Prima di procedere all’acquisto è importante leggere bene l’etichetta allegata agli occhiali: devono essere acquistati quelli che sono in grado di bloccare almeno il 99% di tutta la luce ultravioletta, o che siano capaci di assorbire i raggi solari con una lunghezza d’onda fino a 400 nanometri».

Quali sono le patologie in cui si può incorrere se non si utilizzano occhiali da sole sulle piste da sci?

«Anzitutto le maculopatie, che tra i fattori di rischio – oltre al fumo e ad aspetti legati alla dieta e all’età –, hanno proprio l’esposizione alla luce solare senza protezioni. Poi la cataratta, dal momento che i raggi ultravioletti che colpiscono l’occhio provocano un invecchiamento precoce della lente, dovuto allo stress ossidativo che colpisce le proteine del cristallino, rendendolo opaco».

Ci sono categorie di persone più a rischio di altre in relazione a questi tipi di problemi?

«I più esposti sono i bambini e gli anziani. Questo perché la cornea e il cristallino, che sono i filtri naturali che hanno la capacità di proteggere gli occhi dai raggi ultravioletti, assumono una maggiore o minore efficienza a seconda dell’età. I bambini e gli anziani che sviluppano cataratta non riescono a filtrare tutto il raggio ultravioletto e hanno dunque un maggior bisogno di proteggere i propri occhi con filtri artificiali come, appunto, le lenti degli occhiali da sole».

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