Oggi i difetti refrattiviastigmatismo, miopia e ipermetropia – possono essere corretti con interventi che prevedono l’utilizzo del laser.

Ne parliamo con il dottor Marcello Galdini, responsabile dell’Unità Operativa di Oculistica di Humanitas Castelli Bergamo.

 

Quali sono le tecniche laser più diffuse?

«Sono la tecnica Prk e quella Femtolasik. In comune hanno il fatto di prevedere l’utilizzo di un raggio laser molto preciso, capace di rimodellare la cornea attraverso l’asportazione di piccole porzioni, con un’operazione che viene chiamata fotoablazione».

 

In che cosa consistono le due tecniche?

«Con la prima, la Prk, si procede al rimodellamento della cornea intervenendo sulla sua superficie. Nella seconda, la Femtolasik lo stesso risultato viene ottenuto intervenendo sullo spessore corneale, il cosiddetto stroma, cui si accede dopo aver eseguito un taglio della cornea utilizzando un laser a femtosecondi».

 

Quali risultati si ottengono con i due interventi?

«Le due tecniche hanno risultati equivalenti, tranne che per le ipermetropie, dove la Femtolasik risulta più efficace nel tempo».

 

Quali sono le differenze sostanziali tra le due tecniche?

«Le differenze riguardano soprattutto il decorso post-operatorio. A seguito di un intervento svolto con tecnica Prk il paziente accusa dolore all’occhio per circa 3 giorni e recupera la completa efficienza visiva dopo circa 6-10 giorni. Dopo un’operazione eseguita con tecnica Femtolasik, invece, il paziente avverte solo un fastidio, non un dolore, e la buona visione viene raggiunta in sole 24 ore».

 

In base a quali criteri viene scelta una tecnica piuttosto che l’altra?

«La decisione spetta sempre al medico chirurgo, che procede in base a quanto riscontrato dagli esami eseguiti, dopo avere sostenuto un colloquio informativo con il paziente».

 

(tratto da rubrica “domande&risposte” a cura di Chiara Masciocchi – “Viversani e Belli”, n. 44 – 26 ottobre 2018)