Le miodesopsie, comunemente dette “mosche volanti”, sono dei corpuscoli neri e mobili che compaiono soprattutto con la luce piena: tendenzialmente sono solo fastidiosi, ma una visita oculistica è consigliata.

LEGGI ANCHE: Quelle fastidiose ombre sugli occhi: cosa sono le mosche volanti?

Come curarle e alleviare i disturbi che creano? Ne parliamo con il dottor Mario Romano, direttore Dipartimento Oculistica Humanitas Gavazzeni e Castelli e docente Humanitas University.

Le cure possibili

Non esiste un farmaco che possa far scomparire le mosche volanti, che comunque solo in rari casi richiedono un trattamento valutato dallo specialista. Nel caso, le possibilità sono queste.

La vitrectomia

Si tratta di una tecnica che si rende necessaria se il vitreo risulta danneggiato, offuscato o striato in modo permanente, e soprattutto se è fortemente invalidante per la persona.

Questo metodo prevede l’asportazione parziale o totale del gel vitreale dal segmento posteriore del bulbo oculare e la sua sostituzione con una soluzione salina, che nel tempo verrà sostituita dall’umor acqueo prodotto naturalmente dall’occhio.

L’avvento della microchirurgia ha reso la procedura più rapida (circa 20 minuti) e meno invasiva, sostituendo tagli e suture con microincisioni autosigillanti di 0,5 mm, in anestesia loco-regionale, anziché generale, e con tempi ridotti di recupero post operatorio, riducendo anche il rischio di eventi avversi significativi.

L’intervento è complesso e non privo di rischi, quindi viene riservato solo a rari casi eccezionali.

La vitreolisi

La  vitreolisi con yag laser è una tecnica che permette di vaporizzare gli addensamenti proteici del corpo vitreo, romperli in corpi mobili più piccoli diradandoli, o semplicemente spostarli dall’area visiva centrale, in modo che non disturbino la visione.

Il trattamento è poco invasivo, indolore e di breve durata (da 10 a 30 minuti, eventualmente replicabili in più sedute) e consente un’immediata ripresa delle attività quotidiane.

Tuttavia può essere praticato solo in alcuni casi, quando le miodesopsie non sono localizzate troppo vicino ad altre strutture oculari (retina e cristallino) e non è del tutto privo di possibili complicanze come cataratta, aumento della pressione oculare, rottura o distacco della retina.

I consigli per alleviare i disturbi

Oltre ai trattamenti medici veri e propri, esistono anche alcune semplici strategie e rimedi naturali per casi meno gravi, che possono ridurre il fastidio provocato dalle mosche volanti e aiutano a conviverci:

  1. Mantenersi idratati
    Avere un organismo ben idratato aiuta a ridurre l’aggregazione delle proteine nel corpo vitreo. Per questo, soprattutto nei mesi caldi, è importante bere più acqua, ma anche aumentare le porzioni di frutta e verdura ricche di elementi (sali minerali, vitamine, antiossidanti, enzimi) che aiutano a ripristinare la normale fisiologia del collagene vitreale: potassio, magnesio, vitamina C, flavonoidi, lisina, arginina, carnicina, bromelina.
  2. Indossare gli occhiali da sole
    Per mitigare l’effetto delle ombre proiettate sulla retina dai corpi mobili e ridurre i fastidi alla vista è consigliabile indossare occhiali con lenti scure quando si sta all’aperto, soprattutto in condizioni di forte luminosità, in modo da filtrare i raggi solari. Un consiglio valido di qualunque condizione di forte luminosità, non solo in estate e non solo al mare o sulla neve.
  3. Muovere i bulbi oculari
    Talvolta per far sì che le miodesopsie non ostacolino la visione, può essere sufficiente compiere dei movimenti rotatori con gli occhi, in modo che i corpi mobili si spostino dalla macula (l’area della retina deputata alla visione centrale), collocandosi ai margini del campo visivo.
  4. Riabituare la vista
    Il cervello ha grande capacità di adattamento, perciò con il tempo si abitua a escludere gli ostacoli alla visione rappresentati dalle mosche volanti, attenuandone la percezione. Per favorire questo processo è bene non concentrarsi ossessivamente sulla presenza dei corpi mobili e sulle ombre vaganti da essi proiettate, cercando piuttosto di focalizzare l’attenzione sull’immagine.

Testo tratto dall’articolo pubblicato dalla testa ViverSani e Belli del 22 aprile 2022