Le miodesopsie (o “mosche volanti”) sono piccoli addensamenti mobili che compaiono nel campo visivo, generalmente dopo la mezza età e indicano un’alterazione del corpo vitreo dell’occhio. Nella maggior parte dei casi si tratta di un fenomeno benigno, ma alla comparsa dei primi fastidi è sempre bene verificare che non dipenda da cause più importanti.

Ne parliamo con il dottor Mario Romano, direttore Dipartimento Oculistica Humanitas Gavazzeni e Castelli e docente Humanitas University.

Ombre sulla retina

Il nome ufficiale è miodesopsie, ma sono comunemente indicati come “mosche volanti” e sono il risultato di ombre sulla retina.

Si tratta di corpi mobili (floaters) puntiformi o filamentosi, presenti nel campo visivo come piccole macchie scure, che si spostano seguendo i movimenti degli occhi e diventano particolarmente evidenti quando si fissa una superficie chiara o retroilluminata.

Le mosche volanti si possono manifestare a qualunque età: si presentano con maggiore frequenza dopo la mezza età (attorno ai 50-60 anni), ma possono comparire già tra i 20 e i 30 anni, soprattutto in occhi miopi, o persino essere presenti fin dall’infanzia e accompagnare l’individuo anche per tutta la vita.

Questione di invecchiamento

Di solito la comparsa delle miodesopsie è legata al naturale invecchiamento del corpo vitreo, presente nel bulbo oculare. Il vitreo è una struttura trasparente e gelatinosa, che riempie lo spazio fra il cristallino e la retina, formata per il 99% da acqua e per il restante 1% da fibre, collagene, zuccheri, cellule vitree (ialociti), proteine, acido ialuronico, ed elettroliti.

Il progressivo deterioramento di questa microstruttura inizia con la disidratazione della componente gelatinosa e porta alla formazione di piccoli frammenti o addensamenti filamentosi di proteine, che bloccano in parte i raggi luminosi che penetrano nell’occhio, creando diffrazione della luce e proiettando la loro ombra sulla retina.

Nella maggior parte dei casi le mosche volanti non causano eccessivi fastidi, ma talvolta possono portare all’occasionale annebbiamento della vista, soprattutto mentre si legge o si guarda la tv o il monitor del computer.

I fattori di rischio

Alcune persone sono più predisposte fin da giovani alla comparsa delle “mosche volanti”, in particolare quelle fortemente miopi, che hanno un bulbo oculare più allungato del normale, coloro che soffrono di malattie sistemiche come il diabete o chi si è sottoposto a interventi di chirurgia oculare, per esempio per l’asportazione della cataratta.

Tutte queste condizioni rappresentano fattori di rischio per una più precoce degenerazione vitreale, così come i traumi contusivi alla testa, l’esposizione prolungata a fonti di calore, un’alimentazione squilibrata, la disidratazione.

Di solito non c’è da preoccuparsi

Nella maggior parte dei casi la comparsa delle mosche volanti può essere segno di un distacco posteriore del vitreo. 

Si tratta di un fenomeno che nel 50% delle persone tende a verificarsi dopo i 50 anni ed è una condizione molte comune nei miopi e negli anziani, di per sé non pericolosa, soprattutto se avviene gradualmente.

Talvolta può invece essere segno di lesioni della retina, emorragie o tumori. Per questo, alla comparsa dei primi sintomi, è sempre meglio sottoporsi a un’accurata visita oculistica, completa di esame del fondo oculare. 

Attenzione ai lampi

In alcuni casi le miodesopsie possono causare la comparsa di flash luminosi (fosfeni o fotospie) nella parte periferica del campo visivo, un fenomeno che si verifica quando il vitreo, dopo essersi distaccato dalla sua sede naturale sul fondo dell’occhio non rimane semplicemente a fluttuare all’interno della cavità vitreale, ma esercita delle sollecitazione sulla retina che, a lungo termine, possono danneggiarla.

Testo tratto dall’articolo pubblicato dalla testa ViverSani e Belli del 22 aprile 2022