È importante che il momento delle vacanze possa essere vissuto con la maggior tranquillità possibile, senza preoccupazioni che possano riguardare disturbi difficili da sopportare.

Una delle parti del corpo più delicate, cui non sempre si presta la dovuta attenzione, è quella dell’orecchio, organo che nella bella stagione è spesso esposto a vari tipi di problematiche.

Ne parliamo con il dottor Daniele Bugada, dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria di Humanitas Castelli di Bergamo.

Dottor Bugada, quali sono i problemi “estivi” più frequenti legati alla salute delle nostre orecchie?

«Il problema che si presenta più di frequente è quando all’interno del condotto uditivo penetra acqua non perfettamente pulita, come può essere quella del mare o della piscina. Il ristagno di quest’acqua può causare un’otite esterna, infezione che può essere molto fastidiosa e incidere negativamente sulla qualità della nostra vacanza. Un altro problema che si verifica piuttosto spesso è l’otite barotraumatica, che si presenta soprattutto quando ci sono variazioni altitudinali o pressorie improvvise, in particolare a seguito di viaggi in aereo, escursioni in montagna o immersioni subacquee. In estate si possono infine presentare più spesso perforazioni alla membrana timpanica dovute a traumi all’orecchio, dovuti a scontri o a “pallonate” che si possono verificare durante la pratica di sport di squadra, magari improvvisati in spiaggia o sui prati di montagna».

Quali sono i sintomi provocati dalle problematiche connesse all’ingresso di acqua all’interno del condotto uditivo?

«Il primo sintomo è in genere quello dell’ovattamento auricolare, dovuto al fatto che il cerume presente nel condotto uditivo tende a gonfiarsi a contatto con l’acqua, rendendo più difficoltoso l’ascolto dei suoni esterni. Una situazione destinata ad andarsene da sola nella maggioranza dei casi quando il condotto torna ad asciugarsi, ma che può anche essere alla base di un’infezione che si presenta in genere con dolore all’orecchio, prurito, vertigini e acufeni. A infezione instaurata, ma qui siamo già a uno step successivo, si possono infine presentare secrezioni dall’orecchio. Il consiglio è di recarsi dal proprio dottore o da uno specialista alle prime avvisaglie, così da bloccare l’eventuale infezione sul nascere».

Come è possibile evitare infezioni dell’orecchio?

«Per evitare le infezioni dell’orecchio ci sono diverse strategie. Quando si fa il bagno si possono usare tappi di gomma che evitano l’ingresso dell’acqua all’interno del condotto uditivo. Una volta usciti dall’acqua, mare o piscina, è sempre meglio sciacquare l’orecchio con acqua dolce, possibilmente pulita – perfetta è quella delle bottigliette – e poi asciugare bene senza fare entrare strumenti all’interno dell’orecchio ma semplicemente con l’aria calda. Per asciugare l’interno del condotto uditivo va benissimo il phon, da usarsi a una distanza ragionevole per evitare di ustionarsi».

Quali sono i consigli da dare a chi sta partendo per le vacanze e vuole evitare problemi alle orecchie?

«Prima di partire per le vacanze può valere la pena di sottoporsi a un controllo alle orecchie per verificare che non ci siano problematiche preesistenti o in corso di sviluppo, come ad esempio una grossa quantità di cerume ancora non sintomatica che può però diventarlo dopo avere fatto il primo bagno al mare».

C’è qualcosa – medicinali, spray, ecc. – che è meglio mettere in valigia per prevenire eventuali problemi?

«Per le persone che soffrono di allergie il consiglio è quello di portare gli antistaminici, che aiutano a migliorare la respirazione nasale. Per lo stesso motivo, se si è raffreddati e si sta partendo per un viaggio in aereo o una gita in montagna e prima di un’immersione sott’acqua, è bene portare con sé anche dei decongestionali nasali, che sono comunque da usare con attenzione, senza abusarne. Se si andrà in barca, o in luoghi che si prevede possano essere esposti al vento, meglio non dimenticarsi i tappi per le orecchie, il cui utilizzo impedisce all’aria di provocare uno shock termico alla membrana timpanica. Attenzione, invece, all’assunzione di antibiotici: si tende sempre a portarseli in valigia, ma prima di farne uso è opportuno chiedere consiglio alla guardia medica del posto o, meglio ancora e se possibile, fare una telefonata al proprio medico».

 

Articolo tratto dall’intervento del dottor Bugada alla trasmissione “Il medico risponde” in onda su Milanow