La calcolosi urinaria è una patologia molto diffusa che consiste nella formazione di calcoli lungo tutti l’apparato urinario e che può manifestarsi improvvisamente con sintomi intensi e spesso invalidanti. Non è semplicemente un disturbo occasionale, ma una condizione clinica che richiede attenzione, diagnosi precoce e un adeguato percorso di cura.
Comprendere come si formano i calcoli, riconoscerne i segnali e intervenire tempestivamente è fondamentale per poterne prevenire complicanze e recidive. Ne parliamo con il dottor Marco Giampaoli, medico dell’unità di Urologia e referente per la calcolosi presso il Centro Calcolosi – Stone Center di Humanitas Castelli e presso Humanitas Gavazzeni.
Che cos’è la calcolosi urinaria?
La calcolosi urinaria, nota anche come litiasi o calcoli renali – quando questi si sviluppano a livello dei reni –, è tra le patologie più diffuse delle vie urinarie. Si tratta della formazione di piccoli “sassolini”, i cosiddetti calcoli, che si sviluppano nelle cavità renali e che possono spostarsi lungo gli ureteri fino alla vescica urinaria. È una vera e propria malattia che può incidere significativamente sulla qualità di vita del paziente.
Quanto è diffusa la calcolosi urinaria?
La calcolosi urinaria è molto comune nei Paesi occidentali:
- in Italia ogni anno si registrano circa 100mila nuovi casi
- riguarda circa il 10% degli uomini e il 5% delle donne
- si presenta più di frequente tra i 30 e i 50 anni di età
- le recidive sono frequenti e riguardano tra il 25 e il 50% dei pazienti entro 5 anni.
Quali sono i sintomi principali della calcolosi urinaria?
Il segnale più tipico della presenza di calcoli urinari è la colica renale, che si manifesta quando i calcoli si sviluppano a livello dei reni con un dolore intenso e improvviso.
Possono comparire anche altri sintomi come:
Questi sintomi non vanno mai sottovalutati perché possono indicare la presenza di un calcolo in movimento o complicazioni.
Da cosa sono composti i calcoli urinari?
I calcoli urinari possono essere costituiti da varie componenti chimiche, che si possono presentare singolarmente o in combinazione tra loro:
- ossalato di calcio, presente in circa il 90% dei casi
- fosfato di calcio presente con una frequenza minore
- acido urico, calcoli sempre più frequenti e radiotrasparenti, cioè invisibili ai raggi X (ma non all’ecografia), trattabili con terapia medica
- cistina, calcoli rari, legati a condizioni genetiche
- calcoli da infezione, associati a batteri delle vie urinarie.
Perché si formano i calcoli urinari?
La formazione dei calcoli urinari è legata a una concentrazione eccessiva di alcune sostanze nelle urine, come calcio, sali e acido urico. Il processo è simile a quello dello zucchero che si deposita nel caffè quando le sostanze sono troppo concentrate, precipitano formando cristalli che, unendosi, diventano calcoli.
Le cause principali della concentrazione squilibrata che porta alla calcolosi urinaria includono:
- familiarità
- dieta squilibrata
- scarsa idratazione.
Nei soggetti sani non si verifica la produzione di calcoli perché nelle urine sono presenti sostanze – in particolare i citrati – in grado di contrastare in maniera efficace la cristallizzazione.
Calcolosi urinaria, cos’è e quali i sintomi. Guarda il video del dottor Marco Giampaoli
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