Quaranta secondi. È tutto ciò che serve per interrompere la catena di trasmissione di batteri e virus che ogni giorno circolano intorno a noi. Eppure, nonostante la sua semplicità disarmante, il lavaggio delle mani resta una delle pratiche più sottovalutate della prevenzione quotidiana. Il 5 maggio, in occasione della Giornata Mondiale dell’Igiene delle Mani promossa dall’OMS, è il momento giusto per riscoprirne il valore — con lo slogan di quest’anno che non lascia spazio a dubbi: Action saves lives.
I numeri parlano chiaro. Una corretta igiene delle mani è in grado di ridurre fino al 50% le infezioni correlate all’assistenza sanitaria, contribuendo anche a frenare il preoccupante fenomeno della resistenza agli antibiotici. Ma l’importanza di questo gesto va ben oltre i reparti ospedalieri. Lavarsi le mani può ridurre di circa il 25% le malattie dell’apparato respiratorio e in percentuale ancora maggiore quelle dell’apparato gastroenterico. Batteri come stafilococchi, streptococchi ed escherichia coli, così come i virus di raffreddore e influenza, possono passare da una persona all’altra attraverso mani non adeguatamente pulite.
Ma quando è davvero necessario lavarsi le mani? Le occasioni sono molte: dopo essere stati in bagno, dopo aver soggiornato in ambienti affollati come stazioni o aeroporti, dopo aver toccato animali o rifiuti, dopo aver starnutito o tossito, prima di maneggiare o consumare alimenti, prima di indossare lenti a contatto e, naturalmente, quando le mani sono visibilmente sporche.
Sapere quando lavare le mani, però, non basta: occorre anche farlo nel modo giusto. Non è sufficiente passare le mani sotto l’acqua con del sapone: bisogna dedicare circa un minuto all’operazione. La tecnica corretta prevede di bagnare le mani, applicare sapone a sufficienza per coprire tutta la superficie, frizionare palmo contro palmo e palmo contro dorso intrecciando le dita, poi strofinare il dorso delle dita contro il palmo opposto tenendole strette, e dedicare attenzione anche ai pollici con movimenti rotatori. Si risciacqua abbondantemente, si asciuga con una salvietta monouso e si usa quest’ultima per chiudere il rubinetto, evitando di ricontaminare le mani appena lavate.
Quando acqua e sapone non sono disponibili, le soluzioni igienizzanti rappresentano un’alternativa valida, soprattutto fuori casa: eliminano la flora batterica superficiale attraverso una soluzione che evapora a contatto con l’aria, contribuendo a ridurre la trasmissione di germi. Non sono però equivalenti al lavaggio tradizionale, che rimane la scelta più efficace per una pulizia profonda e duratura. Un’ultima avvertenza: lavarsi le mani troppo spesso può irritare la pelle e renderla secca; in questo caso è buona abitudine applicare periodicamente una crema idratante. Igiene sì, ma con equilibrio — perché prendersi cura della salute passa anche dal rispetto del proprio corpo.
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