Calcio

Che cos’è il calcio?

Il calcio è il più importante minerale del nostro corpo. Il 99% della quantità totale è concentrato nelle ossa, in cui si accumula sotto forma di carbonato.  

A che cosa serve il calcio?

Il calcio è fondamentale per lo sviluppo il mantenimento in salute di ossa e denti. Le ossa, infatti, sono sottoposte a un continuo processo di rimodellamento che prevede il riassorbimento e la deposizione di calcio nel nuovo tessuto osseo. Solo l’1% delle scorte totali di questo minerale partecipa ad altre funzioni: la contrazione dei muscoli, la trasmissione nervosa, la secrezione di ormoni, la vasodilatazione e la contrazione dei vasi sanguigni.  

In quali alimenti è possibile trovare il calcio?

Le principali fonti alimentari di calcio sono il latte e i suoi derivati, soprattutto i formaggi, gli yogurt e altri latti fermentati. Questo minerale è presente anche in alcuni vegetali a foglie scure (per esempio il cavolo cinese, il cavolo riccio e i broccoli, ma non gli spinaci), nei legumi secchi e in molti pesci e molluschi (per esempio sardine, vongole e cozze).  

Qual è il fabbisogno giornaliero di calcio?

La dose giornaliera di calcio raccomandata è pari a 800 mg. Il fabbisogno individuale, tuttavia, varia in base all’età. In particolare, il fabbisogno quotidiano di calcio aumenta in gravidanza e durante l’allattamento.  

Quali conseguenze può causare la carenza di calcio?

Le carenze di calcio, nel breve periodo, possono restare asintomatiche, ma se non trattate in modo adeguato possono portare a conseguenze molto gravi. I primi sintomi sono pizzicore e addormentamento delle dita, crampi muscolari, convulsioni, sonnolenza, scarso appetito e anomalie del battito del cuore. Inoltre, nel lungo periodo il rischio è quello di incorrere in osteopenia e, in seguito, a un’osteoporosi con conseguente aumento del rischio di fratture. Anche il rachitismo può essere una delle conseguenze della carenza di calcio, anche se più spesso alla base di questi problemi c’è una carenza di vitamina D.  

Quali conseguenze può causare l’eccesso di calcio?

Un eccesso di calcio nel sangue può provocare insufficienza renale, calcificazione dei vasi sanguigni e dei tessuti molli, aumento del calcio nelle urine e calcoli renali. Inoltre, un’assunzione eccessiva di questo minerale può causare stitichezza e interferire con l’assorbimento del ferro e dello zinco. Meno chiara è invece l’associazione con un aumento del rischio di tumore alla prostata e di patologie cardiovascolari.  

È vero che assumere calcio aiuta a contrastare l’osteoporosi?

Le carenze di calcio possono peggiorare l’osteoporosi, ma il problema deve essere affrontato a partire dalla giovane età, così da garantire una buona ossificazione fin da giovani.  

Dolore a un fianco

Che cosa si intende con dolore a un fianco?

Con dolore al fianco si fa riferimento a una sensazione dolorosa che viene percepita a livello del lato destro o sinistro dell’addome, l’area del corpo compresa tra la fine del bacino e l’inizio della gabbia toracica.  

Quali sono le cause del dolore a un fianco?

Le cause all’origine del dolore a un fianco possono essere molte e diverse tra loro, come traumi subiti in quel distretto corporeo, problemi all’apparato urinario o disturbi a livello intestinale (tra cui ulcere, infezioni, tumori e stitichezza). A seconda della causa, il dolore a un fianco può essere percepito come sordo e continuo oppure manifestarsi tramite spasmi (contrazioni intermittenti e ripetute più o meno prolungate) con picchi di dolore acuto che si alternano a fasi di assenza di dolore.  

Quali malattie si possono associare al dolore a un fianco?

Tra le patologie associabili al dolore a un fianco ci sono le seguenti: endometriosi, epatite, ernia iatale, gastrite, gravidanza ectopica, infezioni renali, appendicite, calcoli biliari, calcoli renali, cistite ovarica, colite, diverticolite, infezioni urinarie, pielonefrite, pubalgia, tumore al colon-retto, tumore al fegato, tumore al pancreas, traumi, ulcera gastrica, intolleranze alimentari, intossicazioni alimentari, morbo di Crohn, occlusione intestinale, sindrome dell’intestino irritabile, stitichezza, pancreatite. Si ricorda che questo elenco non è esaustivo ed è sempre opportuno chiedere consulto al proprio medico, soprattutto se il disturbo persiste.  

Quali sono i rimedi contro il dolore a un fianco?

Poiché le patologie che risultano essere collegabili a un dolore al fianco sono tante e molto diverse tra loro, allo scopo di poter calmare il dolore è importante capire quale sia la causa e agire su di questa.  

Con il dolore a un fianco quando rivolgersi al proprio medico

In caso di trauma o nel caso in cui il dolore a un fianco sia accompagnato da altri sintomi quali brividi, febbre, sangue nelle urine, sangue o muco nelle feci è indicato rivolgersi alle cure di un medico. È consigliabile rivolgersi a uno specialista anche nel caso in cui sia già stata diagnosticata o si sia a rischio di una delle patologie associate (vedi elenco sopra).

Fecaloma

Che cos’è il fecaloma?

Il fecaloma è una massa di feci dure che provoca un’ostruzione del tratto finale dell’intestino. In genere si associa alla stitichezza: il fatto che le feci sostino a lungo nell’intestino può provocare un riassorbimento dell’acqua in esse contenute e un conseguente indurimento delle stesse.  

Quali altri sintomi possono essere associati al fecaloma?

Nella sua fase iniziale il fecaloma può essere per lo più asintomatico. In genere però si associa ad altri sintomi come dolore addominale, distensione addominale, nausea, vomito, contrazioni dello sfintere anale.  

Quali sono le cause del fecaloma?

Il fecaloma può essere provocato, come detto, dalla stitichezza ma anche dalla presenza di un cancro al colon.  

Quali sono i rimedi contro il fecaloma?

In presenza di un fecaloma bisogna anzitutto agire per ammorbidire le feci che ostruiscono la parte finale dell’intestino. Questo può essere fatto con l’utilizzo di supposte o clismi ma anche con un’azione di frantumazione manuale. Nei casi più estremi può rendersi necessaria l’esecuzione di un intervento chirurgico.  

Fecaloma, quando rivolgersi al proprio medico?

È necessario rivolgersi al proprio medico quando il fecaloma può essere collegato a una delle patologie associabili (vedi sopra)  

Area medica di riferimento per il fecaloma

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il fecaloma è l’Unità Operativa di Proctologia.

Feci nastriformi

Che cosa sono le feci nastriformi?

Le feci nastriformi sono quelle che quando vengono espulse hanno una forma sottile, come fosse quella di una matita. Una forma non usuale che può indicare la presenza di patologie al colon o al retto.  

Quali sono le cause delle feci nastriformi?

Le feci nastriformi possono trarre la loro origine da una massa presente in colon o retto che riduce le dimensioni delle feci, comprimendole. Le patologie che possono provocare queste particolari feci sono numerose, tra queste ci sono: emorroidi, ragadi anali, sindrome dell’intestino irritabile, morbo di Crohn, stitichezza, ipertrofia prostatica benigna, tumore del colon-retto, tumore della prostata e ulcere rettali.  

Quali sono i rimedi contro le feci nastriformi?

Per curare le feci natriforme è necessario individuarne la patologia che ne è la causa e intervenire su questa.  

Feci nastriformi, quando rivolgersi al proprio medico?

È necessario rivolgersi al proprio medico di fiducia quando la presenza di feci nastriformi dura da più di tre giorni. Il medico fisserà l’esecuzione di visite specialistiche finalizzate a individuare o escludere eventuali patologie che potrebbero essere la causa del problema. Sono invece da prevedere cure di emergenza se le feci nastriformi si presentano associate ad altri sintomi come sangue nelle feci, feci scure, dolori e crampi all’addome, febbre alta, blocchi improvvisi o prolungati alla defecazione.  

Area medica di riferimento per le feci nastriformi

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per le feci nastriformi è l’Unità Operativa di Proctologia.

Fiori di zucca

I fiori di zucca sono le inflorescenze che sono presenti all’estremità delle zucchine. Hanno un sapore molto delicato e leggero e per questo sono molto apprezzati dal punto di vista alimentare.  

Quali sono le proprietà nutrizionali dei fiori di zucca?

100 grammi di fiori di zucca offrono un apporto di circa 12 calorie, ripartite in questo modo: 56% proteine, 30% lipidi e 14% carboidrati. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare fiori di zucca?

Non sono note interazioni tra il consumo di fiori di zucca e l’assunzione di farmaci o altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici dei fiori di zucca?

Nei fiori di zucca sono presenti in buona quantità fibre e acqua e questo li rende particolarmente adatti a combattere la stitichezza. Contengono poche calorie e per questo sono adatti a diete con basso introito calorico. Poca è la presenza di grassi, per cui sono adatti alle persone che hanno problemi di colesterolo alto. La presenza di calcio è ottima per ossa e denti, per coagulare il sangue e per favorire i meccanismi di contrazione muscolare; il fosforo interviene nei processi energetici; la provitamina A aiuta la salute degli occhi e agevola la crescita delle ossa oltre che le funzioni ovariche e testicolari; la vitamina C neutralizza i radicali liberi e contribuisce a rendere più forte il sistema immunitario.  

Quali sono le controindicazioni dei fiori di zucca?

Non si conoscono controindicazioni al consumo di fiori di zucca, fatta eccezione per la presenza di eventuali allergie.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Mal di stomaco

Che cos’è il mal di stomaco?

Il mal di stomaco è un disturbo solitamente collegato a una cattiva digestione o a condizioni di bruciore o acidità di stomaco. Queste condizioni possono essere una diretta conseguenza di intolleranze o allergie alimentari o di situazioni di nervosismo o stress, di un’alimentazione troppo pesante o di un pasto troppo abbondante, dell’aver preso freddo nel corso della fase digestiva.  

A quali altri sintomi si può accompagnare il mal di stomaco?

Oltre all’acidità e ai bruciori, questo disturbo è spesso collegato ad altri sintomi come il vomito, la nausea, l’alitosi, il gonfiore addominale.  

Quali sono le cause del mal di stomaco?

Oltre a derivare da problemi di digestione occasionali, il mal di stomaco può anche essere causato da alcune malattie, tra le quali ci possono essere: morbo di Crohn, ragadi anali, sifilide, colite, rettocolite ulcerosa, ernia iatale, stitichezza o stipsi, tumore dell’ano.  

Quali sono i rimedi contro il mal di stomaco?

Nella maggior parte dei casi esso può essere curato con dei semplici cambiamenti degli stili di vita (soprattutto di tipo alimentare) e seguendo terapie a base di medicinali indicati dal medico: antiacidi qualora il dolore sia associato a bruciore, analgesici, antibiotici o procinetici, questi ultimi adatti a favorire lo svuotamento gastrico.  

Mal di stomaco, quando rivolgersi al proprio medico?

È opportuno rivolgersi al proprio medico quando il mal di stomaco possa essere associato a una delle patologie a esso correlate, che sia stata in precedenza già diagnosticata.  

Area medica di riferimento per il mal di stomaco

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento al mal di stomaco è il Servizio di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Mela

La mela è il frutto della pianta Malus domestica, originaria dell’est Europa e dell’Asia sudoccidentale e oggi diffusa in buona parte delle aree temperate di tutto il mondo. Dal punto di vista nutrizionale, oltre che nella sua polpa, i migliori micronutrienti si concentrano soprattutto nella buccia.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della mela?

In una mela c’è l’apporto di circa 64 calorie, così suddivise: 94% carboidrati, 4% proteine e 2% lipidi. È un’ottima fonte di acqua: su 150 grammi di mela, 130 sono di acqua. Nella stessa quantità sono presenti: La mela contiene flavonoli, catechine, acido clorogenico, florizina e, nelle varietà a buccia rossa, antocianine.  

Quando non bisogna mangiare mela?

Il consumo di succo di mela può ridurre l’assorbimento di alcuni farmaci come la fexofedanina. Durante cure a base di questo farmaco, dunque, è bene evitare di bere succo di mela, anche lontano dall’assunzione del farmaco.  

Quali sono i possibili benefici della mela?

La mela è utile alla salute del sistema cardiovascolare grazie al suo limitato apporto di grassi e di sodio. Gradi sono i benefici apportati dalle fibre e dai fitonutrienti presenti in questo frutto. La pectina e le fibre solubili aiutano a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue e a normalizzare i livelli di insulina e zuccheri. La pectina è utile anche in presenza di diarrea. Le fibre insolubili facilitano invece la mobilità del cibo nell’apparato digerente e per questo favoriscono la regolarità intestinale e sono utili in caso di stitichezza, diverticolite e di alcuni tipi di cancro. Il consumo di mela viene consigliata in caso di: diabete, dissenteria, febbre, costipazione, malattie cardiache, tumori e verruche. Si ritiene che il consumo di una mela al giorno contribuisca a prevenire alcune forme tumorali, aiuti a proteggere dai rischi cardiovascolari e dai disturbi respiratori. Le mele, inoltre sembrano esercitare funzioni antiossidanti e antinfiammatorie.  

Quali sono le controindicazioni della mela?

Si può soffrire di allergia alle mele, che si può manifestare attraverso la sindrome orale allergica, l’asma o l’orticaria. L’allergia può riguardare solo alcune varietà di mele. È bene evitare di ingerire in gran quantità i semi di mela perché contengono acido cianidrico, pericoloso per la nostra salute.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Origano

L’origano è una pianta della famiglia delle Laminaceae oggi coltivata in tutti i continenti e molto utilizzata in ambito alimentare. In Italia fiorisce nei mesi tra giugno e settembre. Le sue foglie essiccate possono essere consumate in qualsiasi periodo dell’anno.  

Quali sono le proprietà nutrizionali dell’origano?

100 grammi di origano offrono un apporto di circa 265 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare origano?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di origano e l’assunzione di farmaci o altre sostanze. In presenza di dubbio sentire il proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici dell’origano?

Le fibre presenti nell’origano agevolano il buon funzionamento dell’intestino contrastando la stitichezza e favorendo il buon assorbimento di colesterolo e zuccheri. Timolo e carvacrolo, sono due fenoli che presenti in questo alimento lo rendono un antisettico naturale. Vitamina C e vitamina E apportano proprietà antiossidanti e lo rendono capace di rafforzare le difese immunitarie. Il calcio favorisce la salute di ossa e denti mentre il potassio aiuta a tenere sotto controllo la pressione cardiaca.  

Quali sono le controindicazioni dell’origano?

Il consumo di origano non è adatto ed è quindi sconsigliato a chi soffre di ulcera peptica e gastrite, oltre che a chi è intollerante ai silicilati o è allergico alla pianta.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Orzo

L’orzo è un cereale utilizzato a scopo alimentare fin da epoche antiche (VII sec. Avanti Cristo). Se ne distinguono tre tipologie:
  • Integrale, che non a subito alcun processo di lavorazione e che per essere consumato deve prima essere sottoposto a una cottura prolungata. Sono conservate tutte le proprietà nutrizionali
  • mondato o decorticato, sottoposto a lavorazione con cui viene eliminata la parte più esterna del chicco. È la parte più diffusa in Italia. Il mantenimento delle proprietà nutrizionali è quasi del tutto mantenuta
  • perlato, sottoposto a un processo di raffinazione chiamato sbiancatura con cui viene eliminata l’intera parte esterna del chicco. Anche questa molto venduta in Italia. Ha tempi di cottura più brevi ed è molto meno ricca di fibre pur mantenendo un introito di calorie identico alle altre due varietà.
 

Quali sono le proprietà nutrizionali dell’orzo?

100 grammi di orzo mondato offrono un apporto di circa 354 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare orzo?

Non si conoscono possibili interazioni tra il consumo di orzo e l’assunzione di farmaci o altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici dell’orzo?

La grande quantità di fibre donano all’orzo proprietà lassative e stimolanti, ideali per chi soffre di intestino pigro o di stitichezza. Ha un alto potere saziante grazie al fatto che si gonfia durante la cottura. Si ritiene che abbia la capacità di inibire la produzione di colesterolo cattivo da parte del fegato, contribuendo a diminuire le possibilità di contrarre malattie cardiovascolari. Ha proprietà antinfiammatorie ed emollienti per quanto riguarda l’apparto gastrointestinale e ha la capacità di esercitare un’azione antifettiva a favore delle mucose intestinali. La presenza di betaglucano lo rende utile a rallentare l’assorbimento dei carboidrati e a contribuire a mantenere sotto controllo i livelli di glicemia nel sangue.  

Quali sono le controindicazioni dell’orzo?

Non si conoscono controindicazioni al consumo di orzo.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Pane azzimo

Il pane azzimo è un tipo di pane senza lievito che viene ottenuto cuocendo in forno per 2 o 3 minuti un impasto composto da acqua e farina di grano integrale, o comunque farine raffinate. La sua preparazione prevede l’aggiunta o meno di sale.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del pane azzimo?

100 grammi di pane azzimo offrono un apporto di circa 377 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:
  • 4,5 g di acqua
  • 11 g di proteine
  • 0,8 g di lipidi
  • 0 mg di colesterolo
  • 87 g di carboidrati
  • 77 g di amido
  • 1,9 g di zuccheri solubili
  • 2,7 g di fibre.
 

Quando non bisogna mangiare pane azzimo?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di pane azzimo e l’assunzione di farmaci o altre sostanze. Se però questo pane è preparato utilizzando farine integrali non dovrebbe essere consumato in concomitanza con l’assunzione di integratori di ferro perché questo potrebbe influire in modo negativo sull’assorbimento, da parte dell’organismo, degli integratori.  

Quali sono i possibili benefici del pane azzimo?

Il pane azzimo è considerato altamente energetico grazie alla grande quantità di carboidrati che fornisce. In questo pane c’è assenza di colesterolo e per questo è adatto alle persone che soffrono di problemi cardiovascolari. Se preparato con farine integrali ha molte fibre ed è indicato per chi soffre di stitichezza.  

Quali sono le controindicazioni del pane azzimo?

Non sono note controindicazioni al consumo di pane azzimo. I soggetti diabetici devono però consumarne quantità non elevate per mantenere una dieta idonea alla propria condizione di salute. Per lo più, il pane azzimo viene preparato con farine provenienti da cereali che contengono glutine, per cui le persone che soffrono di celiachia o di intolleranza al glutine devono evitarne il consumo.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Pane integrale

Per ottenere il pane integrale occorre cuocere un impasto di farina integrale – in genere di grano tenero –, acqua e, a scelta, lievito e sale.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del pane integrale?

100 grammi di pane integrale offrono un apporto di circa 224 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:

Quando non bisogna mangiare pane integrale?

È meglio evitare il consumo di pane integrale quando si sta seguendo una cura a base di integratori di ferro perché potrebbe incidere sull’assorbimento di questi da parte dell’organismo.  

Quali sono i possibili benefici del pane integrale?

Il pane integrale e fonte di carboidrati che rappresentano, dopo essere stati trasformati in glucosio, energia per muscoli e cervello. In questo pane sono presenti più fibre e minerali rispetto a quello bianco. Le prime favoriscono la digestione e il buon svolgimento dell’attività intestinale per cui sono molto utili per chi soffre di stitichezza. L’assenza di colesterolo ne fa un alimento ideale per essere consumato da chi soffre di problemi cardiovascolari.  

Quali sono le controindicazioni del pane integrale?

Non si conoscono controindicazioni al consumo di pane integrale, anche se si ritiene debba essere consumato con una certa attenzione dalle persone che soffrono di diabete. È bene ricordare che si tratta di un alimento che contiene glutine e per questo deve essere evitato da chi soffre di intolleranza al glutine o celiachia.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Prolasso rettale

Che cos’è il prolasso rettale?

Il prolasso rettale è la fuoriuscita, dall’apertura anale, di una parte più o meno abbondante della mucosa del retto, causata da un rilassamento o dal cedimento dei muscoli pelvici.  

Quali altri sintomi possono essere associati al prolasso rettale?

In base alla sua gravità, il prolasso rettale può accompagnarsi ad altri sintomi, più o meno evidenti: si va dal dolore e dalla difficoltà nell’evacuazione (che può essere associata anche a bruciore, sanguinamento o presenza di muco), al senso di mancato svuotamento intestinale dopo l’evacuazione stessa; dal dolore a restare seduti alla presenza di lesioni rettali o a una diminuita tonicità dello sfintere anale.  

Quali sono le cause del prolasso rettale?

Il prolasso rettale può essere il segnale della presenza di varie patologie, tra le quali vi sono: broncopneumopatia cronica ostruttiva, tumore del colon-retto, tumore dell’ano, emorroidi, fibrosi cistica, stitichezza (stipsi).  

Quali sono i rimedi contro il prolasso rettale?

La cura del prolasso rettale dipende dalla sua gravità, dall’età e dallo stato di natura generale del soggetto interessato dal problema. L’intervento curativo può essere di natura conservativa o anche chirurgica.  

Prolasso rettale, quando rivolgersi al proprio medico?

Una situazione che si caratterizza per prolasso rettale deve sempre essere sottoposta all’attenzione del proprio medico curante.  

Area medica di riferimento per il prolasso rettale

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il prolasso rettale è l’Unità Operativa di Proctologia.

Prurito anale

Che cos’è il prurito anale?

Il prurito anale è un fastidio simile a un pizzicore che viene avvertito a livello di ano o di zona a esso circostante. Può essere più o meno intenso, a seconda della causa che ne è alla base.  

Quali altri sintomi possono essere associati al prurito anale?

In genere il prurito anale si associa a dolore anale o bruciore anale che si acuiscono durante la defecazione.  

Quali sono le cause del prurito anale?

Il prurito anale è provocato in genere da disturbi o patologie che riguardano l’apparato digerente o l’intestino retto, come: cladimia, condilomi, ascesso perianale, emorroidi, fistole, ragadi anali, stitichezza, sindrome dell’intestino irritabile, tumore del colon-retto, tumore dell’ano.  

Quali sono i rimedi contro il prurito anale?

Per curare il prurito anale è necessario individuarne la causa e intervenire su questa. Sotto indicazione del medico possono essere utilizzati farmaci, in forma di pomata, antinfiammatori, antibatterici, antimicotici e anestetici. Utile può essere anche intervenire sull’alimentazione, con l’eliminazione di alcolici, cibi troppo piccanti e speziati, caffè e l’assunzione di alimenti ricchi di acqua e fibre.  

Prurito anale, quando rivolgersi al proprio medico?

Il prurito anale deve essere segnalato al proprio medico quando non accenna a diminuire nel giro di pochi giorni o quando si presenta in concomitanza con una delle patologie che possono essere associate a questo disturbo, sopra elencate.  

Area medica di riferimento per il prurito anale

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il prurito anale è l’Unità Operativa di Proctologia.

Quinoa

La quinoa è una pianta erbacea della famiglia delle Chenopodiaceae che dal punto di vista alimentare viene utilizzata in grani, come i normali cereali.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della quinoa?

100 grammi di quinoa cruda offre un apporto di circa 368 calorie. Nella stessa quantità sono presenti: La quinoa è fonte di luteina/zeaxantina, beta-carotene e beta-criptoxantina.  

Quando non bisogna mangiare quinoa?

Non sono note interazioni tra il consumo di quinoa e l’assunzione di farmaci o altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici della quinoa?

La quinoa contiene fibre che agevolano il buon funzionamento dell’intestino, contrastano la stitichezza, riducono l’esposizione delle cellule intestinali alle sostanze tossiche e aiutano a regolare l’assorbimento del colesterolo e degli zuccheri. Tra le vitamine del gruppo B i folati promuovono lo sviluppo corretto del sistema nervoso durante la gravidanza. Vitamina E, selenio, manganese e carotenoidi – questi ultimi presenti nelle foglie della quinoa – sono molecole antiossidanti; potassio e grassi polinsaturi sono alleati della salute cardiovascolare; calcio, magnesio e fosforo sono alleati di ossa e denti; fero e rame partecipano alla produzione dei globuli rossi.  

Quali sono le controindicazioni della quinoa?

Se non lavata, la quinoa contiene saponina, una sostanza che può provocare problemi di natura gastrointestinale. Nelle foglie di questa pianta è presente acido ossalico: per annullarne gli effetti negativi sul nostro organismo queste devono quindi essere scottate in acqua bollente prima di essere consumate.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Tenesmo rettale

Che cos’è il tenesmo rettale?

Il tenesmo rettale è quel fastidio che provoca contrazioni spasmodiche allo sfintere anale, in genere accompagnate da dolore o da uno stimolo continuo all’evacuazione cui però non corrisponde alcuna espulsione di materiale, se non in minime quantità.  

Quali altri sintomi possono essere associati al tenesmo rettale?

Al tenesmo rettale possono essere associati vari sintomi, tra cui: nausea, dolore all’addome, crampi addominali, flatulenza, gorgoglii, prurito anale e bruciore anale.  

Quali sono le cause del tenesmo rettale?

Il tenesmo rettale può derivare da uno stato di ansia o da varie patologie che riguardano l’intestino o l’area anale, tra cui sono ricomprese: gonorrea, onicofagia, polipi intestinali, carcinoma alla cervice uterina, rettocolite ulcerosa, sindrome dell’intestino irritabile, stitichezza, tumore del colon-retto o tumore dell’ano.  

Quali sono i rimedi contro il tenesmo rettale?

Per poter curare il tenesmo rettale è necessario individuarne la causa e intervenire su di essa. In genere può essere sufficiente un intervento farmacologico. In caso di polipi o neoplasie può invece essere necessario un intervento di tipo chirurgico di asportazione.  

Tenesmo rettale, quando rivolgersi al proprio medico?

Il tenesmo rettale deve essere portato a conoscenza del proprio medico curante quando si sospetta che possa essere associato a una delle patologie a esso collegabili (vedi elenco sopra).  

Area medica di riferimento per il tenesmo rettale

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il tenesmo rettale è l’Unità Operativa di Proctologia.