Asparagi

Gli asparagi sono ortaggi che appartengono alla famiglia delle Asparagaceae. Il loro nome scientifico è asparagus officinalis e sono originari dell’Asia Minore e del bacino orientale del Mar Mediterraneo. In italia crescono nei mesi che vanno da marzo a giugno.  

Quali sono le proprietà nutrizionali degli asparagi?

100 grammi di asparagi offrono un apporto di circa 20 calorie, suddivise in questo modo: 50% proteine, 42% carboidrati e 8% lipidi. Nella stessa quantità sono presenti: Gli asparagi sono inoltre fonte di carotenoidi, soprattutto di alfa e beta-carotene e di luteina/zeaxantina.  

Quando non bisogna mangiare asparagi?

Il consumo di asparagi può interferire con cure a base di farmaci diuretici. In caso di dubbio è bene chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici degli asparagi?

Tra le caratteristiche dell’asparago ci sono quelle di stimolare la diuresi, favorire il buon funzionamento dell’intestino, ridurre il rischio di tumore al colon. Viene considerato inoltre utile a combattere la riduzione idrica e la sindrome dell’intestino irritabile. Ricchi di fibre, questi ortaggi sono ottimi per tenere sotto controllo il colesterolo e i livelli di zuccheri nel sangue. La presenza di antiossidanti ne fanno un alimento utile a proteggere dai tumori, dai disturbi neurodegenerativi e dalle infezioni. L’acido folico favorisce il buon sviluppo del sistema nervoso nel corso della gestazione. Le vitamine del gruppo B favoriscono il buon metabolismo; calcio, fosforo e vitamina K proteggono le ossa; ferro e rame intervengono nei processi di sintesi dei globuli rossi; il potassio è un buon alleato della salute cardiovascolare.  

Quali sono le controindicazioni degli asparagi?

Il consumo di asparagi provoca un cattivo odore nelle urine, che è però del tutto innocuo.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Broccoli

I broccoli sono ortaggi della famiglia delle Brassicaceae che in Italia vengono raccolti nei mesi tra settembre e marzo.  

Quali sono le proprietà nutrizionali dei broccoli?

100 grammi di broccoli offrono un apporto di circa 34 calorie. Nella stessa quantità sono presenti: In questi ortaggi c’è inoltre la presenza, tra le altre sostanze, di beta-carotene, luteina/zeaxantina, tiocianati, indoli e sulforafano.  

Quando non bisogna mangiare broccoli?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di broccoli e l’assunzione di farmaci o altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici dei broccoli?

I broccoli contengono sostanze che hanno proprietà antiossidanti e molecole che svolgono azioni antitumorali. Nel dettaglio: la vitamina C esercita azione immunomodulatrice, combatte le infezioni e consente la sintesi del collagene; la vitamina A ha effetti positivi sulla salute di vista, pelle e mucosa; la vitamina K agevola la coagulabilità del sangue; le vitamine del gruppo B promuovono il metabolismo; i folati hanno effetti positivi sullo sviluppo del sistema nervoso; il potassio agevola la salute cardiovascolare; il fosforo e il calcio proteggono la salute di ossa e denti.  

Quali sono le controindicazioni dei broccoli?

I broccoli contengono goitrogeni e quindi sono controindicati, e parzialmente pericolosi, per le persone che soffrono di problemi alla tiroide.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Cadmio

Che cos’è il cadmio?

Il cadmio è un metallo pesante che si trova negli alimenti e, seppure in piccole quantità, viene assimilato dall’organismo, dove viene efficacemente trattenuto a livello dei reni e del fegato, dove può rimanere per decenni.  

A cosa serve il cadmio?

Il cadmio può contribuire all’attivazione di alcuni enzimi e sostituire lo zinco normalmente presente all’interno della carbossipeptidasi, enzima presente nel pancreas e nell’intestino e che interviene anche nella digestione delle proteine.  

In quali alimenti è presente il cadmio?

Il cadmio viene considerato un contaminante negli alimenti, quali l’arsenico e il piombo. È presente in molti alimenti e si trova nel suolo, nell’acqua e nell’aria. Tra gli alimenti che ne sono più ricchi ci sono il fegato, i funghi, i molluschi, la polvere di cacao e le alghe secche.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di cadmio?

Un’assunzione giornaliera di cadmio non è raccomandata.  

Quali sono le conseguenze della carenza di cadmio?

Al momento non sono note malattie associate alla carenza di cadmio.  

Quali conseguenze può avere un eccesso di cadmio?

Un accumulo di cadmio nell’organismo può causare a lungo termine diversi effetti negativi. I reni sono prima di tutto colpiti e la loro attività può essere compromessa dalla presenza di questo metallo fino a essere una delle cause dell’insufficienza renale. In aggiunta, un eccesso di cadmio può causare dissenteria, dolori allo stomaco e vomito, la demineralizzazione ossea che a sua volta può portare a fratture, problemi di fertilità, alterazioni del sistema nervoso e immunitario e problemi psicologici. Il cadmio è stato infine classificato come “cancerogeno del gruppo 1” dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro.  

Corrisponde al vero che l’assunzione di cadmio è una delle possibili cause del cancro al seno?

Secondo alcuni studi, l’esposizione a dosi eccessive di cadmio viene associato a un aumento della probabilità di sviluppare il cancro non solo nel seno, ma anche in altri organi e tessuti, come i polmoni, la vescica urinaria e l’endometrio.  

Carne di manzo

Con carne di manzo si indica la carne di bovini – in genere maschi castrati – che vengono macellati quando hanno un’età compresa tra i 3 e i 4 anni.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della carne di manzo?

Una fetta di carne di manzo magra e cotta del peso di 85 grammi apporta circa 182 calorie, così suddivise: 96,6 g proteine, 85,1 g grassi e 0,2 g carboidrati. In 85 g di hamburger di carne di manzo sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare carne di manzo?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di carne di manzo e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici della carne di manzo?

Le proteine della carne di manzo sono di qualità elevata. Le vitamine sono alleate del buon funzionamento del metabolismo e dello sviluppo del sistema nervoso durante la gestazione. Il ferro e altre molecole svolgono un’azione antiossidante. Calcio, fosforo e magnesio sono invece importanti per la salute di ossa e denti.  

Quali sono le controindicazioni della carne di manzo?

La carne di manzo è fonte di grassi saturi, la cui quantità può variare a seconda della sua origine del taglio, per cui non bisogna eccedere con il suo consumo. Anche perché questo tipo di carne è fonte di significative dosi di colesterolo, la cui assunzione è da tenere sotto controllo. Nella carne di manzo sono inoltre presenti grassi trans.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Carne di vitello

La carne di vitello è carne di bovini maschi che vengono macellati prima che compiano i dodici mesi e che non siano più pesanti di 250 kg.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della carne di vitello?

100 grammi di carne di vitello offrono un apporto di circa 143 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare carne di vitello?

Non si conoscono situazioni per cui vi siano interazioni tra il consumo di carne di vitello e l’assunzione di medicinali o altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici della carne di vitello?

Grazie al suo buon contenuto di sali minerali, vitamine e di proteine dall’elevata qualità, la carne di vitello favorisce il funzionamento del metabolismo. La vitamina B12 ha buoni influssi sul sistema nervoso, acuiti durante la gestazione dalla presenza di folati. Buona anche la presenza di molecole dalle proprietà antiossidanti oltre che di minerali come magnesio, ferro, fosforo e calcio che sono alleati di ossa e denti.  

Quali sono le controindicazioni della carne di vitello?

La carne di vitello è fonte di colesterolo e grassi saturi e per questo deve essere consumata senza eccessi. La dose consigliata è di due porzioni alla settimana: oltre si corre il rischio di agevolare l’insorgenza di malattie cardiovascolari.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Cobalto

Che cos’è il cobalto?

Il cobalto, il suo simbolo chimico è Co, è un oligoelemento presente nel nostro corpo, ma è fondamentale per la nostra salute.  

A che cosa serve il cobalto?

Il cobalto è parte integrante della vitamina B12 ed è quindi di fondamentale importanza per il funzionamento delle cellule. Si tratta di cellule rosse e composti antibatterici e antivirali che prevengono le infezioni, nel metabolismo dei grassi e dei carboidrati, nella sintesi delle proteine e nella trasformazione dei folati nella loro forma attiva. A livello di sistema nervoso è in grado di prevenire la demielinizzazione, la mancanza della membrana che avvolge i nervi, assicurando una trasmissione efficace dell’impulso nervoso.  

In quali alimenti si trova il cobalto?

Il cobalto è presente nel fegato, nei reni, nelle ostriche, nelle vongole, nel pesce, nel latte, nella soia fermentata e nella birra.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di cobalto?

Di solito, un adulto ha bisogno di 5-8 mg di cobalto al giorno.  

Quali sono le conseguenze della carenza di cobalto?

La deficienza di cobalto legata alla vitamina B12 può causare anemia perniciosa, una malattia caratterizzata da affaticamento, debolezza e sensazioni di addormentarsi e formicolio alle gambe e alle braccia, nausea, dimagrimento, stato confusionale, emicrania. Inoltre, se le carenze di questo minerale persistono a lungo, possono causare disturbi neurologici, danni ai nervi, perdita di memoria, cambiamenti di umore e psicosi. Nei casi più gravi possono avere conseguenze anche letali.  

Quali sono le conseguenze di un eccesso di cobalto?

Il cobalto in eccesso può causare problemi cardiaci, compresa l’insufficienza cardiaca congestizia, e può provocare un’eccessiva produzione di globuli rossi, aumentando il rischio di coagulazione e ictus.  

Il cobalto è utile sotto forma di integratori e integratori alimentari?

Il cobalto può essere somministrato come vitamina B12 per il trattamento dell’anemia perniciosa. Generalmente, tuttavia, per garantire quantità sufficienti di cobalto, è consigliabile seguire una dieta sana ed equilibrata.

Disartria

Che cos’è la disartria?

La disartria è una condizione che non consente di controllare e coordinare i movimenti dei muscoli facciali preposti al parlare. Consiste in uno stato di debolezza e si manifesta con una parlata che appare lenta e confusa, di non facile comprensione.  

Quali sono le cause della disartria?

La disartria può essere causata da problematiche che riguardano il sistema nervoso o dall’assunzione di alcuni farmaci. Varie, inoltre, sono le patologie che possono causare questo disturbo: morbo di Parkinson, aterosclerosi, botulismo, ictus e sclerosi multipla.  

Quali sono i rimedi contro la disartria?

La cura della disartria dipende dalla causa che ne sta alla base. In alcune situazioni potrà essere sufficiente una cura a base di farmaci, in altre sarà necessario ricorrere all’intervento di un logopedista.  

Disartria, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di disartria, quindi di un’evidente difficoltà a parlare, deve essere sempre portata a conoscenza del proprio medico.  

Area medica di riferimento per la disartria

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la disartria è l’Ambulatorio di Neurologia.

Ferro

Che cos’è il ferro?

Il ferro è un macroelemento, uno dei minerali presenti nel corpo in maggiore quantità.  

A cosa serve il ferro?

Il ferro è una componente fondamentale dell’emoglobina, proteina che trasporta l’ossigeno dai polmoni al resto del corpo, e della mioglobina, la proteina in grado di fornire ossigeno ai muscoli, ma non solo. Si tratta di un minerale che è anche coinvolto nell’attività di molti enzimi, e nella produzione di determinati ormoni e di tessuto connettivo.  

In quali alimenti è contenuto il ferro?

Tra gli alimenti più ricchi di ferro sono il fegato, la carne e il pesce. Numerose piante contengono anche buone quantità di ferro, come legumi (fagioli, piselli e lenticchie), cereali, frutta secca e verdure a foglia verde scuro (ad es. spinaci). Purtroppo il ferro presente negli alimenti di origine vegetale è più difficile da assorbire rispetto a quello presente negli alimenti di origine animale. Per risolvere questo problema si può fare affidamento sulla combinazione di fonti vegetali di ferro con alimenti ricchi di vitamina C, come il limone e i peperoni, che ne facilitano l’assorbimento.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di ferro?

Il fabbisogno giornaliero di ferro raccomandato per un adulto è di 14 mg (valore di riferimento europeo). Però il fabbisogno giornaliero varia a seconda dell’età, del sesso e di condizioni particolari come la gravidanza e l’allattamento. In generale, tuttavia, le donne hanno bisogno di più ferro degli uomini.  

Quali sono le conseguenze della carenza di ferro?

Prima di tutto la carenza di ferro porta all’anemia, cioè alla riduzione dei globuli rossi e quindi della capacità di distribuire l’ossigeno agli organi e ai tessuti. Tra le conseguenze: stanchezza, mancanza di energia, disturbi gastrointestinali, difficoltà di memoria e di concentrazione, diminuzione delle difese immunitarie e problemi di termoregolazione. La carenza di ferro in gravidanza può inoltre influire sullo sviluppo del sistema nervoso del bambino e aumentare il rischio di nascite sottopeso e parto prematuro.  

Quali conseguenze può avere un eccesso di ferro?

Assumere troppo ferro può causare mal di stomaco, costipazione, nausea o vomito, dolori addominali, svenimenti e ridurre l’assorbimento dello zinco. Dosaggi molto elevati (nell’ordine di centinaia di grammi) possono causare squilibri d’organo, coma, convulsioni e essere fatali. Esiste anche una condizione medica, l’emocromatosi, che porta all’accumulo di quantità di ferro tossico per l’organismo. Non essendoci una terapia specifica, le persone con cirrosi, cancro al fegato e malattie cardiovascolari possono esserne colpite.  

Perché le donne incinte hanno bisogno di più ferro?

In gravidanza, la quantità di sangue che circola nel corpo aumenta e, di conseguenza, aumenta anche la domanda di ferro, che dovrà soddisfare le esigenze della futura madre e del bambino.

Mais

Il mais è una pianta che appartiene alla famiglia delle Poaceae, da cui si possono trarre diversi prodotti alimentari come la farina, l’olio e i semi. È la pianta di interesse commerciale più coltivata nel mondo.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del mais?

100 grammi di mais offrono un apporto di circa 365 calorie. Nella stessa quantità sono presenti: A seconda della sua varietà il mais può essere ricco anche di molecole come beta-carotene, anticianine e acidi ferulico, caffeico, cumarico, vanilico, siringico e protocatecuico.  

Quando non bisogna mangiare mais?

Non sono note interazioni tra il consumo di mais e l’assunzione di farmaci o altre sostanze. In caso di dubbio meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici del mais?

Il mais è una buona fonte di carboidrati e antiossidanti che portano benefici al nostro organismo. Le vitamine del gruppo B e folati aiutano lo sviluppo del sistema nervoso durante la gestazione, i grassi insaturi, il potassio e le fibre sono utili per la salute dell’apparato cardiocircolatorio, calcio, fosforo, magnesio e vitamina K sono ideali per la salute di ossa e denti, il ferro è utile per la produzione di globuli rossi.  

Quali sono le controindicazioni del mais?

Non si conoscono controindicazioni al consumo di mais.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Manganese

Che cos’è il manganese?

Il manganese , il cui simbolo chimico è Mn, è un minerale presente in quantità molto piccole nell’organismo. Il massimo totale è di circa 20 mg, concentrato principalmente nei reni, nel pancreas, nel fegato e nelle ossa.  

A cosa serve il manganese?

Il manganese, in particolare, è parte di un enzima che ha attività antiossidante che neutralizza i radicali liberi che possono essere dannosi per la salute. Apparentemente è importante anche per il funzionamento del cervello e del sistema nervoso in generale, per il metabolismo del colesterolo, dei carboidrati e delle proteine e sembra essere coinvolto nella formazione delle ossa.  

In quali alimenti è contenuto il manganese?

Le migliori fonti di manganese sono le verdure a foglia verde, riso integrale, cocco, mandorle e nocciole. Una buona quantità di questo sale minerale è presente inoltre in lamponi, fragole e more, ananas e frutti tropicali, banane, fichi e kiwi, uva, frutta secca, barbabietola, crescione, avena e cereali integrali, lattuga, spinaci, porri e carote, senape indiana, menta, aglio, spicchi, curcuma e tofu.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di manganese?

Non è raccomandata l’assunzione giornaliera di manganese, ma si ritiene che un’assunzione adeguata sia 3 mg nei bambini fino a 6 mesi di età, 6 mg da sette mesi all’anno, 1,2 mg da 1 a tre anni, 1,5 mg da 4 a 8 anni. Per gli uomini, 1,9 mg da 9 a 13 anni e 2,2 mg da 14 a 18 anni; per le donne, 1,6 mg da 9 a 18 anni. Dai 19 anni di età: 2,3 mg; negli uomini e 1,8 mg nelle donne.  

Quali sono le conseguenze della carenza di manganese?

La carenza di manganese è rara, ma può portare, se grave, a infertilità femminile, danni al pancreas, problemi cardiaci e osteoporosi. Sintomi che possono causare includono alta pressione sanguigna, contrazioni muscolari, malformazioni ossee, colesterolo alto, problemi alla vista e all’udito, grave perdita di memoria, brividi e tremori.  

Quali sono le conseguenze dell’eccesso di manganese?

Una dose eccessiva di manganese può portare a sintomi simili a quelli del Parkinson. Anche nelle persone con disturbi epatici, un eccesso di questo minerale può causare problemi psichiatrici, tremori e spasmi.  

È vero che il manganese aiuta a prevenire l’osteoporosi?

La presenza di manganese è importante per la crescita ossea, ma nessuno studio ha dimostrato l’efficacia dell’integrazione di manganese nella prevenzione dell’osteoporosi. La scelta migliore per proteggere la salute delle ossa è quella di seguire una dieta sana ed equilibrata.

Rame

Che cos’è il rame?

Il rame è un sale minerale presente in piccole dosi, circa 100 mg, nell’organismo umano, il cui simbolo chimico è Cu. È presente soprattutto in cervello, fegato, reni e cuore ed è essenziale per lo svolgimento di varie funzioni.  

A che cosa serve il rame?

Il rame ha un ruolo fondamentale per assicurare il corretto funzionamento di vari enzimi, partecipa al metabolismo energetico e alla produzione di ossa, tessuti connettivi e globuli rossi. Influenza inoltre il funzionamento del cuore ed è coinvolto nella pigmentazione di pelle e capelli. Svolge un’azione antiossidante e quindi contribuisce a contrastare l’azione dei radicali liberi, che provocano danni alle cellule del nostro organismo.  

In quali elementi è presente il rame?

Il rame è presente soprattutto nelle frattaglie, in fegato e reni. Se ne trovano buone quantità, inoltre, nei pesci e nei crostacei, nella carne, nei legumi, nei cereali integrali e nella frutta secca.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di rame?

Il fabbisogno giornaliero di rame per un adulto corrisponde a una quantità compresa tra 1,5 e 3 mg.  

Quali conseguenze può avere una carenza di rame?

La carenza di rame può determinare varie conseguenze, come: anemia, demineralizzazione delle ossa, problemi ai tessuti connettivi, fragilità delle pareti delle arterie, aumento del rischio di malattie cardiovascolari e di malattie neurodegenerative, disturbi a carico del sistema nervoso e alterazioni delle difese immunitarie.  

Quali conseguenze può avere un eccesso di rame?

L’eccesso di rame può dipendere dall’incapacità del fegato di eliminare questo minerale attraverso la bile. Un’assunzione in eccesso può comportare l’insorgenza di vari sintomi, tra cui febbre, nausea, diarrea e vomito. In situazioni più gravi si può generare anemia emolitica e si può arrivare anche al decesso. In altri casi, soprattutto nei bambini, si possono generare danni al fegato.

Rosmarino

Il rosmarino è una pianta le cui foglie hanno proprietà aromatiche, che appartiene alla famiglia delle Lamiaceae ed è diffuso nell’intera area mediterranea, compresa l’Italia, nelle aree contraddistinte da un clima temperato. Può essere consumato anche sotto forma essiccata.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del rosmarino?

100 grammi di rosmarino procurano un apporto di circa 131 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare rosmarino?

È meglio evitare di consumare rosmarino quando si assumono supplementi di ferro.  

Quali sono i possibili benefici del rosmarino?

Il calcio aiuta la salute di ossa e denti, il potassio aiuta a tenere sotto controllo la pressione sanguigna, la vitamina C rafforza il sistema immunitario, il magnesio interviene nella sintesi delle proteine e contribuisce a migliorare il controllo di glicemia e pressione sanguigna, i folati favoriscono lo sviluppo corretto el sistema nervoso durante la gravidanza e le fibre favoriscono l’assorbimento di zuccheri e colesterolo aiutando il corretto funzionamento dell’intestino.  

Quali sono le controindicazioni del rosmarino?

Un consumo eccessivo di rosmarino può causare irritazioni a stomaco e intestino.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Sesamo

Il sesamo è una pianta il cui nome scientifico è Sesanum indicum e che appartiene alla famiglia delle Pedaliaceae. È particolarmente diffusa in Asia e Africa e i suoi semi sono utilizzati come spezie.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del sesamo?

100 grammi di sesamo offrono un apporto di circa 573 calorie. Nella stessa quantità sono inoltre presenti: I semi del sesamo contengono inoltre beta-carotene e numerosi antiossidanti.  

Quando non bisogna mangiare sesamo?

Il consumo di sesamo può interferire con l’assunzione di alcuni medicinali come antidiabetici, farmaci che causano sonnolenza, farmaci per il controllo della pressione, farmaci che aumentano il rischio di emorragie e farmaci processati dal citocromo P450. In caso di dubbio è bene chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici del sesamo?

Nei semi del sesamo sono presenti vitamine del gruppo B che favoriscono lo sviluppo del sistema nervoso nel corso della gestazione e sono alleate del sistema immunitario. La presenza del potassio è utile per la salute del cuore; calcio, magnesio e fosforo agevolano la salute di ossa e denti; rame e ferro contribuiscono alla produzione dei globuli rossi; selenio, manganese e vitamina E svolgono un’ottima azione antiossidante. I semi contengono inoltre grassi alleati della salute del sistema cardiovascolare, e fibre che aiutano a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue. I composti fenolici presenti nei semi di sesamo aiutano infine a difendere l’organismo dagli effetti dello stress ossidativo.  

Quali sono le controindicazioni del sesamo?

I semi del sesamo possono essere all’origine di allergie. In caso di dubbio è bene chiedere consiglio al proprio medico.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Sistema nervoso centrale

Che cos’è il sistema nervoso centrale?

Il sistema nervoso centrale è la parte di sistema nervoso costituita dal cervello e dal midollo spinale, di cui fanno parte anche il cervelletto e il tronco encefalico.  

Com’è strutturato il sistema nervoso centrale?

Gli organi che costituiscono il sistema nervoso centrale sono:
  • il cervello, che contiene i corpi dei neuroni e le fibre nervose che trasmettono o ricevono le informazioni
  • il midollo spinale, da cui partono i nervi che conducono le informazioni alle varie parti del corpo ed è di fatto la strada entro cui corrono le informazioni dirette al cervello e quelle che partono dal cervello
  • il cervelletto, che controlla movimento ed equilibrio, contribuisce alla formazione della memoria e influenza le capacità matematiche e musicali
  • il tronco encefalico, punto di transito delle informazioni che provengono dal cervello o verso cui sono dirette.
 

Qual è la funzione del sistema nervoso centrale?

Il sistema nervoso centrale ha il compito di rielaborare le informazioni che giungono dal sistema nervoso periferico fornendo le risposte che verranno ridistribuite nell’organismo sempre attraverso il sistema nervoso periferico. In particolare, il cervello elabora le informazioni raccolte dal midollo spinale così da regolare le principali funzioni dell’organismo, come la memoria, i pensieri, le sensazioni e i movimenti. Il midollo spinale, invece, contribuisce a realizzare alcuni movimenti riflessi senza che siano coinvolte le strutture del cervello.

Sistema nervoso periferico

Che cos’è il sistema percorso periferico?

Il sistema nervoso periferico è la parte del sistema nervoso costituita dal sistema nervoso autonomo e dal sistema nervoso somatico. In particolare, è formato dall’insieme delle fibre nervose e dei gangli di questi due sistemi. Al contrario del sistema nervoso centrale non è protetto da alcun osso per cui è più esposto a pericoli legati a traumi o a esposizioni a sostanze tossiche.  

Com’è strutturato il sistema percorso periferico?

Il sistema nervoso periferico è composto da:
  • sistema nervoso autonomo, che svolge funzione di controllo dei muscoli lisci degli organi interni e delle ghiandole. È per questo responsabile delle funzioni dell’organismo spontanee e riflesse, come il battito cardiaco e il respiro
  • sistema nervoso somatico, che ha la funzione di controllare i movimenti volontari e raccoglie informazioni dagli organi di senso oltre a essere responsabile dei movimenti involontari.
 

Qual è la funzione del sistema percorso periferico?

La principale funzione del sistema nervoso periferico è quella di creare e mantenere un collegamento tra il sistema nervoso centrale e gli arti e i vari organi e tessuti dell’organismo.

Uova di gallina

Le uova di gallina vengono prodotte dalla femmina del Gallus gallus a conclusione del loro ciclo riproduttivo. Sono tra gli alimenti più consumati al mondo.  

Quali sono le proprietà nutrizionali delle uova di gallina?

In 100 grammi di uova di gallina c’è un apporto di circa 128 calorie, ripartite in questo modo: 61% lipidi e 39% proteine. Nella stessa quantità si trovano: Le uova di gallina sono una buona fonte di colina e di luteina/zeaxantina.  

Quando non bisogna mangiare uova di gallina?

Non si conoscono situazioni di interazione tra il consumo di uova di gallina e l’assunzione di farmaci o altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici delle uova di gallina?

Le uova di gallina sono fonte di colesterolo in dosi elevate, per cui non devono essere consumate, soprattutto il tuorlo, in quantità eccessive. L’allergia alle uova è una delle allergie più diffuse tra i bambini.  

Quali sono le controindicazioni delle uova di gallina?

Le uova di gallina sono ottime per aiutare a rifornire l’organismo delle vitamine e dei minerali che sono utili per mantenere i muscoli in salute e per far fronte ai fabbisogni delle cellule. L’alto apporto di proteine rendono le uova di gallina un alimento che favorisce la sazietà ed è così utile al dimagrimento e al mantenimento del peso forma. I micronutrienti presenti in questo alimento favoriscono il buon funzionamento del sistema nervoso e del sistema immunitario, e protegge la salute della vista e della pelle. La presenza di colina aiuta a ridurre i livelli di omocisteina, molecola che viene collegata all’aumento del rischio di problematiche di natura cardiovascolare.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Vaccino esavalente

N.B. Questa è una pagina a scopo informativo, nessun vaccino viene effettuato in Humanitas Castelli  

Che cos’è il vaccino esavalente?

Il vaccino esavalente è un solo vaccino che viene in genere somministrato entro il primo anno di vita e che costituisce difesa da difterite, tetano, pertosse acellulare, poliomielite, epatite B ed haemophilus influenzae di tipo B. La difterite è una grave malattia infettiva causata da una tossina prodotta dal batterio Corynebacterium diphtheriae. La tossina annulla le funzioni cellulari di cuore, sistema nervoso e reni. La trasmissione si verifica attraverso il contatto diretto con un malato o un portatore o per contatto indiretto, anche se meno frequentemente, con oggetti contaminati. Il tetano è una malattia infettiva non contagiosa derivante dal Clostridium tetani, un batterio parecchio diffuso nell’ambiente e che può facilmente fare ingresso nell’organismo per mezzo di piccole ferite a contatto con terriccio oppure oggetti sporchi. La tossina così raggiunge il sistema nervoso e può portare a contrazioni e spasmi muscolari. La pertosse acellulare è una patologia infettiva provocata dal batterio Bordetella pertussis. Colpisce principalmente i bambini e l’infezione si verifica attraverso goccioline di saliva emesse da persone infette che tossiscono, starnutiscono o parlano. La pertosse può essere molto pericolosa per l’insorgenza di complicazioni (crisi apnea, broncopolmonite, convulsioni, encefalite) nei bambini sotto l’età di un anno. La poliomielite è una seria malattia infettiva e contagiosa dovuta al poliovirus che colpisce le cellule neurali del sistema nervoso con conseguente paralisi, a volte irreversibile. La patologia del virus viaggia attraverso feci che possono contaminare l’acqua, gli alimenti, le mani e le gocce di saliva prodotta da portatori malati o sani. L’epatite B è un malattia infettiva contagiosa che è una conseguenza del virus umano dell’epatite B (HBV) trasmessa attraverso il sangue e i fluidi biologici (sangue, sperma, sperma, sperma, latte materno, secrezioni vaginali). Le infezioni colpiscono il fegato e possono causare epatite acuta, fulminante o cronica. L’Haemophilus influenzae di tipo B è un comune batterio presente nel naso e nella gola, che causa importanti infezioni, soprattutto nei bambini al di sotto dei cinque anni di età. Il contagio avviene per contatto diretto, attraverso goccioline emesse da persone malate o portatori.  

Come funziona il vaccino esavalente?

Il vaccino esavalente ha parti di tutti e sei i virus e può proteggere da tutte e sei le malattie. Viene somministrato per via intramuscolare sul lato antero-laterale della coscia.  

Quando fare il vaccino esavalente?

Il vaccino esavalente fa parte delle vaccinazioni obbligatorie e viene somministrato nel primo anno di vita in tre dosi. Le sostanze antipertosse e haemophilus B non sono obbligatorie, per cui è possibile rifiutarne la somministrazione tramite dissenso firmato. Per l’emofilo B e l’epatite B non sono necessarie dosi aggiuntive in seguito. Per la difterite, il tetano, la pertosse e la poliomielite è necessario un richiamo (dose di rinforzo) intorno ai 5-6 anni di età. Un’altra dose (ridotta) è poi raccomandata nell’adolescenza. Negli adulti, una dose di richiamo di difterite, tetano e pertosse è raccomandata ogni dieci anni.  

Effetti collaterali del vaccino esavalente

Il vaccino esavalente è ben tollerato. Entro 48 ore dalla somministrazione potrebbero mostrarsi rossore, gonfiore, tumefazione nella sede di iniezione o febbre. Come per tutti i vaccini è possibile che si verifichi l’eventualità di reazioni allergiche anche gravi. Si tratta di un’evenienza comunque rara.

Vitamina B12 (cobalamina)

Che cos’è la vitamina B12

Detta anche cobalamina, la vitamina B12 fa parte delle vitamine cosiddette idrosolubili, quelle cioè che non possono essere accumulate nell’organismo, ma devono essere regolarmente assunte tramite l’alimentazione. Non subisce l’influsso del calore.  

A che cosa serve la vitamina B12?

La vitamina B12 è coinvolta nel metabolismo degli acidi nucleici – alla pari dell’acido folico (vitamina B9) coadiuva la sintesi del DNA e dell’RNA – degli amminoacidi e degli acidi grassi. Ricopre un ruolo di fondamentale importanza nella produzione di globuli rossi e nella formazione del midollo osseo.  

In quali alimenti è presente la vitamina B12?

La vitamina B12 è presente in tutti gli alimenti di origine animale, seppur in minima quantità. Nello specifico, la si trova nel latte, nelle uova, nella carne e nel pesce.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di vitamina B12?

Il fabbisogno giornaliero di vitamina B12 corrisponde a circa 2-2,4 mcg, quantità che in genere viene coperta da una normale dieta. Le donne in stato di gravidanza devono però assumerne un quantitativo quasi doppio, in modo da fornirne al feto il giusto quantitativo.

Carenza di vitamina B12

È difficile registrare una situazione di carenza di vitamina B12, ma una condizione di questo tipo può presentarsi nei casi di soggetti che seguano una dieta vegetariana molto stretta o quando a livello intestinale il meccanismo di assorbimento non funzioni adeguatamente. Le conseguenze della sua carenza sono disturbi del sistema nervoso e una forma di anemia definita “perniciosa”, derivata da una cattiva produzione di cellule del sangue. La carenza di questa tipologia di vitamina è da evitarsi dalle donne in gravidanza per evitare conseguenze dannose al nascituro.

Eccesso di vitamina B12

Normalmente gli eccessi nell’assunzione di vitamina B12, o cobalamina, vengono espulsi con le urine. In rari casi si possono però verificare situazioni di sovradosaggio, con sintomi che vanno da un eccessivo nervosismo a reazioni allergiche, dal tremore a gonfiori e al battito cardiaco accelerato. Una sua eccessiva presenza nel sangue, anche in questo caso situazione rara, può provocare delle complicanze renali.  

È vero che chi segue una dieta vegana incorre nel rischio di carenza di vitamina B12?

In natura non esistono piante o vegetali che contengano vitamina B12 in modo adeguato alle esigenze dell’organismo umano. Per questo chi si alimenta solo con cibi di origine vegetale incorre in tutti quei pericoli alla salute che sono cagionati da una carenza di questa vitamina. Il lievito di birra, alcune alghe, alcuni cibi non lavati e altri di origine orientale come il tempeh (derivato dai semi di soia) e la Kombucha (the cinese) – pur essendo tutti dei vegetali – contengono vitamina B12 ma solo in porzioni infinitesimali e pertanto inutili per il fabbisogno umano, dal momento che non sono nemmeno assimilabili dal nostro organismo.

Vitamina B3 (niacina)

Che cos’è la vitamina B3?

La vitamina B3, conosciuta anche col nome di vitamina PP o niacina, fa parte delle vitamine cosiddette idrosolubili, quelle cioè che non possono essere accumulate nell’organismo, ma devono essere regolarmente assunte tramite l’alimentazione.  

A che cosa serve la vitamina B3?

La vitamina B3 è fondamentale per la respirazione delle cellule, favorisce la circolazione sanguigna, funge da protettivo per la cute, ed è molto utile nel processo di digestione degli alimenti. Riveste un ruolo fondamentale in relazione al funzionamento del sistema nervoso. È chiamata anche vitamina PP (pellagra preventive factor) per il suo ruolo anti-pellagra, che nel passato era una malattia molto diffusa.  

In quali alimenti è presente la vitamina B3?

La vitamina B3 è contenuta nelle arachidi, nel fegato di manzo, nelle carni bianche, negli spinaci, nel lievito di birra e in alcuni pesci (come il salmone, il pesce spada e il tonno).  

Qual è il fabbisogno giornaliero di vitamina B3?

Il fabbisogno giornaliero di vitamina B3 varia a seconda del sesso: 18 mg/g per gli uomini adulti e 14 mg/g per le donne adulte.

Carenza di vitamina B3

La carenza di vitamina B3 provoca molti sintomi, diversi tra loro. Si va dalla nausea, al mal di testa e all’irritabilità. Ma anche a diffusa perdita generale del tono muscolare e a cattiva digestione.

Eccesso di vitamina B3

Il sovradosaggio di vitamina B3 può creare dei problemi che si manifestano attraverso sintomi quali mal di testa, nausea, prurito, diarrea, vampate e dolore localizzato nella metà superiore dell’addome.  

Quando può essere necessario “integrare” l’assorbimento di vitamina B3?

Solitamente una persona sana, che segue una dieta equilibrata, non necessita di integrazioni di vitamina B3. Vi sono però situazioni in cui questo potrebbe essere richiesto, come per i soggetti che svolgono attività lavorative particolarmente faticose, per chi pratica  sport a livello medio-professionale, per le persone anziane, per chi abusa di sostanze alcoliche o di stupefacenti o per chi ha subito ustioni estese su buona parte del corpo.

Vitamina B6

Che cos’è la vitamina B6?

La vitamina B6 fa parte delle vitamine cosiddette idrosolubili, che non possono cioè essere accumulate nell’organismo, ma devono essere regolarmente assunte tramite l’alimentazione. È sensibile al calore, si degrada cioè in presenza di alte temperature e si presenta in tre forme attive: la piridossina, la piridossamina e la piridossale.  

A che cosa serve la vitamina B6?

La vitamina B6 è coinvolta nel metabolismo degli aminoacidi, degli acidi grassi e degli zuccheri e contribuisce al formarsi degli ormoni e dei globuli rossi e bianchi. Riveste il fondamentale ruolo di costituire una barriera immunitaria in difesa dalle malattie e di stimolare le funzioni cerebrali e di prevenire l’invecchiamento. Per questo motivo, tale vitamina viene impiegata in numerosi prodotti anti invecchiamento.  

In quali alimenti è presente la vitamina B6?

La vitamina B6 è presente in numerosi alimenti; nello specifico essa si trova nelle carni, soprattutto bianche, e nel pesce, nelle patate, nei legumi e negli spinaci. La si rinviene anche nella frutta, esclusi gli agrumi.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di vitamina B6

Il fabbisogno giornaliero di vitamina B6 varia a seconda del sesso. Per le donne il limite è di almeno 1,1 mg al giorno, per gli uomini sale a 1,5 mg al giorno.

Carenza di vitamina B6

La carenza di vitamina B6viene registrata in rari casi. Di solito si presenta con apatia e debolezza diffusa, fisica e mentale. Ma anche con spasmi muscolari, ritenzione idrica, disturbi del sistema nervoso e insonnia. La sua mancanza può essere causa di anemia ipocromica (con i globuli rossi che assumono un colorito più chiaro) e può facilitare la formazione di calcoli renali.

Eccesso di vitamina B6

A oggi non si conoscono conseguenze gravi derivate dall’eccesso di vitamina B6, ma l’assorbimento di una quantità eccessiva di questo tipo di vitamina può provocare forti mali di testa.  

È vero che la vitamina B6 può alleviare i sintomi della sindrome premestruale? Quali altre patologie possono essere prevenute o curate con questa vitamina?

Sì, è vero. La presenza di vitamina B6 contribuisce a mantenere l’equilibrio ormonale anche in situazioni contingenti, come ad esempio quelle dovute alla presenza del ciclo mestruale. Per questo stesso motivo la vitamina B6 è indicata per contrastare gli stati di nausea e vomito che si presentano in corso di gravidanza e per trattare stati depressivi, stanchezza e mal di testa (in questo ultimo caso senza però esagerare con il dosaggio). Alcune recenti ricerche dimostrerebbero che la vitamina B6 è utile per trattare la malaria e per prevenire i tumori a polmone e prostata.