Anuria

Che cos’è l’anuria?

L’anuria è un’insufficiente emissione di urina da parte dell’apparato urinario, al di sotto dei 100 ml al giorno che sono considerati la quantità minima per un organismo in salute.  

Quali sono le cause dell’anuria?

Una situazione caratterizzata da anuria può derivare dall’assunzione di alcuni farmaci, da un’ischemia prolungata, dalla diminuzione del flusso di sangue nei reni o da fenomeni di necrosi. Può derivare anche da alcune patologie come insufficienza renale, shock settico o sepsi.  

Quali sono i rimedi contro l’anuria?

Pe curare l’anuria è necessario individuarne le cause e intervenire su queste. Nei casi più gravi si può dover ricorrere a emodialisi.  

Anuria, quando rivolgersi al proprio medico?

Una riduzione delle urine deve sempre essere comunicata al proprio medico perché può dipendere da un problema grave e può avere conseguenze anche gravi sulla salute dal momento che può provocare un accumulo di sostanze tossiche e liquidi nell’organismo.  

Area medica di riferimento per l’anuria

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per l’anuria è l’Unità Operativa di Urologia.

Congelamento 

Che cos’è il congelamento?

Si ha congelamento quando una parte del corpo è esposta a temperature molto basse; ciò determina la costrizione dei vasi sanguigni e conseguente fatica nella circolazione del sangue e dunque un ridotto apporto ai tessuti sia di ossigeno sia di calore. In caso di congelamento è raccomandabile intervenire tempestivamente perché tale evento, con il passare del tempo, può generare necrosi (morte delle cellule dei tessuti colpiti).  

Quali sono i sintomi associati al congelamento?

Generalmente il congelamento interessa le estremità del corpo umano: mani, piedi, naso e orecchie sono i punti più di frequente colpiti. Si tratta di una condizione che comporta – nelle prime fasi – una perdita di sensibilità e quindi non sempre può manifestarsi con dolore, che generalmente si presenta invece nelle fasi più avanzate. La pelle si presenta all’inizio di colore rosso (ciò per effetto di una vasodilatazione reattiva) e appare ancora morbida per diventare quindi pallida e infine di un blu-cianotico, dura. Se la parte congelata è costretta all’interno di guanti o scarpe è possibile che il soggetto avverta prima un forte dolore, in seguito la zona tenderà a divenire gelida e insensibile. Qualora il congelamento sia già in fase avanzata l’infortunato presenterà – sulle zone affette – delle bolle, dapprima trasparenti poi piene di sangue. Queste si trasformeranno quindi in piaghe e la pelle inizierà ad assumere un colorito violaceo molto forte.  

Che cosa fare in caso di congelamento?

Se si interviene per tempo – quando la pelle è ancora intatta – è indicato liberare dalle costrizioni la parte congelata per poi procedere a scaldarla con acqua, purché non troppo calda. In caso di mani o piedi è consigliabile procedere a delle ripetute immersioni. Si raccomanda che l’acqua non sia troppo calda: il riscaldamento deve infatti avvenire in modo graduale al fine di scongiurare danni all’organismo. Nel corso di questa operazione il paziente potrebbe avvertire dolore: questo è un buon segno perché sta a indicare una ritrovata sensibilità. Una volta che la zona si è riscaldata va asciugata in modo delicato compiendo lievi frizioni. Successivamente è opportuno avvolgere il paziente all’interno di coperte, cercando di tenerlo al caldo ma evitando nel contempo il contatto diretto col tessuto da parte delle zone colpite.  

Che cosa non fare in caso di congelamento?

In caso di congelamento non bisogna somministrare alcolici, non sfregare la parte colpita tentando di scaldarla, non schiacciarla. In caso di congelamento degli arti inferiori, bisogna evitare di camminare.  

Importante avvertenza

Le informazioni di questa scheda forniscono semplici suggerimenti utili a tenere sotto controllo la situazione in caso di attesa dei soccorsi e non sono in nessun caso da considerarsi interventi che possano sostituire l’intervento degli operatori di primo soccorso.