Seborrea

Che cos’è la seborrea?

La seborrea è uno sfogo cutaneo che si presenta con chiazze rosse e pruriginose associate a scaglie di piccola dimensione e di colore bianco. La seborrea si forma soprattutto su volto, petto, glutei, attorno all’ombelico e dove ci sono pieghe cutanee. Può formarsi anche a livello dei capelli e in quel caso prende il nome di forfora. Colpisce in particolare gli uomini di qualsiasi età, e le persone che hanno una pelle grassa o che sono affette da morbo di Parkinson. Quando colpisce i bambini può assumere la forma di eritema da pannolino o di crosta lattea.  

Quali sono le cause della seborrea?

Non si hanno informazioni certe sulle cause della seborrea. Si ritiene che questo disturbo dipenda da una serie di concause tra cui si annoverano lo stress o la produzione di ormoni. La seborrea può essere anche causata da alcune patologie, tra cui l’acromegalia e la sindrome dell’ovaio policistico.  

Quali sono i rimedi contro la seborrea?

La prima misura da osservare in presenza di seborrea è quella della cura della propria igiene personale. La presenza di scaglie può essere eliminata con il mantenimento della pelle idratata e morbida e con l’utilizzo di saponi a base di zinco o di oli che devono essere applicati durante la notte e devono essere tolti al mattino utilizzando un detergente. Per combattere la forfora è necessario utilizzare shampoo appositi. Sotto indicazione medica, la seborrea può essere curata anche con farmaci specifici o prodotti a base di steroidi, antimicotici o acido salicinico.  

Seborrea, quando rivolgersi al proprio medico?

Quando la seborrea è persistente si consiglia di chiedere consiglio al proprio medico o a un dermatologo per individuare la cura più adatta al caso specifico.  

Area medica di riferimento per la seborrea

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la seborrea è il Servizio di Dermatologia.

Vitamina A (retinolo)

Che cos’è la vitamina A?

La vitamina A, detta anche retinolo, fa parte delle vitamine liposolubili, quelle cioè che possono essere accumulate nel fegato e non è dunque necessario assumere – con regolarità – attraverso i cibi. Il corpo le conserva e le rilascia a piccolo dosaggio quando siano divenute necessarie. Con il termine vitamina A si indicano il retinolo e i suoi analoghi, detti retinoidi, di cui si conoscono – naturali o sintetici – almeno 1.500 diversi tipi.  

A che cosa serve la vitamina A?

La vitamina A riveste un’importanza fondamentale per la nostra vista poiché, insieme ai suoi precursori (i carotenoidi), fa parte dei componenti della rodopsina, la sostanza che è presente sulla retina e che dà all’occhio la sensibilità alla luce. È altresì utile per lo sviluppo delle ossa e per il loro rafforzamento nel tempo, per la crescita dei denti e si distingue per la sua capacità di dare una risposta immunitaria al nostro organismo. Recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato che la vitamina A ha anche capacità antitumorali.  

In quali alimenti è presente la vitamina A?

La vitamina A è presente soprattutto negli alimenti di origine animale. La si trova, nello specifico, nelle uova, nel fegato, nel latte e nei suoi derivati (burro e formaggio). In molti alimenti di origine vegetale sono contenuti invece i carotenoidi, precursori della vitamina A: frutta e verdura di colore rosso, giallo e arancione (anguria, albicocche, carote, frutti di bosco, pomodori). È sensibile al calore: molte delle sue caratteristiche vengono meno durante il processo di cottura dei cibi. Meglio pertanto consumarli crudi o dopo averli sottoposti solo a una breve cottura.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di vitamina A?

Il suo fabbisogno giornaliero è di circa 0,6-0,7 mg, che possono aumentare fino a 0,95 mg durante l’allattamento.  

Carenza di vitamina A

La  carenza di vitamina A può provocare difetti alla vista e può portare, se perdurante nel tempo, alla cecità. In generale la sua mancanza può creare difficoltà nel processo di crescita e/o sviluppo dell’organismo e può provocare un’eccessiva sensibilità alle infezioni. Può inoltre provocare, in caso di donne in stato di gravidanza, delle malformazioni fetali.  

Eccesso di vitamina A

Un’assunzione eccessiva di vitamina A che venga accumulata nel fegato può creare problemi di ipervitaminosi; questi possono provocare danni permanenti a fegato e milza.  

È vero che la mancanza di vitamina A rende i capelli meno belli?

Sì, la vitamina A nutre i capelli e aiuta a ritardarne l’invecchiamento. Una carenza di questa vitamina nel nostro organismo provoca effetti negativi sui capelli, che si traducono in alterazioni delle ghiandole sebacee, nella formazione di forfora e/o di capelli secchi.