Bocca secca

Che cos’è la bocca secca?

La bocca secca, conosciuta anche col nome di xerostomia, è un disturbo che si verifica quando c’è una secchezza pronunciata della mucosa orale, causata dall’assenza o da una riduzione della salivazione. In alcuni casi – quelli di maggiore gravità – la bocca secca può comportare una difficoltà a deglutire i cibi solidi o, addirittura, a pronunciare chiaramente e distintamente le parole.  

Quali sono le cause della bocca secca?

All’origine della bocca secca vi possono essere traumi, fattori emotivi, l’assunzione di alcuni farmaci – tra i quali i diuretici e gli antistaminici – o anche alcune patologie, tra le quali si possono elencare: diabete, ipertiroidismo, morbo di Parkinson, parotite (orecchioni), fibrosi cistica.  

Quali sono i rimedi contro la bocca secca?

La secchezza della bocca può essere combattuta con il consumo di chewing gum (che favorisce la produzione di saliva) o con l’impiego di spray umettanti (che imitano gli effetti della saliva). Solitamente qualora si soffre di bocca secca bisogna cercare di respirare con il naso, umidificare l’ambiente e smettere di fumare (se si è fumatori).  

Bocca secca, quando rivolgersi al proprio medico?

È consigliato rivolgersi al proprio medico curante qualora la bocca secca derivi da un trauma o da una delle patologie potenzialmente associabili a questo disturbo.

Cattiva digestione

Che cos’è la cattiva digestione?

La digestione è una funzione complessa che viene esercitata dall’apparato digerente e che consiste in un coordinato insieme di operazioni meccaniche e biochimiche a mezzo delle quali le sostanze contenute negli alimenti introdotti nell’organismo vengono modificate per essere assorbite e impiegate dall’organismo stesso. Può capitare che per diversi motivi – come, ad esempio, aver introdotto una quantità eccessiva di cibo, aver preso freddo durante la digestione o la presenza di intolleranze alimentari o allergie – la digestione non avvenga in modo ottimale. Si parlerà in questo caso di cattiva digestione. Diversi sono i sintomi che possono accompagnarsi a questo disturbo come per esempio la presenza di bruciori, di alitosi, rigurgiti acidi e dolore di stomaco o nausea.  

Quali malattie si possono associare alla cattiva digestione?

Tra le patologie associabili alla cattiva digestione ci sono: gastrite, intolleranze alimentari, pancreatite, reflusso gastroesofageo, sepsi, tumore al pancreas, tumore allo stomaco, tumore dell’ovaio, ulcera duodenale, ulcera gastrica, allergia alimentare, calcoli cistifellea, colecistite, colite, ernia iatale, fibrosi cistica, ulcera peptica.  

Quali sono i rimedi contro la cattiva digestione?

Atteso che all’origine di una cattiva digestione possono esserci cause molto diverse tra loro – alcune della quali anche molto gravi – per porvi rimedio è necessario conoscere la patologia che ne sta alla base. Solitamente una dieta varia, sana ed equilibrata è di aiuto contro questo disturbo, così come il mantenimento di buone abitudini alimentari. Mangiare lentamente, ad esempio, riduce al minimo l’ingurgito di aria all’interno dello stomaco e consente una buona masticazione del cibo, preludio di una corretta digestione). Se alla base della cattiva digestione non c’è una patologia organica, i rimedi naturali possono favorire la regressione del disturbo. Un aiuto può ad esempio essere tratto dalle tisane digestive a base di erbe o dal consumo di pastiglie o caramelle a base di estratti naturali mirate al miglioramento delle funzionalità gastrica e/o digestiva. È opportuno però ricordare che – pur essendo rimedi naturali – è sempre bene evitare il “fai da te” e chiedere consulto al medico, soprattutto se si soffre già di altre patologie e/o si assumono quotidianamente medicinali.  

Con la cattiva digestione quando rivolgersi al proprio medico?

È consigliabile rivolgersi al proprio medico in presenza di una delle patologie collegate (vedi sopra).

Emottisi

Che cos’è l’emottisi?

L’emottisi è un flotto di sangue che proviene dalle vie respiratorie e che è generato da un colpo di tosse. A volte il sangue si presenta misto a muco.  

Quali sono le cause dell’emottisi?

L’emottisi può essere provocata da varie patologie, tra cui: broncopneumopatia cronica ostruttiva, ascesso polmonare, embolia polmonare, fibrosi cistica, infarto polmonare, polmonite, enfisema, stenosi della valvola mitrale, tubercolosi e tumore al polmone.  

Quali sono i rimedi contro l’emottisi?

La cura dell’emottisi dipende dalla patologia che ne è alla base: occorre individuarla e intervenire su questa.  

Emottisi, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di emottisi deve sempre essere portata a conoscenza del proprio medico, che saprà valutarne la gravità e individuarne la cura. In presenza di flotti di sangue cospicui e continui si consiglia di recarsi nel minor tempo possibile al più vicino pronto soccorso per ricevere le dovute cure d’urgenza.

Feci chiare

Che cosa sono le feci chiare?

Le feci chiare sono quelle che sono contraddistinte da un colore pallido, simile a quello dell’argilla. La loro colorazione inusuale non dipende dal tipo di alimentazione assunto – quello può influire solo sulla tonalità differente di marrone – ma da un cattivo funzionamento del sistema biliare.  

Quali sono le cause delle feci chiare?

All’origine di feci chiare ci sono patologie che possono riguardare gli organi che compongono il sistema biliare: fegato, cistifellea e pancreas. Le patologie, nello specifico, possono essere: cirrosi biliare, colangite sclerosante, calcoli alla cistifellea, colecistite, epatite, ittero, pancreatite acuta, fibrosi cistica, tumore del fegato, tumore del sistema biliare, tumore del pancreas.  

Quali sono i rimedi contro le feci chiare?

Per curare le feci chiare è necessario individuarne la causa e intervenire su questa. Le visite necessarie possono prevedere l’intervento, oltre che del medico di base, di specialisti come gastroenterologo, proctologo, epatologo e specialista in medicina interna.  

Feci chiare, quando rivolgersi al proprio medico?

È necessario rivolgersi al proprio medico quando le feci chiare si presentano con una certa frequenza.  

Area medica di riferimento per le feci chiare

In Humanitas Castelli Bergamo le aree mediche di riferimento per le feci chiare sono il Servizio di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva e l’Unità Operativa di Proctologia.

Glicosuria

Che cos’è la glicosuria?

La glicosuria è la presenza di zucchero nelle urine, che si verifica quando i reni non riescono a riassorbire come dovrebbero il glucosio che è presente nel sangue.  

Quali sono le cause della glicosuria?

La glicosuria può essere associata a varie patologie, come diabete, fibrosi cistica, emocromatosi, ipertiroidismo, insufficienza epatica grave, tumore al pancreas, pancreatite cronica.  

Quali sono i rimedi contro la glicosuria?

La cura della glicosuria dipende dalla patologia che ne rappresenta la causa: è necessario individuarla e intervenire su questa. Quando dipende da un diabete già diagnosticato può essere necessario modificare la cura farmacologica o intervenire sulla dieta alimentare o sull’attività fisica svolta.  

Glicosuria, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di glicosuria deve sempre essere portata a conoscenza del proprio medico di fiducia, che saprà individuare la cura o indicare il medico specialista presso cui recarsi per sottoporsi ai giusti trattamenti sanitari.  

Area medica di riferimento per la glicosuria

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la glicosuria è il Servizio di Diabetologia.

Gonfiore addominale

Che cos’è il gonfiore addominale?

Il gonfiore addominale è una condizione  causata da un accumulo di gas a livello di stomaco e intestino, spesso associata a un intenso dolore addominale.  

Quali altri sintomi possono essere associati al gonfiore addominale?

Il gonfiore addominale può essere associabile – quanto meno nelle sue forme più gravi – ad altre sintomatologie come: perdita di peso senza apparente motivo, dolori addominali, dolore al petto, diarrea, sangue nelle feci, cambiamento del colore delle feci.  

Quali sono le cause del gonfiore addominale?

Il gonfiore addominale può essere causato da alcuni cibi, da bevande gassate, dal mangiare troppo in fretta, dalla masticazione di gomme da masticare, dal fumo, dallo stress e dall’ansia. Può anche essere provocato da varie patologie, tra le quali si possono elencare: intolleranza al lattosio, occlusione intestinale, sindrome dell’intestino irritabile, tumore colon-retto, appendicite, calcoli alla cistifellea, celiachia, cirrosi epatica, colecistite, fibrosi cistica, gastroenterite virale, tumore dell’ovaio, ulcera gastrica.  

Quali sono i rimedi contro il gonfiore addominale?

Di solito il gonfiore addominale, qualora si presenti con episodi isolati, si risolve da sé. Nel caso in cui il gonfiore non accenni a diminuire potrà essere utile evitare di assumere alimenti e bevande che possano contribuire al formarsi di gas all’interno dell’apparato digerente (tra questi: mele, pere, fagioli, broccoli, cipolla, lattuga, cereali integrali e bibite gassate). A volte può essere utile limitare o meglio evitare l’assunzione di latte o suoi derivati.  

Gonfiore addominale, quando rivolgersi al proprio medico?

Il gonfiore addominale deve essere portato all’attenzione del proprio medico curante qualora non accenni a diminuire, nonostante gli accorgimenti alimentari messi in atto, e si accompagni ai sintomi sopra riportati.  

Area medica di riferimento per il gonfiore addominale

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il gonfiore addominale è il Servizio di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Prolasso rettale

Che cos’è il prolasso rettale?

Il prolasso rettale è la fuoriuscita, dall’apertura anale, di una parte più o meno abbondante della mucosa del retto, causata da un rilassamento o dal cedimento dei muscoli pelvici.  

Quali altri sintomi possono essere associati al prolasso rettale?

In base alla sua gravità, il prolasso rettale può accompagnarsi ad altri sintomi, più o meno evidenti: si va dal dolore e dalla difficoltà nell’evacuazione (che può essere associata anche a bruciore, sanguinamento o presenza di muco), al senso di mancato svuotamento intestinale dopo l’evacuazione stessa; dal dolore a restare seduti alla presenza di lesioni rettali o a una diminuita tonicità dello sfintere anale.  

Quali sono le cause del prolasso rettale?

Il prolasso rettale può essere il segnale della presenza di varie patologie, tra le quali vi sono: broncopneumopatia cronica ostruttiva, tumore del colon-retto, tumore dell’ano, emorroidi, fibrosi cistica, stitichezza (stipsi).  

Quali sono i rimedi contro il prolasso rettale?

La cura del prolasso rettale dipende dalla sua gravità, dall’età e dallo stato di natura generale del soggetto interessato dal problema. L’intervento curativo può essere di natura conservativa o anche chirurgica.  

Prolasso rettale, quando rivolgersi al proprio medico?

Una situazione che si caratterizza per prolasso rettale deve sempre essere sottoposta all’attenzione del proprio medico curante.  

Area medica di riferimento per il prolasso rettale

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il prolasso rettale è l’Unità Operativa di Proctologia.

Steatorrea

Che cos’è la steatorrea?

Si ha steatorrea quando nelle feci c’è presenza di sostanze grasse non digerite. La situazione è causata da un malassorbimento che rende le feci unte, chiare e dall’odore forte e pungente.  

Quali altri sintomi possono essere associati alla steatorrea?

La steatorrea può accompagnarsi ad altri sintomi come gonfiore addominale, dolore addominale, diarrea, nausea, crampi addominali e vomito.  

Quali sono le cause della steatorrea?

La steatorrea può essere provocata da un’alimentazione scorretta. Può dipendere anche da varie patologie, come: cirrosi biliare primitiva, calcoli alla cistifellea, celiachia, cirrosi epatica, morbo di Crohn, pancreatite, fibrosi cistica.  

Quali sono i rimedi contro la steatorrea?

Se causata da un’alimentazione scorretta, la steatorrea può scomparire da sé nel giro di pochi giorni. Se dipende da una delle patologie è necessario individuare quale sia e intervenire su questa.  

Steatorrea, quando rivolgersi al proprio medico?

La steatorrea deve essere comunicata al proprio medico quando non scompare da sé nel giro di pochi giorni (uno o due) e quando può essere associata a una delle patologie che può essere a essa collegabile (vedi elenco sopra).  

Aree mediche di riferimento per la steatorrea

In Humanitas Castelli Bergamo le aree mediche di riferimento per la steatorrea sono il Servizio di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva e l’Unità Operativa di Proctologia.  

Tachipnea

Che cos’è la tachipnea?

La tachipnea, o polipnea, è l’aumento incontrollato delle respirazioni, tanto che dalle 16 al minuto, che sono quelle in genere eseguite da un adulto in buono stato di salute, possono salire fino a 40-60. Si distingue dall’iperpnea perché questa, all’aumento della frequenza delle respirazioni aggiunge anche una profondita di queste, tali da provocare una maggiore ventilazione polmonare.  

Quali altri sintomi possono essere associati alla tachipnea?

Alla tachipnea possono associarsi altri sintomi come aumento dei battiti del cuore, mancanza d’aria e senso di affaticamento.  

Quali sono le cause della tachipnea?

La causa più frequente della tachipnea è l’esecuzione di uno sforzo fisico. Questo disturbo può avere però anche una causa patologica e nello specifico può derivare da embolia, embolia polmonare, infarto polmonare, intossicazione da monossido di carbonio, fibrosi cistica, polmonite, ulcera duodenale o sepsi.  

Quali sono i rimedi contro la tachipnea?

La cura per la tachipnea dipende dalla sua causa, individuata dal medico che in seguito a una visita indicherà le più adeguate misure curative da adottare.  

Tachipnea, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di tachipnea deve essere segnalata al proprio medico quando è associata a una delle patologie che possono essere associate a questo sintomo e che sono sopra elencate.