Camomilla

La camomilla è una pianta della famiglia delle Asteraceae che in Italia fiorisce tra maggio e giugno. Dal punto di vista alimentare se ne utilizzano i fiori che, una volta essiccati, sono consumati sotto forma di infuso.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della camomilla?

Una tazza di infuso di camomilla – circa 230 ml – offre un apporto di circa 2 calorie. Nella stessa quantità sono presenti: Nella camomilla c’è inoltre una buona presenza di cumarina.  

Quando non bisogna mangiare camomilla?

Se assunta sotto forma di integratore la camomilla può interferire con vari farmaci, soprattutto sedativi, antiaggreganti, anticoagulanti e Fans, oltre che con principi attivi come aglio, valeriana e ginkgo biloba. In caso di dubbio si consiglia di rivolgersi al proprio medico per un consulto.  

Quali sono i possibili benefici della camomilla?

In genere la camomilla viene assunta sotto forma di infuso per contrastare gli stati d’ansia e risolvere problemi allo stomaco. In generale viene considerata ideale per combattere vomito, nausea, insonnia, emorroidi, reflusso gastroesofageo e coliche nei bambini. Per uso topico, sotto forma di crema, la camomilla viene utilizzata per curare ferite, irritazioni cutanee e fastidi agli occhi. Può essere inoltre utilizzata per fare risciacqui orali utili a lenire le piaghe lasciate in bocca dai trattamenti antitumorali.  

Quali sono le controindicazioni della camomilla?

L’assunzione in dosi elevate di infuso di camomilla può indurre sonnolenza e, in alcuni casi, provocare vomito. Anche se raramente è possibile che il consumo di camomilla scateni allergie in persone che già soffrono di allergie ad altre piante correlate come l’ambrosia, il crisantemo, la margherita e la calendula. La presenza di cumarina, sostanza dal potere anticoagulante, potrebbe interferire con l’assunzione di farmaci anestetici. In caso di dubbio si consigli di rivolgersi al proprio medico per un consunto.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Emorragia gastrointestinale

Che cos’è l’emorragia gastrointestinale?

L’emorragia gastrointestinale è una perdita di sangue dovuta a un problema serio all’apparato digerente, che abbia provocato una lesione a esofago, stomaco, intestino – tenue, crasso e retto – e ano. Può avere varia intensità, dalla piccola perdita visibile solo a seguito di esami di laboratorio, alla vera e propria emorragia.  

Quali sono le cause dell’emorragia gastrointestinale?

All’emorragia gastrointestinale possono essere associate molte patologie, tra cui: cirrosi epatica, celiachia, emorroidi, ragadi anali, colite ulcerosa, ernia iatale, gastrite, esofagite, morbo di Crohn, gastroenterire virale, reflusso gastroesofageo, ulcera gastrica, varici esofagee, tumore alla stomaco, tumore del colon-retto, tumore del fegato, tumore dell’esofago, tumore dell’ano.  

Quali sono i rimedi contro l’emorragia gastrointestinale?

La cura dell’emorragia gastrointestinale dipende dalla causa che ne è alla base: occorre individuarla e, in seguito, intervenire direttamente su questa.  

Emorragia gastrointestinale, quando rivolgersi al proprio medico?

Una situazione contraddistinta da emorragia gastrointestinale deve sempre essere comunicata al proprio medico curante. Se è conseguenza di un trauma o di una contusione bisogna recarsi con urgenza al più vicino pronto soccorso, soprattutto se è collegata ad altri sintomi come sangue nelle feci, vomito o sanguinamento dalla bocca.  

Area medica di riferimento per l’emorragia gastrointestinale

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per l’emorragia gastrointestinale è il Servizio di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Feci nastriformi

Che cosa sono le feci nastriformi?

Le feci nastriformi sono quelle che quando vengono espulse hanno una forma sottile, come fosse quella di una matita. Una forma non usuale che può indicare la presenza di patologie al colon o al retto.  

Quali sono le cause delle feci nastriformi?

Le feci nastriformi possono trarre la loro origine da una massa presente in colon o retto che riduce le dimensioni delle feci, comprimendole. Le patologie che possono provocare queste particolari feci sono numerose, tra queste ci sono: emorroidi, ragadi anali, sindrome dell’intestino irritabile, morbo di Crohn, stitichezza, ipertrofia prostatica benigna, tumore del colon-retto, tumore della prostata e ulcere rettali.  

Quali sono i rimedi contro le feci nastriformi?

Per curare le feci natriforme è necessario individuarne la patologia che ne è la causa e intervenire su questa.  

Feci nastriformi, quando rivolgersi al proprio medico?

È necessario rivolgersi al proprio medico di fiducia quando la presenza di feci nastriformi dura da più di tre giorni. Il medico fisserà l’esecuzione di visite specialistiche finalizzate a individuare o escludere eventuali patologie che potrebbero essere la causa del problema. Sono invece da prevedere cure di emergenza se le feci nastriformi si presentano associate ad altri sintomi come sangue nelle feci, feci scure, dolori e crampi all’addome, febbre alta, blocchi improvvisi o prolungati alla defecazione.  

Area medica di riferimento per le feci nastriformi

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per le feci nastriformi è l’Unità Operativa di Proctologia.

Gonfiore in sede anale

Che cos’è il gonfiore in sede anale?

Il gonfiore in sede anale è una condizione di distensione che interessa direttamente la zona adiacente all’ano, con una diffusione che può essere più o meno estesa. In genere si accompagna ad altri sintomi come prurito o dolore anale che si manifestano in ogni momento e non dipendono dal fatto che ci sia evacuazione.  

Quali sono le cause del gonfiore in sede anale?

Il gonfiore in sede anale può essere causato da varie patologie, tra cui sono comprese: emorroidi, condilomi, morbo di Crohn, ascesso perianale, stitichezza, tumore dell’ano, tumore del colon-retto.  

Quali sono i rimedi contro il gonfiore in sede anale?

La cura del gonfiore in sede anale dipende dalla causa che ne è alla base. In ogni caso il medico curante consiglierà al paziente di adottare un’alimentazione sana ed equilibrata – che faciliti la digestione e l’evacuazione – in cui non manchino liquidi, e preveda un consumo preponderante di frutta e verdura fresche.  

Gonfiore in sede anale, quando rivolgersi al proprio medico?

È consigliabile rivolgersi al proprio medico quando il gonfiore in sede anale può essere collegato a una delle patologie sopra elencate, che sia stata già diagnosticata.  

Area medica di riferimento per il gonfiore anale

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il gonfiore in sede anale è l’Unità Operativa di Proctologia.

Melena

Che cos’è la melena?

Con il termine melena si indica la presenza di sangue nelle feci, che le rende di colore scuro. Il sangue proviene da lesioni presenti nella parte alta dell’apparato digerente, nello specifico in esofago, stomaco e duodeno.  

Quali altri sintomi possono essere associati alla melena?

A seconda della causa, la melena può essere associata ad altri sintomi. Nel caso dipenda da un’ulcera gastrica o duodenale sanguinante, si può presentare insieme a ematemesi, che consiste in vomito misto a sangue, e azotemia, cioè aumento dei livelli azoto non proteico nel sangue.  

Quali sono le cause della melena?

La melena può essere causata dall’assunzione di alcuni farmaci come gli anticoagulanti e gli antinfiammatori. Può essere inoltre originata dalla presenza di patologie come colite ulcerosa, diverticoli esofagei, blocchi intestinali, emorroidi, morbo di Crohn, ulcera duodenale, ulcera gastrica, ulcera peptica, tumore allo stomaco e varici esofagee.  

Quali sono i rimedi contro la melena?

Per curare la melena è necessario individuarne la causa e intervenire su questa. A seconda delle situazioni, possono essere sufficienti cure a base di antibiotici o cure farmacologiche contro le ulcere. Quando però il problema è più serio ed è legato all’esistenza di anomalie delle vene collegate all’esofago può essere necessario un intervento chirurgico. In caso di concomitante anemia può richiedersi l’esecuzione di una trasfusione di sangue.  

Melena, quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di melena bisogna in ogni caso rivolgersi al proprio medico, che provvederà a individuare la cura più adatta al caso specifico o a indirizzare il paziente verso un medico specialista.  

Aree mediche di riferimento per la melena

In Humanitas Castelli Bergamo le aree mediche di riferimento per la melena sono il Servizio di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva e l’Unità Operativa di Proctologia.

Mucorrea

Che cos’è la mucorrea?

Si è in presenza di mucorrea quando c’è un’abbondante presenza di muco nelle feci. Il muco proviene dal colon, dove assolve la funzione di lubrificare questa parte di intestino. Il muco nelle feci è sempre presente in piccole quantità, il problema è quando aumenta a dismisura, condizione che indica che si è in presenza di una patologia a livello intestinale.  

Quali altri sintomi possono essere associati alla mucorrea?

La mucorrea può essere associata ad altri sintomi, che variano a seconda della causa che ne è alla base: crampi addominali, dolori addominali, gonfiori addominali, sangue nelle feci, diarrea, nausea, febbre, vomito, incontinenza fecale, orticaria, stato confusionale e tachicardia.  

Quali sono le cause della mucorrea?

Alla base della mucorrea possono esserci varie patologie, tra cui: emorroidi, colite, colite ulcerosa, sindrome dell’intestino irritabile, polipi intestinali, ostruzioni intestinali, gastroenterite, fistole anali, gonorrea, intolleranza al lattosio, ulcere rettali, tumore del colon-retto e tumore dell’ano.  

Quali sono i rimedi contro la mucorrea?

La cura della mucorrea varia a seconda della patologia che ne è alla base.  

Mucorrea, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di mucorrea deve essere comunicata al proprio medico quando è associata a febbre o a mutazioni dell’attività intestinali. In caso di febbre alta e di contestuale presenza di sangue nelle feci, riduzione delle urine (anuria), urine scure, aumento della sete, capogiri e affaticamento si consiglia di rivolgersi al più vicino pronto soccorso per ricevere cure immediate.  

Area medica di riferimento per la mucorrea

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la mucorrea è il Servizio di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Nocciole

Le nocciole sono i semi della Corylus avellana, pianta originaria dell’Asia minore, oggi diffusa in varie parti del mondo con la Turchia che è la maggior produttrice mondiale. Le nocciole possono essere mangiate crude, tostate o ridotte in farina o pasta.  

Quali sono le proprietà nutrizionali delle nocciole?

100 grammi di nocciole offrono un apporto di circa 655 calorie, suddivise in questo modo: 88% lipidi, 8% proteine e 4% carboidrati. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare nocciole?

Si può sviluppare un’ipersensibilità alle nocciole quando ci si sottopone a una cura protratta nel tempo a base di farmaci antiulcera.  

Quali sono i possibili benefici delle nocciole?

Le nocciole sembrano apportare benefici al sistema cardiovascolare perché contribuiscono alla riduzione del colesterolo totale e di quello cattivo (LDL) e all’aumento di quello buono (HDL). Le foglie del nocciolo sono utilizzate a scopo medico dal momento che vengono loro riconosciute proprietà vasocostrittrici adatte ad alleviare i sintomi legati alle emorroidi e alle vene varicose. Foglie e semi, sembrano avere proprietà antiossidanti, il nocciolo invece proprietà antinfiammatorie.  

Quali sono le controindicazioni delle nocciole?

Le nocciole non devono essere consumate dalle persone che soffrono di allergia a questo frutto o alle arachidi. In ogni caso il loro consumo deve essere tenuto sotto controllo perché potrebbero essere contaminate da aflatossine, molecole considerate cancerogene.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Prolasso rettale

Che cos’è il prolasso rettale?

Il prolasso rettale è la fuoriuscita, dall’apertura anale, di una parte più o meno abbondante della mucosa del retto, causata da un rilassamento o dal cedimento dei muscoli pelvici.  

Quali altri sintomi possono essere associati al prolasso rettale?

In base alla sua gravità, il prolasso rettale può accompagnarsi ad altri sintomi, più o meno evidenti: si va dal dolore e dalla difficoltà nell’evacuazione (che può essere associata anche a bruciore, sanguinamento o presenza di muco), al senso di mancato svuotamento intestinale dopo l’evacuazione stessa; dal dolore a restare seduti alla presenza di lesioni rettali o a una diminuita tonicità dello sfintere anale.  

Quali sono le cause del prolasso rettale?

Il prolasso rettale può essere il segnale della presenza di varie patologie, tra le quali vi sono: broncopneumopatia cronica ostruttiva, tumore del colon-retto, tumore dell’ano, emorroidi, fibrosi cistica, stitichezza (stipsi).  

Quali sono i rimedi contro il prolasso rettale?

La cura del prolasso rettale dipende dalla sua gravità, dall’età e dallo stato di natura generale del soggetto interessato dal problema. L’intervento curativo può essere di natura conservativa o anche chirurgica.  

Prolasso rettale, quando rivolgersi al proprio medico?

Una situazione che si caratterizza per prolasso rettale deve sempre essere sottoposta all’attenzione del proprio medico curante.  

Area medica di riferimento per il prolasso rettale

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il prolasso rettale è l’Unità Operativa di Proctologia.

Prurito anale

Che cos’è il prurito anale?

Il prurito anale è un fastidio simile a un pizzicore che viene avvertito a livello di ano o di zona a esso circostante. Può essere più o meno intenso, a seconda della causa che ne è alla base.  

Quali altri sintomi possono essere associati al prurito anale?

In genere il prurito anale si associa a dolore anale o bruciore anale che si acuiscono durante la defecazione.  

Quali sono le cause del prurito anale?

Il prurito anale è provocato in genere da disturbi o patologie che riguardano l’apparato digerente o l’intestino retto, come: cladimia, condilomi, ascesso perianale, emorroidi, fistole, ragadi anali, stitichezza, sindrome dell’intestino irritabile, tumore del colon-retto, tumore dell’ano.  

Quali sono i rimedi contro il prurito anale?

Per curare il prurito anale è necessario individuarne la causa e intervenire su questa. Sotto indicazione del medico possono essere utilizzati farmaci, in forma di pomata, antinfiammatori, antibatterici, antimicotici e anestetici. Utile può essere anche intervenire sull’alimentazione, con l’eliminazione di alcolici, cibi troppo piccanti e speziati, caffè e l’assunzione di alimenti ricchi di acqua e fibre.  

Prurito anale, quando rivolgersi al proprio medico?

Il prurito anale deve essere segnalato al proprio medico quando non accenna a diminuire nel giro di pochi giorni o quando si presenta in concomitanza con una delle patologie che possono essere associate a questo disturbo, sopra elencate.  

Area medica di riferimento per il prurito anale

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il prurito anale è l’Unità Operativa di Proctologia.

Sangue nelle feci

Che cos’è il sangue nelle feci?

La presenza di sangue nelle feci è una situazione che si può venire a determinare in presenza di un problema del tratto digerente. In particolare di un’emorragia che si verifichi in uno dei punti del tubo digerente, a partire dalla bocca sino ad arrivare all’ano.  

Quali sono le cause del sangue nelle feci?

Le cause della presenza di sangue nelle feci possono essere molteplici. In primo luogo vi possono essere problemi collegati ai vasi sanguigni, poi traumi, danni alla parete dell’esofago o malattie varie, tra le quali si possono includere: polipi intestinali, ragadi anali, rettocolite ulcerosa, tumore allo stomaco, tumore alla cervice uterina, anemia, cirrosi epatica, colite, diverticolite, emorroidi, gastroenterite, gonorrea, insufficienza renale, morbo di Crohn, tumore al colon-retto e tumore all’ano.  

Quali sono i rimedi contro il sangue nelle feci?

Le cure per il sangue nelle feci dipendono dalla causa che ne sta alla base. In alcuni casi la presenza di sangue nelle feci può essere determinata da un problema grave, che dovrà prontamente essere sottoposto all’attenzione di un medico. Da un punto di vista generale, l’intervento curativo potrà andare dall’utilizzo di prodotti topici, da consigliare in caso di emorroidi, all’assunzione di farmaci o, per i casi più gravi, sino all’intervento chirurgico. Molto spesso nei bambini si registra una piccola presenza di sangue nelle feci: non è un problema grave perché può essere semplicemente associato a una costipazione. È comunque opportuno sottoporre il caso al medico pediatra.  

Sangue nelle feci, quando rivolgersi al proprio medico?

È sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico curante di fiducia nel caso in cui si notino delle presenze di sangue nelle feci.  

Aree mediche di riferimento per il sangue nelle feci

In Humanitas Castelli Bergamo le aree mediche di riferimento per questo tipo di disturbo sono l’Unità Operativa di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva e l’Unità Operativa di Proctologia.