Aumento delle transaminasi

Che cos’è l’aumento delle transaminasi?

L’aumento delle transaminasi è un sintomo che potrebbe indicare un’infiammazione o un danno alle cellule epatiche. Queste, qualora danneggiate, possono rilasciare nel circolo sanguigno transaminasi (enzimi) in quantità superiori alla norma. Nella maggior parte dei casi il problema è lieve e solamente temporaneo, ma in alcune circostanze l’aumento delle transaminasi può essere associato a un disturbo epatico più serio, a volte anche cronico.  

Quali malattie si possono associare all’aumento delle transaminasi?

Tra le patologie associabili all’aumento delle transaminasi ci sono le seguenti: cirrosi epatica, epatite, infarto miocardico, ipotiroidismo, allergia alimentare, calcoli cistifellea, celiachia, cirrosi biliare primitiva, malattia di Wilson, tumore al fegato, mononucleosi, pancreatite, pre-eclampsia, steatosi epatica. Si rammenta come questo non sia un elenco esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di sintomi persistenti.  

Quali sono i rimedi contro le transaminasi?

Per porre rimedio all’aumento delle transaminasi è necessario identificare le cause che ne sono alla base e trattarle in modo opportuno. Dopo aver rilevato livelli di enzimi epatici superiori alla norma, il medico potrebbe prescrivere degli altri esami per una diagnosi completa sulla base della quale impostare un’eventuale terapia.  

Con aumento delle transaminasi quando rivolgersi al proprio medico?

È il medico a chiedere, qualora lo ritenga necessario, un’analisi dei livelli di transaminasi nel sangue ed è solo il medico a poter interpretare – correttamente – i risultati degli esami.

Dolore addominale

Che cos’è il dolore addominale?

Il dolore addominale un dolore che viene avvertito a livello della cavità addominale, cioè tra il bacino e l’inizio delle costole. Questa tipologia di dolore può essere continua o presentarsi sotto forma di contrazioni intermittenti e ripetute (spasmi); si avranno quindi momenti di dolore intenso alternati ad altri di assenza del disturbo.  

Quali altri sintomi possono essere associati al dolore addominale?

Il dolore addominale si accompagna frequentemente ad altri sintomi come vomito, nausea, brontolii, flatulenza e eruttazioni.  

Quali sono le cause del dolore addominale?

Alla base del dolore addominale possono esservi molte cause, come traumi o malattie, tra le quali si possono includere: aneurisma aortico, angina addominale, angina pectoris, appendicite, calcoli renali, celiachia, colica renale, colite, endometriosi, occlusione intestinale, pancreatite, prostatite, rettocolite ulcerosa, sindrome dell’intestino irritabile, tumori ai testicoli, alla vescica urinaria, al fegato, al pancreas e al colon-retto, varicella, epatite, fibrosi cistica, gastroenterite, gonorrea, infarto miocardico, intolleranza al lattosio, intolleranze alimentari, leucemia, lupus erimatoso sistemico, morbo di Crohn.  

Quali sono i rimedi contro il dolore addominale?

Per curare il dolore addominale sarà necessario risalire alla sua causa e intervenire su di questa. Nel frattempo un valido rimedio può essere il riposo, condizione che è in grado di lenire il sintomo e favorire una pronta ripresa.  

Dolori addominali, quando rivolgersi al proprio medico?

Qualora il dolore addominale derivi da un trauma o quando chi ne soffra sia a rischio di una delle patologie associate (tra le quali ci sono quelle sopra elencate), sarà necessario rivolgersi al proprio medico.  

Unità Operativa di riferimento per il dolore addominale

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il dolore addominale è il Servizio di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Emorragia gastrointestinale

Che cos’è l’emorragia gastrointestinale?

L’emorragia gastrointestinale è una perdita di sangue dovuta a un problema serio all’apparato digerente, che abbia provocato una lesione a esofago, stomaco, intestino – tenue, crasso e retto – e ano. Può avere varia intensità, dalla piccola perdita visibile solo a seguito di esami di laboratorio, alla vera e propria emorragia.  

Quali sono le cause dell’emorragia gastrointestinale?

All’emorragia gastrointestinale possono essere associate molte patologie, tra cui: cirrosi epatica, celiachia, emorroidi, ragadi anali, colite ulcerosa, ernia iatale, gastrite, esofagite, morbo di Crohn, gastroenterire virale, reflusso gastroesofageo, ulcera gastrica, varici esofagee, tumore alla stomaco, tumore del colon-retto, tumore del fegato, tumore dell’esofago, tumore dell’ano.  

Quali sono i rimedi contro l’emorragia gastrointestinale?

La cura dell’emorragia gastrointestinale dipende dalla causa che ne è alla base: occorre individuarla e, in seguito, intervenire direttamente su questa.  

Emorragia gastrointestinale, quando rivolgersi al proprio medico?

Una situazione contraddistinta da emorragia gastrointestinale deve sempre essere comunicata al proprio medico curante. Se è conseguenza di un trauma o di una contusione bisogna recarsi con urgenza al più vicino pronto soccorso, soprattutto se è collegata ad altri sintomi come sangue nelle feci, vomito o sanguinamento dalla bocca.  

Area medica di riferimento per l’emorragia gastrointestinale

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per l’emorragia gastrointestinale è il Servizio di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Farina di grano duro

La farina di grano duro, o di frumento duro, viene prodotta rimacinando la semola, cioè il prodotto in grani che viene ottenuto macinando il grano duro. Quando a seguito della macinazione di farina di grano duro diventano molto piccoli e la consistenza diviene simile a quella della farina bianca di grano tenero si ha la farina di grano duro, che si differisce per il suo caratteristico color giallo ambra.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della farina di grano duro?

In 100 grammi di farina di grano duro c’è un apporto di circa 314 calorie. Nella stessa quantità sono inoltre presenti:
  • 12,5 g di acqua
  • 12,9 g di proteine
  • 2,8 g di lipidi
  • 63 g di carboidrati
  • 54 g di amido
  • 3,2 g di zuccheri
  • 3,6 g di fibre
  • 120 mg di magnesio
  • 0,07 mg di zinco
  • 0,06 mg di rame
  • 2,3 µg di selenio.
 

Quando non bisogna mangiare farina di grano duro?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di farina di grano duro e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici della farina di grano duro?

La farina di grano duro è un alimento molto energetico e che fornisce un lento rilascio di zuccheri nel sangue, assicurando un’energia a lungo termine. È ideale per chi soffre di problemi di natura cardiovascolare grazie all’assenza di colesterolo, mentre il suo apporto nutrizionale e abbastanza scarso vista la scarsa presenza di minerali e l’assenza di fibre determinata dal processo di raffinazione maggiore rispetto alla semola e alla semola integrale.  

Quali sono le controindicazioni della farina di grano duro?

Non sono conosciute controindicazioni alla farina di grano duro. Non bisogna però dimenticare che questo tipo di farina contiene glutine e non deve dunque essere consumata da chi soffre di intolleranza al glutine o di celiachia.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Farina di grano tenero

La farina di grano tenero è la più diffusa e utilizzata e viene ricavata dalla macinazione del grano tenero. Ne esistono in commercio varie tipologie:
  • farina tipo 00, o “doppio zero”, dalla grana fine e quasi impalpabile. Per ottenerla si macina il chicco di grano che è stato privato del germe e della crusca
  • farina tipo 0, che contiene piccole quantità di crusca
  • farina tipo 1, con una percentuale aumentata di crusca
  • farina semi-integrale, o farina tipo 2, che contiene tutte le parti – germe e crusca – eliminate nelle farine più raffinate
  • farina integrale, contenente tutte le parti del chicco
 

Quali sono le proprietà nutrizionali della farina di grano tenero?

100 grammi di farina di grano tenero di tipo 0 offrono un apporto di circa 341 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare farina di grano tenero?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di farina di grano tenero e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze. Bisogna però ricordare che tutti i prodotti realizzati con questa farina contengono glutine e quindi non devono essere consumati da chi soffre di celiachia o di intolleranza al glutine.  

Quali sono i possibili benefici della farina di grano tenero?

Le farine di tipo 00, 0 e 1 sono particolarmente energetiche: sono ricche di amido che fornisce un lento rilascio di glucosio nel sangue e assicura all’organismo energia a lungo termine. Dal punto di vista nutrizionale la farina di tipo 1, quella integrale e quella semi-integrale sono più ricche di minerali e fibre rispetto a quelle raffinate (di tipo 00 e di tipo 0).  

Quali sono le controindicazioni della farina di grano tenero?

La farina di grano tenero contiene glutine e non deve quindi essere consumato da chi soffre di celiachia e da intolleranza al glutine.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Farina di grano tenero semi integrale e integrale

La farina di grano tenero la si ottiene dalla macinazione del frumento tenero. È quella maggiormente diffusa a livello commerciale e ne esistono due tipologie, differenziate in base alla lavorazione che le interessa:
  • farina integrale, che contiene tutte le parti del chicco, che fino ad alcuni decenni fa era l’unica utilizzata, prima che si scoprissero i vantaggi della lavorazione della farina, con cui si può ottenere pane più bianco e più soffice
  • farina semi-integrale, o farina di tipo 2, che contiene buona parte delle parti del chicco.
Ci sono poi la farina tipo 00, più lavorata, la farina di tipo 0 meno lavorata e con una minima percentuale di crusca, la farina di tipo 1, meno raffinata e con una percentuale più alta di crusca.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della farina di grano tenero semi integrale e integrale?

Tra tutte le farine, quella di grano tenero integrale è la più completa dal punto di vista nutrizionale, essendo l’unica che conserva i minerali e le fibre che sono contenuti nel chicco di frumento. Anche la farina semi-integrale, ad ogni modo, è dotata di buone caratteristiche nutrizionali.  

Quando non bisogna mangiare farina di grano tenero semi integrale e integrale?

I prodotti che vengono realizzati con l’utilizzo di farina di frumento contengono glutine e per questo non devono essere ingeriti da soggetti che soffrono di celiachia o di intolleranza al glutine. Per il resto non si conoscono interazioni tra il consumo di farina di grano tenero e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici della farina di grano tenero semi integrale e integrale?

Le farine di grano tenero semi integrale e integrale assicurano energia all’organismo a lungo termine. Sono più ricche di fibre – soprattutto quelle insolubili, capaci di aumentare la massa fecale e ridurre il tempo di transito intestinale – rispetto alle farine più raffinate e per questo sono più capaci di regolarizzare l’attività intestinale.  

Quali sono le controindicazioni della farina di grano tenero semi integrale e integrale?

Oltre a essere controindicate per chi soffre di glutine o di intolleranza al glutine, le farine di grano tenero semi integrale e integrale, quando protratto nel tempo, può produrre effetti lassativi e per questo deve essere evitato da chi soffre di disturbi intestinali come la colite.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Gonfiore addominale

Che cos’è il gonfiore addominale?

Il gonfiore addominale è una condizione  causata da un accumulo di gas a livello di stomaco e intestino, spesso associata a un intenso dolore addominale.  

Quali altri sintomi possono essere associati al gonfiore addominale?

Il gonfiore addominale può essere associabile – quanto meno nelle sue forme più gravi – ad altre sintomatologie come: perdita di peso senza apparente motivo, dolori addominali, dolore al petto, diarrea, sangue nelle feci, cambiamento del colore delle feci.  

Quali sono le cause del gonfiore addominale?

Il gonfiore addominale può essere causato da alcuni cibi, da bevande gassate, dal mangiare troppo in fretta, dalla masticazione di gomme da masticare, dal fumo, dallo stress e dall’ansia. Può anche essere provocato da varie patologie, tra le quali si possono elencare: intolleranza al lattosio, occlusione intestinale, sindrome dell’intestino irritabile, tumore colon-retto, appendicite, calcoli alla cistifellea, celiachia, cirrosi epatica, colecistite, fibrosi cistica, gastroenterite virale, tumore dell’ovaio, ulcera gastrica.  

Quali sono i rimedi contro il gonfiore addominale?

Di solito il gonfiore addominale, qualora si presenti con episodi isolati, si risolve da sé. Nel caso in cui il gonfiore non accenni a diminuire potrà essere utile evitare di assumere alimenti e bevande che possano contribuire al formarsi di gas all’interno dell’apparato digerente (tra questi: mele, pere, fagioli, broccoli, cipolla, lattuga, cereali integrali e bibite gassate). A volte può essere utile limitare o meglio evitare l’assunzione di latte o suoi derivati.  

Gonfiore addominale, quando rivolgersi al proprio medico?

Il gonfiore addominale deve essere portato all’attenzione del proprio medico curante qualora non accenni a diminuire, nonostante gli accorgimenti alimentari messi in atto, e si accompagni ai sintomi sopra riportati.  

Area medica di riferimento per il gonfiore addominale

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il gonfiore addominale è il Servizio di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Gorgoglio addominale

Che cos’è il gorgoglio addominale?

Il gorgoglio addominale è un rumore che proviene dall’addome e che è generato dai gas contenuti nell’intestino. Questi vengono provocati dall’azione della peristalsi intestinale, che è la contrazione del tratto gastrointestinale in essere nel corso del processo digestivo.  

Quali sono le cause del gorgoglio addominale?

La presenza di gorgoglii addominali particolarmente frequenti e rumorosi può essere legata alla presenza di patologie che sono proprie dell’apparato gastrointestinale, tra le quali si possono elencare: celiachia, colite, diverticolite, gastroenterite, allergie e intolleranze alimentari, morbo di Crohn, sindrome dell’intestino irritabile.  

Quali sono i rimedi contro il gorgoglio addominale?

Per poter intervenire sul gorgoglio addominale è necessario individuare la causa che ne è alla base.  

Gorgoglio addominale, quando rivolgersi al proprio medico?

Il gorgoglio frequente e rumoroso richiede una visita dal proprio medico curante, soprattutto qualora si sia soggetti a una patologia gastrointestinale già diagnosticata in precedenza.  

Area medica di riferimento per il gorgoglio addominale

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il gorgoglio addominale è il Servizio di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Grano duro

Il grano duro è una specie di frumento. Insieme al grano tenero è una delle maggiori forme di sostentamento degli uomini e per questo è una delle colture più diffuse a livello mondiale. In Italia viene coltivato soprattutto nelle regioni del centro e del sud. Macinando il grano duro si ottiene la semola, alimento utilizzato in particolare per la produzione di alcuni tipi di pane e di pasta.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del grano duro?

100 grammi di grano duro offrono un apporto di circa 312 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare grano duro?

Nel grano duro è presente il glutine per cui questo alimento non deve essere consumato da chi soffre di celiachia o di intolleranza al glutine. Non si conoscono invece interazioni tra il consumo di grano duro e l’assunzione di farmaci o altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici del grano duro?

Nel grano duro sono presenti molte fibre e per questo è indicato nella stimolazione della digestione e nel mantenere la funzionalità dell’intestino. Ha un alto potere saziante e per questo viene considerato utile per ridurre l’appetito. Il fatto che sia totalmente privo di colesterolo lo rende un alimento adatto per le persone che soffrono di problemi cardiovascolari.  

Quali sono le controindicazioni del grano duro?

Il grano duro ha un potere lassativo e pertanto non è indicato per chi soffre di problemi intestinali come la colite.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Grano tenero

Il grano tenero è, insieme al grano duro, una delle fonti alimentari principali per il genere umano. La farina di grano tenero viene utilizzata in particolare per prodotti da forno, come il pane e la pizza. Originario del Medio Oriente, in Italia viene coltivato soprattutto nelle regioni del Centro-Nord.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del grano tenero?

100 grammi di grano tenero offrono un apporto di circa 317 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare grano tenero?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di grano tenero e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze. Il grano tenero contiene glutine e non può quindi essere consumato da chi soffre di celiachia o di intolleranza al glutine.  

Quali sono i possibili benefici del grano tenero?

Il grano tenero contiene molte fibre, e per questo è un buon facilitatore del lavoro dell’intestino e di stimolatore della digestione. Non contiene colesterolo e per questo risulta essere un alimento adatto per i soggetti che soffrono di problemi cardiovascolari. È in grado di ridurre l’appetito grazie al suo alto potere saziante.  

Quali sono le controindicazioni del grano tenero?

Il grano tenero ha un effetto lassativo per cui il suo consumo è sconsigliato per le persone che soffrono di problemi intestinali, come ad esempio la colite. Come detto, questo alimento contiene glutine e quindi non può essere consumato da chi soffre di celiachia o di intolleranza al glutine.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Kamut

Il Kamut è una varietà del grano Khorasan che appartiene alla famiglia delle Poaceae. Kamut è un marchio registrato di appartenenza dell’azienda del Nord America Kamut International, che a partire dagli anni 70 ha perfezionato i processi di macinazione, purificazione e lavorazione di questo cereale.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del kamut?

100 grammi di kamut offrono un apporto di circa 334 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare kamut?

Il kamut contiene glutine, per cui questo alimento non è indicato per tutti coloro che soffrono di celiachia e di intolleranza a questa sostanza.  

Quali sono i possibili benefici del kamut?

Nel kamut sono presenti buone quantità di proteine, aminoacidi, vitamine e sali minerali. Buone proprietà antinfiammatorie e antiossidanti sono offerte dalla presenza di selenio, fenoli e carotenoidi. Le fibre favoriscono il buon funzionamento dell’intestino e le vitamina del gruppo B stimolano l’attività del metabolismo. Il kamut ha una digeribilità superiore rispetto al grano moderno.  

Quali sono le controindicazioni del kamut?

Come detto, il kamut è controindicato a chi soffre di celiachia e di intolleranza al glutine.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Malattie autoimmuni

Che cosa sono le malattie autoimmuni?

Le malattie autoimmuni sono quelle patologie che vengono generate da un’azione non corretta del sistema immunitario, che per un errore di valutazione attacca i tessuti sani dell’organismo come se fossero estranei o comunque come se non fossero parte di sé. L’attacco può essere rivolto a varie parti del corpo umano come ad esempio i muscoli, i vasi sanguigni, le articolazioni, la pelle, le ghiandole endocrine o il tessuto connettivo. Finora se ne conoscono circa una decina e fra queste ci sono l’artrite reumatoide, la celiachia, il lupus erimatoso sistemico e la sclerosi multipla. Queste malattie, per lo più inserite tra le patologie a carattere cronico, colpiscono soprattutto le donne in giovane età.

Meteorismo

Che cos’è il meteorismo?

Il meteorismo si verifica qualora vi sia una dilatazione dell’addome causata da un accumulo eccessivo di gas nel tubo digerente. Provoca di solito l’esigenza di emettere gas intestinali dall’ano con una frequenza che è variabile e dipende dalla quantità di gas accumulata.  

Quali altri sintomi possono essere associati al meteorismo?

Il meteorismo può essere accompagnato o associato ad altri sintomi come: gorgoglii addominali, diarrea e, soprattutto, dolore all’addome.  

Quali sono le cause del meteorismo?

Tra le patologie che possono determinare meteorismo ci sono: appendicite, cancro al colon, celiachia, colica renale, occlusione intestinale, peritonite e sindrome dell’intestino irritabile, colite, fibrosi cistica, gastroenterite virale, intolleranza al lattosio, intolleranze alimentari.  

Quali sono i rimedi contro il meteorismo?

Per curare il meteorismo occorre individuare e curare la patologia che ne sta alla base. La terapia da adottare può difatti variare di molto in base al caso specifico in esame, attesa la vastità di patologie che possono essere associate a questo sintomo.  

Meteorismo, quando rivolgersi al proprio medico?

Una situazione di meteorismo deve essere sottoposta al proprio medico qualora si associ a patologie collegabili che siano già state diagnosticate. In caso di meteorismo che si associa a occlusione intestinale, peritonite o appendicite è consigliabile ricorrere alle cure del Pronto Soccorso.  

Area medica di riferimento per il meteorismo

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il meteorimo è l’Unità Operativa di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Pane

Il pane è un alimento composto da un impasto a base di farina (di grano tenero, di grano duro o di altri cereali) acqua, sale, e lievito cotto in forno. In alcune ricette sale e lievito possono mancare. Ne esistono moltissime varietà, ognuna con differente consistenza, forma e sapore. Tra i più diffusi ci sono il pane bianco (a base di farina di grano tenero), il pane integrale (a base di farina integrale), il pane ai cereali e il pane azzimo (senza sale).  

Quali sono le proprietà nutrizionali del pane?

100 grammi di pane bianco sviluppano circa 275 calore e contengono:  

Quando non bisogna mangiare pane?

Non sono note interazioni tra il consumo di pane e l’assunzione di farmaci o altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici del pane?

Il pane apporta molti carboidrati che nel nostro organismo vengono trasformati in glucosio che diventa energia per il cervello e per i muscoli. Non contiene colesterolo e per questo è inserito nelle diete predisposte per i soggetti che soffrono di problemi cardiovascolari. Riduce l’appetito grazie al suo alto potere saziante. Tra le varie tipologie di pane ci sono:
  • il pane integrale, che contiene più fibre ed è quindi utile a migliorare il transito intestinale
  • il pane all’avena, dall’alto potere anti-colesterolo
  • il pane a base di farina di mais, ideale per chi soffre di intolleranza al glutine.
 

Quali sono le controindicazioni del pane?

Non si conoscono controindicazioni al consumo di pane. Devono però prestare attenzione al suo consumo i soggetti che soffrono di diabete e quelli che hanno un’intolleranza al glutine o celiachia.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Pane azzimo

Il pane azzimo è un tipo di pane senza lievito che viene ottenuto cuocendo in forno per 2 o 3 minuti un impasto composto da acqua e farina di grano integrale, o comunque farine raffinate. La sua preparazione prevede l’aggiunta o meno di sale.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del pane azzimo?

100 grammi di pane azzimo offrono un apporto di circa 377 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:
  • 4,5 g di acqua
  • 11 g di proteine
  • 0,8 g di lipidi
  • 0 mg di colesterolo
  • 87 g di carboidrati
  • 77 g di amido
  • 1,9 g di zuccheri solubili
  • 2,7 g di fibre.
 

Quando non bisogna mangiare pane azzimo?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di pane azzimo e l’assunzione di farmaci o altre sostanze. Se però questo pane è preparato utilizzando farine integrali non dovrebbe essere consumato in concomitanza con l’assunzione di integratori di ferro perché questo potrebbe influire in modo negativo sull’assorbimento, da parte dell’organismo, degli integratori.  

Quali sono i possibili benefici del pane azzimo?

Il pane azzimo è considerato altamente energetico grazie alla grande quantità di carboidrati che fornisce. In questo pane c’è assenza di colesterolo e per questo è adatto alle persone che soffrono di problemi cardiovascolari. Se preparato con farine integrali ha molte fibre ed è indicato per chi soffre di stitichezza.  

Quali sono le controindicazioni del pane azzimo?

Non sono note controindicazioni al consumo di pane azzimo. I soggetti diabetici devono però consumarne quantità non elevate per mantenere una dieta idonea alla propria condizione di salute. Per lo più, il pane azzimo viene preparato con farine provenienti da cereali che contengono glutine, per cui le persone che soffrono di celiachia o di intolleranza al glutine devono evitarne il consumo.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Pane integrale

Per ottenere il pane integrale occorre cuocere un impasto di farina integrale – in genere di grano tenero –, acqua e, a scelta, lievito e sale.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del pane integrale?

100 grammi di pane integrale offrono un apporto di circa 224 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:

Quando non bisogna mangiare pane integrale?

È meglio evitare il consumo di pane integrale quando si sta seguendo una cura a base di integratori di ferro perché potrebbe incidere sull’assorbimento di questi da parte dell’organismo.  

Quali sono i possibili benefici del pane integrale?

Il pane integrale e fonte di carboidrati che rappresentano, dopo essere stati trasformati in glucosio, energia per muscoli e cervello. In questo pane sono presenti più fibre e minerali rispetto a quello bianco. Le prime favoriscono la digestione e il buon svolgimento dell’attività intestinale per cui sono molto utili per chi soffre di stitichezza. L’assenza di colesterolo ne fa un alimento ideale per essere consumato da chi soffre di problemi cardiovascolari.  

Quali sono le controindicazioni del pane integrale?

Non si conoscono controindicazioni al consumo di pane integrale, anche se si ritiene debba essere consumato con una certa attenzione dalle persone che soffrono di diabete. È bene ricordare che si tratta di un alimento che contiene glutine e per questo deve essere evitato da chi soffre di intolleranza al glutine o celiachia.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Pasta fresca

La pasta fresca viene definita così perché non viene fatta essiccare e quindi contiene molta acqua. Viene prodotta impastando farina di grano tenero o semola di grano duro e acqua. Può essere integrale, quando per l’impasto si utilizza una farina o una semola integrale. Tra la pasta fresca viene ricompresa anche quella all’uovo, che viene ottenuta mescolando le uova alla farina di grano tenero o alla semola di grano duro.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della pasta fresca?

100 grammi di pasta fresca cotta offrono un apporto di circa 124 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare pasta fresca?

Non sono note interazioni tra il consumo di pasta fresca e l’assunzione di farmaci o altre sostanze. Meglio comunque evitare di mangiare pasta fresca integrale quando si assumono integratori di ferro per non rischiare di rendere più difficile l’assorbimento di questo minerale.  

Quali sono i possibili benefici della pasta fresca?

La pasta fresca fornisce un lento rilascio di glucosio nel sangue e assicura quindi energia a lungo termine all’organismo. Non contiene colesterolo ed è quindi adatta per chi soffre di problemi cardiovascolari. Se realizzata con farine o semole integrali agevola la regolarizzazione dell’attività intestinale dal momento che è ricca di fibre, utili per aumentare la massa fecale e per ridurre il tempo di transito intestinale.  

Quali sono le controindicazioni della pasta fresca?

Nella pasta fresca è presente il glutine per cui non deve essere consumata da chi soffre in intolleranza a questa sostanza e di celiachia. La pasta fresca integrale non deve essere consumata da chi soffre di problematiche, come la colite collegate a un’eccessiva attività intestinale.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Perdita di peso

Che cos’è la perdita di peso?

La perdita di peso viene ritenuta un problema medico qualora nell’arco di 6-12 mesi il peso corporeo diminuisca di almeno 5 kg o comunque del 5% rispetto a quello di partenza.  

Quali sono le cause della perdita di peso?

Alla base di una perdita di peso possono esserci cause di disagio psicologico – dovute ad ansia o stress – ma anche l’assunzione di sostanze stupefacenti o un abuso di lassativi. Un dimagrimento troppo repentino può essere causato anche dall’assunzione di farmaci chemioterapici o medicinali assunti allo scopo di curare patologie della tiroide. La perdita di peso può essere, infine, causata da numerose malattie, tra le quali ci sono: artrite reumatoide, broncopneumopatia cronica ostruttiva, celiachia, cirrosi epatica, colite, diabete, morbo di Crohn, pancreatite, pleurite, rettocolite ulcerosa, sclerodermia, steatosi epatica, tubercolosi, diverticoli esofagei, enfisema, epatite, fibrosi cistica, gastroenterite, insufficienza renale, intolleranza al lattosio, ipotiroidismo, leucemia, mononucleosi, ulcera gastrica e tumori a fegato, pancreas, rene, stomaco, colon-retto, esofago, tiroide, laringe.  

Quali sono i rimedi contro la perdita di peso?

Per curare adeguatamente la perdita di peso sarà necessario risalire alla causa che l’ha provocata. In alcuni casi sarà sufficiente intervenire sullo stile di vita, con l’adozione di un regime alimentare più corretto, accompagnato da una moderata ma costante attività fisica. In altri casi saranno sufficienti degli interventi di psicoterapia, in altri ancora occorrerà invece fare ricorso a trattamenti farmacologici.  

Perdita di peso, quando rivolgersi al proprio medico?

La perdita di peso deve essere sottoposta all’attenzione del proprio medico di fiducia qualora assuma proporzioni che possano destare preoccupazione per la salute (anche in considerazione dell’età) o quando si accompagni a sintomi che possano far sospettare l’esistenza di patologie potenzialmente ricollegabili a questo disturbo.

Riso integrale

Il riso integrale è quel tipo di riso cui è stato tolto lo strato fibroso più esterno, la cosiddetta pula.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del riso integrale?

100 grammi di riso integrale crudo offrono un apporto di circa 337 calorie, suddivise in questo modo: 86% carboidrati, 9% proteine e 5% lipidi. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare riso integrale?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di riso integrale e l’assunzione di farmaci o altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici del riso integrale?

Nonostante la rimozione dello strato fibroso esterno, il riso integrale è ricco di fibre, soprattutto di fibre insolubili che favoriscono l’evacuazione delle feci e il mantenimento della regolarità intestinale. Le fibre solubili, che non mancano, aiutano invece a mantenere sotto controllo l’assorbimento di colesterolo e zuccheri contribuendo così a contrastare l’insorgenza di diabete e aterosclerosi. Le vitamine del gruppo B favoriscono il buon funzionamento del metabolismo. Tra i minerali, il potassio è utile alla salute cardiovascolare, il calcio e il fosforo a quella di ossa e denti, il rame e il ferro sono utili alla produzione di globuli rossi e il selenio favorisce il buon funzionamento delle difese antiossidanti dell’organismo. Nel riso integrale non c’è presenza di glutine, il suo consumo è dunque adatto a chi soffre di celiachia o di intolleranza al glutine.  

Quali sono le controindicazioni del riso integrale?

Non si conoscono controindicazioni al consumo di riso integrale.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Riso soffiato

Il riso soffiato lo si ottiene attraverso il trattamento dei chicchi di Oryza sativa, che vengono sottoposti a temperature di 300-400°C e pressioni elevate per provocare una sorte di esplosione dell’acqua contenuta in loro e una conseguente loro espansione.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del riso soffiato?

100 grammi di riso soffiato offrono un apporto di circa 353 calorie, ripartite in questo modo: 90% carboidrati, 7% proteine e 3% lipidi. Nella stessa quantità sono presenti:
  • 5,6 g di acqua
  • 6 g di proteine
  • 1 g di lipidi
  • 85 g di carboidrati disponibili
  • 69,2 g di amido
  • 9 g di zuccheri solubili
  • 1 g di fibra
  • potassio
  • magnesio
  • zinco
  • selenio.
 

Quando non bisogna mangiare riso soffiato?

Non sono note interazioni tra il consumo di riso soffiato e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici del riso soffiato?

Il riso è privo di glutine e per questo è adatto al consumo anche di chi soffre di celiachia o di intolleranza al glutine. Tra i minerali presenti: il potassio è alleato della salute cardiovascolare; magnesio, selenio e zinco hanno una spiccata funzione antiossidante. Tra gli aspetti positivi ci sono anche la bassa presenza di sodio e il ridotto contenuto calorico, che lo rende un alimento adatto a chi vorrebbe perdere peso.  

Quali sono le controindicazioni del riso soffiato?

Non si conoscono controindicazioni al consumo di riso soffiato.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.