Articolazioni semimobili

Che cosa sono le articolazioni semimobili?

Le articolazioni semimobili, o anfiartrosi, sono le articolazioni del corpo umano che sono caratterizzate da un movimento limitato. La principale articolazione semimobile del nostro organismo è la colonna vertebrale.  

Come sono strutturate le articolazioni semimobili?

Le articolazioni semimobili sono costituite da ossa rivestite di cartilagine e unite da legamenti interossei e periferici che consentono l’esecuzione di alcuni, limitati, movimenti.  

Qual è la funzione delle articolazioni semimobili?

Le articolazioni semimobili consentono, per la loro struttura, alcuni limitati movimenti.

Ginocchio

Che cos’è il ginocchio?

Il ginocchio è una della articolazioni più resistenti del corpo umano. Da un lato è sufficientemente mobile da permettere il movimento della parte inferiore della gamba, funzione indispensabile al fine di svolgere molte attività quotidiane, come camminare, stare seduti, mantenere la posizione eretta e correre. Dall’altro è sufficientemente forte da farsi carico dell’intero peso corporeo.  

Com’è fatto il ginocchio?

Il ginocchio è un’articolazione che è costituita dall’incontro di tre ossa: femore, tibia e rotula. Le prime sono tra loro collegate a mezzo delle loro estremità, mentre la rotula è situata davanti al femore. Le superfici ossee sono rivestite da uno strato sottile di cartilagine che le protegge e che – rendendole particolarmente lisce – scongiura pericolosi attriti durante la fase di movimento. Tra il femore e la tibia è presente altresì un’altra struttura fibrocartilaginea – il menisco – che assorbe gli shock, prevenendo il contatto fra le ossa durante intense attività fisiche, come correre e saltare. Le ossa del ginocchio sono infine circondate da una capsula avvolta dalla membrana che è responsabile nel produrre il liquido sinoviale il quale determina la lubrificazione dell’articolazione. La capsula è in diretto collegamento con i legamenti che mantengono il ginocchio in posizione, ne rafforzano la struttura e consentono il corretto posizionamento delle ossa. La rotula è mantenuta in posizione dal legamento patellare, che si estende dal suo bordo inferiore sino alla tibia. Posteriormente, invece, i legamenti poplitei obliquo e arcuato collegano il femore alla tibia e al perone. Infine, i legamenti collaterali mediale e laterale connettono il femore e la tibia, evitando che il ginocchio si muova in modo laterale verso l’interno o l’esterno del corpo, mentre i legamenti crociati inibiscono l’eccessiva estensione del ginocchio (crociato anteriore) e non consentono alla tibia di muoversi posteriormente rispetto al femore (crociato posteriore). Una serie di altre strutture proteggono l’articolazione da forze esterne e attriti, nello specifico piccoli sacchetti contenenti liquido lubrificante (borse) e formazioni di tessuto adiposo che coadiuvano, rispettivamente, a ridurre l’attrito tra le ossa e a funzionare da cuscinetto in grado di assorbire le forze esterne.  

A che cosa serve il ginocchio?

Il ginocchio consente la flessione e l’estensione della parte inferiore della gamba rispetto alla coscia. Il suo raggio di movimento è limitato dalla sua stessa anatomia e si ferma a circa 120° ma, rispetto ad altre simili articolazioni, quando è moderatamente flesso consente una certa libertà di rotazione sia verso l’interno che l’esterno.

Gomito

Che cos’è il gomito?

Il gomito è una complessa articolazione localizzata tra la parte superiore del braccio e l’avambraccio. Consente la flessione e l’estensione di quest’ultimo rispetto alla parte superiore del braccio, nonché la rotazione sia dell’avambraccio che del polso.  

A che cosa serve il gomito?

L’articolazione del gomito è costituita dalle estremità dell’omero (nella parte superiore del braccio), di ulna e radio (nell’avambraccio). Nello specifico, l’estremità dell’omero si suddivide in due parti: la troclea (nella parte interna) e il capitello (esternamente). La prima entra in contatto con l’ulna, mentre il secondo si articola con il radio. Le superfici ossee del gomito sono ricoperte da un sottile strato di cartilagine. L’articolazione è anche circondata da una capsula con funzione, al contempo, rinforzante e lubrificante. Il liquido prodotto dalla membrana sinoviale della capsula va difatti a riempire gli spazi vuoti fra le ossa – riducendo le forze di attrito – mentre l’estesa rete di legamenti che va a circondare la capsula consente al gomito di mantenere stabilità e di sopportare gli stress meccanici. I legamenti collaterali radiale e ulnare collegano e mantengono in posizione il radio e l’ulna, mentre il legamento anulare mantiene unite le ossa dell’avambraccio. Nel loro insieme essi consentono i movimenti, scongiurando la lussazione dell’articolazione.  

A cosa serve il gomito?

Esso consente movimenti di flessione ed estensione dell’avambraccio, con un raggio di azione di circa 180°. Permette inoltre la rotazione del radio, che – a sua volta – rende possibili i movimenti di pronazione e supinazione di polso e mano. I suoi movimenti sono comunque molto limitati dall’anatomia dell’ulna e dalla compressione dei tessuti molli che vanno a circondare l’articolazione nella fase di flessione. Vicino al gomito originano o si inseriscono anche molti muscoli. Tra questi, ne sono inclusi sei che controllano la fase di estensione della mano e delle dita; esse possono stressarsi a tal punto da scatenare l’epicondilite (conosciuta anche come “gomito del tennista”), un disturbo che in numerosi casi può essere risolto con il riposo.

Naso

Che cos’è il naso?

Il naso è l’organo situato al centro del viso, in posizione mediana, che costituisce la parte iniziale delle vie respiratorie. Coinvolto nelle attività sia respiratorie sia olfattive, è formato da ossa e cartilagine che ne costituiscono la struttura esterna, che risulta sporgente rispetto al piano del viso. Al suo interno vi sono le parti anteriori delle fosse nasali che consistono in due canali tortuosi e lunghi rivestiti di mucosa che si aprono, verso l’esterno, nelle narici.  

Com’è fatto il naso?

La struttura del naso è formata da ossa e cartilagine: la parte ossea comprende sia le ossa nasali sia la mascella, mentre la parte cartilaginea è quella che determina la forma della sua punta. La compresenza di ossa e cartilagine nella sua struttura esterna è nettamente distinguibile palpando il dorso del naso. Scorrendo dalla punta verso la base, si percepisce difatti una differenza di durezza del tessuto sottostante la pelle, da più morbido a più duro. Le fosse nasali sono due: la loro parte anteriore si apre verso l’esterno tramite le narici, mentre la parte posteriore è collegata con la rinofaringe (ovvero la porzione superiore della faringe) a mezzo di due aperture, note con il nome di “coane”. Le fosse nasali sono ricoperte nella loro parte interna dalla mucosa pituitaria, distinta in due porzioni: una superiore (detta anche olfattiva) e una inferiore (detta anche respiratoria). La mucosa respiratoria si caratterizza per la presenza di una rete vascolare che permette il riscaldamento dell’aria che viene inspirata, oltre che dalla presenza di muco e ciglia che provvedono a umidificare e  depurare l’aria stessa. La porzione di mucosa olfattiva ospita invece i bulbi olfattivi, le cellule olfattive e i nervi olfattivi. Nella loro porzione esterna ciascuna delle due fosse presenta delle sporgenze ossee che sono a loro volta ricoperte di mucosa, ovvero i turbinati inferiore, medio e superiore. Le due fosse nasali sono separate dal setto, costituito da cartilagine e osso. Il tetto delle due fosse nasali è rappresentato dall’osso etmoide.  

Qual è la funzione del naso?

Le funzionalità associate al naso sono due:
  • quella respiratoria: Il naso costituisce parte delle vie respiratorie alte. Tramite l’inspirazione l’aria entra, attraverso le narici, nelle fosse nasali, dove viene riscaldata, umidificata e depurata a mezzo dell’azione del muco e delle ciglia in esse presenti, per poter continuare quindi il suo tragitto sino ai polmoni
  • quella olfattiva: la parete superiore che riveste le due fosse nasali intercetta i segnali olfattivi che vengono trasmessi al cervello tramite il bulbo e il nervo olfattivo.

Silicio

Che cos’è il silicio?

Il silicio, simbolo chimico Si, è presente nel corpo solo in tracce. Per l’organismo umano rappresenta un oligoelemento essenziale.  

A che cosa serve il silicio?

Il silicio è essenziale per la sintesi di collagene ed elastina ed è importante per la salute dei tessuti connettivi, le ossa, la cartilagine, i tendini e le articolazioni. Il collagene agisce come impalcatura e fornisce supporto tissutale, mentre l’elastina fornisce elasticità. In aggiunta, il silicio è importante per regolare la permeabilità del tessuto connettivo e della pelle.  

In quali alimenti è contenuto il silicio?

Il silicio si trova in avena, barbabietole, orzo, soia, cereali integrali, radici ed erbe come borragine e ortica.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di silicio?

La quantità giornaliera necessaria di silicio è di 20-50 mg. Sfortunatamente, il silicio spesso non viene assorbito correttamente. In alcuni casi, per far fronte a questa situazione, può essere utile assumere integratori, naturalmente dopo aver consultato il proprio medico.  

Quali sono le conseguenze della carenza di silicio?

La carenza di silicio può causare disidratazione e unghie fragili. Anche la pelle e i capelli possono soffrire di questa carenza.  

Quali conseguenze può avere l’eccesso di silicio?

Un eccesso di silicio, prolungato nel tempo, è legato alla silicosi, malattia che colpisce i polmoni. In aggiunta, c’è stato un aumento del silicio nel cervello delle persone affette dalla malattia di Alzheimer.

Il metodo migliore per ottenere il massimo dal silicio è quello di mangiare cibi che lo contengono in grandi quantità.

Sodio

Cos’è il sodio?

Il sodio è una delle sostanze minerali più abbondanti nel corpo. In un adulto ci sono circa 92 g, che sono distribuiti nel sangue (il 40% del sodio totale del corpo si trova nei fluidi extracellulari), nei tessuti ossei, nel tessuto connettivo e nella cartilagine.  

A cosa serve il sodio?

Il sodio regola il passaggio di liquidi e nutrienti all’interno e all’esterno delle cellule, svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio idro-salino  e contribuisce alla trasmissione dell’impulso nervoso oltre che al trasporto dei metaboliti. La presenza nelle ossa, invece, rappresenta una riserva a cui il corpo può attingere in caso di necessità di regolare il PH del sangue.  

In quali alimenti è contenuto sodio?

La fonte principale di sodio nella dieta occidentale è il sale da tavola. Tra gli alimenti più ricchi di sodio ci sono formaggi, salumi, salsicce e la maggior parte degli altri alimenti conservati. È presente in modo naturale negli alimenti di origine animale (latte, carni bianche e rosse e pesce), mentre è presente in quantità minori in quelli di origine vegetale.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di sodio?

Il fabbisogno giornaliero di sodio è compreso tra 0,6 e 3,5 g al giorno.  

Quali conseguenze determina la carenza di sodio?

La carenza di sodio può essere legata a nausea, vomito e anoressia. Nei casi più gravi può causare coma e risultare letale.  

Quali conseguenze porta un eccesso di sodio?

Un eccesso di sodio aumenta la ritenzione idrica e la pressione sanguigna, con conseguente rischio di ipertensione e relative complicazioni, che possono interessare cuore, arterie e vari organi, compromettendo la loro salute e quella dell’organismo in generale. Inoltre, dosi eccessive di sodio possono causare nausea, vomito, convulsioni, febbre e compromissione dei centri respiratori.  

Perché un’alimentazione a basso contenuto di sodio è importante per mantenersi in salute?

Limitando l’assunzione di sodio, spesso troppo abbondante nell’alimentazione occidentale moderna, si riducono il rischio di malattie cardiovascolari e di altre possibili complicazioni dell’ipertensione. Una pressione eccessiva può infatti danneggiare vari organi. Oltre a cuore e arterie, a essere danneggiati da un’alimentazione troppo ricca di sodio possono essere reni, occhi e cervello.