Astenia

Che cos’è l’astenia?

L’astenia è la debolezza che è conseguenza di una perdita di forza dal punto di vista muscolare. Tale debolezza non dipende quindi dall’avere compiuto sforzi in precedenza, anche se può essere aumentata da questo, e non si esaurisce nemmeno osservando un periodo di riposo assoluto.  

Quali sono le cause dell’astenia?

L’origine dell’astenia può essere psichica, in situazioni contraddistinte da ansia o da depressione, o fisica, nei casi in cui dipenda da una patologia. Tra le patologie che possono essere alla base di astenia ci sono: Alzheimer, artrite, artrite reumatoide, ipertiroidismo, ipotiroidismo, rettocolite ulcerosa, morbo di Crohn, intolleranze alimentari, anemia, angina pectoris, aterosclerosi, celiachia, sclerosi multipla, tonsillite, varicella, sindrome premestruale e vari tumori tra cui quelli a colon-retto, fegato, rene, ovaio e stomaco.  

Quali sono i rimedi contro l’astenia?

Per curare l’astenia è necessario individuare la sua causa – fisica o psichica – e intervenire su questa.  

Astenia, quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di astenia è consigliabile rivolgersi al proprio medico nel caso in cui si sia in presenza di una delle patologie associabili a questo sintomo.  

Area medica di riferimento per l’astenia

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per l’astenia è l’Ambulatorio di Neurologia.

Aumento della VES

Che cos’è la VES?

La VES, velocità di eritrosedimentazione è un indice ematico che evidenzia la presenza o meno di infiammazioni. Nello specifico essa indica la velocità con cui la parte corpuscolata di un campione di sangue – reso incoagulabile – sedimenta sul fondo della provetta all’interno della quale è contenuto.  

Quali sono le caude dell’aumento della VES?

I processi patologici che possono determinare un aumento della VES sono numerosi e differenti tra loro. I valori elevati possono essere riscontrati nel caso di patologie infiammatorie, in caso di infarto miocardico, in alcune neoplasie  e in caso di anemia. La presenza di velocità di eritrosedimentazione elevata deve essere sempre accompagnata da indagini più specifiche per meglio indagare le condizioni di salute del paziente.  

Quali malattie si possono associare ad aumento della VES?

Tra le patologie che si possono collegare all’aumento della VES ci sono le seguenti: cancro al seno, colecistite, colite ulcerosa, gotta, ictus, infarto miocardico, ipertiroidismo, anemia, artrite, artrite reumatoide, leucemia, lupus eritematoso sistemico, malaria, malattia di Chagas, pielonefrite, polmonite, psoriasi, sifilide, sindrome dell’intestino irritabile, tromboflebite, tubercolosi, tumore al polmone, ustioni, meningite, mononucleosi, morbo di Crohn, nefrite, pancreatite. Si rammenta che questo elenco non è esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di sintomi persistenti.  

Quali sono i rimedi contro l’aumento della VES?

Poiché le patologie che possono causare un aumento della VES sono numerose e differenti tra loro, il riscontro di valori elevati deve essere ritenuto un segno aspecifico ed essere necessariamente accompagnato da specifiche indagini.  

Con l’aumento della VES quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di aumento della VES è sempre opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia che saprà consigliare sui successivi esami da effettuare.

Dolore alla mano e al polso

Che cosa si intende con dolore alla mano e al polso?

Il dolore alla mano e al polso è un problema che si manifesta con una sensazione dolorosa, più o meno intensa, a carico dell’articolazione del polso e che ne ostacola la funzionalità. Le cause più frequenti di questo dolore includono fratture recenti o precedenti, artrite, gotta e sindrome del tunnel carpale. Al dolore si associa spesso gonfiore e arrossamento della parte.  

Quali malattie si possono associare al dolore alla mano e al polso?

Tra le patologie che possono essere collegate al dolore alla mano e al polso ci sono le seguenti: lupus eritematoso sistemico, psoriasi, sindrome del tunnel carpale, tendinite, tenosinovite, traumi e fratture, artrite, artrite reumatoide, artrosi, gotta, iperparatiroidismo. Si ricorda che questo elenco non è da ritenersi esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia qualora i sintomi persistano.  

Quali sono i rimedi contro il dolore alla mano e al polso?

Allo scopo di alleviare il dolore alla mano e al polso, si consiglia l’utilizzo di impacchi freddi, mentre se il fastidio è più intenso potrebbe essere utile l’uso non prolungato di antinfiammatori. Qualora il dolore persista sarà necessario rivolgersi al medico per la diagnosi del disturbo.  

Con dolore alla mano e al polso quando rivolgersi al proprio medico?

In caso in cui il dolore alla mano e al polso sia successivo a un trauma, è necessario ricorrere alle cure mediche presso un Pronto Soccorso per stabilire se ci sia una frattura. In tutti gli altri casi il medico curante potrà indicare la terapia e lo specialista a cui ricorrere.

Dolore alle gambe

Che cosa si intende con dolore alle gambe?

Il dolore alle gambe è un disagio che viene avvertito in una o più parti di una o di tutte e due le gambe; il dolore può essere più o meno intenso e può essere avvertito sotto forma di fitta, di bruciore o di crampo muscolare.  

Quali sono le cause del dolore alle gambe?

Il dolore alle gambe può avere diverse origini. La prima di queste è l’affaticamento, cui seguono i traumi e la disidratazione; quest’ultima può essere provocata dall’assunzione di medicinali come statine e diuretici. Può essere provocato anche da varie patologie, tra le quali: piede diabetico, tetano, tromboflebite, trombosi venosa profonda, vene varicose, artrite, aterosclerosi, ernia del disco, gotta, insufficienza renale, insufficienza venosa.  

Quali sono i rimedi contro il dolore alle gambe?

Per curare il dolore alle gambe bisognerà individuare e curare la causa che ne è alla base. In caso di dolore generato da eccessiva attività fisica, la prima cura sarà il riposo delle articolazioni, cui dovranno essere affiancati impacchi con acqua fredda sulle parti dolorose delle gambe. Qualora sia dovuto ad affaticamento o crampi dovuti a insufficienza venosa, occorrerà al contrario tenere in movimento le gambe allo scopo di favorire la circolazione del sangue. Oltre al movimento, sono inoltre da prevedere i seguenti accorgimenti: tenere le gambe sollevate quando sono a riposo, evitare calore eccessivo, bere molti liquidi, mangiare frutta e verdura e assumere integratori a base di potassio, dietro indicazione medica.  

Dolore alle gambe, quando rivolgersi al proprio medico?

È raccomandabile ricorrere alle cure mediche quando il dolore alle gambe:
  • non accenna a diminuire dopo tre-quattro giorni
  • si intensifica a ogni movimento
  • giunge improvvisamente
  • è particolarmente acuto
  • è accompagnato da febbre
  • è accompagnato da rossore e gonfiore della parte dolorante.
In presenza di gonfiore a entrambe la gambe bisognerà rivolgersi a uno specialista flebologo, angiologo o chirurgo vascolare. Se il dolore fa seguito a un trauma o a una contusione sarà invece consigliabile ricorrere alle cure del Pronto Soccorso.

Dolore articolare

Che cos’è il dolore articolare?

Il dolore articolare è una manifestazione dolorosa che colpisce una o più articolazioni del corpo: spalla, gomito, polso, anca, ginocchio e caviglia.  

Quali sono le cause del dolore articolare?

Il dolore articolare in genere trae origine da patologie che si presentano in età avanzata, ma può essere generato anche da altre patologie, come artrite, artrite reumatoide, borsite, artrosi, gotta, ipotiroidismo, epatite, morbo di Crohn, osteoporosi, tendinite, tenosinovite, psoriasi, sindrome premestruale. Può anche essere conseguenza di traumi o fratture ossee.  

Come si manifesta il dolore articolare?

Il dolore articolare si presenta con un dolore alle ossa e alle articolazioni profondo e continuo, spesso accompagnato da infiammazione e gonfiore.  

Quali sono i rimedi contro il dolore articolare?

Per contrastare e ridurre il dolore articolare è necessario intervenire sulla causa che ne sta alla base. Se la causa è un’artrite o l’artrosi, sotto stretto constrollo medico, sarà possibile intervenire con farmaci antidolorifici e antinfiammatori. A seconda della gravità, negli altri casi sarà possibile intervenire con massaggi, bagni caldi, applicazioni con ultrasuoni o sedute di fisioterapia sempre da associare al riposo.  

Dolore articolare, quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di dolore articolare è necessario rivolgersi al proprio medico curante nei casi in cui:
  • il dolore persista per tre o più giorni e sia associato a febbre, gonfiore o arrossamento della parte interessata
  • dolore intenso che renda difficoltoso il movimento
  • dolore che sia conseguenza di un trauma o di una contusione, situazione che può dover richiedere, a seconda della sua gravità, un passaggio al più vicino pronto soccorso.
 

Area medica di riferimento per il dolore articolare

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il dolore articolare è l’Unità Operativa di Ortopedia, Chirurgia articolare e Traumatologia dello sport.

Dolore durante la masticazione

Che cos’è il dolore durante la masticazione?

Il dolore durante la masticazione si manifesta durante l’atto della masticazione e riguarda le aree attigue alle tempie, alle orecchie, alle guance per spingersi fino al collo.  

Quali altri sintomi possono essere associati al dolore durante la masticazione?

Molte volte il dolore durante la masticazione si accompagna a rumori o schiocchi che provengono dall’articolazione mandibolare. Non manca, in alcune circostanze nemmeno una maggiore sensibilità al caldo e al freddo.  

Quali sono le cause del dolore durante la masticazione?

Il dolore durante la masticazione viene causato dal cosiddetto disordine dell’articolazione temporo-mandibolare o da un’infiammazione al nervo trigemino. Situazioni che possono essere causate da un trauma o da varie patologie, tra cui: artrosi, artrite, bruxismo, carie, gengivite, attacco cardiaco, infarto miocardico, parodontite, parotite, otite, sclerosi multipla, sinusite e tumore delle ghiandole salivari.  

Quali sono i rimedi contro il dolore durante la masticazione?

La cura del dolore durante la masticazione dipende dalla sua causa: occorre individuarla e intervenire su questa. Quando il dolore è leggero e transitorio può essere sufficiente l’utilizzo di farmaci antinfiammatori o di impacchi caldi o freddi. Il consiglio e di evitare il consumo di cibi troppo duri o gommosi o che richiedano una lunga masticazione. Se il dolore è provocato da bruxismo, cioè dal digrignare notturno dei denti, il dolore può essere alleviato diminuendo con l’utilizzo di un bite la pressione che viene esercitata involontariamente sulla mandibola.  

Dolore durante la masticazione, quando rivolgersi al proprio medico?

Quando il dolore durante la masticazione è stato causato da un trauma si consiglia di rivolgersi a un pronto soccorso per verificare che non ci siano fratture. La visita dal proprio medico è invece doverosa quando il dolore avvertito nell’atto della masticazione è molto intenso e non accenna a diminuire nel tempo.

Dolore e gonfiore del dito

Che cos’è il dolore e gonfiore del dito?

Il dolore e gonfiore del dito viene spesso originato da un’infiammazione o da un trauma. A seconda dell’origine, il dolore può essere acuto, pulsante, simile a crampi o a indolenzimento, oppure con bruciore, rossore e prurito. Il gonfiore può essere talmente importante da impedire sia il movimento sia la funzionalità.  

Quali possono essere le cause del dolore e gonfiore del dito?

Il dolore e gonfiore del dito può  essere anche un riflesso della sindrome da tunnel carpale o di infiammazioni e infezioni dei tendini flessori. Altre cause molto comuni possono essere: disturbi della circolazione periferica, deficit del sistema linfatico, infezioni, patologie infiammatorie come l’artrite, l’artrite reumatoide, l’artrite psoriasica, artrosi. Talvolta il gonfiore può essere provocato da allergia.  

Quali malattie si possono associare al dolore e gonfiore del dito?

Tra le principali patologie collegate al dolore e gonfiore del dito ci sono le seguenti: lussazioni, onicofagia, osteoporosi, patereccio, sindrome del tunnel carpale, sclerosi multipla, tenosinovite, allergia da contatto, artrite, distrofia muscolare, herpes simplex, fratture, infezioni, traumi, tumori. Si rammenta come questo non sia un elenco esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia nel caso che i sintomi persistano.  

Quali sono i rimedi contro il dolore e gonfiore del dito?

Al fine di alleviare il dolore e gonfiore del dito si consiglia l’uso di impacchi freddi. Nel caso in cui il dolore sia più intenso può essere utile l’impiego, sebbene non prolungato, di antinfiammatori. Si consiglia di tenere ferma e a riposo la parte dolente.  

Quando rivolgersi al proprio medico?

Nel caso in cui in cui il dolore e gonfiore al dito sia successivo a un trauma è necessario ricorrere alle cure mediche presso un presidio di Pronto Soccorso allo scopo di stabilire se ci sia una frattura. In tutti gli altri casi, ovvero quando il gonfiore si protragga e non scompaia, quando il sintomo sia associato a febbre, quando il dolore sia acuto, la vista si appanni oppure il gonfiore sia improvviso è necessario rivolgersi tempestivamente al medico o al Pronto Soccorso.

Gambe dolenti

Che cosa si indica con “gambe dolenti”?

Si parla di gambe dolenti quando si presenta una condizione di dolore o disagio che viene avvertito in una gamba o in entrambe le gambe. Si può trattare di un dolore sordo e diffuso oppure di un fastidio più intenso e localizzato, che può essere percepito come bruciore, crampo muscolare o fitta.  

Quali sono le cause delle gambe dolenti?

Le gambe dolenti possono derivare da varie cause. In genere si associano ad affaticamento muscolare o a disidratazione, che può essere legata all’assunzione di farmaci come statine o diuretici. Altre cause del dolore alle gambe possono essere traumi, stiramenti, tendiniti o altre condizioni patologiche.  

Quali patologie possono essere associate alle gambe dolenti?

Tra le numerose patologie che possono essere associate alle gambe dolenti, ci sono: artrite, aterosclerosi, ernia del disco, gotta, insufficienza renale, insufficienza venosa, piede diabetico, policitemia vera, tromboflebite, trombosi venosa profonda, vene varicose, tumori ossei. Non si tratta di un elenco esaustivo e in permanenza dei sintomi si consiglia di rivolgersi al proprio medico curante.  

Quali sono i rimedi contro le gambe dolenti?

La cura per le gambe dolenti varia a seconda della causa che ne è alla base. Quando deriva da un eccesso di attività fisica bisogna agevolare il riposo delle articolazioni e intervenire con impacchi freddi. Nel caso in cui la causa sia un’insufficienza venosa bisogna al contrario tenere le gambe in movimento così da favorire la circolazione del sangue, tenerle sollevate quando sono a riposo, bere molti liquidi, consumare molta frutta e verdura e integratori di potassio oltre a evitare calore eccessivo.  

Gambe dolenti, quando rivolgersi al proprio medico?

Se l’indolenzimento alle gambe deriva da un trauma o da una contusione è necessario rivolgersi a un pronto soccorso per ricevere le cure del caso. Se insieme al dolore si registra anche gonfiore alle gambe, dolore ai piedi o vene varicose è consigliabile chiedere un consulto con uno specialista, cioè un angiologo, un flebologo o un chirurgo vascolare. Se il dolore sorge improvvisamente e non scompare dopo due-tre giorni, se è associato a febbre, gonfiore o rossore della parte interessata, se è acuto o se peggiora e rende difficili i movimenti, è il caso di rivolgersi al proprio medico senza esitazione.

Gonfiore del dito

Che cos’è il gonfiore del dito?

Il gonfiore del dito riguarda una o più estremità delle mani e può comportare, nei casi più gravi, anche un grave impedimento del loro utilizzo, se non addirittura l’impedimento totale ai movimenti e alla funzionalità delle mani stesse.  

Quali altri sintomi possono essere associati al gonfiore del dito?

Al gonfiore del dito possono affiancarsi altri sintomi come dolore, prurito, bruciore e rossore della zona interessata dal gonfiore.  

Quali sono le cause del gonfiore del dito?

Il gonfiore del dito può avere varie cause come traumi, fratture, lussazioni, infezioni o infiammazioni. Può inoltre essere originato da varie patologie, tra cui: artrite, distrofia muscolare, allergia da contatto, herpes simplex, sindrome del tunnel carpale, tenosinovite stenosante, osteoporosi, sclerosi multipla e tumori.  

Quali sono i rimedi contro la presenza di gonfiore del dito?

In presenza di gonfiore al dito la parte interessata deve essere tenuta a riposo. Per alleviare il gonfiore si possono effettuare impacchi freddi e, nel caso in cui non si tragga beneficio, su indicazione medica si possono assumere farmaci antinfiammatori.  

Gonfiore del dito, quando rivolgersi al proprio medico?

Una situazione in cui il gonfiore del dito si protrae nel tempo senza diminuire deve essere portata a conoscenza del proprio medico curante. Nel caso in cui il gonfiore sia stato causato da un trauma si consiglia di rivolgersi al pronto soccorso per verificare se vi sia o meno una frattura. Una visita tempestiva deve essere prestata anche nel caso in cui il gonfiore si presenti all’improvviso e sia accompagnato da febbre alta o da appannamento della vista.

Perdita d’equilibrio

Che cos’è la perdita d’equilibrio?

La perdita d’equilibrio si verifica quando si ha una sensazione di essere in movimento anche quando si rimane fermi. È una sensazione che influisce sulla stabilità del corpo e che solitamente genera – come propria conseguenza – una caduta a terra.

Con quali altri sintomi si può associare la perdita d’equilibrio?

La perdita d‘equilibro può essere associata a: diarrea, affaticamento, giramento di testa, nausea, vomito, depressione, appannamento della vista e variazioni della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna.

Quali sono le cause della perdita di equilibrio?

Tra le sue cause si possono elencare: influenza, trauma cranico, pressione sanguigna troppo bassa o troppo alta, vertigini, infezioni o infiammazioni all’orecchio, mal di mare, cambiamento della pressione atmosferica. La perdita d’equilibrio può essere anche determinata dall’assunzione di alcuni medicinali o può essere conseguenza di uno sforzo fisico particolarmente intenso. Può essere inoltre causata da alcune patologie, tra cui possiamo ricomprendere: otite, ictus, artrite, labirintite, intossicazione da monossido di carbonio.

Quali sono i rimedi contro la perdita d’equilibrio?

Qualora la perdita d’equilibrio non sia un fatto occasionale e momentaneo occorrerà identificarne la causa al fine di poterla curare in modo adeguato. Talvolta si può trattare solamente di interrompere o ridurre una cura farmacologica in atto; altre volte il medico potrà indicare – a seconda della diagnosi – un cambiamento nell’alimentazione del paziente, un ciclo di sedute fisioterapiche o anche una semplice esecuzione di esercizi da svolgere in casa. In altri casi la perdita d’equilibrio richiederà l’assunzione di medicinali – per esempio antibiotici se il disturbo è conseguenza di un’infezione – e in altri ancora, i più gravi (come ad esempio nel caso in cui il paziente soffra di sindrome di Ménière), potrà essere necessario un intervento chirurgico.

Perdita d’equilibrio, quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di perdita di equilibrio è opportuno ricorrere sempre alle cure del proprio medico allo scopo di verificare che non si sia in presenza di una causa patologica. Qualora si sospetti che la perdita d’equilibrio possa essere associata a ictus o infarto, sarà indispensabile chiamare immediatamente un’ambulanza.

Area medica di riferimento per la perdita d’equilibrio

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la perdita d’equilibrio è l’Unità operativa di Otorinolaringoiatria.

Ritenzione idrica

Che cos’è la ritenzione idrica?

Si ha ritenzione idrica quando i tessuti dell’organismo tendono a trattenere i fluidi provocando dei gonfiori molto spesso associati a dolori, aumento improvviso o fluttuazioni anomale del peso corporeo e rigidità alle articolazioni. Questo disturbo è solitamente localizzato in un’area circoscritta dell’organismo. Si parla di ritenzione idrica generalizzata, invece, qualora il problema riguardi l’intero organismo.  

Quali sono le cause della ritenzione idrica?

Le cause della ritenzione idrica possono essere molte. Si va da un eccessivo caldo ambientale alla presenza del ciclo mestruale, dall’assunzione di alcuni medicinali (come ad esempio quelli per abbassare la pressione) al rimanere in piedi troppo a lungo, da carenze nutrizionali all’assunzione della pillola anticoncezionale, dalla gravidanza all’insufficienza venosa cronica. Può anche essere provocata da alcune patologie come, ad esempio: artrite, cirrosi epatica, scompenso cardiaco, sindrome premestruale, enfisema, insufficienza renale, intolleranze alimentari, ipotiroidismo, reazioni allergiche.  

Quali sono i rimedi contro la ritenzione idrica?

Combattere la ritenzione idrica significa combattere la causa che ne sta alla base. In generale, il disturbo può essere prevenuto e curato con i seguenti accorgimenti:
  • assumere diuretici e altri medicinali collegati alla patologia associata
  • fare ricorso a integratori di calcio, magnesio e manganese in situazioni particolari (come, ad esempio, durante il ciclo mestruale)
  • svolgere attività fisica moderata e regolare
  • scegliere una dieta povera di sali
  • bere abbondantemente
  • usare delle calze elastiche, qualora la ritenzione sia causata da insufficienza venosa.
 

Ritenzione idrica, quando rivolgersi al proprio medico?

Si consiglia di rivolgersi al proprio medico personale quando la ritenzione non si presenti come un problema temporaneo ma si protragga per un certo numero di giorni.

Rumori articolari

Che cosa sono i rumori articolari?

I rumori articolari sono la conseguenza di uno sfregamento anomalo dei tessuti nelle articolazioni. Sono spesso associati all’artrite o a un pregresso trauma a livello articolare, ma possono essere anche dovuti alla presenza di aria nei tessuti (ad esempio a causa di una ferita o di alcuni tipi di infezioni batteriche, o a uno pneumotorace). In base alla causa che è alla loro base possono essere associati a sintomi variabili dal gonfiore al dolore, riscaldamenti ed arrossamenti della pelle, difficoltà a muovere l’articolazione e a una rigidità che è spesso più grave nelle ore mattutine.  

Quali malattie si possono associare ai rumori articolari?

Tra le patologie associabili ai rumori articolari ci sono: artrosi cervicale, tendinite, tenosinovite, artrite, artrite reumatoide, artrosi.  

Quali sono i rimedi contro i rumori articolari?

Talvolta il rumore articolare è del tutto innocuo e non richiede alcun trattamento. Altre volte potrebbe essere necessario seguire delle terapie specifiche al fine di curare malattie alla base dei rumori (ad esempio farmaci biologici in caso di artrite reumatoide o altri medicinali in caso di infezioni batteriche). Solo dopo una diagnosi corretta il curante potrà stabilire il percorso che è più adatto al caso.  

Con rumori articolari quando rivolgersi al proprio medico?

È opportuno rivolgersi al medico qualora i dolori articolari siano persistenti o causino delle preoccupazioni. Meglio invece recarsi al Pronto Soccorso qualora il problema sia associato a dolore o senso di pressione al petto, senso di confusione o perdita di conoscenza, difficoltà respiratorie, febbre alta, nausea, vomito nonché a labbra o pelle cianotiche.  

Area medica di riferimento per li rumori articolari

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per i rumori articolari è l’Unità Operativa di Ortopedia.