Apparato urinario

Che cos’è l’apparato urinario?

L’apparato urinario riunisce organi e strutture che hanno la funzione di produrre ed espellere dal nostro organismo l’urina.  

Com’è strutturato l’apparato urinario?

L’apparato urinario è composto da questi organi:  

Qual è la funzione dell’apparato urinario?

La funzione dell’apparato urinario è quella di produrre ed eliminare l’urina.

Catetere

A cosa serve e a che cosa serve il catetere?

Il catetere è un apparecchio medico ampiamente utilizzato; consiste in un sottile tubo flessibile che può essere realizzato in diversi materiali, con differenti lunghezze e diverse uscite, a seconda del motivo per cui viene utilizzato. La cannula viene inserita in un orifizio del corpo (con una procedura chiamata cateterizzazione) e può essere utilizzata per fare una diagnosi, oppure a scopo terapeutico anche chirurgico. La cannula può essere utilizzata per drenare un liquido, per somministrare un medicinale o per condurre strumenti chirurgici in parti interne del corpo.  

Come funziona il catetere?

Il procedimento di cateterizzazione cambia in base al tipo di catetere adoperato. Il catetere urinario ad esempio, che serve a far defluire l’urina dalla vescica, si introduce dall’uretra e viene sospinto fino a che arriva alla vescica urinaria. L’altra estremità del catetere viene quindi collegata a una sacca che raccoglie l’urina. I cateteri cardiaci vengono adoperati invece nel contesto diagnostico e vanno inseriti nei vasi sanguigni attraverso iniezioni o incisioni nell’avambraccio o nell’inguine, per poi essere sospinti fino a  raggiungere il cuore.  

Il catetere è pericoloso o doloroso?

L’introduzione del catetere va sempre eseguita da personale medico o paramedico specializzato, in genere la cateterizzazione si attua in anestesia generale.

Eiaculazione dolorosa

Che cos’è l’eiaculazione dolorosa?

L’eiaculazione dolorosa è una condizione in cui l’emissione dello sperma è associata a bruciore e dolore nell’area del perineo (la zona compresa tra i genitali e l’ano) o dello sbocco dell’uretra. Può essere associato a un fastidio a livello testicolare e compromettere il piacere sessuale.  

Quali malattie si possono associare all’eiaculazione dolorosa?

Tra le patologie che possono essere associate all’eiaculazione dolorosa ci sono: infezioni, ipertrofia prostatica benigna, orchite, prostatite, cancro alla prostata, disturbi psicologici, epididimite. Si rammenta come questo non sia un elenco esaustivo e che è sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia nel caso di persistenza dei sintomi.  

Quali sono i rimedi contro l’eiaculazione dolorosa?

Il rimedio più adatto per trattare l’eiaculazione dolorosa dipende dalla sua causa. In caso di prostatite, ad esempio, può essere utile l’assunzione di miorilassanti, di analgesici, di alfa-bloccanti o di antinfiammatori. Le infezioni possono invece richiedere l’impiego di antivirali o di antibiotici. Qualora invece non si riesca a ricondurre il sintomo a un problema fisico possono essere utili approcci psicologici o comportamentali. Può ad esempio essere utile un counseling, oppure imparare tecniche tese al rilassamento dei muscoli pelvici.  

Con eiaculazione dolorosa quando rivolgersi al proprio medico?

Qualora si presenti tale dolore, è sempre bene rivolgersi al medico al fine identificare la causa alla base del problema.

Pene

Che cos’è il pene?

Il pene è l’organo riproduttivo maschile e rappresenta l’ultimo tratto delle vie urinarie.  

Com’è fatto il pene?

Il pene è formato da tre corpi di forma cilindrica che sono ricoperti, all’estremità, dal glande: si tratta di due corpi cavernosi laterali e un corpo spugnoso centrale, che è attraversato dall’uretra. All’apice del glande si apre il meato uretrale, ovvero quell’orifizio dell’uretra che permette il passaggio verso l’esterno dello sperma e dell’urina. Di solito, il glande è in parte coperto da una piega formata dalla cute del pene, il prepuzio. Entrambi i corpi cavernosi sono attraversati dalle arterie profonde del pene (arterie cavernose) e ciascuno di essi risulta racchiuso dalla tunica albuginea, struttura fasciale molto rigida. Insieme, infine, i due corpi cavernosi sono avvolti da un resistente rivestimento fibroso, la “fascia di Buck”. L’innervazione del pene è molto complessa: arriva dal plesso sacrale tramite il nervo pudendo e dal plesso sacrale mediante i nervi cavernosi. I corpi cavernosi sono costituiti da tessuto erettile, a sua volta formato da tanti spazi vascolari di forma irregolare. Quando il pene è a riposo, negli spazi vascolari risulta presente una quantità di sangue ridotta. Nel corso dell’erezione, invece, la quantità di sangue che si riversa nei corpi cavernosi aumenta notevolmente e così pure la pressione che viene esercitata dal sangue contro la, pressoché anelastica, tunica albuginea. Un meccanismo complesso basato sull’aumento dell’afflusso di sangue e sulla relativa riduzione del suo deflusso, determina il raggiungimento della sua rigidità.  

A che cosa serve il pene?

Le sue funzioni principali sono due: quella sessuale e quella urinaria. La funzione sessuale è resa possibile dalle caratteristiche dei corpi cavernosi, irrorati da numerosi vasi sanguigni e in grado di riempirsi di sangue nel corso dell’erezione, che a sua volta consente la realizzazione del rapporto sessuale. La funzione urinaria è invece svolta dall’uretra e dal meato uretrale.

Stent prostatico

Che cos’è e a che cosa serve lo stent prostatico?

Lo stent prostatico ha un funzionamento analogo a quello dei comuni stent che si adoperano in ambito cardiovascolare, e consente di mantenere libera da ostruzioni l’uretra maschile in modo da avere un normale flusso urinario. Rappresenta un valido trattamento risolutiva per i soggetti affetti da ostruzione prostatica, in genere causata da un’ipertrofia prostatica benigna.  

Come funziona lo stent prostatico?

Il procedimento per inserire lo stent prostatico si effettua in regime ambulatoriale e in anestesia locale. Gli stent prostatici si possono distinguere in temporanei e permanenti. Gli stent temporanei trovano applicazione soprattutto come ausili necessari in conseguenza di particolari procedure mediche o chirurgiche in grado di dare origine a complicazioni relative al flusso urinario. Gli stent permanenti hanno la forma di una spirale di metallo e vengono inseriti nell’uretra maschile con l’utilizzo del cistoscopio flessibile, uno strumento specifico spesso adoperato in ambito urologico, sulla cui parte terminale si applica lo stent. Il cistoscopio entra all’interno dell’uretra e colloca nella giusta posizione lo stent; in seguito la maglia si espande in modo da tenere aperta l’uretra, facilitando il fluire dell’urina.

Lo stent prostatico è pericoloso o doloroso?

L’inserimento di uno stent prostatico è un procedimento sicuro; a lungo termine, se non viene rimosso, potrebbe determinare minzione dolorosa e infezioni del tratto urinario.

Stent ureterale

Che cos’è e a che cosa serve lo stent ureterale?

Lo stent ureterale è un tubicino di plastica, affine ai comuni stent che vengono adoperati in ambito cardiovascolare. Permette di mantenere sgombro da ostruzioni l’uretere, il condotto che consente il passaggio dell’urina dai reni verso la vescica urinaria. Viene applicato nei soggetti che hanno l’uretere bloccato dalla presenza di un calcolo renale o che non funziona in modo regolare a causa di un tumore, che può interessare anche un organo adiacente. Può essere di due tipologie: a lunga permanenza oppure temporaneo. Può avere varie conformazioni a seconda dell’uso a cui è destinato. In genere il più diffuso presenta nella parte terminale un doppio ricciolo che ha il compito di mantenerlo in posizione, evitando che risalga verso il rene o che scenda nella vescica.  

Come viene applicato lo stent ureterale?

Il procedimento che permette di inserire lo stent ureterale si effettua in regime ambulatoriale e in anestesia locale. Lo stent ureterale viene inserito nell’uretra utilizzando un cistoscopio flessibile, un particolare strumento adoperato in ambito urologico nella cui parte terminale si connette lo stent. Il cistoscopio si muove nell’uretra per via retrograda e tramite un filo-guida lo stent arriva nell’uretere.  

Lo stent ureterale è pericoloso o doloroso?

Il procedimento con cui viene inserito lo stent è sicuro, ma la sua presenza risulta in genere parecchio sgradevole. Nel caso in cui debba rimanere all’interno dell’uretere per un periodo piuttosto lungo, occorre sostituirlo di tanto in tanto, per scongiurare eventuali infezioni del tratto urinario.  

Stringipene

Che cos’è e a che cosa serve lo stringipene?

Lo stringipene rappresenta un dispositivo nel campo medicinale, dalla forma affine a un morsetto, che consente di chiudere l’uretra in modo da scongiurare eventuali perdite di urina. L’uretra è il canale dell’apparato uro-genitale che connette la vescica all’orifizio uretrale e consente di espellere urina. Lo stringipene di solito viene utilizzato dai soggetti affetti da incontinenza, oppure nel caso di episodi di incontinenza transitori in conseguenza di un intervento chirurgico.  

Come funziona lo stringipene?

Lo stringipene si applica sul pene, andando a esercitare una leggera compressione sull’uretra. Si distinguono in due tipologie: un modello esplica la sua funzione agendo come un morsetto, una specie di molletta con i rebbi ricoperti di gommapiuma. L’altro modello invece è una sorta di sacchetto in cui viene introdotto il pene ed è munito di un cuscinetto che esercita una lieve pressione sull’uretra.  

Lo stringipene è pericoloso o doloroso?

L’utilizzo dello stringipene è sicuro ma può creare fastidio e disagio.

Urine maleodoranti

Che cosa sono le urine maleodoranti?

Le urine maleodoranti sono una condizione medica che risulta spesso associata a infiammazioni, infezioni e altre patologie che vanno a incidere sul funzionamento dell’apparato urinario (ureteri, reni, vescica urinaria e uretra). Molto spesso, difatti, all’origine delle urine maleodoranti ci sono cistiti, prostatiti, uretriti, disfunzioni renali di diverso tipo. Può accadere che l’urina appaia più scura e abbia un odore più forte del solito in caso di disidratazione oppure dopo aver sudato molto: in tal caso la reintegrazione di liquidi sarà sufficiente per far tornare l’urina ai consueti colore ed odore. In taluni casi la presenza di urina maleodorante può dipendere dall’ingestione di specifici alimenti che possono conferirle un odore particolarmente pungente, come accade ad esempio nel caso di cavoli, aglio ed asparagi, o dall’assunzione di alcuni farmaci. Oltre a essere caratterizzata da un odore particolarmente forte, può risultare accompagnata anche dalla presenza di altri sintomi (tra cui urina torbida, presenza di tracce di sangue nelle urine, bruciore durante la minzione).  

Quali malattie si possono associare alle urine maleodoranti?

  Tra le patologie che possono essere associate alle urine maleodoranti ci sono: insufficienza renale, pielonefrite, prostatite, trichomonas, uretrite, calcoli renali, cistite, clamidia, diabete, gonorrea, insufficienza epatica.  

Quali sono i rimedi contro urine maleodoranti?

Qualora il problema di urine maleodoranti non sia imputabile all’assunzione di medicinali, all’ingestione di alcuni cibi o alla disidratazione, è opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia. In genere vengono prescritti l’esame delle urine e l’urinocoltura, con l’obiettivo di individuare la causa che le origina. È opportuno non sottovalutare la presenza di tale disturbo: tanto più la diagnosi sarà tempestiva, tanto più sarà possibile intervenire con una corretta terapia e ridurre quindi il rischio di complicanze gravi.  

Urine maleodoranti, quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di urine maleodoranti è sempre opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia per un consulto.

Urine torbide

Che cosa sono le urine torbide?

Le urine torbide sono quelle urine che, appena raccolte, sono di aspetto non limpido. La torbidità – che può essere più o meno marcata a seconda dei casi e dei soggetti – è solitamente dovuta alla presenza all’interno dell’urina di sangue, cristalli, pus, batteri, sangue o materiale lipidico. In genere sono associate a infiammazioni, infezioni e altre patologie che vanno a incidere sul funzionamento dell’apparato urinario (ureteri, reni, vescica urinaria e uretra): cistiti, uretriti, prostatiti, disfunzioni renali di diverso tipo. Oltre a essere caratterizzate da un aspetto non limpido, possono risultare accompagnate anche dalla presenza di altri sintomi (tra cui urina maleodorante, presenza di tracce di sangue nelle urine, bruciore durante la minzione).  

Quali malattie si possono associare a urine torbide?

Alle urine torbide possono essere associate varie patologie, tra cui: pielonefrite, prostatite, trichomonas, uretrite, calcoli renali, cistite, clamidia, diabete, gonorrea, insufficienza renale.  

Quali sono i rimedi contro le urine torbide?

In caso di urine torbide è opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia. Solitamente vengono prescritti l’esame delle urine e l’urinocoltura al fine di individuare la causa all’origine del disturbo. È bene non sottovalutare la presenza di questo problema: tanto più la diagnosi sarà tempestiva, tanto più sarà possibile intervenire con la giusta terapia e ridurre il rischio di complicanze, anche gravi.  

Con le urine torbide quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di urine torbide è sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico di fiducia per un consulto.

Vagina

Che cos’è la vagina?

La vagina è un condotto costituito da muscoli e membrane che collega l’ultima parte del collo dell’utero con l’ambiente esterno. Rappresenta l’ultimo tratto delle vie genitali femminili e la sua precipua funzione è quella di accogliere il pene durante l’atto dell’accoppiamento.  

Che cos’è la vagina?

La vagina è un organo cavo dell’apparato genitale femminile; misura tra gli 8 e i 12 cm di lunghezza e presenta un epitelio stratificato i cui elementi cellulari mutano i propri caratteri nel corso del ciclo mestruale e in base all’età del soggetto. La sua parte superiore ospita la sporgenza della cervice uterina mentre l’estremità inferiore, ovvero quella rivolta verso l’esterno, sbocca nella vulva (orifizio esterno della vagina). Nelle donne che non hanno mai avuto rapporti sessuali, l’orifizio esterno della vagina risulta in parte chiuso dalla presenza di una sottile membrana a forma di anello o semiluna (l’imene) che di norma tende a lacerarsi successivamente al primo rapporto sessuale completo. È collocata tra la vescica urinaria e l’uretra – che le stanno davanti – e il retto – che è invece collocato posteriormente. Le sue pareti interne presentano ripiegamenti longitudinali e trasversali irregolari che conferiscono loro delle doti particolari di elasticità, permettendo lo svolgimento dei rapporti sessuali e ovviamente il passaggio del feto nella fase espulsiva del parto. La caratteristica umidità delle sue pareti è causata dalla presenza di una sostanza vischiosa che viene prodotta dalle cellule vaginali e dal muco della cervice uterina: tali secrezioni sono regolate dagli ormoni sessuali il cui livello, a sua volta, varia sensibilmente in base alle diverse fasi dello sviluppo sessuale della donna (prepubertà, pubertà, maturità sessuale, menopausa), in fase di gravidanza e nel corso del ciclo mestruale.  

Qual è la funzione della vagina?

La vagina rappresenta, per eccellenza, l’organo dell’accoppiamento: la sua funzione principale è quindi quella di ricevere lo sperma al momento dell’atto sessuale. Serve anche a consentire il passaggio del flusso mestruale e di tutti i prodotti della secrezione uterina e a permettere – al momento del parto – l’espulsione di feto e placenta.

Vescica urinaria

Che cos’è la vescica urinaria?

La vescica urinaria è l’organo dell’apparato urinario che ha la funzione di accogliere, attraverso gli ureteri, l’urina che viene prodotta dai reni e di convogliarla nell’uretra per la sua espulsione dal corpo. Insieme all’uretra forma il cosiddetto apparato urinario inferiore.  

Dov’è e com’è fatta la vescica urinaria?

La posizione della vescica urinaria varia a seconda del sesso: nella donna è posta davanti all’utero e sotto il peritoneo, nell’uomo è davanti al retto e sopra la prostata. La dimensione della vescica dipende dalla quantità di urina contenuta. Quella di un adulto ne può contenere fino a 300-400 millilitri. Ha una forma sferica e ha una parete esterna costituita da due strati e spessa circa mezzo centimetro. Lo strato interno, che entra in contatto con l’urina è ricco di creste e mucoso. Quello esterno è invece composto da tessuto muscolare liscio la cui contrazione provoca la fuoriuscita dell’urina. Tra gli ureteri e la vescica ci sono due valvole antireflusso che impediscono che l’urina, una volta depositata nella vescica, torni indietro, negli stessi ureteri. La parte inferiore, invece, chiamata collo vescicale, attraverso lo sfintere uretrale confluisce nell’uretra. Lo sfintere ne determina l’apertura, quando c’è la minzione, o la chiusura, quando non c’è l’esigenza di urinare.  

Qual è la funzione della vescica urinaria?

La vescica urinaria ha la funzione di raccogliere l’urina e permetterne l’espulsione verso l’esterno, azione che avviene in tre fasi:
  • riempimento della vescica, con l’urina che proviene dai reni attraverso gli ureteri
  • rilassamento del collo vescicale e dello sfintere uretrale quando la vescica si è riempita
  • svuotamento della vescica e passaggio dell’urina nell’uretra grazie alla contrazione del muscolo vescicale.

Vie spermatiche

Che cosa sono le vie spermatiche?

Le vie spermatiche sono strutture dell’apparato genitale e riproduttivo maschile, la cui funzionalità è regolata dagli ormoni sessuali maschili e che hanno il compito di consentire il passaggio degli spermatozoi dai testicoli all’esterno.  

Dove sono poste e come funzionano le vie spermatiche?

Le vie spermatiche sono presenti dai testicoli dove hanno la forma di piccoli canali chiamati tubuli seminiferi retti che sono tutti intrecciati tra loro a formare la cosiddetta rete testicolare e che hanno la funzione di produrre gli spermatozoi (spermiogenesi) e di ripulirli dalle materie superflue (escrezione). Dalla rete testicolare si originano dei dotti referenti che si congiungono all’epididimo. Il corpo posto tra i dotti efferenti e il dotto deferente, il canale attraverso cui c’è il trasporto dello sperma. Il dotto deferente, a sua volta, si immette nei condotti eiaculatori che passano attraverso la prostata prima di confluire nell’uretra prostatica, che rappresenta il tratto finale delle vie spermatiche e che permette l’espulsione dello sperma al di fuori dell’organismo.  

Qual è la funzione delle vie spermatiche?

Le vie spermatiche permettono il transito degli spermatozoi a partire dai testicoli e fino ad arrivare all’esterno dell’organismo e al tempo stesso ne permettono anche la maturazione. In questi organi dell’apparato riproduttivo maschile viene inoltre modificata la composizione delle sostanze secrete al loro interno grazie a un meccanismo secretorio e assorbente al tempo stesso.