Ceci

I ceci sono i semi della pianta Cicer arietinum, della famiglia delle Leguminosae. In italia sono coltivati soprattutto in Liguria e nelle regioni del centro come Toscana, Umbria e Lazio. Sono molto utilizzati anche sotto forma di farina.  

Quali sono le proprietà nutrizionali dei ceci?

100 grammi di ceci secchi e bolliti in acqua al naturale offrono un apporto di circa 120 calorie, suddivise in questo modo: 59% carboidrati, 23% proteine e 18% lipidi. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare ceci?

Non sono note situazioni in cui il consumo di ceci interferisca con l’assunzione di farmaci o altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici dei ceci?

I ceci sono fonti rilevanti di fibre, proteine vegetali e vitamine, in particolare del gruppo B. Buon anche la presenza di fosforo e magnesio e saponine che contribuiscono a ridurre i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue. L’apporto di omega 3, soprattutto di acido linoleico, li rende alleati della salute del cuore.  

Quali sono le controindicazioni dei ceci?

Non si conoscono controindicazioni al consumo di ceci. Si registrano però alcune allergie e nel caso in cui si soffra di problemi intestinali, come la colite, è meglio tenerne sotto controllo il consumo. Quando non sono ben cotti possono essere difficili da digerire.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Sardina o sarda

La sardina, o sarda, è un pesce molto diffuso nel Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico orientale. Il suo nome scientifico è Sardina pilchardus e la sua lunghezza è di circa 20-25 cm. Le più apprezzate, dal punto di vista alimentari, sono le sardine pescate durante i mesi primaverili.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della sardina o sarda?

100 grammi di sardina fresca offrono un apporto di circa 129 calorie, ripartite in questo modo: 64% proteine, 31% lipidi e 5% carboidrati. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare sardine o sarde?

Non bisogna consumare sardine o sarde quando si seguono terapie a base di isoniazide, farmaco che viene utilizzato in particolare per curare la tubercolosi.  

Quali sono i possibili benefici della sardina o sarda?

Così come il salmone, lo sgombro, la sardina è un pesce che viene definito “grasso” perché le sue carni sono molto ricche, appunto, di grassi. Tra questi, gli acidi grassi omega 3 contribuiscono a mantenere bassi i livelli di colesterolo e di trigliceridi nel sangue e dunque a mantenere in salute il cuore e i vasi sanguigni. È un pesce ricco di vitamine e di minerali e per questo è provvisto di spiccate proprietà antiossidanti.  

Quali sono le controindicazioni della sardina o sarda?

Le sardine non devono essere consumate in presenza di allergia o quando si soffra di gotta o comunque si abbia una familiarità a questa patologia. La sardine sotto sale devono essere consumate con moderazione da chi è affetto da ipertensione.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Spigola o branzino

La spigola o branzino è un pesce d’acqua salata della famiglia Moronidae e del genere DIcentrarchus. Vive nelle acque salate e salmastre dell’Oceano Atlantico, del mar Nero e del mar Mediterraneo. Nel nord Italia viene chiamato branzino, per le sue branchie molto visibili, mentre nel sud assume il nome di spigola, probabilmente per la disposizione a spiga delle sue pinne dorsali.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della spigola o branzino?

100 grammi di spigola (o branzino) offrono un apporto di 82 calorie, suddivise in questo modo: 81% proteine, 17% lipidi e 2% carboidrati. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare spigola o branzino?

Non sono note situazioni di interazione tra il consumo di spigola o branzino, e l’assunzione di farmaci o altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici della spigola o branzino?

Le carni della spigola, o branzino, sono molto magre e per questo ideali per essere inserite in diete ipocaloriche. Sono anche molto digeribili e per questo adatte a essere consumate anche durante la gravidanza. Anzi, la presenza di acido folico le rende particolarmente adatte per il consumo delle future mamme, dal momento che questa sostanza contribuisce a ridurre anche del 70% il rischio del nascituro di sviluppare malformazioni congenite. Buona la presenza di grassi omega 3, con cui si possono tenere sotto controllo i trigliceridi e la pressione del sangue. Buone le dosi presenti di fosforo, che favorisce il mantenimento della memoria e lo sviluppo di ossa e denti, e di potassio, ideale per contrastare l’ipertensione. Studi recenti dimostrerebbero che il consumo regolare di questo pesce aiuta a ridurre di molto la mortalità per cancro in generale e, nello specifico, lo sviluppo di tumore alla prostata.  

Quali sono le controindicazioni della spigola o branzino?

Il consumo di spigola, o branzino, deve essere evitato da chi soffre di allergie generalizzate alla carne di pesce.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Tonno

Sotto il nome di tonno sono ricomprese otto diverse specie di pesci che vivono nelle acque salate di quasi tutti i mari della terra – in Italia soprattutto quelli della Sicilia e della Sardegna –, che sono, nel dettaglio: rosso (il più pregiato), pinna gialla (il più utilizzato come tonno in scatola), obesus, maccoyii o australe, tonggol o indopacifico, atlanticus, orientalis e alalunga.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del tonno?

100 grammi di tonno offrono un apporto di circa 159 calorie, ripartite in questo modo: 54% proteine e 46% lipidi. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare tonno?

Il tonno non deve essere consumato dalle persone che assumono farmaci antitubercolari perché l’eventuale presenza di istamina potrebbe essere la causa di episodi ipertensivi o di eventi cardiovascolari.  

Quali sono i possibili benefici del tonno?

Il tonno fresco è ricco di acidi grassi omega 3, utili a prevenire le malattie cardiovascolari e a controllare la pressione sanguigna e i livelli di trigliceridi nel sangue. Gli stessi acidi grassi influiscono inoltre positivamente sulla memoria e sull’umore. La presenza di fosforo lo rende utile per lo sviluppo di ossa e denti. Il selenio invece favorisce la fertilità e protegge il cuore e il sistema immunitario.  

Quali sono le controindicazioni del tonno?

Il tonno è un pesce predatore per cui nelle sue carni potrebbe esserci presenza di mercurio, per questo non deve essere consumato in maniera troppo eccessiva. Il consumo di tonno deve inoltre essere evitato da chi soffre di allergia alla carne di questo pesce.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Vitamina F (Omega 3)

Che cos’è la vitamina F?

La vitamina F, o omega 3, è formata dalla miscela dell’acido linoleico e dell’acido alfa-linoleico, due acidi grassi essenziali ai quali si aggiunge un terzo acido, quello arachidonico. Fa parte del gruppo delle cosiddette vitamine idrosolubili, che non sono prodotte dal nostro organismo ma devono essere assunte di continuo con l’alimentazione per essere immagazzinate e utilizzate in base alla necessità. La vitamina F è fotosensibile e termolabile per cui gli alimenti che la contengono devono essere protetti dal sole e devono essere consumati crudi o, al limite, dopo breve cottura perché le cotture prolungate ne provocano la dispersione.  

A che cosa serve la vitamina F?

La vitamina F o omega 3 ostacola il deposito di colesterolo e di trigliceridi nelle arterie e per questo è considerata utile alla prevenzione dell’aterosclerosi. Copre inoltre un ruolo importante nel mantenimento della salute dei capelli e della pelle e nel favorire la riduzione del peso corporeo.  

In quali alimenti è presente la vitamina F?

La vitamina F è presente in particolare negli oli vegetali – di mais, di girasole, di soia e di arachidi –, in alcuni tipi di frutta secca (noci e mandorle) e in alcuni pesci come tonno e salmone.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di vitamina F?

Il fabbisogno giornaliero di vitamina F, o omega 3, non è stato finora individuato. Si sa però che gli acidi grassi essenziali dovrebbero essere introdotti in misura dell’1% rispetto alla quantità di calorie totali, quindi il fabbisogno di acidi grassi insaturi varia e aumenta in proporzione alla quantità di carboidrati e grassi saturi ingeriti.

Carenza di vitamina F

La carenza di vitamina F è un evento piuttosto raro che si può presentare in particolare nei bambini provocando secchezza e desquamazione della pelle.

Eccesso di vitamina F

Non si conoscono pericoli dovuti a un eccesso di vitamina F.  

È vero che la vitamina F è molto utilizzata in cosmetica?

Sì. La vitamina F è chiamata anche “vitamina della pelle” perché ha la capacità di favorire il benessere della membrana cellulare, di stimolare la rigenerazione delle cellule della pelle e di nutrire la cute donandole elasticità e morbidezza. Sono inoltre noti anche gli effetti positivi che questa vitamina ha sulla salute dei capelli.