Caffè espresso

Il caffè espresso è una bevanda che viene preparata nel bar utilizzando una macchina che sottopone la polvere del caffè – macinata sottile – a un’infusione ad alta pressione.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del caffè espresso?

In 100 ml di caffè espresso – l’equivalente di circa tre tazzine da bar – c’è un apporto di circa 9 calorie. Nella stessa quantità sono presenti: Il caffè contiene circa 1-2 g di caffeina ogni 100 g di polvere di caffe. La quantità varia a seconda della miscela, che può essere arabica o robusta. Una tazzina di caffè viene prodotta con circa 6 g di polvere, per cui se il caffè espresso può contenere circa 50 mg di caffeina.  

Quando non bisogna bere caffè espresso?

Il consumo di caffè può ridurre l’efficacia degli integratori di ferro e può interferire con l’assorbimento di alendronato, un farmaco che viene utilizzato per combattere l’osteoporosi. L’assunzione di antibiotici chinoloni può invece contribuire ad aumentare l’assorbimento della caffeina. Il caffè e sconsigliato quando si soffre di glaucoma, di ipotiroidismo e di problematiche mediche che riguardano il fegato, l’intestino, lo stomaco, i reni, il cuore, il pancreas e il sistema nervoso. In tutti questi casi, prima di consumare questa bevanda, è bene chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici del caffè espresso?

Il caffè stimola il sistema nervoso centrale, riduce la sensazione di sonno e aumenta quella di benessere. Ha effetti tonici e stimolanti anche sul cuore e a livello di funzioni psichiche, dal momento che aumenta la facilità di ragionamento e migliora le capacità mnemoniche. Dal punto di vista digestivo, stimola la secrezione gastrica e biliare. Diminuisce l’appetito e riduce la sensazione di fame. Può essere utile come analgesico contro il mal di testa e gli vengono riconosciute proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.  

Quali sono le controindicazioni del caffè espresso?

Un consumo eccessivo di caffè può provocare effetti negativi che variano a seconda della soglia di tollerabilità di ciascuno e che possono essere: palpitazioni, tremori, insonnia, ipereccitabilità e acidità di stomaco. Altri effetti possono essere ipertensione e stati depressivi o possono essere inasprite malattie come reflusso gastrico e gastrite. Il suo consumo, a causa della sua azione neurostimolante, è inadatto ai bambini.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Manganese

Che cos’è il manganese?

Il manganese , il cui simbolo chimico è Mn, è un minerale presente in quantità molto piccole nell’organismo. Il massimo totale è di circa 20 mg, concentrato principalmente nei reni, nel pancreas, nel fegato e nelle ossa.  

A cosa serve il manganese?

Il manganese, in particolare, è parte di un enzima che ha attività antiossidante che neutralizza i radicali liberi che possono essere dannosi per la salute. Apparentemente è importante anche per il funzionamento del cervello e del sistema nervoso in generale, per il metabolismo del colesterolo, dei carboidrati e delle proteine e sembra essere coinvolto nella formazione delle ossa.  

In quali alimenti è contenuto il manganese?

Le migliori fonti di manganese sono le verdure a foglia verde, riso integrale, cocco, mandorle e nocciole. Una buona quantità di questo sale minerale è presente inoltre in lamponi, fragole e more, ananas e frutti tropicali, banane, fichi e kiwi, uva, frutta secca, barbabietola, crescione, avena e cereali integrali, lattuga, spinaci, porri e carote, senape indiana, menta, aglio, spicchi, curcuma e tofu.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di manganese?

Non è raccomandata l’assunzione giornaliera di manganese, ma si ritiene che un’assunzione adeguata sia 3 mg nei bambini fino a 6 mesi di età, 6 mg da sette mesi all’anno, 1,2 mg da 1 a tre anni, 1,5 mg da 4 a 8 anni. Per gli uomini, 1,9 mg da 9 a 13 anni e 2,2 mg da 14 a 18 anni; per le donne, 1,6 mg da 9 a 18 anni. Dai 19 anni di età: 2,3 mg; negli uomini e 1,8 mg nelle donne.  

Quali sono le conseguenze della carenza di manganese?

La carenza di manganese è rara, ma può portare, se grave, a infertilità femminile, danni al pancreas, problemi cardiaci e osteoporosi. Sintomi che possono causare includono alta pressione sanguigna, contrazioni muscolari, malformazioni ossee, colesterolo alto, problemi alla vista e all’udito, grave perdita di memoria, brividi e tremori.  

Quali sono le conseguenze dell’eccesso di manganese?

Una dose eccessiva di manganese può portare a sintomi simili a quelli del Parkinson. Anche nelle persone con disturbi epatici, un eccesso di questo minerale può causare problemi psichiatrici, tremori e spasmi.  

È vero che il manganese aiuta a prevenire l’osteoporosi?

La presenza di manganese è importante per la crescita ossea, ma nessuno studio ha dimostrato l’efficacia dell’integrazione di manganese nella prevenzione dell’osteoporosi. La scelta migliore per proteggere la salute delle ossa è quella di seguire una dieta sana ed equilibrata.

Sudorazione fredda (sudare freddo)

Che cos’è la sudorazione fredda?

La sudorazione fredda si presenta quando il soggetto avverte la pelle divenire improvvisamente fredda e umida, solitamente provando anche tremori e brividi. Si tratta di un sintomo che colpisce generalmente mani, piedi, ascelle e schiena. Può anche essere un segnale di diverse condizioni e patologie, in alcuni casi associate anche a eventi potenzialmente fatali – come l’infarto – che per questo motivo necessitano di un ricorso urgente a cure mediche. Si tratta di un sintomo collegato anche a un malessere intestinale come occlusione, dissenteria o indigestione.  

Quali malattie si possono associare a sudorazione fredda?

Tra le principali patologie che possono essere associate alla sudorazione fredda ci sono: menopausa, mononucleosi, sindrome da shock tossico, shock settico/sepsi, tubercolosi, ustioni, AIDS, anemia falciforme, ansia, attacchi di panico, disturbo d’ansia generalizzato, indigestione, infarto miocardico, ipoglicemia, ipotensione (bassa pressione sanguigna).  

Quali sono i rimedi contro sudorazione fredda?

I rimedi per la sudorazione fredda variano sulla scorta del fatto che il disturbo sia legato a condizioni transitorie o acute e persistenti. Nel primo caso – ad esempio, se è causata da stress o ansia – potrebbe essere sufficiente riposare, rilassarsi e bere un bicchiere d’acqua. Qualora al soggetto manchi improvvisamente aria, andrebbe aiutato a stendersi e bisognerebbe evitare la presenza di troppe persone attorno. In tutti gli altri casi non transitori è consigliabile allertare subito i soccorsi sanitari.  

Sudorazione fredda, quando rivolgersi al proprio medico?

Qualora la sudorazione fredda si presenti con una mancanza di respiro improvvisa e non si attenui dopo poco, o sia associato a svenimento, febbre alta, gonfiore del viso, della lingua o della bocca, difficoltà a deglutire, dolore al petto, addominale o al braccio (angina), confusione mentale, colorito pallido, debolezza è necessario chiedere l’immediato intervento del soccorso medico.