Cachessia

Che cos’è la cachessia?

La cachessia uno stato di deperimento fisico e di malnutrizione associato ad alcune malattie croniche.  

Quali malattie si possono associare alla cachessia?

Le patologie che possono essere associate alla cachessia le seguenti:
  • shock settico
  • tifo
  • tripanosomiasi africana
  • tubercolosi
  • tumore del colon-retto
  • vaiolo
  • fibrosi cistica
  • insufficienza cardiaca
  • lebbra
  • malaria
  • malattia di Chagas
  • AIDS
  • artrite reumatoide
  • cirrosi Epatica
  • colite
  • colite ulcerosa
  • ebola
  • morbo di Crohn
  • pemfigo volgare
  • scorbuto
  • sepsi.
Si tratta di un elenco non esaustivo, in caso di sintomi persistenti è sempre opportuno consultare il proprio medico di fiducia.  

Quali sono i rimedi contro la cachessia?

La terapia migliore prevede il trattamento del problema medico alla base. Di solito si tratta di un approccio multiplo che, a seconda dei casi, può richiedere interventi nutrizionali, l’assunzione di vitamine e/o minerali oppure dei trattamenti farmacologici. Fra questi ultimi sono inclusi quelli a base di testosterone, farmaci antinfiammatori, insulina, ormone della crescita, steroidi e antiossidanti.  

Con cachessia quando bisogna rivolgersi al proprio medico?

La cachessia è un problema serio che deve sempre essere affrontato con l’ausilio di un medico.

Infezione da Acanthamoeba

Che cosa sono le infezioni di Acanthamoeba?

Acanthamoeba è un tipo di ameba che può causare infezioni mortali del sistema nervoso centrale. Il loro ciclo di vita è composto da 2 stadi: un trofozoite del diametro di 14-40 µm e una cisti del diametro di 12-16 µm dotata di una parete a doppio strato.  

Come si contrae l’infezione da Acanthamoeba?

Un’infezione da Acanthamoeba può essere contratta attraverso l’esposizione ambientale (ad esempio utilizzando soluzioni per lenti a contatto contaminate), oppure attraverso ferite o attraverso l’epitelio olfattivo.  

Quali sono le malattie e i sintomi correlati all’infezione da Acanthamoeba?

Le infezioni da Acanthamoeba sono associate a tre sindromi cliniche:  

Come può essere curata l’infezione da Acanthamoeba?

Finora non è ancora stata definita una precisa strategia terapeutica per combattere la malattia granulomatosa amebica diffusa e l’encefalite granulomatosa amebica. Si tratta spesso di problemi con una prognosi scadente, per cui la diagnosi e il trattamento precoci sono essenziali per cercare di migliorarla. La cheratite amebica, invece, viene trattata con antimicrobici per uso topico. Poiché è possibile che le cisti di Acanthamoeba siano estremamente resistenti alle terapie, vengono generalmente utilizzati più di un principio attivo in associazione. Tra quelli che possono essere prescritti sono inclusi: clorexidina, poliesametilenbiguanide, propamidina, esamidina. Potrebbe essere necessario un intervento chirurgico. Molti esperti sconsigliano invece l’uso di steroidi. Nel caso di encefalite, può essere utile una combinazione di pentamidina, fluconazolo o itraconazolo, sulfadiazina e flucitosina. Tra gli altri principi attivi potenzialmente utili sono inclusi: chetoconazolo, miconazolo, voriconazolo, anfotericina B, paromomicina, polimixina, trimetoprim in combinazione con sulfametossazolo, clotrimazolo, rifampicina. Il trattamento combinato di pentamidina (endovenosa), clorexidina gluconato (topico), ketoconazolo (topico) e itraconazolo (orale) si è dimostrato efficace nel caso di una malattia diffusa che colpisce solo la pelle.  

Importante avvertenza

Le informazioni fornite sono di carattere generale e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico. In caso di malessere, consultare il proprio medico o il pronto soccorso.

Infezioni da ferite

Che cosa sono le infezioni delle ferite?

Quando si parla di infezioni da ferite ci si riferisce in particolare a quelle che possono derivare da ferite chirurgiche. Nella maggior parte dei casi queste non si infettano perché il sistema immunitario riesce ad eliminare efficacemente i contaminanti. Ci sono però casi in cui a causa di una complessa interazione tra fattori si può verificare la comparsa di processi infettivi. Questi fattori possono dipendere:
  • dal paziente: età, stato di nutrizione, ipovolemia, scarsa perfusione tissutale, obesità, diabete, assunzione di steroidi o di altri immunosoppressori
  • dalle caratteristiche della ferita: ad esempio dalla presenza di ematomi o sepsi
  • dai microbi presenti: quantità, virulenza e caratteristiche microambientali
  • dalla stessa operazione chirurgica: contaminazione ambientale, di strumenti o altro materiale portato in camera operatoria, durata dell’intervento, ipotermia.
 

Quali sono le più diffuse infezioni da ferite?

In generale, le infezioni da ferite più diffuse sono quelle che si generano a seguito di escoriazioni causate da batteri. Tra i principali microrganismi responsabili delle infezioni delle ferite ci sono:
  • stafilococco aureo
  • stafilococchi coagulasi-negativi
  • enterococchi
  • escherichia coli
  • pseudomonas aeruginosa
  • enterobacter
  • proteus mirabilis
  • klebsiella pneumoniae
  • candida albicans
  • gruppo D streptococchi
  • altri streptococchi
  • altri Gram-positivi aerobici
  • batteroidi fragili.
Si tratta nella maggior parte dei casi di batteri normalmente presenti sulla pelle e sulle mucose dei pazienti. Tra quelli più temuti ci sono lo  stafilococco aureo resistente alla meticillina e lo stafilococco aureo resistente alla vancomicina.  

Quali sintomi si possono associare all’infezione da ferite

Le infezioni da ferite possono essere associate a vari sintomi, tra cui: febbre, ferite calde, rosse, doloranti e gonfie, ferite puzzolenti, vertigini e battito cardiaco accelerato.  

Come possono essere curate le infezioni da ferite?

La cura delle infezioni da ferite consiste nella pulizia della ferita, che in alcuni casi si associa all’assunzione di antimicrobici come le cefalosporine, penicillina, vancomicina, l’linezolid, daptomicina, telavancina, ceftarolina, fluorochinoloni o metronidazolo, a volte in combinazione. Per poter drenare la parte infetta può essere necessario anche rimuovere i punti di sutura.  

Importante avvertenza

Le informazioni fornite sono di carattere generale e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico. In caso di malessere, consultare il proprio medico o il pronto soccorso.

Prurito vaginale

Che cos’è il prurito vaginale?

Il prurito vaginale è un fastidio provato dalle donne in presenza di irritazioni dei tessuti della vagina o della vulva. Non è in genere una condizione pericolosa per la salute, ma può comunque essere la conseguenza di un’infezione che, nel caso in cui non sia tenuta in debito controllo, può essere all’origine di varie complicazioni.  

Quali sono le cause del prurito vaginale?

Il prurito vaginale si presenta quando c’è assottigliamento o disidratazione della mucosa della vagina a causa di cambiamenti ormonali come quelli della menopausa ma anche a causa del contatto avuto con sostanze che possano provocare un’irritazione come saponi, creme, prodotti per l’igiene intima o con indumenti. Può essere causato anche da un’infezione sessualmente trasmessa. Può anche avere un’origine patologica, derivando da patologie come: diabete, dermatite, psoriasi, vaginite, vaginosi, candida, condilomi e malattia infiammatoria pelvica.  

Quali sono i rimedi contro il prurito vaginale?

Solitamente il prurito vaginale scompare da sé. L’infiammazione può comunque essere curato con lozioni o creme a base di steroidi. Ci sono però casi in cui sono richiesti trattamenti specifici:
  • quando c’è presenza di malattie sessualmente trasmesse che devono essere curate con antiparassitari o antibiotici
  • nel caso di infezioni a lieviti, che richiedono l’assunzione di creme, unguenti, ovuli a uso vaginale o prodotti da assumere per via orale
  • nel caso in cui derivi da menopausa e siano richieste creme, pillole o rimedi a base di estrogeni.
 

Prurito vaginale, quando rivolgersi al proprio medico?

Il prurito vaginale deve essere sottoposto all’attenzione del proprio medico nel caso in cui sia particolarmente intensa, quando permane a lungo nel tempo e quando si ripresenta in più momenti nei tempi successivi.  

Area medica di riferimento per il prurito vaginale

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il prurito vaginale è il Servizio di Ginecologia.

Seborrea

Che cos’è la seborrea?

La seborrea è uno sfogo cutaneo che si presenta con chiazze rosse e pruriginose associate a scaglie di piccola dimensione e di colore bianco. La seborrea si forma soprattutto su volto, petto, glutei, attorno all’ombelico e dove ci sono pieghe cutanee. Può formarsi anche a livello dei capelli e in quel caso prende il nome di forfora. Colpisce in particolare gli uomini di qualsiasi età, e le persone che hanno una pelle grassa o che sono affette da morbo di Parkinson. Quando colpisce i bambini può assumere la forma di eritema da pannolino o di crosta lattea.  

Quali sono le cause della seborrea?

Non si hanno informazioni certe sulle cause della seborrea. Si ritiene che questo disturbo dipenda da una serie di concause tra cui si annoverano lo stress o la produzione di ormoni. La seborrea può essere anche causata da alcune patologie, tra cui l’acromegalia e la sindrome dell’ovaio policistico.  

Quali sono i rimedi contro la seborrea?

La prima misura da osservare in presenza di seborrea è quella della cura della propria igiene personale. La presenza di scaglie può essere eliminata con il mantenimento della pelle idratata e morbida e con l’utilizzo di saponi a base di zinco o di oli che devono essere applicati durante la notte e devono essere tolti al mattino utilizzando un detergente. Per combattere la forfora è necessario utilizzare shampoo appositi. Sotto indicazione medica, la seborrea può essere curata anche con farmaci specifici o prodotti a base di steroidi, antimicotici o acido salicinico.  

Seborrea, quando rivolgersi al proprio medico?

Quando la seborrea è persistente si consiglia di chiedere consiglio al proprio medico o a un dermatologo per individuare la cura più adatta al caso specifico.  

Area medica di riferimento per la seborrea

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la seborrea è il Servizio di Dermatologia.