Cozze

Le cozze sono molluschi della famiglia delle Mytilidae abbondanti, per quanto riguarda l’Italia, nel mare Adriatico ma abbastanza diffuse anche sul resto delle coste.  

Quali sono le proprietà nutrizionali delle cozze?

100 grammi di cozze offrono un apporto di circa 84 calorie, ripartite in questo modo: 56% proteine, 29% lipidi e 15% carboidrati. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare cozze?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di cozze e l’assunzione di farmaci o altre sostanze. In caso di dubbio si consiglia di rivolgersi al proprio medico per un consulto.  

Quali sono i possibili benefici delle cozze?

Le cozze forniscono protezione all’organismo grazie all’apporto di molti minerali. Il selenio è un buon antiossidante e agisce favorevolmente sul funzionamento del sistema immunitario. Anche la vitamina C aiuta ad aumentare le difese antiossidanti e partecipa alla sintesi del collagene. La riboflavina agisce nella regolamentazione dell’umore, favorisce il buon utilizzo del ferro e partecipa alla comunicazione fra le cellule nervose. Gli omega 3 sono, in particolare, alleati della salute del cuore e delle arterie.  

Quali sono le controindicazioni delle cozze?

È bene evitare di consumare in maniera eccessiva le cozze perché sono ricche di sodio e colesterolo, notoriamente nemici della salute cardiovascolare. I molluschi possono essere fonte di intolleranze alimentari e possono essere contaminati da sostanze inquinanti.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Crusca di frumento

La crusca è la parte di residuo che rimane quando si macinano i cereali. È costituita da scagliette derivanti dall’involucro fibroso che riveste i semi dei cereali. In passato era considerata un prodotto di scarto che era adatto esclusivamente all’alimentazione degli animali. Solo negli ultimi decenni se n’è compresa l’importanza anche dal punto di vista dell’alimentazione umana. La crusca più nota e diffusa è quella che deriva dalla macinazione del frumento e può derivare dal grano duro, da quello tenero o da miscele di entrambe le tipologie.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della crusca di frumento?

100 grammi di crusca di frumento tenero offrono un apporto di circa 206 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare crusca di frumento?

Il consumo di crusca di frumento deve essere tenuto sotto controllo quando si assumono farmaci cardiaci, dal momento che le fibre contenute in questo tipo di crusca tendono a “intrappolare” il farmaco diminuendone la quantità nel sangue. Quest’attenzione deve essere prestata, in particolare, dalle persone anziane.  

Quali sono i possibili benefici della crusca di frumento?

La crusca di frumento regolarizza l’attività digestiva grazie alle sue fibre insolubili, che non vengono digerite e agiscono diminuendo il tempo di transito e aumentando la massa fecale. Questo tipo di crusca ha un alto potere saziante e un basso apporto calorico. Riduce inoltre l’assorbimento dei grassi e degli zuccheri ed è un’alleata preziosa in caso di iperglceridemia, diabete, colesterolo alto e intolleranza al glucosio.  

Quali sono le controindicazioni della crusca di frumento?

La crusca di frumento contiene glutine e dunque non può essere consumata dai soggetti celiaci o che soffrono di intolleranza a questa sostanza. Stante il suo effetto lassativo, questo alimento deve essere evitato da chi soffre di coliti o di altri problemi di natura intestinale. Un suo consumo prolungato, inoltre, può essere ala causa di fenomeni di flatulenza e meteorismo.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Dentice

Il dentice è un pesce della famiglia Sparidae che vive in acque salate, in particolare quelle che sono contraddistinte da fondali rocciosi o sabbiosi. Molto diffuso nel mar Mediterraneo, vive anche nell’Oceano Atlantico. Il periodo di pesca migliore di questo pesce e compreso tra i mesi di ottobre e marzo.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del dentice?

100 grammi di dentice offrono un apporto di circa 100 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare dentice?

Non sono note interazioni tra il consumo di dentice e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze. In caso di dubbio meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici del dentice?

Nella carne del dentice sono presenti piccole quantità di grassi saturi, ma la stessa è ricca di omega 3 e di potassio elementi che la rendono preziosa dal punto di vista della salute cardiovascolare. La buona presenza di minerali e vitamine rende questo pesce interessante dal punto di vista della salute generale dell’organismo. Il selenio attiva le difese ossidanti dell’organismo. Il fosforo e la vitamina D aiutano la salute delle ossa e il solo fosforo quella dei denti, la vitamina A è alleata del sistema immunitario e le vitamine del gruppo B lo sono dei processi metabolici.  

Quali sono le controindicazioni del dentice?

Non si conoscono controindicazioni al consumo di dentice. Meglio comunque non esagerare con le dosi poiché si tratta comunque di un alimento fonte di colesterolo.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Edamame

Gli edamame sono i fagioli della soia. Sono molto consumati dal punto di vista alimentare in Giappone, Cina e Corea, oggi molto diffusi anche in Europa e America.  

Quali sono le proprietà nutrizionali dell’edamame?

100 grammi di edamame surgelati offrono un apporto di circa 109 calorie. Nella stessa quantità sono presenti: Gli edamame sono inoltre una buona fonte di fitoestrogeni.  

Quando non bisogna mangiare edamame?

Il consumo di edamame può interferire con l’assunzione di alcuni farmaci come quelli per il trattamento della tiroide. I diuretici, i MAO inibitori e il warfarin.  

Quali sono i possibili benefici dell’edamame?

Le vitamine del gruppo B in generali favoriscono i processi metabolici; la vitamina B9 previene anomalie del sistema nervoso del feto durante la gestazione; la vitamina C rafforza le difese antiossidanti, così come il manganese; il potassio favorisce la salute cardiovascolare; fosforo e calcio aiutano la salute di ossa e denti; il ferro contribuisce alla produzione di emoglobina e le fibre migliorano gli effetti dell’alimentazione. Gli edamame contengono fitoestrogeni e per questo sembrano contrastare alcuni sintomi e disturbi che si presentano durante la menopausa.  

Quali sono le controindicazioni dell’edamame?

Gli edamame devono essere mangiati cotti, con almeno 20 minuti di bollitura, perché quando sono crudi contengono una tossina che può scatenare diarrea, vomito, dolori allo stomaco. La soia può inoltre scatenare allergie.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Farina di mais

La farina di mais viene ottenuta raffinando il mais in maniera integrale, mantenendo cioè anche la parte esterna, corrispondente al rivestimento fibroso, e la parte interna, il cosiddetto germe, del seme. Ha un colorito giallo e può essere costituita da granuli di grandezza variabile, a seconda di quale livello di macinatura si sia adottato. La ricetta più diffusa che prevede il suo utilizzo è quella che riguarda la polenta. È una farina priva di glutine e può dunque essere ingerita anche dalle persone celiache e che soffrono di intolleranza al glutine.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della farina di mais?

100 grammi di farina di mais offrono un apporto di circa 360 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare farina di mais?

Non sono note interazioni tra il consumo di farina di mais e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici della farina di mais?

Alla farina di mais sono riconosciute proprietà energetiche e la capacità di appagare il senso di sazietà.  

Quali sono le controindicazioni della farina di mais?

Nella farina di mais sono presenti poche fibre e sono presenti scarse quantità di vitamine e di minerali. Dal punto di vista qualitativo-nutrizionale, quindi, un suo uso esclusivo e protratto nel tempo è da considerarsi insufficiente.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Farro

Il termine farro indica tre tipologie di frumento: triticum dicoccum, triticum monococcum e triticum spelta. Ha un alto apporto di valore nutrizionale e per questo negli ultimi anni viene molto coltivato, dopo secoli in cui era stato in qualche modo dimenticato. Commercializzato essiccato, è reperibile tutto l’anno.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del farro?

100 grammi di farro cotto che non abbia avuto aggiunta di sale offre un apporto di circa 335 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare farro?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di farro e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici del farro?

Nel farro sono presenti molte fibre, perciò è un ottimo lassativo dalle note capacità depurative per l’organismo. Le fibre contribuiscono anche a limitare i livelli di colesterolo cattivo presente nel sangue contribuendo a ridurre il rischio cardiovascolare, e a tenere sotto controllo gli zuccheri riducendo il rischio di contrarre diabete tipo 2. Spesso il farro viene inserito nelle diete dimagranti grazie al suo potere saziante che spinge a limitare le quantità di cibo ingerite e quindi anche le calorie che vengono introdotte attraverso i pasti.  

Quali sono le controindicazioni del farro?

Nel farro è presente il glutine per cui non può essere consumato dalle persone che soffrono di celiachia e di intolleranza al glutine. Non deve essere consumato da chi soffre di problemi intestinali come la colite visto il suo alto potere lassativo.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Finocchio

Il finocchio è una verdura che appartiene alla famiglia delle Apiaceae. Il suo nome scientifico è foeniculum volgare. Viene coltivato in particolare nel sud dell’Europa, soprattutto in Italia. Fa parte degli alimenti che vengono inseriti nella cosiddetta dieta mediterranea.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del finocchio?

100 grammi di finocchio offrono un apporto di circa 31 calorie, suddivise in questo modo: 56% proteine, 43% carboidrati e 1% lipidi. Nella stessa quantità sono presenti: Il finocchio è fonte di flavonoidi e contiene molti oli essenziali che sono alla base del suo caratteristico gusto simile a quello dell’anice.  

Quando non bisogna mangiare finocchio?

Non sono note interazioni tra il consumo di finocchi e l’assunzione di farmaci o altre sostanze. In caso di dubbio è meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici del finocchio?

Ricco di vitamine e minerali e dal basso contenuto calorico, il finocchio offre effetti benefici sul metabolismo, potenzia le difese antiossidanti dell’organismo, favorisce lo sviluppo corretto del sistema nervoso duramte le prime fasi della gravidanza, protegge la salute cardiovascolare, agevola la sintesi del collagene, aiuta la salute delle ossa e partecipa alla produzione di globuli rossi. La presenza dell’olio essenziale anetanolo gli conferisce proprietà antimicotiche e antibatteriche.  

Quali sono le controindicazioni del finocchio?

Non si conoscono controindicazioni al consumo di finocchio.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Gambero

Rientrano sotto la voce “gambero” varie specie di crostacei, tra cui anche i gamberetti e i gamberi rossi, che vivono in molti mari di tutto il mondo. In Italia sono particolarmente diffusi i gamberetti rosa, che vengono pescati nel periodo tra marzo e giugno.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del gambero?

100 grammi di gamberetti apportano circa 85 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare gambero?

Non sono conosciute interazioni tra il consumo di gambero e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze. In caso di dubbio è bene chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici del gambero?

Nelle carni dei gamberi sono presenti proteine di buona qualità e nutrienti di una certa importanza come le vitamine del gruppo B, calcio e fosforo per la salute di ossa e denti, zinco per buon funzionamento metabolismo, selenio per le difese antiossidanti e ferro per il trasporto di ossigeno. I gamberi sono poveri di grassi saturi e ricchi di omega 3 e potassio per cui sono considerati ottimi per aiutare la salute di cuore e arterie.  

Quali sono le controindicazioni del gambero?

I gamberi sono piuttosto ricchi di colesterolo, per cui non devono essere consumati oltre certi limiti per non rischiare di sviluppare aterosclerosi.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Granseola

La granseola è un crostaceo simile al granchio ma di maggiori dimensioni visto che il suo corpo centrale può misurare anche 20 cm. Vive nel mar Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico. In Italia è presente in particolare nel mar Adriatico e nella laguna veneta (da qui il suo nome: in veneto “granso” e “seola” significano granchio cipolla). A seconda della regione in cui viene pescato assume un nome diverso: “faolo” o “grittun” in Liguria, “granzo” in Friuli venezia Giulia, “margherita” in Toscana, “marmottam pilargiu” in Sardegna, “suenne” in Puglia e “tarantula” in Sicilia.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della granseola?

100 grammi di granseola offrono un apporto di circa 80 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:
  • circa 80 g di acqua
  • 1,80 g di carboidrati
  • 15,10 g di proteine
  • 0,90 g di lipidi
  • 320 mg di fosforo
  • altri minerali (potassio, sodio).
 

Quando non bisogna mangiare granseola?

Non sono conosciute interazioni tra il consumo di granseola e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze. In caso di dubbi si consiglia di rivolgersi al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici della granseola?

La granseola fornisce l’organismo di una buona quantità di proteine senza che vi sia il carico di troppi grassi. Il fosforo presente è importante per la salute di ossa e denti, il potassio aiuta a ridurre il rischio cardiovascolare.  

Quali sono le controindicazioni della granseola?

La granseola, come tutti i crostacei, è fonte di colesterolo e di grandi quantità di sodio. Per questo è bene contenerne il consumo per non incidere sulla salute di cuore e arterie.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Intestino crasso

Che cos’è l’intestino crasso?

L’intestino crasso è la parte finale dell’intestino e, più in generale, dell’apparato digerente. Si estende a partire dalla valvola ileo-cecale (o valvola di Bauhin, dal cognome del medico svizzero che – nel corso del XVI secolo – la descrisse) all’orifizio anale. È costituito da tre segmenti:
  • l’intestino cieco, porzione che origina e si sviluppa in modo laterale e a fondo cieco
  • il colon, che è la continuazione dell’intestino tenue
  • il retto o intestino retto, che rappresenta l’ultimo tratto dell’intestino, quello che sbocca  all’esterno, mediante l’orifizio anale.
La sua funzione è quella di terminare il processo digestivo tramite assorbimento, fermentazione ed evacuazione dei cibi ingeriti.  

Com’è fatto l’intestino crasso?

Estensibile e lungo nel complesso 1,5 metri circa, l’intestino crasso è disposto in modo da circondare l’intestino tenue rispetto a cui presenta una lunghezza minore (1,5 metri contro i circa 7 metri del tenue), una maggiore fissità e un maggior calibro. Quanto al calibro, l’intestino crasso configura inizialmente una circonferenza di 28 cm che poi si riduce gradualmente a 14 per aumentare di nuovo a 17-19 cm. a livello della prima porzione del retto (l’ampolla rettale). Il calibro si restringe poi nell’ultima parte del retto (il canale anale) ovvero la parte del retto che comunica con l’esterno e consente l’evacuazione.  

A che cosa serve l’intestino crasso?

Se, in generale, la funzione di tutto l’intestino è quella di condurre a termine la digestione che è iniziata nella bocca (grazie alla combinata azione della masticazione e della saliva) e proseguita quindi a livello dello stomaco (tramite l’azione dei succhi gastrici), le funzioni principali dell’intestino crasso sono quelle di:
  • assorbire elettroliti e acqua
  • consentire l’accumulo degli scarti alimentari non digeribili
  • provvedere alla loro decomposizione e alla loro evacuazione.
Oltre a permettere la conclusione del processo digestivo, esso provvede anche all’assorbimento di specifiche sostanze (come cloro e sodio) e di alcune vitamine che sono prodotte dalla flora batterica locale (in particolare la vitamina K).

Iodio

Che cos’è lo iodio?

Lo iodio è un oligoelemento presente in piccole quantità nell’organismo, fondamentale per mantenerlo sano. È quindi da annoverare nella categoria dei microelementi che, al contrario dei macroelementi – come calcio, fosforo, magnesio, potassio, zolfo, sodio e cloro – sono già presenti in natura nell’organismo.  

A cosa serve lo iodio?

Lo iodio è un componente essenziale degli ormoni tiroidei. Per questa ragione, è un elemento importante per le funzioni regolate da questi ormoni, tra cui la regolazione della temperatura corporea, il metabolismo degli zuccheri, dei grassi e delle proteine, nonché il metabolismo basale e la formazione del sistema nervoso centrale e dello scheletro, sia durante la gestazione, sia durante l’infanzia. Inoltre, lo iodio sembra svolgere anche altre attività biologiche, ad esempio a livello del sistema immunitario.  

In quali alimenti è contenuto lo iodio?

La principale fonte alimentare di iodio è il pesce. Anche le alghe ne contengono una buona quantità. Negli altri alimenti è presente in dosi molto variabili. Si trova, ad esempio, nel latte, nelle uova, nella carne e nei cereali. Anche frutta e verdura possono contenerne, ma in quantità che dipendono fortemente dalla presenza di iodio nel terreno su cui sono coltivate, dall’uso di fertilizzanti e dalle pratiche di irrigazione. Tale variabilità significa che le quantità di iodio spesso assunte non sono sufficienti a soddisfare le esigenze dell’organismo. Per tale ragione, sia il Ministero della Salute sia l’Organizzazione Mondiale della Sanità consigliano di prevenire queste carenze utilizzando sale iodato al posto del comune sale da cucina.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di iodio?

Il fabbisogno giornaliero raccomandato di iodio per un individuo adulto è di 150 mg (valore di riferimento europeo). Il fabbisogno varia tuttavia a seconda dell’età ed è maggiore nelle donne in gravidanza e in allattamento, raggiungendo i 220-290 mg al giorno.  

Quali sono le conseguenze della carenza di iodio?

La carenza di iodio ha vari effetti negativi sulla crescita e sullo sviluppo ed è il principale fattore di rischio modificabile per il ritardo mentale. Di conseguenza, la produzione insufficiente di ormoni tiroidei in gravidanza e nella prima infanzia possono causare effetti irreversibili. Con la gestazione può, ad esempio, causare aborti, cretinismo, spasticità motoria, sordità, ritardi nello sviluppo fisico e sessuale e aumento del rischio di sindrome da deficit di attenzione e iperattività. Nei bambini, lievi carenze di sodio possono ridurre il quoziente intellettivo. Da adulta, la carenza di iodio può portare a un ipotiroidismo spesso associato al gozzo. Altri possibili problemi includono la compromissione della funzione mentale e della produttività lavorativa e, nel caso di carenza cronica, un aumento del rischio di cancro follicolare della tiroide.  

Quali sono le conseguenze di un eccesso di iodio?

Un eccesso di iodio può causare gli stessi sintomi delle sue carenze, tra cui l’ipotiroidismo e il gozzo. Altre possibili conseguenze sono l’ipertiroidismo, la tiroidite e il tumore papillare della tiroide. Le intossicazioni acute sono rare. I sintomi includono bruciore alla bocca, alla gola e allo stomaco, febbre, dolori addominali, nausea, vomito e dissenteria, polso debole e coma.  

È vero che lo iodio fa bene alla tiroide?

Sì, è vero. Il funzionamento della tiroide è regolato dall’ormone TSH, che aumenta l’assorbimento di iodio da parte della tiroide, utile per stimolare la sintesi degli ormoni tiroidei. Garantire una corretta assunzione di iodio evita carenze che causano il gonfiore della tiroide nel tentativo di assorbire questo elemento.

Kamut

Il Kamut è una varietà del grano Khorasan che appartiene alla famiglia delle Poaceae. Kamut è un marchio registrato di appartenenza dell’azienda del Nord America Kamut International, che a partire dagli anni 70 ha perfezionato i processi di macinazione, purificazione e lavorazione di questo cereale.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del kamut?

100 grammi di kamut offrono un apporto di circa 334 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare kamut?

Il kamut contiene glutine, per cui questo alimento non è indicato per tutti coloro che soffrono di celiachia e di intolleranza a questa sostanza.  

Quali sono i possibili benefici del kamut?

Nel kamut sono presenti buone quantità di proteine, aminoacidi, vitamine e sali minerali. Buone proprietà antinfiammatorie e antiossidanti sono offerte dalla presenza di selenio, fenoli e carotenoidi. Le fibre favoriscono il buon funzionamento dell’intestino e le vitamina del gruppo B stimolano l’attività del metabolismo. Il kamut ha una digeribilità superiore rispetto al grano moderno.  

Quali sono le controindicazioni del kamut?

Come detto, il kamut è controindicato a chi soffre di celiachia e di intolleranza al glutine.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Lattuga

La lattuga, nome scientifico Lactuca sativa, è un ortaggio di cui sono presenti in natura varie varietà che si differiscono tra loro per forma e sapore pur mantenendo in linea di massima le medesime caratteristiche nutrizionali. Le varietà più diffuse in Italia sono: gentile, romana, cappuccio e iceberg. Può essere consumata sia cruda sia cotta.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della lattuga?

100 grammi di lattuga offrono un apporto medio di circa 21 calorie, ripartite in questo modo: 43% carboidrati, 38% proteine e 19% lipidi. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare lattuga?

Bisogna evitare di mangiare lattuga in quantità eccessive mentre si assumono farmaci anticoagulanti.  

Quali sono i possibili benefici della lattuga?

Il consumo di lattuga agevola il transito intestinale grazie alla presenza di acqua – ben 94 grammi su 100 – e fibre. È indicata inoltre per chi soffre di ritenzione idrica grazie alle sue proprietà diuretiche. Il suo apporto energetico è scarso è per questo viene inserita abitualmente nei regimi alimentari che richiedono un basso introito calorico. La presenza di sali minerali come fosforo, calcio e potassio fanno sì che questo alimento sia rimineralizzante e rinfrescante. Buono è il suo apporto alla salute di vista e pelle, grazie alla vitamina A, e la sua capacità di favorire il controllo dei livelli di colesterolo nel sangue (vitamina C). La vitamina B9 invece aiuta la salute dell’apparato cardiocircolatorio e favorisce lo sviluppo del nascituro in gravidanza.  

Quali sono le controindicazioni della lattuga?

Non ci sono controindicazioni al consumo di lattuga, a meno che non si soffra di una, peraltro rara, allergia a questo ortaggio.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Lenticchie

Le lenticchie sono i semi della pianta Ervum lens, della famiglia delle Leguminose Papillionacee. In passato venivano definite “carne dei poveri” grazie al loro forte contenuto di ferro e proteine. In Italia sono presenti numerose varietà, la più famose sono quelle di Onano (Viterbo), Norcia (Perugia), Santo Stefano di Sessiano (L’Aquila) e Villaba (Caltanissetta).  

Quali sono le proprietà nutrizionali delle lenticchie?

100 grammi di lenticchie secche cotte offrono un apporto di circa 92 calorie, ripartite in questo modo: 66% carboidrati, 30% proteine e 4% lipidi. Nella stessa quantità di lenticchie secche bollite in acqua senza che sia stato aggiunto sale sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare lenticchie?

Nelle lenticchie sono contenute le purine, sostanze per cui devono essere evitate da chi soffre di uremia e di gotta.  

Quali sono i possibili benefici delle lenticchie?

Le lenticchie sono ideali per facilitare il transito intestinale o offrire un buon senso di sazietà perché sono ricche di fibre. Combattono inoltre l’anemia, la denutrizione e l’affaticamento grazie alla presenza di molti minerali. Per quanto riguarda le vitamine, la vitamina B1 favorisce memoria e concentrazione, la vitamina B3 aiuta la gestione dell’energia dell’organismo e contribuisce a tenere bassi i valori di trigliceridi nel sangue. Le lenticchie contengono inoltre isoflavoni, dalle proprietà antiossidanti e ottime per combattere i radicali liberi.  

Quali sono le controindicazioni delle lenticchie?

Non bisogna esagerare con il consumo di lenticchie quando si soffre di colite i di altri problemi intestinali. Questo alimento deve essere consumato solo da cotto, quando sono crude contengono sostanze che non sono digeribili.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Malto

Il malto è un prodotto alimentare che viene ottenuto dalla germinazione di alcuni cereali come il frumento, il mais, il riso e l’orzo. La germinazione è un’operazione che fa sì che i semi dei cereali sviluppino il complesso di enzimi in grado di trasformare in lattosio l’amido che è in loro presente. Può presentarsi sotto forma di farina, di sciroppo, quando la farina viene mischiata ad acqua, e di estratto in polvere, quando lo sciroppo viene fatto essiccare. Dal punto di vista alimentare può essere utilizzato per produrre bevande alcoliche, tra cui la birra e il whisky, e surrogati del caffè; per la lievitazione di prodotti di forno; in sostituzione dello zucchero per dolci, creme e gelati.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del malto?

100 grammi di farina di malto offrono un apporto di circa 360 calorie. Nela stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare malto?

Non sono note interazioni tra il consumo di malto e l’assunzione di farmaci o altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici del malto?

Il malto contiene pochi zuccheri e può essere consumato senza problemi anche da chi soffre di diabete. Contiene il maltolo che sembra essere in grado di contrastare le patologie tumorali. Il malto apporta benefici che variano a seconda del cereale da cui è ricavato. Se è d’orzo è depurativo per il fegato, se è di frumento sembra essere in grado di curare gonfiori, congiuntiviti e irritazioni.  

Quali sono le controindicazioni del malto?

Non si conoscono controindicazioni al consumo di malto.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Merluzzo

Il merluzzo è un pesce originario dell’Oceano Atlantico che appartiene al genere Gadus. Dal punto di vista alimentare può essere consumato fresco oppure nelle sue forme essiccate e salate chiamate stoccafisso e baccalà.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del merluzzo?

100 grammi di merluzzo offrono un apporto di circa 82 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare merluzzo?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di merluzzo e l’assunzione di medicinali o di altre sostanze. In presenza di dubbio è bene rivolgersi al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici del merluzzo?

Nella carne del merluzzo sono presenti proteine di elevata qualità. Sono presenti in parte anche gli omega 3, alleati della salute cardiovascolare, mentre quasi del tutto assenti sono i grassi saturi, pericolosi per la salute delle arterie e del cuore. Vitamina D e fosforo sono alleati di ossa e denti, vitamine del gruppo B lo sono dei processi metabolici mentre il selenio lo è delle difese antiossidanti dell’organismo.  

Quali sono le controindicazioni del merluzzo?

La carne del merluzzo è fonte di colesterolo e il suo consumo deve quindi essere tenuto sotto controllo, soprattutto in presenza di problemi di natura cardiovascolare.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Miele

Il miele è la sostanza elaborata da alcuni insetti imenotteri, in particolare dall’ape domestica, a partire dal nettare dei fiori eo dalle secrezioni di alcune piante. Ne esistono di vari tipi, che si differenziano tra loro in base alla provenienza del nettare (acacia, rododendro, tiglio, ecc.), al colore (biondo o bianco) e al metodo di estrazione (vergine, centrifugato o torchiato). Può essere utilizzato come alimento o come dolcificante dopo essere stato raffinato.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del miele?

100 grammi di miele offrono un apporto di circa 304 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare miele?

Il miele ha un elevato contenuto di zuccheri e calorie, per cui deve essere del tutto evitato da chi è affetto da diabete o da chi è in una condizione di sovrappeso od obesità. Il suo uso è sconsigliato anche per i bambini di età inferiore all’anno perché potrebbe causare un’infezione da tossina botulinica.  

Quali sono i possibili benefici del miele?

I benefici apportati dal miele al nostro organismo sono vari. Anzitutto allevia stress e ansia, poi stimola la concentrazione e la memoria. È un prezioso alleato della salute intestinale e un ottimo rimedio contro tosse, mal di gola e affezioni che riguardano le vie aeree superiori. In ambito cosmetico ha il potere di eliminare le impurità della pelle e di donare luminosità ai capelli.  

Quali sono le controindicazioni del miele?

Il consumo di miele deve essere evitato da chi soffre di diabete o è in condizione di obesità o sovrappeso.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Nasello

Il nasello è un pesce che vive nelle acque salate e profonde dai 30 ai 100 metri del Mediterraneo, del mar Nero e dell’Oceano Atlantico. A volte viene chiamato merluzzo perché questi due pesci appartengono allo stesso ordine e hanno carne che si somigliano. Ma si tratta di due pesci differenti, che appartengono a famiglie, generi e specie differenti  

Quali sono le proprietà nutrizionali del nasello?

100 grammi di nasello offrono un apporto di circa 71 calorie, ripartite in questo modo: 96% proteine e 4% lipidi. Nella stessa quantità sono presenti: Contiene inoltre aminoacidi come la leucina, la lisina e gli acidi aspartico e glutammico.  

Quando non bisogna mangiare nasello?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di nasello e l’assunzione di farmaci o altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici del nasello?

La carne del nasello è sana, nutriente e facilmente digeribile e per questo viene ritenuta ideale per essere inserita nell’alimentazione di bambini e anziani. È inoltre ipocalorica per cui viene inserita spezzo nelle diete che richiedono un basso apporto energetico. Buona la presenza anche di acidi grassi essenziali della famiglia degli omega 3 e di proteine di alto valore biologico. La vitamina B3 è ideale per facilitare la digestione e proteggere la pelle, il potassio aiuta a mantenere nella norma la pressione sanguigna e l’equilibrio idrico.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Olio di arachidi

L’olio di arachidi viene prodotto spremendo le arachidi, che sono i semi dell’Arachis hypogaea, pianta che appartiene alla famiglia delle Fabaceae (leguminose) originaria dell’America del Sud.  

Quali sono le proprietà nutrizionali dell’olio di arachidi?

100 grammi di olio di arachidi offrono un apporto di circa 900 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare olio di arachidi?

Non sono note interazioni tra il consumo di olio di arachidi e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze. In presenza di dubbi è bene chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici dell’olio di arachidi?

La buona presenza di grassi monoinsaturi e quella ristretta di grassi saturi e colesterolo rendono l’olio di arachidi un alimento considerato ideale per la promozione della prevenzione cardiovascolare.  

Quali sono le controindicazioni dell’olio di arachidi?

Non bisogna consumare olio di arachidi quando si soffre di allergia alle arachidi. Anche altre allergie, come quelle alla soia e ad altri legumi potrebbero essere all’origine di reazioni allergiche.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Olio di girasole

L’olio di girasole viene ottenuto dalla spremitura dei semi del girasole, pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae.  

Quali sono le proprietà nutrizionali dell’olio di girasole?

100 grammi di olio di girasole offrono un apporto di circa 900 calorie, tutte sotto forma di lipidi. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare olio di girasole?

Non sono note interazioni tra il consumo di olio di girasole e l’assunzione di farmaci o altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici dell’olio di girasole?

L’olio di girasole è benefico in caso di costipazione e, anche se in quantità minore rispetto agli altri oli vegetali, è utile per contenere gli effetti del colesterolo cattivo che portano al rischio di aterosclerosi. Dal punto di vista nutrizionale quest’olio è fonte consistente di grassi insaturi e di molecole dall’attività antiossidante, prima tra tutte la vitamina E.  

Quali sono le controindicazioni dell’olio di girasole?

L’olio di girasole può essere all’origine di reazioni allergiche in persone sensibili alle piante e ai fiori che appartengono alla famiglia delle Asteraceae, come ad esempio la margherita, il crisantemo e l’ambrosia. Non è indicato per chi soffre di diabete, perché è in grado di aumentare i livelli di insulina e di glicemia. Dal momento che contribuisce ad aumentare i livelli di lipidi ematici nell’ambito post-prandiale, inoltre, viene considerato capace di aumentare il rischio di contrarre aterosclerosi in chi è affetto da diabete di tipo 2.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.