Aceto balsamico

L’aceto balsamico è un prodotto tipico italiano che ha origine dal mosto di uva che viene filtrato, cotto e sottoposto a una duplice fermentazione alcolica e acetica. La tipologia di aceto balsamico che viene definita “tradizionale” è prodotta solo nelle province di Reggio Emilia e Modena con marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta).  

Quali sono le proprietà nutrizionali dell’aceto balsamico?

100 ml di aceto balsamico offrono un apporto di circa 88 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna consumare aceto balsamico?

L’aceto balsamico è sconsigliato per chi soffre di diabete dal momento che ha la capacità di contribuire ad aumentare livelli di insulina e glucosio nel sangue, soprattutto nel caso in cui il consumo sia combinato all’assunzione di farmaci con cui viene trattata questa patologia. Sconsigliato è anche il suo uso combinato con l’assunzione di farmaci antidepressivi dal momento che ha la capacità di abbassare la pressione sanguigna. In caso di dubbio meglio comunque chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici dell’aceto balsamico?

Nell’aceto sono presenti molti sali minerali che apportano benefici al nostro organismo. La presenza di fenoli dell’uva conferisce proprietà antiossidanti, utili per il sistema immunitario, per combattere l’azione dei radicali liberi e per rallentare l’invecchiamento cellulare. Riconosciute sono anche le proprietà antibatteriche, antivirali e disinfettanti e la capacità di aumentare il senso di sazietà e rallentare l’attività gastrica senza appesantirla. Ha un apporto di calorie contenuto per cui è spesso utilizzato nelle diete a ristretto regime calorico. Non contiene colesterolo ed è dunque adatto al consumo di chi soffre di problemi di natura cardiovascolare.  

Quali sono le controindicazioni dell’aceto balsamico?

L’aceto, in ogni sua varietà, è sconsigliato a chi soffre di problemi di natura gastrica come reflusso gastroesofageo e gastrite, perché contribuirebbe ad aumentarne i sintomi.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Allergia

Che cos’è un’allergia?

Un’allergia è una reazione immediata ed eccessiva che il sistema immunitario mette in atto quando entra in contatto con un allergene, cioè con una sostanza che è estranea all’organismo e che in genere non dovrebbe destare problemi. Alcuni allergeni (come ad esempio la polvere) provocano una produzione da parte dell’organismo di specifici anticorpi (immunoglobuline E – IgE) che, a loro volta, inducono il rilascio di istamina, sostanza che provoca l’infiammazione dei tessuti della pelle e delle mucose.

Apparato cardiocircolatorio

Che cos’è l’apparato cardiocircolatorio?

L’apparato circolatorio corrisponde all’insieme degli organi che hanno la funzione di consentire la circolazione del sangue nel nostro organismo. La funzione del sangue è quella di fornire ossigeno e nutrienti alle cellule e al tempo stesso eliminare l’anidride carbonica e altri prodotti di scarto.  

Com’è strutturato l’apparato cardiocircolatorio?

L’apparato cardiocircolatorio è formato dai vasi sanguigni, strutture tubolari in cui scorre il sangue che viene pompato dal cuore. I vasi sanguigni si suddividono in:
  • arterie, che ricevono il sangue dal cuore e lo conducono, attraverso i capillari, in tutte le parti del corpo
  • capillari, molto sottili, che ricevono il sangue dalle arterie e lo convogliano nelle venule, piccoli vasi che convergono a formare le vene
  • vene, che hanno la funzione di riportare il sangue verso il cuore.
L’intero sistema è composto da due componenti principali: il circolo sistemico e il piccolo circolo (o circolo polmonare).  

Qual è la funzione dell’apparato cardiocircolatorio?

La funzione principale dell’apparato cardiocircolatorio, come detto, è quella di distribuire ossigeno e nutrienti ai veri organi associata a quella di eliminare l’anidride carbonica e le sostanze di scarto dall’organismo. Un’altra funzione è quella di distribuire, attraverso la fitta rete costituita dai vasi sangugini, i globuli bianchi, componenti fondamentali del sistema immunitario, e altre molecole come gli ormoni che svolgono varie funzioni nell’organismo.

Arancia

L’arancia è il frutto prodotto dalla pianta dell’arancio, originaria dell’Asia e appartenente al genere Citrus. Ne esistono varietà dolci (citrus sinensis) e varietà amare (citrus aurantium).  

Quali sono le proprietà nutrizionali dell’arancia?

100 grammi di polpa di arancia offrono un apporto di circa 34 calorie, ripartite in questo modo: 87% carboidrati, 8% proteine e 5% lipidi. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare arance?

Il consumo di arancia deve essere evitato quando si assumono ACE inibitori oppure quando si sta seguendo una cura a base di farmaci antidiuretici, per evitare che vi sia un aumento incontrollato di potassio nell’organismo.  

Quali sono i possibili benefici dell’arancia?

Nell’arancia sono presenti molti antiossidanti, soprattutto la vitamina C che ha spiccate capacità antinfiammatorie, antitumorali, promuove il buon funzionamento del sistema immunitario e contribuisce a diminuire l’incidenza delle infezioni da Helicobacter pylori. I flavonoidi esercitano azione anticoagulante mentre le fibre aiutano a contrastare il colesterolo cattivo e a favorire il buon funzionamento dell’intestino. Si ritiene inoltre che il succo d’arancia sia ottimo per ridurre il rischio di artrite reumatoide e di calcoli renali.  

Quali sono le controindicazioni dell’arancia?

Non si conoscono controindicazioni al consumo di arance.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Autoimmunità

Che cos’è l’autoimmunità?

L’autoimmunità è un cattivo funzionamento del sistema immunitario del nostro organismo per cui questo scatena una reazione non contro organismi provenienti dall’esterno, ma contro alcuni dei suoi componenti. In condizioni normali l’organismo è in grado di distinguere gli antigeni self, che sono quelli che gli sono propri e sono innocui, dagli antigeni non self, che gli sono estranei e da cui si deve difendere. Nel caso dell’autoimmunità questa capacità viene meno il sistema immunitario non è più in grado di riconoscere come self alcuni elementi che gli sono propri e li tratta come se fossero non self.

Carote

Le carote sono le radici della pianta Daucus carota, che appartiene alla famiglia delle ombrillifere. Coltivate in tutto il mondo, cambiano di colore e forma a seconda del loro luogo di origine. In Europa, per esempio, sono arancioni mentre in Asia sono di colore zafferano.  

Quali sono le proprietà nutrizionali delle carote?

100 grammi di carote offrono un apporto di circa 40 calorie, suddivise in questo modo: 82% carboidrati, 13% proteine e 5% lipidi. Nella stessa quantità sono inoltre presenti: Questi ortaggi sono fonte di alfa-carotene, beta-carotene, luteina/zeaxantina e, quando fresche, di falcarinolo.  

Quando non bisogna mangiare carote?

Non si conoscono condizioni per cui il consumo di carote potrebbe interferire con l’assunzione di farmaci o di altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici delle carote?

Le carote hanno apportano buone quantità di antiossidanti, fibre alimentari e vitamine a fronte di un basso apporto calorico. Grazie alla vitamina A e ai carotenoidi aiutano a proteggere a proteggere occhi, pelle e mucose; grazie alla vitamina C promuovono il buon funzionamento del sistema immunitario e proteggono denti, gengive e connettivi; grazie alle vitamine del gruppo B garantiscono un buon metabolismo. La presenza di falcarinolo le rende utili a combattere il cancro. Il potassio promuove invece la buona salute del sistema cardiocircolare.  

Quali sono le controindicazioni delle carote?

Non sono note controindicazioni al consumo di carote.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Carotenoidi (provitamina A)

Che cosa sono i carotenoidi (provitamina A)?

I carotenoidi  sono dei pigmenti vegetali di natura lipidica che si distinguono per il loro colorito vivo – rosso, arancione e giallo – e che hanno la funzione di agenti fotoprotettivi, cioè di proteggere il nostro organismo dalla luce in eccesso. In natura ne esistono oltre 600, di cui 50 possono essere assunti in modo significativo tramite la dieta e vengono assorbiti a livello intestinale. Tra i più importanti ci sono l’alfacarotene, il gammacarotene, il betacarotene, il licopene, la zeaxantina e la luteina. Possono avere attività vitaminica, e allora sono chiamati anche provitamina A, o possono assolvere a una funzione nutrizionale grazie alla loro forte capacità antiossidante.  

A che cosa servono i carotenoidi?

Oltre ad essere precursori della vitamina A (retinolo) – che fornisce al nostro organismo capacità antiossidanti – i carotenoidi sono particolarmente protettivi in relazione a diverse patologie, grazie alla loro capacità di neutralizzare i radicali liberi, molecole che possono, qualora non vengano tenute sotto controllo, danneggiare la nostra struttura cellulare. Per questo motivo i carotenoidi di solito riescono a rendere più forte il sistema immunitario del nostro corpo arrestando anche il progresso di malattie pre-cancerose che potrebbero interessare la zona orale e quella cervicale.  

In quali alimenti sono presenti i carotenoidi (provitamina A)?

Quelli che hanno attività vitaminica (protovitamina A) sono contenuti in molti alimenti di origine vegetale, per lo più di colorito rosso/arancione come i pomodori, il melone, le carote, le zucche, le albicocche, le angurie e i peperoni. Ma anche in diversi vegetali a foglia verde, come i cavoli, gli spinaci e il prezzemolo.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di carotenoidi (provitamina A)?

Il fabbisogno di carotenoidi con attività vitaminica è di 6 grammi al giorno.

Carenza di carotenoidi

La carenza di carotenoidi può condurre a una maggiore esposizione a malattie infiammatorie croniche come l’artrite reumatoide. Recenti ricerche hanno evidenziato una correlazione tra la carenza di carotenoidi e vari tumori dei tessuti epiteliali: polmone, apparato gastrointestinale, collo dell’utero e pelle.

Eccesso di carotenoidi

Un’eccessiva assunzione di carotenoidi che hanno attività vitaminica non provoca tossicità.  

È vero che per preservare i carotenoidi nel nostro organismo bisogna assumere un po’ di grassi?

Sì, i grassi in quantità non elevata – preferibilmente sotto forma di olio di oliva freddo o al limite di un avocado – contribuiscono a evitare che vi sia un abbassamento della bile nell’intestino e una conseguente perdita di carotenoidi.

Cellula dendritica

Che cos’è una cellula dendritica?

La cellula dendritica è una cellula che appartiene alla famiglia dei globuli bianchi e, in ambito di sistema immunitario, ha il ruolo di sentinella. La definizione di “dendritica” (in greco antico dendron=albero) è dovuta alla sua forma, tipicamente ramificata e simile a quella di un albero. Quando questa cellula avverte la presenza di un patogeno all’interno dell’organismo agisce stimolando la risposta immunitaria, portata dai linfociti B e dai linfociti T, specifica per l’antigene in oggetto.

Cellula NK (natural killer)

Che cos’è la cellula NK (natural killer)?

La cellula NK (natural killer) è una cellula del sistema immunitario che è in grado di uccidere tutti quegli elementi che sono estranei all’organismo, ovvero quelli considerati non-self. La cellula NK svolge la sua azione nell’ambito della risposta immunitaria innata, che corrisponde ai processi di difesa che vengono messi in atto quando l’organismo vuole controbattere problemi che dipendono dalla presenza di patogeni. Si tratta di un’immunità non specifica, che non si modifica in funzione della tipologia del singolo patogeno da contrastare.

Chemochine

Che cosa sono le chemochine?

Le chemochine sono molecole di natura proteica di piccole dimensioni, sono in particolare una delle famiglie in cui si suddividono le citochine. Quello da loro svolto è un ruolo fondamentale nell’ambito della risposta immunitaria e a loro è affidata, dai globuli bianchi, la regolazione del traffico di alcune cellule del sistema immunitario. I recettori che vengono utilizzati come chiave d’accesso dalle chemochine sono gli stessi che vengono utilizzati da alcuni patogeni, come ad esempio il virus dell’HIV.

Cozze

Le cozze sono molluschi della famiglia delle Mytilidae abbondanti, per quanto riguarda l’Italia, nel mare Adriatico ma abbastanza diffuse anche sul resto delle coste.  

Quali sono le proprietà nutrizionali delle cozze?

100 grammi di cozze offrono un apporto di circa 84 calorie, ripartite in questo modo: 56% proteine, 29% lipidi e 15% carboidrati. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare cozze?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di cozze e l’assunzione di farmaci o altre sostanze. In caso di dubbio si consiglia di rivolgersi al proprio medico per un consulto.  

Quali sono i possibili benefici delle cozze?

Le cozze forniscono protezione all’organismo grazie all’apporto di molti minerali. Il selenio è un buon antiossidante e agisce favorevolmente sul funzionamento del sistema immunitario. Anche la vitamina C aiuta ad aumentare le difese antiossidanti e partecipa alla sintesi del collagene. La riboflavina agisce nella regolamentazione dell’umore, favorisce il buon utilizzo del ferro e partecipa alla comunicazione fra le cellule nervose. Gli omega 3 sono, in particolare, alleati della salute del cuore e delle arterie.  

Quali sono le controindicazioni delle cozze?

È bene evitare di consumare in maniera eccessiva le cozze perché sono ricche di sodio e colesterolo, notoriamente nemici della salute cardiovascolare. I molluschi possono essere fonte di intolleranze alimentari e possono essere contaminati da sostanze inquinanti.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Dentice

Il dentice è un pesce della famiglia Sparidae che vive in acque salate, in particolare quelle che sono contraddistinte da fondali rocciosi o sabbiosi. Molto diffuso nel mar Mediterraneo, vive anche nell’Oceano Atlantico. Il periodo di pesca migliore di questo pesce e compreso tra i mesi di ottobre e marzo.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del dentice?

100 grammi di dentice offrono un apporto di circa 100 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare dentice?

Non sono note interazioni tra il consumo di dentice e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze. In caso di dubbio meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici del dentice?

Nella carne del dentice sono presenti piccole quantità di grassi saturi, ma la stessa è ricca di omega 3 e di potassio elementi che la rendono preziosa dal punto di vista della salute cardiovascolare. La buona presenza di minerali e vitamine rende questo pesce interessante dal punto di vista della salute generale dell’organismo. Il selenio attiva le difese ossidanti dell’organismo. Il fosforo e la vitamina D aiutano la salute delle ossa e il solo fosforo quella dei denti, la vitamina A è alleata del sistema immunitario e le vitamine del gruppo B lo sono dei processi metabolici.  

Quali sono le controindicazioni del dentice?

Non si conoscono controindicazioni al consumo di dentice. Meglio comunque non esagerare con le dosi poiché si tratta comunque di un alimento fonte di colesterolo.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Fagocita

Che cos’è un fagocita?

Il fagocita è una cellula che appartiene al sistema immunitario che ha la capacità di inglobare al proprio interno e distruggere microrganismi e altri elementi estranei che si sono introdotti nell’organismo. Questo processo viene chiamato fagocitosi. I fagociti vengono suddivisi in macrofagi e in microfagi.

Flora batterica

Che cos’è la flora batterica?

La flora batterica è costituita da batteri presenti in vari distretti del nostro organismo. La flora batterica più conosciuta è la flora intestinale. Altre tipologie si trovano, ad esempio, sulla cute e in alcune aree dell’apparato respiratorio. Quelliche costituiscono la flora batterica non sono batteri nocivi, non rappresentano un pericolo per la salute umana. Anzi, svolgono un ruolo che è fondamentale nei processi metabolici che riguardano la digestione degli alimenti e la maturazione del sistema immunitario.

Formaggio cremoso spalmabile

Il formaggio cremoso spalmabile è un latticino che viene ottenuto dall’aggiunta di fermenti o caglio al latte o alla panna oppure partendo anche dallo yogurt.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del formaggio cremoso spalmabile?

100 grammi di formaggio cremoso spalmabile offrono un apporto di circa 313 calorie, ripartite in questo modo: 89% lipidi e 11% proteine. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare formaggio cremoso spalmabile?

Come tutti i derivati dal latte, anche il consumo di formaggio cremoso spalmabile deve essere evitato quando si seguono cure a base di ciprofloxacina o di tetracicline. In caso di dubbio, meglio rivolgersi al proprio medico per un consiglio.  

Quali sono i possibili benefici del formaggio cremoso spalmabile?

Il formaggio cremoso spalmabile gode apporta gli stessi benefici del latte. Ha proteine di elevata qualità e una buona presenza di fosforo e calcio, ottimi per mantenere la salute di ossa e denti. La presenza di potassio lo rende un alimento alleato di cuore e arterie, la presenza di vitamine del gruppo B, invece, lo rendono utile per la salute del sistema immunitario.  

Quali sono le controindicazioni del formaggio cremoso spalmabile?

Il formaggio cremoso spalmabile è ricco di colesterolo e grassi saturi e per questo non deve essere consumato in elevate quantità. Di una certa consistenza è anche la presenza di sodio, il cui consumo troppo elevato può influire in modo negativo sulla salute cardiovascolare.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Globuli bianchi

Che cosa sono i globuli bianchi?

I globuli bianchi, chiamati anche leucociti, sono cellule presenti nel sangue che fanno parte del sistema immunitario e cui è demandato il compito di difendere l’organismo dall’attacco portato da microrganismi patogeni o da corpi estranei che penetrano nell’organismo attraverso la cute o le mucose. Più precisamente, i globuli bianchi sono posti a difesa dell’organismo nei confronti di infezioni di varia natura, come quelle che vengono originate da virus, batteri, parassiti e miceti.  

Distinzione dei globuli bianchi

I globuli bianchi sono divisi in sei sottogruppi, ognuno dei quali ha funzioni distinte di difesa del’organismo:
  • basofili, che difendono da allergie e alcuni parassiti
  • eosinofili, che difendono dai parassiti
  • neutrofili, che agiscono inglobando e distruggendo le particelle estranee
  • linfociti, che si incaricano delle specifiche risposte immuni
  • monociti, che difendono, anch’essi, da allergie e parassiti
  • cellule dendritiche, che attivano le difese immunitarie in presenza di un attacco che proviene dall’esterno.
 

L’esame dei leucociti (globuli bianchi)

Il livello di leucociti (globuli bianchi) nel sangue viene verificato attraverso un prelievo che viene effettuato da una vena del braccio.

Gruppo sanguigno

Che cos’è il gruppo sanguigno?

Il gruppo sanguigno è una componente del sangue. È ereditario e si identifica grazie agli antigeni, ovvero gli elementi corpuscolati presenti sulla superficie dei globuli rossi che hanno il compito di rimuovere l’anidride carbonica e trasportare l’ossigeno alle cellule dell’organismo. Nel sangue sono anche presenti gli anticorpi contro gli antigeni assenti sui globuli rossi.  

Come viene classificato il gruppo sanguigno?

I sistemi di classificazione del gruppo sanguigno sono più di 30. In Italia viene utilizzato il sistema AB0 (ABzero) che prevede:
  • il gruppo A, che presenta l’antigene A sulla superficie dei globuli rossi e gli anticorpi anti-B nel sangue
  • il gruppo B, che presenta l’antigene B sulla superficie dei globuli rossi e gli anticorpi anti-A nel sangue
  • il gruppo 0, che non presenta antigeni sulla superficie del globuli rossi ma presenta gli anticorpi anti-A e anti-B nel sangue
  • il gruppo AB che presenta gli antigeni A e B sulla superficie dei globuli rossi, ma non presenta alcun anticorpo nel sangue.
Ciascuno di questi gruppi viene suddiviso in RH positivo e RH negativo a seconda della presenza di una specifica proteina, l’antigene Rh D. La classificazione AB0, inoltre, denomina i gruppi in questo modo:
  • A+ (A Rh D positivo)
  • A- (A Rh D negativo)
  • B+ (B Rh D positivo)
  • B- (B Rh D negativo)
  • 0+ (0 Rh D positivo)
  • 0- (0 Rh D negativo)
  • AB+ (AB Rh D positivo)
  • AB- (AB Rh D negativo)
 

Che cos’è la compatibilità tra gruppi sanguigni?

Nel corpo di ognuno di noi scorre sangue di un unico gruppo sanguigno, quello che si ha fin dalla nascita. Il sistema immunitario di ognuno reagisce dunque quando nell’organismo viene iniettato il sangue di un gruppo diverso perché non lo riconosce come proprio e per questo produce anticorpi che possono legarsi a particolari antigeni capaci di distruggere, in alcune circostanze, i globuli rossi. Per questo quando si procede con una trasfusione di sangue o con un trapianto d’organo è fondamentale verificare prima che il gruppo sanguigno del donante e del ricevente siano uguali.  

Qual è la compatibilità tra i vari gruppi sanguigni?

Alcuni gruppi sanguigni sono compatibili tra loro, altri non lo sono per niente. Queste le compatibilità:
  • il gruppo A (positivo o negativo) può ricevere sangue dal gruppo A e dal gruppo 0
  • il gruppo B (positivo o negativo) può ricevere sangue dal gruppo B e dal gruppo 0
  • il gruppo AB (positivo o negativo) può ricevere sangue dal gruppo A, dal gruppo B, dal gruppo AB e dal gruppo 0
  • il gruppo 0 (positivo o negativo) può ricevere solo dal gruppo 0.
Il sangue del gruppo sanguigno 0 può dunque essere donato a tutte le persone, indipendentemente da quale sia il loro gruppo sanguigno. Ma le persone il cui sangue appartiene al gruppo 0 possono ricevere sangue solo da persone che abbiano lo stesso gruppo 0.   In relazione al donare o al ricevere, questa la tabella riassuntiva delle compatibilità esistenti tra gruppi sanguigni:
GRUPPO PUOI DONARE IL SANGUE A: PUOI RICEVERE SANGUE DA:
A+ A+, AB+ A+, A-, 0+, 0-
A- A+, A-, AB+, AB- A-, 0-,
B+ B+, B-, AB+, AB- B+, B-, 0+, 0-
B- B+, B-, AB+, AB- B-, 0-
0+ 0+, A+, B+, AB+ 0+, 0-
0- Tutti 0-
AB+ AB+ Tutti
AB- AB+, AB- AB-, A-, B-, 0-

Immunità

Che cos’è l’immunità?

L’immunità è la capacità che l’organismo ha di reagire e quindi resistere all’attacco di agenti patogeni. Esistono due tipi di immunità:
  • immunità innata, presente fin dalla nascita e fondamento del sistema immunitario. Rappresenta la prima linea di difesa utilizzata dal nostro organismo contro le infezioni. Ha la caratteristica di essere aspecifica, cioè di non essere in grado di produrre risposte specifiche e mirate ai vari agenti patogeni.Fanno parte di questo tipo di immunità i linfociti NK, i mastociti, gli eosinofili, i neutrofili, i macrofagi e le cellule dendritiche
  • immunità acquisita, o adattativa, che consiste nell’insieme delle risposte specifiche che vengono attivate dal sistema immunitario quando c’è una presenza di agenti patogeni. È caratterizzata dalla memoria e dalla specificità: si ricorda dei patogeni e dei vaccini con cui è entrata in contatto ed è in grado di riconoscere lo specifico agente estraneo responsabile del caso in oggetto.

Immunità aspecifica o innata

Che cos’è l’immunità aspecifica o innata?

L’immunità aspecifica o innata è detta anche immunità naturale o costitutiva o ereditaria ed è l’immunità che è presente fin dalla nascita ed è la prima difesa dei soggetti il cui sistema immunitario non ha ancora avuto il suo completo sviluppo e non è quindi ancora in grado di fornire specifiche risposte agli agenti patogeni. Di questo sistema fanno parte i mastociti, i linfociti NK, i basofili, i macrofagi, gli eosinofili, le cellule dendritiche e i neutrofili, tutte cellule che sono in grado di identificare ed eliminare gli agenti patogeni.  

Com’è strutturato l’immunità aspecifica o innata?

La linea difensiva messa in campo dall’immunità aspecifica o innata è basata su:
  • barriere anatomiche, corrispondenti alla cute e alle mucose che con la loro struttura impediscono l’entrata nell’organismo dei microrganismi patogeni
  • barriere fisiologiche, tra cui la temperatura (molti microorganismi non sopravvivono a temperature elevate), il PH (i microrganismi ingeriti vengono distrutti nello stomaco dall’acidità gastrica) e i fattori solubili (che contribuiscono a generare un sistema antivirale generalizzato)
  • meccanismi di endocitosi /fagocitosi, grazie ai quali le cellule possono captare il materiale extracellulare che le circonda – come ad esempio certi microrganismi patogeni – annientando il loro effetto sull’organismo
  • barriere infiammatorie, che vengono attivate in risposta a segnali chimici emessi dalle cellule che vengono attaccate da un microrganismo patogeno.
 

Qual è la funzione dell’immunità aspecifica o innata?

L’immunità aspecifica o innata è la difesa che si attiva in modo naturale nei soggetti che non hanno ancora sviluppato un proprio sistema immunitario. Grazie a questo tipo di immunità possono essere prevenute le infezioni e possono essere eliminati gli agenti patogeni anche nell’ambito delle risposte immunitarie specifiche.

Immunità specifica o adattativa

Che cos’è l’immunità specifica o adattativa?

L’immunità specifica o adattativa è l’insieme delle risposte di tipo specifico che è attivato dal nostro sistema immunitario quando è necessario contrastare microorganismi patogeni. Può presentarsi sotto varie forme:
  • immunità acquisita naturale attiva, che viene attivata quando il sistema immunitario ha conservato il ricordo di una malattia già contratta in passato
  • immunità acquisita naturale passiva (o del neonato), che ha origine, per esempio, da anticorpi preformati di origine materna
  • immunità acquisita artificiale, che viene indotta attraverso la somministrazione di vaccini e sieri.
 

Com’è strutturata l’immunità specifica o adattativa?

L’immunità specifica o adattativa viene attivata quando c’è la presenza di un microrganismo patogeno, in seguito all’attivazione mirata dei linfociti B e linfociti T, che sono cellule specializzate in funzioni immunitarie. Opera attraverso due differenti strategie che si attuano in collaborazione tra loro:
  • l’immunità umorale, attraverso il sangue, che prevede la produzione da parte dei linfociti B, di anticorpi utili a debellare gli agenti infettivi
  • l’immunità cellulo-mediata, che prevede la secrezione di citochine da parte dei linfociti T.
La memoria immunologica gioca un ruolo fondamentale a livello di immunità specifica o adattativa. In questo caso ci si riferisce, in particolare, alla capacità del nostro sistema immunitario di rispondere in modo rapido ed efficace all’attacco di agenti infettivi con cui l’organismo ha già avuto a che fare in passato.  

Qual è la funzione dell’immunità specifica o adattativa?

L’immunità specifica o adattativa è il sistema con cui il nostro sistema immunitario provvede a difendere il nostro organismo in modo mirato e specifico dalla presenza di agenti estranei. L’azione di questo tipo di immunità spesso si sovrappone a quella dell’immunità aspecifica o innata contribuendo a potenziare ulteriormente la risposta immunitaria complessiva.