Anticorpo

Che cos’è un anticorpo?

L’anticorpo, detto anche immunoglobulina, è una proteina che svolge una funzione protettiva nei confronti dell’organismo. Gli anticorpi vengono prodotti dai linfociti B e sono in grado di combinarsi con gli antigeni a essi corrispondenti nel corso della reazione immunitaria. In particolare, gli anticorpi si trovano all’interno dei liquidi biologici, come il sangue, e sulla superficie delle cellule B e vengono classificati in base alla loro struttura, funzione e distribuzione.

Aspiratore

Che cos’è e a che cosa serve l’aspiratore?

L’aspiratore è un apparecchio elettronico che serve ad aspirare tutti i liquidi corporei (come ad esempio sangue, vomito, saliva) che possono ostruire gli orifizi o le vie respiratorie del soggetto o che ostacolano la visuale dell’area interessata da un intervento chirurgico. L’aspiratore è anche uno strumento indispensabile nell’ambito del primo soccorso, in particolare nel momento in cui i liquidi corporei dovessero ostacolare la respirazione del soggetto, ponendo a rischio la sua salute. In queste evenienze si usano  particolari modelli portatili e a batteria.  

Come funziona l’aspiratore?

L’aspiratore funziona in un modo decisamente affine a quello di un comune aspirapolvere. È munito di un motore che genera una depressione creando il vuoto in un contenitore che è collegato a un tubo. All’altra estremità del tubo viene apposta una cannula sterile monouso solo quando l’apparecchio deve entrare in funzione. Tutti i fluidi aspirati si raccolgono in un contenitore sterilizzabile.  

L’aspiratore è pericoloso o doloroso?

L’utilizzo dell’aspiratore è sicuro e non causa alcun dolore.

Aumento della VES

Che cos’è la VES?

La VES, velocità di eritrosedimentazione è un indice ematico che evidenzia la presenza o meno di infiammazioni. Nello specifico essa indica la velocità con cui la parte corpuscolata di un campione di sangue – reso incoagulabile – sedimenta sul fondo della provetta all’interno della quale è contenuto.  

Quali sono le caude dell’aumento della VES?

I processi patologici che possono determinare un aumento della VES sono numerosi e differenti tra loro. I valori elevati possono essere riscontrati nel caso di patologie infiammatorie, in caso di infarto miocardico, in alcune neoplasie  e in caso di anemia. La presenza di velocità di eritrosedimentazione elevata deve essere sempre accompagnata da indagini più specifiche per meglio indagare le condizioni di salute del paziente.  

Quali malattie si possono associare ad aumento della VES?

Tra le patologie che si possono collegare all’aumento della VES ci sono le seguenti: cancro al seno, colecistite, colite ulcerosa, gotta, ictus, infarto miocardico, ipertiroidismo, anemia, artrite, artrite reumatoide, leucemia, lupus eritematoso sistemico, malaria, malattia di Chagas, pielonefrite, polmonite, psoriasi, sifilide, sindrome dell’intestino irritabile, tromboflebite, tubercolosi, tumore al polmone, ustioni, meningite, mononucleosi, morbo di Crohn, nefrite, pancreatite. Si rammenta che questo elenco non è esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di sintomi persistenti.  

Quali sono i rimedi contro l’aumento della VES?

Poiché le patologie che possono causare un aumento della VES sono numerose e differenti tra loro, il riscontro di valori elevati deve essere ritenuto un segno aspecifico ed essere necessariamente accompagnato da specifiche indagini.  

Con l’aumento della VES quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di aumento della VES è sempre opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia che saprà consigliare sui successivi esami da effettuare.

Circolazione extracorporea

Che cosa è la circolazione extracorporea?

La circolazione extracorporea, conosciuta anche come macchina cuore-polmone, è un dispositivo biomedico capace di svolgere temporaneamente funzioni cardiopolmonari.  

A che cosa serve la circolazione extracorporea?

La circolazione extracorporea è un apparecchio che si rivela fondamentale in campo cardiochirurgico quando è indispensabile intervenire su un cuore fermo e senza sangue. Permette, infatti, di mantenere in vita il paziente, garantendo la irrorazione dei tessuti e degli organi.  

Come funziona la circolazione extracorporea?

Si preleva il sangue dalle vene cave (vena cava superiore e vena cava inferiore) o dall’aorta e attraverso un sistema di cavi e tubi viene raccolto in un ossigenatore, un dispositivo per l’ossigenazione del sangue attraverso un flusso di ossigeno, e quindi viene pompato nel sistema arterioso del paziente.  

La circolazione extracorporea è pericolosa o dolorosa?

La circolazione extracorporea è sicura e non pericolosa. Durante la chirurgia cardiaca in cui viene utilizzata la circolazione extracorporea, il paziente viene sedato e non sente alcun dolore.

Cuore

Che cos’è il cuore?

Il cuore è l’organo perno dell’apparato cardiocircolatorio, il motore che con le sue pulsazioni permette al sangue di trasportare l’ossigeno proveniente dai polmoni alle cellule degli organi e dei tessuti. È posizionato nel torace, leggermente a sinistra, dietro lo sterno e appoggiato sul diaframma. Il cuore di un adulto pesa in genere 250-300 grammi, quello di un neonato attorno ai 20 grammi.  

Com’è strutturato il cuore?

Il cuore è composto da quattro camere: due atri e due ventricoli che sono disposti sovrapposti in due lati divisi da due pareti (setti). Ha una forma conica ed è composto da:
  • pericardio, la sacca sierosa che lo protegge
  • epicardio, la membrana che ne riveste la superficie esterna
  • miocardio, il muscolo, le cui cellule assicurano l’impulso necessario alla contrazione del cuore (battito cardiaco).
Inoltre è costituito anche da fibre nervose autonome che formano il plesso cardiaco e il nervo vago. Le fibre simpatiche lo connettono al sistema simpatico, parasimpatico e sensitivo, consentendo il collegamento tra cuore e cervello.  

Quali sono le parti che compongono il cuore?

Il cuore è composto da queste parti: Le valvole hanno la funzione di consentire il passaggio del sangue in una sola direzione: la valvola tricuspide e quella mitrale sono poste tra atri e ventricoli, la valvola polmonare e quella aortica tra il cuore e i vasi sanguigni.  

Quali sono i vasi sanguigni collegati al cuore?

Al cuore sono collegati questi vasi sanguigni:
  • la vena cava inferiore e la vena cava superiore, che portano al cuore il sangue carico di anidride carbonica proveniente da organi e tessuti
  • l’arteria polmonare e la vena polmonare, in cui scorre il sangue che fluisce tra cuore e polmoni
  • l’aorta, il vaso sanguigno più grande del corpo umano umano, che distribuisce all’organismo il sangue ossigenato.
 

Come funziona del cuore?

L’azione del cuore è simile a quella di una pompa che distribuisce sangue ricco di ossigeno a organi e tessuti e riceve l’anidride carbonica da inviare ai polmoni. Il pompaggio avviene a ciclo continuo, con movimenti che si ripetono, in condizione di riposo, circa 70-80 volte al minuto, in due fasi: di rilassamento (diastole) e di contrazione (sistole). Nella fase di rilassamento si ha l’apertura delle valvole che sono poste tra atri e ventricoli, i muscoli delle camere si rilassano e c’è lo scorrimento del sangue tra camere e atri. Le valvole semilunari restano chiuse così da impedire il flusso del sangue verso i letti vascolari. Nella fase di contrazione c’è invece la contrazione in sequenza di atri e ventricoli. La contrazione ventricolare crea una pressione che ha come conseguenza la chiusura delle valvole atrio-ventricolari che impedisce al sangue di tornare negli atri e lo convoglia nelle vene e quindi all’esterno del cuore. Il nutrimento del cuore viene assicurato dalle arterie coronarie che conducono sangue ossigenato verso il muscolo cardiaco. Quando c’è scarsa irrorazione si crea una carenza di ossigeno che provoca sofferenza del cuore e dei suoi tessuti. È la cosiddetta ischemia del miocardio che può portare all’infarto del miocardio. Il cuore può anche essere colpito da problemi di natura infiammatoria, da problemi della conduzione nervosa, come ad esempio l’aritmia, e da lesioni vascolari.

Emottisi

Che cos’è l’emottisi?

L’emottisi è un flotto di sangue che proviene dalle vie respiratorie e che è generato da un colpo di tosse. A volte il sangue si presenta misto a muco.  

Quali sono le cause dell’emottisi?

L’emottisi può essere provocata da varie patologie, tra cui: broncopneumopatia cronica ostruttiva, ascesso polmonare, embolia polmonare, fibrosi cistica, infarto polmonare, polmonite, enfisema, stenosi della valvola mitrale, tubercolosi e tumore al polmone.  

Quali sono i rimedi contro l’emottisi?

La cura dell’emottisi dipende dalla patologia che ne è alla base: occorre individuarla e intervenire su questa.  

Emottisi, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di emottisi deve sempre essere portata a conoscenza del proprio medico, che saprà valutarne la gravità e individuarne la cura. In presenza di flotti di sangue cospicui e continui si consiglia di recarsi nel minor tempo possibile al più vicino pronto soccorso per ricevere le dovute cure d’urgenza.

Escara

Che cos’è l’escara?

L’escara è una lesione della pelle che viene originata dalla morte delle cellule per necrosi. Il suo aspetto è quello di una crosta molto dura e friabile, che si forma in seguito all’essicazione di sangue, siero e pus.  

Quali sono le cause dell’escara?

In genere l’escara è collegata a congelamento o ustioni, ma può anche formarsi in seguito ad assunzione di farmaci o alla presenza di infezioni. Può essere causata anche dal morso di alcuni serpenti. L’escara può essere collegata anche a varie patologie, tra cui il fuoco di Sant’Antonio, l’impetigine e l’intossicazione da antrace.  

Quali sono i rimedi contro l’escara?

L’escara nella maggior parte dei casi si risolve da sé, lasciando una cicatrice là dove si era formata. Se circonda interamente un arto o si prolunga troppo nel tempo, può essere oggetto di un intervento chirurgico.  

Escara, quando rivolgersi al proprio medico?

L’escara deve essere sottoposta all’attenzione del proprio medico quando è particolarmente diffusa e incidente e per questo richia di provocare un ischemia all’arto interessato o alle dita.  

Area medica di riferimento per l’escara

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per l’escara è l’Ambulatorio di Dermatologia.

Escoriazione della pelle

L’escoriazione è un danno allo strato superficiale della pelle, in genere provocato da un leggero trauma, come una scivolata, una caduta o uno sfregamento contro un muro. L’escoriazione provoca una fuoriuscita di sangue e di liquidi che a contatto con l’aria si rapprendono e formano una crosta sottile.  

Che cosa fare in caso di escoriazione della pelle?

L’escoriazione è una lesione superficiale e quindi non dovrebbe essere motivo di preoccupazione, la crosta tende a cadere da sola senza lasciare cicatrici. Si consiglia comunque di prendersi cura della ferita, sciacquarla con acqua e poi trattarla.  

Che cosa non fare in caso di escoriazione della pelle?

In caso di escoriazione non cercare di rimuovere la crosta, se ne andrà da sola in pochi giorni.  

Importante avvertenza

Le informazioni di questa scheda forniscono semplici suggerimenti utili a tenere sotto controllo la situazione in caso di attesa dei soccorsi e non sono in nessun caso da considerarsi interventi che possano sostituire l’intervento degli operatori di primo soccorso.

Globuli bianchi

Che cosa sono i globuli bianchi?

I globuli bianchi, chiamati anche leucociti, sono cellule presenti nel sangue che fanno parte del sistema immunitario e cui è demandato il compito di difendere l’organismo dall’attacco portato da microrganismi patogeni o da corpi estranei che penetrano nell’organismo attraverso la cute o le mucose. Più precisamente, i globuli bianchi sono posti a difesa dell’organismo nei confronti di infezioni di varia natura, come quelle che vengono originate da virus, batteri, parassiti e miceti.  

Distinzione dei globuli bianchi

I globuli bianchi sono divisi in sei sottogruppi, ognuno dei quali ha funzioni distinte di difesa del’organismo:
  • basofili, che difendono da allergie e alcuni parassiti
  • eosinofili, che difendono dai parassiti
  • neutrofili, che agiscono inglobando e distruggendo le particelle estranee
  • linfociti, che si incaricano delle specifiche risposte immuni
  • monociti, che difendono, anch’essi, da allergie e parassiti
  • cellule dendritiche, che attivano le difese immunitarie in presenza di un attacco che proviene dall’esterno.
 

L’esame dei leucociti (globuli bianchi)

Il livello di leucociti (globuli bianchi) nel sangue viene verificato attraverso un prelievo che viene effettuato da una vena del braccio.

Gruppo sanguigno

Che cos’è il gruppo sanguigno?

Il gruppo sanguigno è una componente del sangue. È ereditario e si identifica grazie agli antigeni, ovvero gli elementi corpuscolati presenti sulla superficie dei globuli rossi che hanno il compito di rimuovere l’anidride carbonica e trasportare l’ossigeno alle cellule dell’organismo. Nel sangue sono anche presenti gli anticorpi contro gli antigeni assenti sui globuli rossi.  

Come viene classificato il gruppo sanguigno?

I sistemi di classificazione del gruppo sanguigno sono più di 30. In Italia viene utilizzato il sistema AB0 (ABzero) che prevede:
  • il gruppo A, che presenta l’antigene A sulla superficie dei globuli rossi e gli anticorpi anti-B nel sangue
  • il gruppo B, che presenta l’antigene B sulla superficie dei globuli rossi e gli anticorpi anti-A nel sangue
  • il gruppo 0, che non presenta antigeni sulla superficie del globuli rossi ma presenta gli anticorpi anti-A e anti-B nel sangue
  • il gruppo AB che presenta gli antigeni A e B sulla superficie dei globuli rossi, ma non presenta alcun anticorpo nel sangue.
Ciascuno di questi gruppi viene suddiviso in RH positivo e RH negativo a seconda della presenza di una specifica proteina, l’antigene Rh D. La classificazione AB0, inoltre, denomina i gruppi in questo modo:
  • A+ (A Rh D positivo)
  • A- (A Rh D negativo)
  • B+ (B Rh D positivo)
  • B- (B Rh D negativo)
  • 0+ (0 Rh D positivo)
  • 0- (0 Rh D negativo)
  • AB+ (AB Rh D positivo)
  • AB- (AB Rh D negativo)
 

Che cos’è la compatibilità tra gruppi sanguigni?

Nel corpo di ognuno di noi scorre sangue di un unico gruppo sanguigno, quello che si ha fin dalla nascita. Il sistema immunitario di ognuno reagisce dunque quando nell’organismo viene iniettato il sangue di un gruppo diverso perché non lo riconosce come proprio e per questo produce anticorpi che possono legarsi a particolari antigeni capaci di distruggere, in alcune circostanze, i globuli rossi. Per questo quando si procede con una trasfusione di sangue o con un trapianto d’organo è fondamentale verificare prima che il gruppo sanguigno del donante e del ricevente siano uguali.  

Qual è la compatibilità tra i vari gruppi sanguigni?

Alcuni gruppi sanguigni sono compatibili tra loro, altri non lo sono per niente. Queste le compatibilità:
  • il gruppo A (positivo o negativo) può ricevere sangue dal gruppo A e dal gruppo 0
  • il gruppo B (positivo o negativo) può ricevere sangue dal gruppo B e dal gruppo 0
  • il gruppo AB (positivo o negativo) può ricevere sangue dal gruppo A, dal gruppo B, dal gruppo AB e dal gruppo 0
  • il gruppo 0 (positivo o negativo) può ricevere solo dal gruppo 0.
Il sangue del gruppo sanguigno 0 può dunque essere donato a tutte le persone, indipendentemente da quale sia il loro gruppo sanguigno. Ma le persone il cui sangue appartiene al gruppo 0 possono ricevere sangue solo da persone che abbiano lo stesso gruppo 0.   In relazione al donare o al ricevere, questa la tabella riassuntiva delle compatibilità esistenti tra gruppi sanguigni:
GRUPPO PUOI DONARE IL SANGUE A: PUOI RICEVERE SANGUE DA:
A+ A+, AB+ A+, A-, 0+, 0-
A- A+, A-, AB+, AB- A-, 0-,
B+ B+, B-, AB+, AB- B+, B-, 0+, 0-
B- B+, B-, AB+, AB- B-, 0-
0+ 0+, A+, B+, AB+ 0+, 0-
0- Tutti 0-
AB+ AB+ Tutti
AB- AB+, AB- AB-, A-, B-, 0-

Neutrofili

Che cosa sono i neutrofili?

I neutrofili sono la tipologia di globuli bianchi più presente nel sangue. Vengono prodotti dal midollo osseo e, alla pari di macrofagi e monociti, sono in grado di inglobare e distruggere organismi estranei che si sono introdotti nell’organismo. Svolgono la loro funzione in prevalenza a livello del sangue ma, quando ce ne sia la necessità, possono anche migrare in altri tessuti.

Vena cava superiore

Che cos’è la vena cava superiore?

La vena cava superiore è il vaso sanguigno che trasporta in direzione del cuore il sangue che proviene dalla parte superiore del corpo – testa, collo, alcuni organi del torace, arti superiori – che è povero di ossigeno e ricco di anidride carbonica. È posta nella parte superiore del mediastino anteriore, lo spazio sui lati lateralmente dei polmoni, nel retro dalla colonna vertebrale e davanti dallo sterno. Ha una posizione quasi del tutto verticale, che scende dall’alto verso il basso fino a congiungersi con il pericardio, la struttura che contiene il cuore, e aprirsi nella parte superiore dell’atrio destro del cuore.  

Com’è strutturata la vena cava superiore?

La vena cava superiore ha una lunghezza di circa 7 centimetri e un diametro di circa 2 centimetri nel punto in cui ha lo sbocco. È formata dalla confluenza delle due vene brachiocefaliche e in essa sfocia la vena azigos.  

Qual è la funzione della vena cava superiore?

La vena cava superiore ha la funzione di trasportare il sangue povero di ossigeno e ricco di anidride carbonica dalla parte superiore del corpo fino al cuore. Da qui lo stesso sangue verrà spinto verso i polmoni per essere ossigenato e rinviato in tutto l’organismo.

Ventricolo sinistro del cuore

Che cos’è il ventricolo sinistro?

Il ventricolo sinistro è una delle quattro camere in cui è suddiviso il cuore (le altre sono: atrio destro, atrio sinistro e ventricolo destro). Riceve il sangue ossigenato dall’atrio sinistro e, contraendosi, lo spinge all’interno dell’aorta attraverso la valvola aortica in modo da raggiungere il resto del corpo e fornire quindi – ai tessuti ed alle cellule – ossigeno e nutrienti.  

Com’è fatto il ventricolo sinistro?

I ventricoli sono le due cavità inferiori del cuore e formano la parte principale dell’organo. Sono situati nell’area subito dietro lo sterno e poggiano sul diaframma. Il ventricolo sinistro ha una forma leggermente più allungata rispetto al ventricolo destro e – rispetto a questo e allo sterno – si trova in posizione posteriore, poggiando in prevalenza sul diaframma. È simile a un cono la cui punta corrisponde all’apice del cuore. È separato dal ventricolo destro tramite il setto interventricolare e dall’atrio sinistro, posto subito sopra, da un passaggio che viene definito orifizio mitralico. Il flusso del sangue è regolato dalla valvola mitrale (detta altresì bicuspide perché formata da due lembi contrapposti che hanno dimensioni diverse) in un’unica direzione. Tra il ventricolo e l’aorta c’è un altro passaggio (l’ostio arterioso) dove sono poste tre valvole.  

A che cosa serve il ventricolo sinistro?

In condizioni normali il ventricolo sinistro si rilassa nel corso della fase diastole, favorendo il riempimento del sangue ossigenato proveniente dall’atrio sinistro, per quindi contrarsi nella fase sistolica e spingere il sangue nell’aorta con una pressione sufficiente a superare quella prodotta dall’aorta. Questo ventricolo ha pareti muscolari più grosse, dalle tre alle sei volte in più rispetto al ventricolo destro, e una capacità inferiore in relazione al ventricolo destro. Tale caratteristica è collegata al fatto che l’aorta – a differenza dell’arteria polmonare – ha una minore portata ma una maggiore resistenza. Riceve sangue a una pressione di circa 8 mmHg e lo pompa a una pressione di 120 mmHg.