Cheratosi pilare

Che cos’è la cheratosi pilare?

La cheratosi pilare è una condizione della pelle, piuttosto comune, che si caratterizza per la presenza di ispessimenti e piccoli foruncoli (bianchi o rossi) che in genere non sono associati a prurito. Può interessare le guance, le braccia, le cosce e i glutei e di solito scompare entro i 30 anni.  

Quali malattie si possono associare alla cheratosi pilare?

Tra le patologie associabili alla cheratosi pilare ci sono ittiosi e dermatite atopica. Si ricorda che questo elenco non è esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di sintomi persistenti.  

Quali sono i rimedi contro la cheratosi pilare?

A oggi non esiste un trattamento specifico che è sia in grado di eliminare qualsiasi forma di cheratosi pilare. Nella maggior parte dei casi l’approccio migliore è quello di cercare di ammorbidire gli ispessimenti della pelle tramite dei rimedi personali e delle creme medicate. È possibile, ad esempio, provare a utilizzare degli esfolianti topici (creme a base di alfa-idrossiacidi, acido lattico/salicilico o urea), prestando però la dovuta attenzione per non aggredire troppo la pelle, oppure creme a base di retinoidi. Di solito, la pelle colpita da cheratosi pilare deve essere trattata gentilmente e idratata in modo accurato. In alcuni casi potrebbe essere utile la terapia laser.  

Con cheratosi pilare quando rivolgersi al proprio medico?

Di solito la cheratosi pilare non è un problema grave, ma un medico può suggerire trattamenti specifici che richiedono una prescrizione.

Vitamina A (retinolo)

Che cos’è la vitamina A?

La vitamina A, detta anche retinolo, fa parte delle vitamine liposolubili, quelle cioè che possono essere accumulate nel fegato e non è dunque necessario assumere – con regolarità – attraverso i cibi. Il corpo le conserva e le rilascia a piccolo dosaggio quando siano divenute necessarie. Con il termine vitamina A si indicano il retinolo e i suoi analoghi, detti retinoidi, di cui si conoscono – naturali o sintetici – almeno 1.500 diversi tipi.  

A che cosa serve la vitamina A?

La vitamina A riveste un’importanza fondamentale per la nostra vista poiché, insieme ai suoi precursori (i carotenoidi), fa parte dei componenti della rodopsina, la sostanza che è presente sulla retina e che dà all’occhio la sensibilità alla luce. È altresì utile per lo sviluppo delle ossa e per il loro rafforzamento nel tempo, per la crescita dei denti e si distingue per la sua capacità di dare una risposta immunitaria al nostro organismo. Recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato che la vitamina A ha anche capacità antitumorali.  

In quali alimenti è presente la vitamina A?

La vitamina A è presente soprattutto negli alimenti di origine animale. La si trova, nello specifico, nelle uova, nel fegato, nel latte e nei suoi derivati (burro e formaggio). In molti alimenti di origine vegetale sono contenuti invece i carotenoidi, precursori della vitamina A: frutta e verdura di colore rosso, giallo e arancione (anguria, albicocche, carote, frutti di bosco, pomodori). È sensibile al calore: molte delle sue caratteristiche vengono meno durante il processo di cottura dei cibi. Meglio pertanto consumarli crudi o dopo averli sottoposti solo a una breve cottura.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di vitamina A?

Il suo fabbisogno giornaliero è di circa 0,6-0,7 mg, che possono aumentare fino a 0,95 mg durante l’allattamento.  

Carenza di vitamina A

La  carenza di vitamina A può provocare difetti alla vista e può portare, se perdurante nel tempo, alla cecità. In generale la sua mancanza può creare difficoltà nel processo di crescita e/o sviluppo dell’organismo e può provocare un’eccessiva sensibilità alle infezioni. Può inoltre provocare, in caso di donne in stato di gravidanza, delle malformazioni fetali.  

Eccesso di vitamina A

Un’assunzione eccessiva di vitamina A che venga accumulata nel fegato può creare problemi di ipervitaminosi; questi possono provocare danni permanenti a fegato e milza.  

È vero che la mancanza di vitamina A rende i capelli meno belli?

Sì, la vitamina A nutre i capelli e aiuta a ritardarne l’invecchiamento. Una carenza di questa vitamina nel nostro organismo provoca effetti negativi sui capelli, che si traducono in alterazioni delle ghiandole sebacee, nella formazione di forfora e/o di capelli secchi.