Apparato urinario

Che cos’è l’apparato urinario?

L’apparato urinario riunisce organi e strutture che hanno la funzione di produrre ed espellere dal nostro organismo l’urina.  

Com’è strutturato l’apparato urinario?

L’apparato urinario è composto da questi organi:  

Qual è la funzione dell’apparato urinario?

La funzione dell’apparato urinario è quella di produrre ed eliminare l’urina.

Cadmio

Che cos’è il cadmio?

Il cadmio è un metallo pesante che si trova negli alimenti e, seppure in piccole quantità, viene assimilato dall’organismo, dove viene efficacemente trattenuto a livello dei reni e del fegato, dove può rimanere per decenni.  

A cosa serve il cadmio?

Il cadmio può contribuire all’attivazione di alcuni enzimi e sostituire lo zinco normalmente presente all’interno della carbossipeptidasi, enzima presente nel pancreas e nell’intestino e che interviene anche nella digestione delle proteine.  

In quali alimenti è presente il cadmio?

Il cadmio viene considerato un contaminante negli alimenti, quali l’arsenico e il piombo. È presente in molti alimenti e si trova nel suolo, nell’acqua e nell’aria. Tra gli alimenti che ne sono più ricchi ci sono il fegato, i funghi, i molluschi, la polvere di cacao e le alghe secche.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di cadmio?

Un’assunzione giornaliera di cadmio non è raccomandata.  

Quali sono le conseguenze della carenza di cadmio?

Al momento non sono note malattie associate alla carenza di cadmio.  

Quali conseguenze può avere un eccesso di cadmio?

Un accumulo di cadmio nell’organismo può causare a lungo termine diversi effetti negativi. I reni sono prima di tutto colpiti e la loro attività può essere compromessa dalla presenza di questo metallo fino a essere una delle cause dell’insufficienza renale. In aggiunta, un eccesso di cadmio può causare dissenteria, dolori allo stomaco e vomito, la demineralizzazione ossea che a sua volta può portare a fratture, problemi di fertilità, alterazioni del sistema nervoso e immunitario e problemi psicologici. Il cadmio è stato infine classificato come “cancerogeno del gruppo 1” dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro.  

Corrisponde al vero che l’assunzione di cadmio è una delle possibili cause del cancro al seno?

Secondo alcuni studi, l’esposizione a dosi eccessive di cadmio viene associato a un aumento della probabilità di sviluppare il cancro non solo nel seno, ma anche in altri organi e tessuti, come i polmoni, la vescica urinaria e l’endometrio.  

Cernia

Con il nome cernia vengono indicati vari pesci che appartengono alla sottofamiglia Epinephelineae, inclusa nella famiglia Serranidae.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della cernia?

100 grammi di cernia offrono un apporto di circa 118 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare cernia?

Non sono note interazioni tra il consumo di cernia e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici della cernia?

Le proteine della cernia sono di qualità e i grassi presenti sono alleati della salute. Le vitamine del gruppo B sono importanti per il buon funzionamento del metabolismo. Il potassio è alleato della salute cardiovascolare, il selenio è utile per le difese antiossidanti, il fosforo è benefico per ossa, denti, cuore, muscoli e reni oltre che per la trasmissione dell’impulso nervoso e per il buon funzionamento del metabolismo.  

Quali sono le controindicazioni della cernia?

La carne della cernia è ricca di colesterolo per cui deve essere tenuta sotto controllo soprattutto da parte di chi soffre di problemi cardiovascolari.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Glicosuria

Che cos’è la glicosuria?

La glicosuria è la presenza di zucchero nelle urine, che si verifica quando i reni non riescono a riassorbire come dovrebbero il glucosio che è presente nel sangue.  

Quali sono le cause della glicosuria?

La glicosuria può essere associata a varie patologie, come diabete, fibrosi cistica, emocromatosi, ipertiroidismo, insufficienza epatica grave, tumore al pancreas, pancreatite cronica.  

Quali sono i rimedi contro la glicosuria?

La cura della glicosuria dipende dalla patologia che ne rappresenta la causa: è necessario individuarla e intervenire su questa. Quando dipende da un diabete già diagnosticato può essere necessario modificare la cura farmacologica o intervenire sulla dieta alimentare o sull’attività fisica svolta.  

Glicosuria, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di glicosuria deve sempre essere portata a conoscenza del proprio medico di fiducia, che saprà individuare la cura o indicare il medico specialista presso cui recarsi per sottoporsi ai giusti trattamenti sanitari.  

Area medica di riferimento per la glicosuria

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la glicosuria è il Servizio di Diabetologia.

Magnesio

Che cos’è il magnesio?

Il magnesio è un macroelemento, uno dei minerali più presenti nel corpo umano. In genere in un adulto ci sono tra 20 e 28 g, di cui il 50-60% è concentrato nelle ossa, 39% nei tessuti molli e solo l’1% nel sangue. La concentrazione di magnesio tra 0,75 e 0,95 mmol/L è considerata normale.  

A cosa serve il magnesio?

Il magnesio prende parte a numerose reazioni cellulari. È il cofattore di oltre 300 enzimi che controllano processi diversi come la sintesi proteica, la funzione muscolare e nervosa, lo zucchero nel sangue e il controllo della pressione sanguigna. È necessario per la produzione di energia ed è necessario per i processi di fosforilazione ossidativa e glicolisi, partecipa allo sviluppo strutturale delle ossa ed è necessario per la sintesi di DNA, RNA e glutatione, un importante antiossidante. Contribuisce inoltre al trasporto di calcio e potassio tramite le membrane cellulari, essenziali per la trasmissione degli impulsi nervosi, la contrazione muscolare e il battito cardiaco.  

In quali alimenti è presente il magnesio?

In quasi tutti gli alimenti il magnesio è presente ma è abbondante soprattutto negli ortaggi a foglia verde (es. spinaci), nei legumi, nella frutta secca, nei semi e nei cereali integrali e nelle banane. In genere, gli alimenti ricchi di fibre sono anche una buona fonte di magnesio.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di magnesio?

Il fabbisogno giornaliero raccomandato di magnesio è di 300 mg (valore di riferimento europeo).  

Quali sono le conseguenze della carenza di magnesio?

La mancanza di magnesio è piuttosto rara. I più esposti al rischio sono coloro che assumono farmaci o soffrono di malattie che ne influenzano l’assorbimento – come la dissenteria cronica legata al Morbo di Crohn, la malattia celiaca o il diabete di tipo 2 – o coloro che hanno subito un intervento di bypass intestinale. In casi più gravi questa carenza può causare crampi e contrazioni muscolari, intorpidimento, convulsioni, aritmie, spasmi delle arterie coronariche, cambiamenti di personalità e riduzione dei livelli di calcio e potassio nel sangue.  

Quali sono le conseguenze di un eccesso di magnesio?

Nella dieta l’eccesso di magnesio viene di solito eliminato attraverso i reni. Dosi eccessive possono tuttavia causare dissenteria, a volte con nausea e crampi addominali. Soltanto dosi superiori a 5 g al giorno sono state associate a tossicità che può causare abbassamento della pressione sanguigna, arresto della peristalsi intestinale, depressione, letargia, debolezza muscolare, difficoltà respiratorie e, nei casi più gravi, arresto cardiaco.  

È vero che il magnesio può essere utile contro i crampi mestruali?

Si, quando i crampi mestruali si verificano tutti i mesi, il magnesio può aiutare a combatterli. È disponibile in varie forme farmaceutiche, comprese fiale e bustine, si consiglia generalmente di prenderlo per almeno una settimana prima dell’inizio del ciclo.

Manganese

Che cos’è il manganese?

Il manganese , il cui simbolo chimico è Mn, è un minerale presente in quantità molto piccole nell’organismo. Il massimo totale è di circa 20 mg, concentrato principalmente nei reni, nel pancreas, nel fegato e nelle ossa.  

A cosa serve il manganese?

Il manganese, in particolare, è parte di un enzima che ha attività antiossidante che neutralizza i radicali liberi che possono essere dannosi per la salute. Apparentemente è importante anche per il funzionamento del cervello e del sistema nervoso in generale, per il metabolismo del colesterolo, dei carboidrati e delle proteine e sembra essere coinvolto nella formazione delle ossa.  

In quali alimenti è contenuto il manganese?

Le migliori fonti di manganese sono le verdure a foglia verde, riso integrale, cocco, mandorle e nocciole. Una buona quantità di questo sale minerale è presente inoltre in lamponi, fragole e more, ananas e frutti tropicali, banane, fichi e kiwi, uva, frutta secca, barbabietola, crescione, avena e cereali integrali, lattuga, spinaci, porri e carote, senape indiana, menta, aglio, spicchi, curcuma e tofu.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di manganese?

Non è raccomandata l’assunzione giornaliera di manganese, ma si ritiene che un’assunzione adeguata sia 3 mg nei bambini fino a 6 mesi di età, 6 mg da sette mesi all’anno, 1,2 mg da 1 a tre anni, 1,5 mg da 4 a 8 anni. Per gli uomini, 1,9 mg da 9 a 13 anni e 2,2 mg da 14 a 18 anni; per le donne, 1,6 mg da 9 a 18 anni. Dai 19 anni di età: 2,3 mg; negli uomini e 1,8 mg nelle donne.  

Quali sono le conseguenze della carenza di manganese?

La carenza di manganese è rara, ma può portare, se grave, a infertilità femminile, danni al pancreas, problemi cardiaci e osteoporosi. Sintomi che possono causare includono alta pressione sanguigna, contrazioni muscolari, malformazioni ossee, colesterolo alto, problemi alla vista e all’udito, grave perdita di memoria, brividi e tremori.  

Quali sono le conseguenze dell’eccesso di manganese?

Una dose eccessiva di manganese può portare a sintomi simili a quelli del Parkinson. Anche nelle persone con disturbi epatici, un eccesso di questo minerale può causare problemi psichiatrici, tremori e spasmi.  

È vero che il manganese aiuta a prevenire l’osteoporosi?

La presenza di manganese è importante per la crescita ossea, ma nessuno studio ha dimostrato l’efficacia dell’integrazione di manganese nella prevenzione dell’osteoporosi. La scelta migliore per proteggere la salute delle ossa è quella di seguire una dieta sana ed equilibrata.

Menorragia

Che cos’è la menorragia?

Con menorragia si indica una perdita di sangue mestruale abbondante e prolungata, tale in molti casi da condizionare e anche compromettere l’attività quotidiana della donna che ne è colpita.  

Quali altri sintomi possono essere associati alla menorragia?

Alla menorragia si associano in genere altri sintomi come crampi allo stomaco e, quando la perdita di sangue è particolarmente copiosa, come anemia accompagnata da affaticamento e dispnea (difficoltà di respirazione).  

Quali sono le cause della menorragia?

La menorragia a volte è collegata alla gravidanza o può dipendere da un malfunzionamento delle ovaie, da squilibri di natura ormonale o dall’uso di alcuni farmaci, soprattutto antinfiammatori e anticoagulanti. Può essere causata anche da varie patologie, tra cui: malattie della tiroide, del fegato e dei reni, endometriosi, fibromi o polipi uterini, tumori dell’utero o dell’ovaio.  

Quali sono i rimedi contro la menorragia?

Per curare la menorragia è importante individuarne le cause e intervenire su queste, tenendo conto della gravità delle perdite di sangue, dello stato di salute e della storia clinica delle donne che ne soffrono. Se la forma è lieve possono essere sufficienti farmaci che contribuiscono a diminuire il flusso mestruale o farmaci antinfiammatori con cui diminuire il dolore. Se la menorragia è causata da un farmaco il medico disporrà l’interruzione di quella specifica cura. In presenza di fibromi può diventare necessaria l’esecuzione di un intervento chirurgico.  

Menorragia, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di menorragia deve sempre essere segnalata al proprio medico, soprattutto quando le perdite di sangue sono particolarmente abbondanti.  

Area medica di riferimento per la menorragia

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la menorragia è il Servizio di Ginecologia e Ostetricia.

Molibdeno

Che cos’è il molibdeno?

Il molibdeno è una sostanza minerale presente in tracce nel corpo, che lo immagazzina principalmente nel fegato, nei reni, nelle ghiandole e nelle ossa. Si ritrova anche nei polmoni, nella milza, nella pelle e nei muscoli.  

A cosa serve il molibdeno?

Circa il 90% del molibdeno immesso con il cibo viene eliminato dal corpo attraverso le urine. La parte conservata partecipa alla degradazione delle proteine e di altre sostanze. Il molibdeno è inoltre un componente dei coenzimi necessari per l’attività degli enzimi xantina ossidasi e solfito ossidasi.  

In quali alimenti è contenuto il molibdeno?

Il molibdeno è contenuto nel latte, nei formaggi, nei cereali, nei legumi, nella frutta secca, nelle verdure a foglia e nelle frattaglie. Il contributo degli alimenti di derivazione vegetale, tuttavia, varia notevolmente a seconda della quantità di minerali presenti nel suolo in cui sono stati coltivati. Infine, anche il molibdeno è presente in quantità variabili nell’acqua.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di molibdeno?

Non è raccomandata l’assunzione giornaliera di molibdeno. Ciononostante, i livelli di sicurezza variano a seconda dell’età e sono pari a un’assunzione giornaliera di 0,03-0,06 mg a 0,04-0,08 mg tra sei e dodici mesi, 0,05-0,10 mg tra uno e tre anni, 0,06-0,15 mg tra quattro e sei anni, 0,10-0,30 mg tra sette e dieci anni e 0,15-0,50 mg dopo 11 anni.  

Quali sono le conseguenze della carenza di molibdeno?

La mancanza di molibdeno è un fenomeno raro che può avere cause genetiche o nutrizionali. Nel primo caso le conseguenze possono comprendere disabilità intellettive, convulsioni, ipertensione grave, spasticità e problemi con il cristallino dell’occhio (ectopia lentis). Altri problemi derivanti dalla carenza di questo minerale sono tachicardia, tachipnea, emicrania, nausea, vomito e coma.  

Quali sono le conseguenze dell’eccesso di molibdeno?

Il molibdeno in eccesso è stato collegato a sintomi simili alla gotta e a problemi al sistema gastrointestinale, al fegato e ai reni. In aggiunta, prendere troppo molibdeno può causare carenza di rame.  

È vero che il molibdeno protegge dal cancro?

Il molibdeno presente nel terreno previene la formazione di nitrosammine negli alimenti di origine vegetale, composti legati alla comparsa di tumori. Tuttavia, questo non significa che l’assunzione di molibdeno aiuti a prevenire lo sviluppo del cancro.

Rame

Che cos’è il rame?

Il rame è un sale minerale presente in piccole dosi, circa 100 mg, nell’organismo umano, il cui simbolo chimico è Cu. È presente soprattutto in cervello, fegato, reni e cuore ed è essenziale per lo svolgimento di varie funzioni.  

A che cosa serve il rame?

Il rame ha un ruolo fondamentale per assicurare il corretto funzionamento di vari enzimi, partecipa al metabolismo energetico e alla produzione di ossa, tessuti connettivi e globuli rossi. Influenza inoltre il funzionamento del cuore ed è coinvolto nella pigmentazione di pelle e capelli. Svolge un’azione antiossidante e quindi contribuisce a contrastare l’azione dei radicali liberi, che provocano danni alle cellule del nostro organismo.  

In quali elementi è presente il rame?

Il rame è presente soprattutto nelle frattaglie, in fegato e reni. Se ne trovano buone quantità, inoltre, nei pesci e nei crostacei, nella carne, nei legumi, nei cereali integrali e nella frutta secca.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di rame?

Il fabbisogno giornaliero di rame per un adulto corrisponde a una quantità compresa tra 1,5 e 3 mg.  

Quali conseguenze può avere una carenza di rame?

La carenza di rame può determinare varie conseguenze, come: anemia, demineralizzazione delle ossa, problemi ai tessuti connettivi, fragilità delle pareti delle arterie, aumento del rischio di malattie cardiovascolari e di malattie neurodegenerative, disturbi a carico del sistema nervoso e alterazioni delle difese immunitarie.  

Quali conseguenze può avere un eccesso di rame?

L’eccesso di rame può dipendere dall’incapacità del fegato di eliminare questo minerale attraverso la bile. Un’assunzione in eccesso può comportare l’insorgenza di vari sintomi, tra cui febbre, nausea, diarrea e vomito. In situazioni più gravi si può generare anemia emolitica e si può arrivare anche al decesso. In altri casi, soprattutto nei bambini, si possono generare danni al fegato.

Sodio

Cos’è il sodio?

Il sodio è una delle sostanze minerali più abbondanti nel corpo. In un adulto ci sono circa 92 g, che sono distribuiti nel sangue (il 40% del sodio totale del corpo si trova nei fluidi extracellulari), nei tessuti ossei, nel tessuto connettivo e nella cartilagine.  

A cosa serve il sodio?

Il sodio regola il passaggio di liquidi e nutrienti all’interno e all’esterno delle cellule, svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio idro-salino  e contribuisce alla trasmissione dell’impulso nervoso oltre che al trasporto dei metaboliti. La presenza nelle ossa, invece, rappresenta una riserva a cui il corpo può attingere in caso di necessità di regolare il PH del sangue.  

In quali alimenti è contenuto sodio?

La fonte principale di sodio nella dieta occidentale è il sale da tavola. Tra gli alimenti più ricchi di sodio ci sono formaggi, salumi, salsicce e la maggior parte degli altri alimenti conservati. È presente in modo naturale negli alimenti di origine animale (latte, carni bianche e rosse e pesce), mentre è presente in quantità minori in quelli di origine vegetale.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di sodio?

Il fabbisogno giornaliero di sodio è compreso tra 0,6 e 3,5 g al giorno.  

Quali conseguenze determina la carenza di sodio?

La carenza di sodio può essere legata a nausea, vomito e anoressia. Nei casi più gravi può causare coma e risultare letale.  

Quali conseguenze porta un eccesso di sodio?

Un eccesso di sodio aumenta la ritenzione idrica e la pressione sanguigna, con conseguente rischio di ipertensione e relative complicazioni, che possono interessare cuore, arterie e vari organi, compromettendo la loro salute e quella dell’organismo in generale. Inoltre, dosi eccessive di sodio possono causare nausea, vomito, convulsioni, febbre e compromissione dei centri respiratori.  

Perché un’alimentazione a basso contenuto di sodio è importante per mantenersi in salute?

Limitando l’assunzione di sodio, spesso troppo abbondante nell’alimentazione occidentale moderna, si riducono il rischio di malattie cardiovascolari e di altre possibili complicazioni dell’ipertensione. Una pressione eccessiva può infatti danneggiare vari organi. Oltre a cuore e arterie, a essere danneggiati da un’alimentazione troppo ricca di sodio possono essere reni, occhi e cervello.

Stent ureterale

Che cos’è e a che cosa serve lo stent ureterale?

Lo stent ureterale è un tubicino di plastica, affine ai comuni stent che vengono adoperati in ambito cardiovascolare. Permette di mantenere sgombro da ostruzioni l’uretere, il condotto che consente il passaggio dell’urina dai reni verso la vescica urinaria. Viene applicato nei soggetti che hanno l’uretere bloccato dalla presenza di un calcolo renale o che non funziona in modo regolare a causa di un tumore, che può interessare anche un organo adiacente. Può essere di due tipologie: a lunga permanenza oppure temporaneo. Può avere varie conformazioni a seconda dell’uso a cui è destinato. In genere il più diffuso presenta nella parte terminale un doppio ricciolo che ha il compito di mantenerlo in posizione, evitando che risalga verso il rene o che scenda nella vescica.  

Come viene applicato lo stent ureterale?

Il procedimento che permette di inserire lo stent ureterale si effettua in regime ambulatoriale e in anestesia locale. Lo stent ureterale viene inserito nell’uretra utilizzando un cistoscopio flessibile, un particolare strumento adoperato in ambito urologico nella cui parte terminale si connette lo stent. Il cistoscopio si muove nell’uretra per via retrograda e tramite un filo-guida lo stent arriva nell’uretere.  

Lo stent ureterale è pericoloso o doloroso?

Il procedimento con cui viene inserito lo stent è sicuro, ma la sua presenza risulta in genere parecchio sgradevole. Nel caso in cui debba rimanere all’interno dell’uretere per un periodo piuttosto lungo, occorre sostituirlo di tanto in tanto, per scongiurare eventuali infezioni del tratto urinario.  

Ureteri

Che cosa sono gli ureteri?

Gli ureteri sono il condotto che permette all’urina di transitare dai reni alla vescica urinaria. Presente in ciascuno dei due reni, è un dotto muscolo-mucoso che può idealmente essere diviso in una porzione addominale e una pelvica (poiché ha origine nell’addome e termina nella vescica urinaria).  

Dove sono posizionati e come sono fatti gli ureteri?

Gli ureteri sono disposti ai lati della colonna vertebrale, in modo verticale. Il loro diametro misura un centimetro circa, mentre la lunghezza è di circa 25-30 cm. Sono rivestiti nella loro parte interna da una parete mucosa che entra in contatto con l’urina, a sua volta ricoperta da una tonaca muscolare che, contraendosi, causa l’espulsione dell’urina nella vescica. Ogni uretere presenta nella sua estremità inferiore, cioè nell’area di sbocco nella parete posteriore della vescica, una valvola che consente all’urina di riversarsi nella vescica ma che le impedisce il percorso inverso, evitando il reflusso verso i reni. Nonostante l’organismo sia “progettato” per avere un solo uretere per ciascun rene, la duplicità ureterale – ovvero la compresenza di due ureteri per un solo rene – è una malformazione congenita che riguarda sino allo 0,8% della popolazione, e che il più delle volte non determina alcun problema di salute e non provoca alcuna conseguenza a livello funzionale.  

Quali patologie possono interessare gli ureteri?

Tra le patologie che riguardano gli ureteri ci sono quelle che interessano la parete ureterale (tra cui malformazioni e infiammazioni), oltre a calcolosi e neoplasie. Anche le patologie di organi promiscui – come tumori o sclerosi – possono interessare l’uretere e causare delle conseguenze sul suo stato di salute (ad esempio comprimendolo).  

A che cosa servono gli ureteri?

La funzione degli ureteri è quella di trasportare l’urina prodotta dai reni dalla pelvi renale alla vescica urinaria.

Uretra

Che cos’è l’uretra?

L’uretra è il canale dell’apparato uro-genitale che mette in comunicazione la vescica urinaria con l’orifizio (meato) uretrale. È caratterizzata da diverse funzioni e morfologie nei due sessi: mentre nelle donne il suo unico compito è consentire l’espulsione dell’urina dall’organismo, negli uomini l’uretra è deputata – oltre che al trasporto dell’urina verso l’esterno del corpo – anche al trasporto dello sperma. Se, quindi, il diametro medio di questo condotto è di circa 10 millimetri, la lunghezza muta sulla scorta del genere sessuale.  

Com’è fatta l’uretra?

Nella donna l’uretra – lunga tra i 3 e i 4 cm. – è pressoché rettilinea e collega la vescica con il meato uretrale. La sua apertura verso l’esterno è collocata tra il clitoride e l’orifizio vaginale. Nell’uomo, è lunga circa il triplo di quella femminile e viene suddivisa in:
  • uretra anteriore, lunga circa 8 cm, attraversa lo scroto e il pene e si apre nel meato urinario esterno presente sull’estremità del glande. Risulta circondata – per tutta la sua lunghezza – dal corpo spugnoso, un tessuto molto vascolarizzato che svolge un ruolo di fondamentale importanza nell’erezione dell’organo sessuale maschile
  • uretra posteriore, definita anche “uretra prostatica”, è lunga circa 4 cm ed è circondata dalla prostata. In questa porzione uretrale si innestano i dotti eiaculatori e i dotti prostatici, che riversano al suo interno lo sperma.
 

A che cosa serve l’uretra?

Nella donna l’uretra rappresenta l’ultimo tratto delle vie urinarie e la sua maggiore funzione è quella di consentire l’eliminazione dell’urina prodotta dai reni. Nell’uomo – oltre a permettere l’eliminazione dell’urina – essa provvede anche al trasporto dello sperma, che viene depositato in essa dai dotti eiaculatori e prostatici che vi si innestano. Nell’uomo l’uretra rappresenta pertanto, oltre che l’ultimo tratto delle vie urinarie, anche l’ultima porzione delle vie spermatiche.

Urine maleodoranti

Che cosa sono le urine maleodoranti?

Le urine maleodoranti sono una condizione medica che risulta spesso associata a infiammazioni, infezioni e altre patologie che vanno a incidere sul funzionamento dell’apparato urinario (ureteri, reni, vescica urinaria e uretra). Molto spesso, difatti, all’origine delle urine maleodoranti ci sono cistiti, prostatiti, uretriti, disfunzioni renali di diverso tipo. Può accadere che l’urina appaia più scura e abbia un odore più forte del solito in caso di disidratazione oppure dopo aver sudato molto: in tal caso la reintegrazione di liquidi sarà sufficiente per far tornare l’urina ai consueti colore ed odore. In taluni casi la presenza di urina maleodorante può dipendere dall’ingestione di specifici alimenti che possono conferirle un odore particolarmente pungente, come accade ad esempio nel caso di cavoli, aglio ed asparagi, o dall’assunzione di alcuni farmaci. Oltre a essere caratterizzata da un odore particolarmente forte, può risultare accompagnata anche dalla presenza di altri sintomi (tra cui urina torbida, presenza di tracce di sangue nelle urine, bruciore durante la minzione).  

Quali malattie si possono associare alle urine maleodoranti?

  Tra le patologie che possono essere associate alle urine maleodoranti ci sono: insufficienza renale, pielonefrite, prostatite, trichomonas, uretrite, calcoli renali, cistite, clamidia, diabete, gonorrea, insufficienza epatica.  

Quali sono i rimedi contro urine maleodoranti?

Qualora il problema di urine maleodoranti non sia imputabile all’assunzione di medicinali, all’ingestione di alcuni cibi o alla disidratazione, è opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia. In genere vengono prescritti l’esame delle urine e l’urinocoltura, con l’obiettivo di individuare la causa che le origina. È opportuno non sottovalutare la presenza di tale disturbo: tanto più la diagnosi sarà tempestiva, tanto più sarà possibile intervenire con una corretta terapia e ridurre quindi il rischio di complicanze gravi.  

Urine maleodoranti, quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di urine maleodoranti è sempre opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia per un consulto.

Urine torbide

Che cosa sono le urine torbide?

Le urine torbide sono quelle urine che, appena raccolte, sono di aspetto non limpido. La torbidità – che può essere più o meno marcata a seconda dei casi e dei soggetti – è solitamente dovuta alla presenza all’interno dell’urina di sangue, cristalli, pus, batteri, sangue o materiale lipidico. In genere sono associate a infiammazioni, infezioni e altre patologie che vanno a incidere sul funzionamento dell’apparato urinario (ureteri, reni, vescica urinaria e uretra): cistiti, uretriti, prostatiti, disfunzioni renali di diverso tipo. Oltre a essere caratterizzate da un aspetto non limpido, possono risultare accompagnate anche dalla presenza di altri sintomi (tra cui urina maleodorante, presenza di tracce di sangue nelle urine, bruciore durante la minzione).  

Quali malattie si possono associare a urine torbide?

Alle urine torbide possono essere associate varie patologie, tra cui: pielonefrite, prostatite, trichomonas, uretrite, calcoli renali, cistite, clamidia, diabete, gonorrea, insufficienza renale.  

Quali sono i rimedi contro le urine torbide?

In caso di urine torbide è opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia. Solitamente vengono prescritti l’esame delle urine e l’urinocoltura al fine di individuare la causa all’origine del disturbo. È bene non sottovalutare la presenza di questo problema: tanto più la diagnosi sarà tempestiva, tanto più sarà possibile intervenire con la giusta terapia e ridurre il rischio di complicanze, anche gravi.  

Con le urine torbide quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di urine torbide è sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico di fiducia per un consulto.

Vaccino esavalente

N.B. Questa è una pagina a scopo informativo, nessun vaccino viene effettuato in Humanitas Castelli  

Che cos’è il vaccino esavalente?

Il vaccino esavalente è un solo vaccino che viene in genere somministrato entro il primo anno di vita e che costituisce difesa da difterite, tetano, pertosse acellulare, poliomielite, epatite B ed haemophilus influenzae di tipo B. La difterite è una grave malattia infettiva causata da una tossina prodotta dal batterio Corynebacterium diphtheriae. La tossina annulla le funzioni cellulari di cuore, sistema nervoso e reni. La trasmissione si verifica attraverso il contatto diretto con un malato o un portatore o per contatto indiretto, anche se meno frequentemente, con oggetti contaminati. Il tetano è una malattia infettiva non contagiosa derivante dal Clostridium tetani, un batterio parecchio diffuso nell’ambiente e che può facilmente fare ingresso nell’organismo per mezzo di piccole ferite a contatto con terriccio oppure oggetti sporchi. La tossina così raggiunge il sistema nervoso e può portare a contrazioni e spasmi muscolari. La pertosse acellulare è una patologia infettiva provocata dal batterio Bordetella pertussis. Colpisce principalmente i bambini e l’infezione si verifica attraverso goccioline di saliva emesse da persone infette che tossiscono, starnutiscono o parlano. La pertosse può essere molto pericolosa per l’insorgenza di complicazioni (crisi apnea, broncopolmonite, convulsioni, encefalite) nei bambini sotto l’età di un anno. La poliomielite è una seria malattia infettiva e contagiosa dovuta al poliovirus che colpisce le cellule neurali del sistema nervoso con conseguente paralisi, a volte irreversibile. La patologia del virus viaggia attraverso feci che possono contaminare l’acqua, gli alimenti, le mani e le gocce di saliva prodotta da portatori malati o sani. L’epatite B è un malattia infettiva contagiosa che è una conseguenza del virus umano dell’epatite B (HBV) trasmessa attraverso il sangue e i fluidi biologici (sangue, sperma, sperma, sperma, latte materno, secrezioni vaginali). Le infezioni colpiscono il fegato e possono causare epatite acuta, fulminante o cronica. L’Haemophilus influenzae di tipo B è un comune batterio presente nel naso e nella gola, che causa importanti infezioni, soprattutto nei bambini al di sotto dei cinque anni di età. Il contagio avviene per contatto diretto, attraverso goccioline emesse da persone malate o portatori.  

Come funziona il vaccino esavalente?

Il vaccino esavalente ha parti di tutti e sei i virus e può proteggere da tutte e sei le malattie. Viene somministrato per via intramuscolare sul lato antero-laterale della coscia.  

Quando fare il vaccino esavalente?

Il vaccino esavalente fa parte delle vaccinazioni obbligatorie e viene somministrato nel primo anno di vita in tre dosi. Le sostanze antipertosse e haemophilus B non sono obbligatorie, per cui è possibile rifiutarne la somministrazione tramite dissenso firmato. Per l’emofilo B e l’epatite B non sono necessarie dosi aggiuntive in seguito. Per la difterite, il tetano, la pertosse e la poliomielite è necessario un richiamo (dose di rinforzo) intorno ai 5-6 anni di età. Un’altra dose (ridotta) è poi raccomandata nell’adolescenza. Negli adulti, una dose di richiamo di difterite, tetano e pertosse è raccomandata ogni dieci anni.  

Effetti collaterali del vaccino esavalente

Il vaccino esavalente è ben tollerato. Entro 48 ore dalla somministrazione potrebbero mostrarsi rossore, gonfiore, tumefazione nella sede di iniezione o febbre. Come per tutti i vaccini è possibile che si verifichi l’eventualità di reazioni allergiche anche gravi. Si tratta di un’evenienza comunque rara.

Vescica urinaria

Che cos’è la vescica urinaria?

La vescica urinaria è l’organo dell’apparato urinario che ha la funzione di accogliere, attraverso gli ureteri, l’urina che viene prodotta dai reni e di convogliarla nell’uretra per la sua espulsione dal corpo. Insieme all’uretra forma il cosiddetto apparato urinario inferiore.  

Dov’è e com’è fatta la vescica urinaria?

La posizione della vescica urinaria varia a seconda del sesso: nella donna è posta davanti all’utero e sotto il peritoneo, nell’uomo è davanti al retto e sopra la prostata. La dimensione della vescica dipende dalla quantità di urina contenuta. Quella di un adulto ne può contenere fino a 300-400 millilitri. Ha una forma sferica e ha una parete esterna costituita da due strati e spessa circa mezzo centimetro. Lo strato interno, che entra in contatto con l’urina è ricco di creste e mucoso. Quello esterno è invece composto da tessuto muscolare liscio la cui contrazione provoca la fuoriuscita dell’urina. Tra gli ureteri e la vescica ci sono due valvole antireflusso che impediscono che l’urina, una volta depositata nella vescica, torni indietro, negli stessi ureteri. La parte inferiore, invece, chiamata collo vescicale, attraverso lo sfintere uretrale confluisce nell’uretra. Lo sfintere ne determina l’apertura, quando c’è la minzione, o la chiusura, quando non c’è l’esigenza di urinare.  

Qual è la funzione della vescica urinaria?

La vescica urinaria ha la funzione di raccogliere l’urina e permetterne l’espulsione verso l’esterno, azione che avviene in tre fasi:
  • riempimento della vescica, con l’urina che proviene dai reni attraverso gli ureteri
  • rilassamento del collo vescicale e dello sfintere uretrale quando la vescica si è riempita
  • svuotamento della vescica e passaggio dell’urina nell’uretra grazie alla contrazione del muscolo vescicale.

Vitamina Q (coenzima Q)

Che cos’è la vitamina Q?

Quello di Vitamina Q è l’altro nome con cui viene identificato il coenzima Q, chiamato anche ubichinone. Si tratta di una molecola organica che è molto simile, nella struttura, alla vitamina K e alla vitamina E. Appartiene all’ordine delle vitamine liposolubili. Può quindi essere immagazzinata dall’organismo – che la utilizza quando ve ne sia la necessità – e quindi non deve essere assimilata con continuità.  

A che cosa serve la vitamina Q?

La vitamina Q svolge un importante ruolo antiossidante e contribuisce al trasferimento dell’energia dalle cellule. La sua importanza è tale da essere molto presente nelle cellule di organi importanti dell’organismo umano, come il fegato, il cuore, il pancreas e i reni. La vitamina Q assicura anche elasticità alla pelle e fornisce forza all’organismo, contrastando l’insorgere della stanchezza.  

In quali alimenti è presente la vitamina Q?

La vitamina Q è presente nelle carni – soprattutto all’interno del fegato – di pollo, manzo e maiale oltre che nei frutti di mare. Particolarmente ricchi di coenzima Q sono anche alcuni pesci come il salmone e il tonno, le sardine e gli sgombri. Viene anche prodotta dal corpo; tale produzione diminuisce costantemente con il passare del tempo e il trascorrere dell’età o a causa di patologie croniche (come quelle cardiache, il diabete, il cancro e il morbo di Parkinson).  

Qual è il fabbisogno giornaliero di vitamina Q?

Il fabbisogno giornaliero di vitamina Q varia dai 100 ai 300 mg.

Carenza di vitamina Q

La sua carenza può comportare problemi di natura cardiovascolare. Spesso soggetti vittime di malattie cardiache denunciano una bassa concentrazione di vitamina Q. Altri effetti della sua carenza sono una stanchezza diffusa e problemi di carattere respiratorio.

Eccesso di vitamina Q

Non si registrano problemi dovuti a un eccesso di vitamina Q: le dosi oltre la norma vengono di solito espulse dall’organismo attraverso le urine.  

Si sostiene che questa vitamina non sia una vera e propria vitamina. Per quale motivo?

Con il nome vitamina Q si indica il coenzima Q, che si differenzia dalle vitamine in senso stretto poiché – contrariamente a queste – viene sintetizzato dall’organismo a livello cellulare. La produzione di coenzima Q dipende dall’intervento di vari nutrienti essenziali, tra i quali sono ricomprese le vitamine e altri coofattori.