Macchinario per la TAC

Che cos’è e a che cosa serve il macchinario per la TAC?

Il macchinario per la TAC (tomografia computerizzata) è uno strumento che viene utilizzato in ambito di diagnostica per immagini. In particolare, questo macchinario sfrutta l’emissione di raggi X per acquisire immagini interne di tutto il corpo e delle sezioni anatomiche di interesse. Le immagini raccolte vengono in seguito elaborate da un computer e sono leggibili in tutti i piani dello spazio.  

Come funziona il macchinario per la TAC?

Durante l’esame eseguito con il macchinario per la TAC il paziente è sdraiato su un lettino, in una posizione che varia a seconda del tipo di distretto che deve essere analizzato. L’apparecchio genera un fascio di raggi X che attraversano il corpo e che perdono intensità a seconda della densità dei tessuti incontrati lungo il loro tragitto. I raggi in uscita vengono rilevato dallo strumento, che provvede a convertirli in immagini e a visualizzarli su un monitor.  

L’uso del macchinario per la TAC è pericoloso o doloroso?

L’esame della TAC è una procedura che non causa alcun dolore; tuttavia in alcune condizioni le radiazioni che il soggetto assorbe durante l’esame possono essere alquanto elevate, e per questa ragione la TAC va utilizzata con prudenza e solo quando davvero necessaria, in particolar modo se si tratta di bambini e donne in età fertile. Nel caso in cui si proceda con l’iniezione di un mezzo di contrasto, il soggetto sentirà una leggera sensazione di calore.

Stent

Che cos’è e a che cosa serve lo stent?

Lo stent è un piccolo tubo dotato di una maglia metallica che viene introdotto negli organi a lume (ossia gli organi cavi, quali ad esempio i vasi sanguigni o l’intestino) quando è necessario supportarne le pareti interne. Viene adoperato frequentemente soprattutto in ambito vascolare, dove spesso si ricorre all’inserimento di stent nelle arterie che manifestano riduzioni del lume o cedimenti. Questo avviene ad esempio negli interventi di angioplastica coronarica, in cui la presenza dello stent permette di mantenere il vaso libero da ostruzioni assicurando il corretto scorrimento del sangue. Attualmente gli stent moderni non vengono più costruiti in metallo ma adoperando particolari materiali riassorbibili. In questo modo dopo un certo lasso di tempo lo stent può essere riassorbito dall’organismo, limitando quindi i rischi relativi alla presenza di un oggetto estraneo all’interno del corpo del paziente.  

Come funziona lo stent?

Nel caso in cui l’intervento riguardi arterie ostruite, lo stent sarà collocato con un’operazione chirurgica effettuata in anestesia locale (sebbene in certi casi può essere necessaria l’anestesia generale). Di solito si procede entrando dall’arteria femorale, nella quale viene introdotto il catetere che nella sua parte terminale ha un palloncino sgonfio, attorno a cui è posto lo stent. Si procede quindi a gonfiare il palloncino, che va a comprimere la placca che ha dato origine all’ostruzione pressandola contro le pareti, e allargando lo stent fino alla sua posizione finale. In questo modo l’arteria ha di nuovo uno spazio sufficiente che permette al sangue di scorrere liberamente. A quel punto è possibile sgonfiare il palloncino e rimuoverlo assieme al catetere. Lo stent invece rimane all’interno dell’arteria. Per effettuare questo procedimento il chirurgo utilizza i raggi X.  

Lo stent è pericoloso o doloroso?

Il procedimento che consente di introdurre uno stent è senz’altro delicato, ma piuttosto sicuro, con rischi e complicanze poco frequenti. Esiste l’eventualità che si verifichi una restenosi, ossia una recidiva.  

Stent coronarico a rilascio di farmaco

Che cos’è e a che cosa serve lo stent coronarico a rilascio di farmaco?

Lo stent coronarico a rilascio di farmaco è un comune stent, ma medicato, che in aggiunta alle solite funzioni di un ordinario stent, è in grado di rilasciare in modo regolare il farmaco di cui è rivestito, allontanando in tal modo il pericolo che si verifichi una nuova stenosi (restringimento).  

In che modo funziona lo stent coronarico a rilascio di farmaco?

Il processo di inserimento di uno stent a rilascio di farmaco è esattamente la stessa procedura di uno stent coronarico ordinario. Normalmente il percorso scelto per l’accesso è l’arteria femorale, in cui viene introdotto il catetere, che nella sua parte finale ha un palloncino sgonfio, attorno al quale viene posizionato lo stent ricoperto da un polimero imbevuto del farmaco richiesto. Quando il catetere ha raggiunto la corretta posizione, il palloncino viene dilatato, che in questo modo esercita una pressione schiacciando la placca che ha causato l’ostruzione contro le pareti e facendo sì che lo stent si allarghi fino alla sua posizione finale: in questo modo l’arteria ha nuovamente un diametro sufficiente e il sangue può scorrere liberamente. Il palloncino viene infine sgonfiato e rimosso insieme al catetere; al contrario, lo stent rimane nell’arteria e rilascia gradualmente il farmaco. Per effettuare questa operazione il chirurgo ricorre all’utilizzo dei raggi X.  

Lo stent coronarico a rilascio di farmaco è pericoloso o doloroso?

L’inserimento di uno stent è senz’altro una procedura delicata, ma sperimentata e sicura, con complicanze e rischi molto contenuti .