Idrofobia

Che cos’è l’idrofobia?

L’idrofobia è la repulsione all’acqua e ai liquidi per cui alla vista dell’acqua e dei liquidi, o quando se ne sente il rumore, si è vittime di uno spasmo della glottide che si manifesta insieme a una paralisi dei muscoli della deglutizione.  

Quali sono le cause dell’idrofobia?

L’idrofobia è in genere collegata alla rabbia, la malattia che viene trasmessa attraverso la saliva in seguito a morsicatura da parte di animali che hanno questa malattia.  

Quali sono i rimedi contro l’idrofobia?

La cura dell’idrofobia passa attraverso la cura della rabbia, la malattia che ne è alla base. In realtà non esiste una vera e propria terapia in grado di curare la rabbia, l’unico rimedio è il vaccino antirabbia che deve essere somministrato tempestivamente, nel tempo più veloce possibile dopo che c’è stato il morso dell’animale. La vaccinazione antirabbica effettuata in modo tempestivo è in grado di stimolare una risposta immunitaria che non permette al virus della rabbia di raggiungere il sistema nervoso centrale.  

Idrofobia, quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza dei sintomi propri dell’idrofobia – paura dell’acqua e dei liquidi – è sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico curante.

Immunizzazione

Che cosa si indica con il termine l’immunizzazione?

Si è in presenza di immunizzazione quando un dato organismo acquista un’immunità nei confronti di un determinato antigene. L’immunizzazione può essere attiva o passiva:
  • è attiva quando l’immunità viene acquisita attraverso la somministrazione di un vaccino. In questo caso la sua durata si protrae nel tempo e la protezione riguarda malattie epidemiche come l’influenza, la rosolia, il morbillo e il tifo
  • è passiva quando l’immunità viene acquisita attraverso immunoglobuline. Protegge da patologie batteriche o virali come l’epatite, la varicella o la rabbia e ha una durata più breve.

Iperestesia

Che cos’è l’iperestesia?

L’iperestesia è una condizione che si caratterizza per un eccessivo aumento della sensibilità a stimoli termici, tattili e dolorifici che possono essere anche solo leggermente dolorosi. In genere è caratterizzata da una sensazione di fastidio e/o dolore e può manifestarsi in diverse forme a seconda dell’organo e delle vie sensitive che sono interessate. Le cause sono da ricercarsi in un aumentato funzionamento – rispetto alla norma – dell’apparato sensoriale periferico.  

Quali malattie si possono associare all’iperestesia?

Tra le patologie che possono essere associate all’iperestesia, ci sono le seguenti: poliomielite, rabbia, sclerosi multipla, tetano, disturbi psichici, fuoco di Sant’Antonio, intossicazioni, meningite, mielite, nevrite. Si ricorda che tale elenco non è esaustivo ed è sempre opportuno chiedere consulto al proprio medico.  

Quali sono i rimedi contro l’iperestesia?

Al fine di poter approntare un trattamento mirato alla risoluzione dell’iperestesia, è importante capire quale sia la causa che è all’origine del disturbo e agire su di questa. Poiché le patologie che possono risultare associate a questo disturbo sono molte e diverse tra di loro, nel caso in cui si manifesti iperestesia è opportuno chiedere un consulto al proprio medico di fiducia.  

Con l’iperestesia quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di iperestesia è sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico per un consulto.

Morsi di animali e morsi umani

In quali situazioni si rischia il morso di animali o morsi umani?

I morsi di animali più comuni sono dovute a cani e gatti, che possono provocare ferite che non vanno mai sottovalutate, sia che si tratti di animali domestici, sia che siano provcate da animali randagi. Il morso di un cane provoca una lesione cutanea che può essere più o meno profonda o larga, a seconda della dinamica dell’incidente e del tipo di cane coinvolto. Uno dei rischi più elevati derivanti dal morso di un cane è quello di contrarre un’infezione, dovuta ai batteri presenti nella saliva dell’animale. Se il cane è domestico, bisogna anche sapere se è stato vaccinato contro la rabbia, ma se è randagio, è molto probabile che non lo sia. Anche se doloroso, il morso del gatto è di solito più leggero e raramente richiede punti di sutura. Tuttavia, anche i denti appuntiti dei felini penetrano facilmente nell’epidermide e quindi possono trasmettere batteri che possono generare un’infezione. Nel caso di un morso umano – un infortunio che a volte coinvolge i bambini nel contesto di una lite – la zona interessata appare gonfia e arrossata.  

Che cosa fare in caso di morsi di animali e morsi umani?

In caso di morsi di cane o di gatto, la prima cosa da fare è lavare la ferita con acqua corrente e procedere alla disinfezione. Dopo queste operazioni, nel caso di morso di cane, è raccomandabile recarsi al pronto soccorso: qui il personale sanitario valuterà se è necessario suturare la ferita e/o prescrivere una terapia antibiotica. In taluni casi il soggetto può anche essere sottoposto a vaccinazione antitetanica e trattamento antirabbico. Se si è stati morsi da un gatto e l’area interessata mostra gonfiore, se esce pus o se si osserva – anche con il passare del tempo – un allargamento dei linfonodi regionali (collo, ascelle, inguine), è importante consultare un medico. Se il morso è umano, è sempre importante lavare la ferita e disinfettarla. Si consiglia di consultare un medico solo se la lesione è profonda.  

Che cosa non fare in caso di morsi di animali e morsi umani?

In caso di morsi di animali e di morsi umani è meglio non sottovalutare mai quello che è successo perché il rischio di infezione può essere elevato.  

Importante avvertenza

Le informazioni di questa scheda forniscono semplici suggerimenti utili a tenere sotto controllo la situazione in caso di attesa dei soccorsi e non sono in nessun caso da considerarsi interventi che possano sostituire l’intervento degli operatori di primo soccorso.

Tetraplegia

Che cos’è la tetraplegia?

La tetraplegia è una paralisi che coinvolge tutti e quattro gli arti e il torso. Di solito la paralisi riguarda non solo il movimento ma anche i sensi. Alla sua base c’è un danno cerebrale o al midollo spinale. In questo secondo caso il problema si localizza nella parte cervicale (parte alta) della colonna vertebrale (tra le vertebre C1 e C7). La conseguenza è una perdita – totale o parziale – della funzione delle braccia e delle gambe. È ad esempio possibile che un tetraplegico riesca a muovere le braccia ma non le dita. Il problema può essere associato a complicazioni come problemi respiratori, perdita del controllo di vescica e intestino, dolore, trombi, ulcere e spasmi muscolari.  

Quali malattie si possono associare a tetraplegia?

Tra le patologie associabili alla tetraplegia ci sono la rabbia, la sclerosi multipla e la poliomielite. Si rammenta come questo non sia un elenco esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di sintomi persistenti.  

Quali sono i rimedi contro la tetraplegia?

La terapia migliore dipende dai bisogni specifici del singolo paziente, dalla natura e dalla gravità della situazione. L’obiettivo finale è quello di prevenire ulteriori danni e consentire a chi convive con il problema di condurre una vita attiva e produttiva nei limiti che sono imposti dalla sua condizione. Il trattamento serve di solito a rimediare alla perdita di sensibilità e di funzionalità degli arti e alla perdita o alla riduzione della funzionalità di altri organi. I danni provocati al di sopra della vertebra C4 possono ad esempio richiedere l’utilizzo di un apparecchio per respirare.  

Con tetraplegia quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di tetraplegia sono necessari regolari controlli clinici. Qualora si perda all’improvviso l’uso degli arti è ovviamente opportuno rivolgersi immediatamente al pronto intervento.

Trisma

Che cos’è il trisma?

Il trisma è una condizione medica che si caratterizza per la contrattura dolorosa dei muscoli masticatori, con conseguente costrizione delle mascelle, tanto importante da risultare resistente a ogni manovra.  

Quali possono essere le cause del trisma?

La patologia che più di tutte le risulta associata è il tetano (trisma tetanico), di cui di solito rappresenta il primo segno, ma può insorgere anche in conseguenza di disturbi a carico del nervo trigemino e di alcune patologie del cavo orale (ascessi peritonsillari, affezioni dentarie). Può essere inoltre una manifestazione di disturbi psichici come l’isterismo (trisma isterico).  

Quali malattie si possono associare a trisma?

Tra le patologie associate al trisma ci sono le seguenti: meningite, parodontite, rabbia, tetano, tonsillite, ascessi peritonsillari, ebola, gengivite, isteria, malaria. Si ricorda che l’elenco non è esaustivo ed è sempre opportuno chiedere consulto al proprio medico.  

Quali sono i rimedi contro il trisma?

La terapia mirata al trattamento del trisma dipende rigorosamente dall’individuazione della causa che ne è all’origine.  

Con il trisma quando rivolgersi al proprio medico?

Qualora si manifesti il trisma, è sempre opportuno rivolgersi al proprio medico o al Pronto Soccorso.