Fattori di crescita

Che cos’è il fattore di crescita?

I fattori di crescita sono proteine che hanno il compito di svolgere funzioni legate alle cellule come la loro crescita, la proliferazione e il differenziamento. Tra i principali fattori di crescita ci sono quelli delle cellule del sangue, che trovano applicazione in ambito clinico e tra cui si conducono nove sottotipi, la eritropoietina e quattro tipi di interleuchine.

Proteinuria

Che cos’è la proteinuria?

La proteinuria è la presenza di anomale quantità di proteine nelle urine. Bassi livelli di proteine nelle urine sono da considerarsi normali. La presenza di queste molecole può anche incrementare temporaneamente in seguito a stress emotivo o all’assunzione di alcuni farmaci, durante la gravidanza, dopo l’attività fisica o quando si è malati (ad esempio in caso di febbre). Altre volte la sua presenza può però essere il sintomo di problemi renali o di altre malattie.  

Quali malattie si possono associare alla proteinuria?

Tra le patologie che possono essere associate alla proteinuria: lupus eritematoso sistemico, malaria, malattia di Berger, mieloma multiplo, nefrite, pericardite, pielonefrite, pre-eclampsia, sarcoidosi, amiloidosi, anemia falciforme, arresto cardiaco, artrite reumatoide, diabete, ebola, glomerulonefrite, infezioni renali, insufficienza renale, ipertensione, leucemia, linfoma di Hodgkin, Si rammenta che questo non è un elenco esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di sintomi persistenti.  

Quali sono i rimedi contro la proteinuria?

Il rimedio migliore per fare fronte alla proteinuria dipende dall’individuazione della causa che ha determinato il quantitativo anomalo di proteine nell’urina. Per questo motivo è opportuno consultare un medico.  

Con proteinuria quando rivolgersi al proprio medico?

Nel caso in cui un esame delle urine sveli una proteinuria è raccomandabile rivolgersi al medico per sapere se è necessario sottoporsi a ulteriori accertamenti al fine di identificare la causa contro cui dirigere un’eventuale terapia.

Vaccino

Che cos’è un vaccino?

Il vaccino è un preparato in laboratorio che è in grado di indurre una risposta immunitaria all’organismo umano. Per la creazione di un vaccino può essere utilizzata una piccola parte di agenti infettivi virali e batterici interi vivi e attenuati, o inattivati o uccisi, oppure proteine che vengono ottenute sinteticamente o ancora antigeni polisaccaridi che vengono coniugati con proteine di supporto. I vaccini sono efficaci grazie alla presenza di antigeni di virus e batteri: questi antigeni non sono in grado di causare la patologia ma sono sufficienti a scatenare una reazione del sistema immunitario. Si tratta di un meccanismo capace di attivare la memoria immunologica: l’organismo si ricorda nel tempo dell’antigene con cui è entrato in contatto, lo riconosce e in un eventuale incontro successivo è in grado di difendersi dal suo attacco.

Vitamina K (naftochinone)

Che cos’è la vitamina K?

La vitamina K fa parte delle vitamine liposolubili, quelle che vengono accumulate nel fegato e non devono essere assunte di continuo, tramite i cibi. Il corpo la rilascia a piccole dosi quando il suo impiego diviene necessario.  

A che cosa serve la vitamina K?

La vitamina K riveste un ruolo fondamentale nel processo di coagulazione del sangue e assicura la funzionalità delle proteine che formano le ossa e le mantengono in forma.  

In quali alimenti è presente la vitamina K?

La vitamina K si trova perlopiù in alimenti di origine vegetale come spinaci, pomodori, cavoli, cime di rapa, ma è presente anche nel fegato. La vitamina K è prodotta anche dall’intestino umano.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di vitamina K?

Il fabbisogno giornaliero di vitamina K è di circa 1 mg al giorno per ogni chilogrammo di peso corporeo, quantità che è soddisfatta da una normale dieta.  

Carenza di vitamina K

Atteso che la vitamina K, o naftochinone, è impiegata nel processo di coagulazione del sangue, una sua carenza nell’organismo umano provoca delle emorragie. La carenza si verifica però raramente e sempre in seguito a patologie che impediscono il regolare assorbimento intestinale o di prolungate cure a base di antibiotici. Tra gli effetti della carenza di vitamina K ci sono anche fratture ossee, osteoporosi e alcune forme di artrosi.  

Eccesso di vitamina K

Negli adulti l’eccesso di vitamina K è molto raro e altrettanto rari sono i suoi effetti: anemia, vomito, trombosi, sudorazione eccessiva, vampate di calore e senso di oppressione al petto. Un eccesso di vitamina K, o naftochinone, può essere riscontrato nei neonati nel caso in cui siano state somministrati dosaggi troppo elevati di integratori vitaminici; tale situazione conduce a sintomi tipici a quelli dell’itterizia.  

È vero che la vitamina K viene suddivisa in tre gruppi?

Sì, si tratta di una suddivisione imputabile alle diverse origini, nature e funzioni della vitamine K. Si tratta di:
  • vitamina K1 (fillochinone), di origine vegetale che è la più presente nelle diete e che interviene nei processi di coagulazione del sangue
  • vitamina K2 (menachinone), di origine batterica che favorisce l’assorbimento della microflora intestinale ed è fondamentale per il benessere osseo
  • vitamina K3 (menadione idrosolubile), di origine sintetica e inserita in medicinali a cui è affidato il compito di regolare i processi di coagulazione del sangue.