Alterazione del ciclo mestruale

Che cos’è l’alterazione del ciclo mestruale?

Con alterazione del ciclo mestruale si intende un’irregolarità del ciclo, tale per cui le mestruazioni non compaiono a cadenza mensile o quando compaiono sono contraddistinte da perdite eccessivamente importanti e talvolta anche improvvise. Può assumere varie tipologie:
  • anomalie nella quantità e nella durata, con ipomenorrea (mestruazioni scarse), ipermenorrea (mestruazioni abbondanti), menorragia (mestruazioni più lunghe);
  • anomalie nel ritmo, cioè della cadenza con cui esse compaiono, con oligomenorrea (cicli ritardati), polimenorrea (cicli che anticipano) e amenorrea (mestruazioni assenti);
  • anomalie nella presentazione, con metrorragia (perdita anomala inaspettata ed improvvisa) e menometrorragie (mestruazioni lunghe e perdite tra i cicli).
 

Quali sono le cause dell’alterazione del ciclo mestruale?

L’alterazione del ciclo mestruale può essere causata da varie patologie, tra le quali vi sono: squilibri ormonali, ipertiroidismo, sindrome dell’ovaio policistico, tumore alle ovaie, tumore alla cervice uterina, ipotiroidismo, lupus erimatoso sistemico, meningite, endometriosi, cisti ovariche.  

Quali sono i rimedi contro l’alterazione del ciclo mestruale?

La cura di un’alterazione del ciclo mestruale dipende dalla patologia che ne è alla base, da verificarsi nel corso di una specifica visita ginecologica. Qualora l’alterazione consista in una perdita lieve potrà essere sufficiente una cura a base di antinfiammatori non steroidei. Qualora, al contrario, il problema consista in una mestruazione troppo abbondante  – che determini anche uno stato di anemia – potrà essere necessario intraprendere una cura a base di integratori di ferro. Se sia causata da squilibri ormonali o da altre patologie, infine, il medico indicherà quella che è la terapia farmacologica o chirurgica più adatta al caso in esame.  

Alterazione del ciclo mestruale, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di uno stato di alterazione del ciclo mestruale dovrà essere comunicata al ginecologo nel corso del relativo controllo che bisogna effettuare, generalmente, una volta l’anno. Ci si dovrà rivolgere al proprio medico curante, invece, qualora l’irregolarità si presenti in questo modo:
  • sanguinamento o perdite nel corso della gravidanza
  • sanguinamento o perdite tra i cicli
  • sanguinamento o perdite dopo un rapporto sessuale
  • sanguinamento o perdite dopo la menopausa.
Il medico va coinvolto anche nei seguenti casi: qualora si avverta un dolore eccessivo nel corso delle mestruazioni; quando queste siano eccessive o durano più di 7 giorni; qualora vi siano perdite anomale e con cattivo odore; in caso di aumento improvviso di peso, di febbre o ridimensionamento del seno.  

Area medica di riferimento per l’alterazione del ciclo mestruale

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per l’alterazione del ciclo mestruale è il Servizio di Ginecologia.

Dolore alla mammella

Che cos’è il dolore alla mammella?

Il dolore alla mammella è una sensazione dolorosa provata dalle donne all’altezza del seno.  

Quali sono le cause del dolore alla mammella?

Il dolore alla mammella può manifestarsi nel corso della gravidanza o durante l’allattamento e può dipendere da cambiamenti ormonali associabili al ciclo mestruale o alla menopausa. In alcuni casi può essere dovuto all’assunzione di alcuni medicinali, come i diuretici o alla formazione di cisti. Solamente in casi più rari il dolore alla mammella può essere collegato alla presenza di un tumore al seno.  

Quali sono i rimedi contro il dolore alla mammella?

Questo tipo di dolore può essere alleviato con degli impacchi di ghiaccio o tramite farmaci antinfiammatori prescritti da parte medico, il quale potrà anche consigliare l’utilizzo della pillola contraccettiva che è in grado di eliminare i problemi collegati al ciclo mestruale.  

Dolore alla mammella, quando rivolgersi al proprio medico?

Il dolore alla mammella deve essere sottoposto all’attenzione del proprio curante quando:
  • il dolore è associato a febbre alta, pus, infezione e arrossamenti locali.
  • si associa a perdite chiare o con tracce di sangue dal capezzolo
  • si è partorito da pochi giorni e il dolore si associa a durezza e gonfiore del seno
  • al tatto si avverte la presenza di un nodulo.
 

Area medica di riferimento per il dolore alla mammella

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il dolore alla mammella è l’Ambulatorio di Senologia.

Gengive sensibili

Che cosa s’intende per gengive sensibili?

Le gengive possono essere considerate sensibili quando provocano un senso di dolore o fastidio nel caso in cui vengano in contatto con cibi e bevande di natura e temperatura variabile.  

Quali altri sintomi possono essere associati alle gengive sensibili?

La sensibilità delle gengive può accompagnarsi ad altri sintomi come arrossamento, gonfiore o sanguinamento delle gengive.  

Quali sono le cause delle gengive sensibili?

La prima causa delle gengive sensibili è la gengivite, infiammazione che deriva dalla formazione della placca – particolarmente ricca di batteri – nella parte di dente ricoperta dalla gengiva. Questo fastidio si può presentare una parte circoscritta o l’intera arcata dentaria, sia superiore sia inferiore. La sensibilità può essere generata anche dall’aver subito traumi o dall’essere affette da menopausa.  

Quali sono i rimedi contro le gengive sensibili?

Le gengive arrossate possono essere curate, ma anche prevenute, mantenendo una corretta igiene orale da effettuarsi dopo ogni pasto, o almeno due volte al giorno, con l’uso di spazzolino con setole morbide. La salute delle gengive può essere mantenuta anche evitando di fumare e moderando il consumo di alcol.  

Gengive sensibili, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di sensibilità alle gengive deve sempre essere comunicata la proprio medico curante, anche quando si presenta in forma lieve.

Gonfiore della mammella

Che cos’è il gonfiore della mammella?

Il gonfiore della mammella è un ingrossamento del seno che può essere del tutto naturale o fisiologico – come quando sia causata da variazioni ormonali tipiche della pubertà, del ciclo mestruale, della menopausa, della gravidanza, dell’allattamento – o può essere il sintomo di una patologia in essere.

Quali sono le patologie che possono essere associate al gonfiore della mammella?

Tra le patologie che possono essere associabili al gonfiore della mammella, si possono elencare: noduli benigni, infezione o cancro al seno, mastite, sindrome premestruale.

Quali sono i rimedi contro il gonfiore della mammella?

Qualora il gonfiore della mammella sia sintomo di una malattia, la sua cura coinciderà con quella della malattia stessa. Quando invece il gonfiore sia dovuto a cause non patologiche, lo si può contrastare con medicinali a base di ormoni, vitamine (soprattutto la vitamina E) o con impacchi (caldi o freddi). Nel caso di donne ansiose, il gonfiore della mammella potrà essere contenuto tramite tecniche di rilassamento.

Gonfiore della mammella, quando rivolgersi al proprio medico?

Il gonfiore della mammella deve essere portato all’attenzione del proprio medico qualora sia persistente e si associ a perdita di liquido dai capezzoli o si avverta o si sospetti la presenza di un nodulo. Se la presenza di un nodulo è invece già accertata, occorrerà rivolgersi al medico tutte le volte che si avvertono cambiamenti relativi alle mammelle.

Area medica di riferimento per il gonfiore della mammella

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il gonfiore della mammella è l’Ambulatorio di Senologia.

Mobilità dei denti

Che cos’è la mobilità dei denti?

La mobilità dei denti è una condizione che deriva da un cattivo ancoraggio dei denti all’osso. Normalmente, i denti hanno una loro specifica mobilità: 0,2 mm di movimento laterale e 0,2 mm di movimento verticale circa. In alcune condizioni  – come ad esempio gravidanza, periodo mestruale, assunzione di contraccetivi orali – questa mobilità può aumentare. Esiste anche una mobilità patologica, divisa in tre stadi che dipendono dalla gravità del problema. Gli stadi sono:
  1. totalmente reversibile
  2. parzialmente reversibile
  3. irreversibile.
 

Quali patologie possono essere associate alla mobilità dei denti?

Tra le patologie associabili alla mobilità dei denti ci sono: gengivite, menopausa, bruxismo, parodontite. Questo è un elenco solo indicativo per cui in presenza di dubbio si consiglia di consultare sempre un medico.

Quali sono i rimedi contro la mobilità dei denti?

Il trattamento più idoneo per la mobilità dei denti sarà deciso dall’odontoiatra, dopo aver valutato la situazione e individuato la causa. In ogni caso – di fronte a una mobilità dei denti – è sempre consigliabile recarsi dal proprio medico o dall’esperto in odontoiatria.  

Secchezza vaginale

Che cos’è la secchezza vaginale?

La secchezza vaginale consiste nella diminuzione dell’idratazione delle pareti della vagina, condizione che può colpire le donne di tutte le età ma che si verifica soprattutto durate la menopausa. Può essere il segnale dell’atrofia vaginale, che consiste nell’assottigliamento della parete vaginale dovuta a un’infiammazione  

Quali altri sintomi possono essere associati alla secchezza vaginale?

Alla secchezza vaginale possono accompagnarsi altri sintomi come prurito, dolore e sanguinamento durante i rapporti sessuali, infezione alle vie urinarie ed esigenza di minzione urgente.  

Quali sono le cause della secchezza vaginale?

La secchezza vaginale può avere varie cause, tra cui: menopausa, cambiamento ormonale legato al ciclo mestruale, gravidanza, allattamento e invecchiamento. Tra le cause possono anche esserci il sottoporsi a chemioterapia, radioterapia o terapie ormonali. Altre cause ancora: rimozione delle ovaie, uso eccessivo di lavande vaginali, fumo di sigaretta. La secchezza vaginale può derivare anche da varie patologie come la vaginite o la candida.  

Quali sono i rimedi contro la secchezza vaginale?

La secchezza vaginale può essere curata in genere con prodotti topici a base di estrogeni o anche con prodotti lubrificanti e idratanti. Sono invece da evitare sostanze che possano essere irritanti come prodotti non indicati espressamente per l’igiene intima. Da evitare è inoltre l’esposizione a sostanze irritanti che potrebbero essere presenti in profumi artificiali e, a volte, anche nella carta igienica.  

Secchezza vaginale, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di secchezza vaginale deve sempre essere portata a conoscenza del proprio medico o del proprio ginecologo che saprà indicare la cura più adatta alla situazione specifica.  

Area medica di riferimento per la secchezza vaginale

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la secchezza vaginale è il Servizio di Ginecologia.

Sonnolenza

Che cos’è la sonnolenza?

Si soffre di sonnolenza quando si è assaliti da attacchi di sonno nel corso della giornata. Il desiderio di dormire può essere tale da provocare un sonno improvviso in situazioni assolutamente impensabili e inappropriate.  

Quali sono le cause della sonnolenza?

La sonnolenza può derivare da mancanza di riposo che può essere causata da situazioni esterne (come ad esempio un lavoro su turni) o interne, come stati di depressione o di particolare ansia o stress. Può essere anche causata da varie patologie e disturbi, tra i quali si possono elencare: morbo di Parkinson, raffreddore, reflusso gastroesofageo, sclerosi multipla, sindrome premestruale, acidosi metabolica, anemia, apnee notturne, botulismo, bruxismo, cefalea, cirrosi epatica, diabete, gastrite, ictus, influenza, insufficienza cardiaca, insufficienza renale, intolleranze alimentari, ipotiroidismo, leucemia e meningite.  

Quali sono i rimedi contro la sonnolenza?

Per trovare il rimedio alla sonnolenza sarà necessario risalire alla sua causa. Nei casi meno gravi potrà essere sufficiente curare l’aspetto del sonno con dei semplici accorgimenti tra cui:
  • coricarsi e svegliarsi sempre circa alla stessa ora,
  • evitare l’assunzione di sostanze eccitanti (esempio bibite a base di caffeina) sin dal pomeriggio,
  • non coricarsi subito dopo aver mangiato e aspettare almeno 30 minuti dopo avere visto la tv o avere utilizzato computer o altri strumenti elettronici,
  • mantenere una giusta temperatura (né troppo calda, né troppo fredda) in camera da letto.
In altri casi può essere utile affidarsi a una terapia a base di medicinali specifici anti-insonnia o – qualora la sonnolenza sia provocata da insonnia dovuta a vampate associate alla menopausa – a una terapia ormonale sostitutiva. L’insonnia e di conseguenza la sonnolenza potrebbero anche essere provocate dall’assunzione di certi medicinali dei quali, sotto indicazione del medico, potrà essere modificata la posologia.  

Sonnolenza, quando rivolgersi al proprio medico?

Nel caso in cui la sonnolenza non si presenti in episodi isolati ma sia costante, tanto da invalidare la normale qualità della vita, è opportuno rivolgersi al proprio medico. Qualora si presenti all’improvviso e sia associabile ad altri sintomi che possano far pensare a problemi di salute più gravi, è necessario rivolgersi al Pronto Soccorso.  

Area medica di riferimento per la sonnolenza

In Humanitas Castelli Bergamo l’area che si occupa di sonnolenza è l’Ambulatorio di Neurologia.

Stanchezza (Spossatezza)

Che cos’è la stanchezza (spossatezza)?

Fatica e spossatezza sono dei termini alternativi che descrivono la sensazione di stanchezza e la mancanza di energia che può interessare un soggetto in maniera episodico e transitorio oppure duraturo. È da distinguere dalla sensazione di sonnolenza. Il sintomo si caratterizza per un calo drastico e a volte cronico di energia e motivazione. Il segno può essere collegato a intensi sforzi fisici e psichici, a una privazione prolungata di sonno, ma può anche essere conseguente a condizioni patologiche più o meno gravi.  

Quali malattie si possono associare a spossatezza?

Tra le principali patologie legate alla spossatezza ci sono: infezioni, infarto miocardico, insonnia, insufficienza cardiaca congestizia, insufficienza epatica, insufficienza renale, ipoglicemia, AIDS, anemia, ansia, artrite reumatoide, attacchi di panico, broncopneumopatia cronico ostruttiva (BPCO), diabete, enfisema, fibromialgia, indigestione, menopausa, mononucleosi, sindrome da stanchezza cronica, sindrome delle gambe senza riposo, tumori, ipotiroidismo, ipertiroidismo, anoressia nervosa, bulimia, disturbi del sonno, disturbo d’ansia generalizzato, ipotensione, malattia di Addison.  

Quali sono i rimedi contro la spossatezza?

I rimedi variano a seconda che il disturbo sia legato a condizioni transitorie o acute e persistenti. Nel primo caso – ad esempio se è causata da ansia o stress – potrebbe essere sufficiente riposare, rilassarsi e bere un bicchiere d’acqua. Qualora la condizione derivi da uno stile di vita stressante è necessario ridurre i ritmi, evitare fumo e alcolici, condurre un’alimentazione equilibrata e bere a sufficienza. In tutti gli altri casi sarà necessario rivolgersi a un medico per gli esami diagnostici utili ad identificare la causa e pianificare la terapia più opportuna.  

In presenza di spossatezza quando rivolgersi al proprio medico?

Qualora il disturbo si presenti senza una causa apparente e con caratteristiche persistenti che si ripercuotono sulla qualità della vita di tutti i giorni è necessario consultare il medico che indirizzerà verso i necessari esami diagnostici. Se il senso di stanchezza è improvviso ed estremo, associato a confusione mentale, sudorazione, vertigini e svenimento, se è associato a depressione, dolore addominale, alla schiena o nella regione pelvica, sanguinamento rettale, forte mal di testa, dolore nella zona del torace,  è necessario far ricorso alle cure del Pronto Soccorso.

Sudorazione

Che cos’è la sudorazione?

La sudorazione è il rilascio di sudore – il liquido contenente sali minerali – che viene effettuato dalle ghiandole sudoripare al fine di mantenere costante la temperatura del corpo.  

Quali altri sintomi possono essere associati alla sudorazione?

La sudorazione, in alcuni casi più gravi, può accompagnarsi ad altre sintomatologie come dolore al petto, mancanza di fiato (dispnea), perdita di peso, battito del cuore accelerato o stato febbrile.  

Quali sono le cause della sudorazione?

Le variazioni di sudorazione dipendono da molteplici fattori, quali situazioni di ansia, stress, paura, imbarazzo, rabbia, febbre, temperatura esterna, attività fisica, infezioni o condizioni fisiologiche (come ad esempio la menopausa). La sudorazione può aumentare anche a causa dell’assunzione di cibi piccanti, caffeina, alcol (assunzione o astinenza) e alcuni medicinali come la morfina o certi farmaci a base di ormoni tiroidei. Un’aumentata sudorazione può essere collegata anche ad alcune patologie, tra le quali si possono elencare: infarto miocardico, iperidrosi, ipertiroidismo, polmonite, angina pectoris, colecistite, colica renale, coronaropatia, embolia polmonare, tetano.  

Quali sono i rimedi contro la sudorazione?

Per curare la sudorazione sarà necessario scoprirne e curarne la causa. Dopo una forte sudorazione è sempre bene:
  • bere abbondantemente, acqua o bevande che abbiano un forte contenuto di sali minerali;
  • sostare in un ambiente con una temperatura non toppo elevata;
  • sciacquarsi corpo e viso nel caso in cui la sudorazione abbia lasciato la pelle troppo secca.
 

Sudorazione, quando rivolgersi al proprio medico?

Una situazione che si caratterizza per la sudorazione deve essere sottoposta all’attenzione del medico curante di fiducia qualora si accompagni ai sintomi sopra indicati o se si mantenga per un lungo periodo di tempo senza un motivo apparente.

Sudorazione fredda (sudare freddo)

Che cos’è la sudorazione fredda?

La sudorazione fredda si presenta quando il soggetto avverte la pelle divenire improvvisamente fredda e umida, solitamente provando anche tremori e brividi. Si tratta di un sintomo che colpisce generalmente mani, piedi, ascelle e schiena. Può anche essere un segnale di diverse condizioni e patologie, in alcuni casi associate anche a eventi potenzialmente fatali – come l’infarto – che per questo motivo necessitano di un ricorso urgente a cure mediche. Si tratta di un sintomo collegato anche a un malessere intestinale come occlusione, dissenteria o indigestione.  

Quali malattie si possono associare a sudorazione fredda?

Tra le principali patologie che possono essere associate alla sudorazione fredda ci sono: menopausa, mononucleosi, sindrome da shock tossico, shock settico/sepsi, tubercolosi, ustioni, AIDS, anemia falciforme, ansia, attacchi di panico, disturbo d’ansia generalizzato, indigestione, infarto miocardico, ipoglicemia, ipotensione (bassa pressione sanguigna).  

Quali sono i rimedi contro sudorazione fredda?

I rimedi per la sudorazione fredda variano sulla scorta del fatto che il disturbo sia legato a condizioni transitorie o acute e persistenti. Nel primo caso – ad esempio, se è causata da stress o ansia – potrebbe essere sufficiente riposare, rilassarsi e bere un bicchiere d’acqua. Qualora al soggetto manchi improvvisamente aria, andrebbe aiutato a stendersi e bisognerebbe evitare la presenza di troppe persone attorno. In tutti gli altri casi non transitori è consigliabile allertare subito i soccorsi sanitari.  

Sudorazione fredda, quando rivolgersi al proprio medico?

Qualora la sudorazione fredda si presenti con una mancanza di respiro improvvisa e non si attenui dopo poco, o sia associato a svenimento, febbre alta, gonfiore del viso, della lingua o della bocca, difficoltà a deglutire, dolore al petto, addominale o al braccio (angina), confusione mentale, colorito pallido, debolezza è necessario chiedere l’immediato intervento del soccorso medico.

Sudorazioni notturne

Che cosa sono le sudorazioni notturne?

Le sudorazioni notturne sono episodi di sudorazione – che avvengono durante la notte – talmente intensi da arrivare a bagnare sia indumenti sia biancheria da letto. Alla loro base possono esserci l’assunzione di alcuni medicinali (ad esempio terapie ormonali, antidepressivi o ipoglicemizzanti), infezioni, problemi alla tiroide, cambiamenti associati alla menopausa, l’ansia o problemi organici come neuropatie del sistema autonomo o diverse forme tumorali.  

Quali malattie si possono associare a sudorazioni notturne?

Tra le patologie che possono essere associate a sudorazioni notturne ci sono:  mielofibrosi, mononucleosi, osteomielite, sindrome da carcinoide, siringomileia, tubercolosi, AIDS, apnee notturne, ascesso piogenico, brucellosi, colite ulcerosa, disturbi del sonno, endocardite, feocromocitoma, ictus, ipertiroidismo, leucemia, linfoma di Hodgkin, linfoma non-Hodgkin. Si rammenta come questo non sia un elenco esaustivo e che in caso di sintomi persistenti è sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia.  

Quali sono i rimedi contro le sudorazioni notturne?

Il rimedio migliore contro le sudorazioni notturne dipende dalla loro causa. Qualora alla loro base vi sia, ad esempio, la menopausa, potrebbe essere utile una terapia ormonale sostitutiva. Altre volte potrebbe essere richiesto modificare l’assunzione di alcuni medicinali. Non bisogna però farlo di propria spontanea iniziativa, senza previo consulto col proprio medico. Non mancano nemmeno casi in cui il problema è del tutto occasionale e pertanto non è associato a un concreto problema di salute. In queste situazioni non si parla di vere e proprie sudorazioni notturne ed è solitamente sufficiente modificare le condizioni in cui si dorme al fine di evitare che un caldo eccessivo ne provochi un aumento.  

Con sudorazioni notturne quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di sudorazioni notturne è opportuno rivolgersi al medico qualora il problema si presenti regolarmente, se interferisce con il riposo e se è associato a febbre o altri sintomi, come un’ingiustificata perdita di peso.

Vagina

Che cos’è la vagina?

La vagina è un condotto costituito da muscoli e membrane che collega l’ultima parte del collo dell’utero con l’ambiente esterno. Rappresenta l’ultimo tratto delle vie genitali femminili e la sua precipua funzione è quella di accogliere il pene durante l’atto dell’accoppiamento.  

Che cos’è la vagina?

La vagina è un organo cavo dell’apparato genitale femminile; misura tra gli 8 e i 12 cm di lunghezza e presenta un epitelio stratificato i cui elementi cellulari mutano i propri caratteri nel corso del ciclo mestruale e in base all’età del soggetto. La sua parte superiore ospita la sporgenza della cervice uterina mentre l’estremità inferiore, ovvero quella rivolta verso l’esterno, sbocca nella vulva (orifizio esterno della vagina). Nelle donne che non hanno mai avuto rapporti sessuali, l’orifizio esterno della vagina risulta in parte chiuso dalla presenza di una sottile membrana a forma di anello o semiluna (l’imene) che di norma tende a lacerarsi successivamente al primo rapporto sessuale completo. È collocata tra la vescica urinaria e l’uretra – che le stanno davanti – e il retto – che è invece collocato posteriormente. Le sue pareti interne presentano ripiegamenti longitudinali e trasversali irregolari che conferiscono loro delle doti particolari di elasticità, permettendo lo svolgimento dei rapporti sessuali e ovviamente il passaggio del feto nella fase espulsiva del parto. La caratteristica umidità delle sue pareti è causata dalla presenza di una sostanza vischiosa che viene prodotta dalle cellule vaginali e dal muco della cervice uterina: tali secrezioni sono regolate dagli ormoni sessuali il cui livello, a sua volta, varia sensibilmente in base alle diverse fasi dello sviluppo sessuale della donna (prepubertà, pubertà, maturità sessuale, menopausa), in fase di gravidanza e nel corso del ciclo mestruale.  

Qual è la funzione della vagina?

La vagina rappresenta, per eccellenza, l’organo dell’accoppiamento: la sua funzione principale è quindi quella di ricevere lo sperma al momento dell’atto sessuale. Serve anche a consentire il passaggio del flusso mestruale e di tutti i prodotti della secrezione uterina e a permettere – al momento del parto – l’espulsione di feto e placenta.

Vampate di calore

Che cosa sono le vampate di calore?

Le vampate di calore sono improvvisi aumenti della temperatura del corpo che di solito sono associate alla menopausa, ma possono riguardare anche gli uomini. Le patologie che possono essere a loro collegate sono difatti varie e tra queste sono ricomprese: l’ipertiroidismo, il tumore alla prostata o ai testicoli e  la couperose.  

Quali sono le cause delle vampate di calore?

La loro causa precisa non è ancora stata individuata. Per quanto attiene alle vampate associate alla menopausa si ritiene che questa variazione di temperatura sia dovuta a cambiamenti che si sviluppano a livello ormonale e che influiscono sulla sensibilità del sistema che agisce sulla temperatura corporea. Stesso discorso relativo agli ormoni per quanto riguarda gli uomini, con le vampate che sarebbero provocate da un abbassamento del testosterone e degli androgeni, che si verificano con l’invecchiamento. Talvolta, come visto sopra, possono essere collegate ad alcune patologie. Altre volte possono essere generate da attacchi di panico o da trattamenti antitumorali in atto.  

Quali sono i sintomi delle vampate di calore?

Di solito durano pochi minuti e si presentano con una sensazione di calore che interessa in particolare – in modo più intenso – il volto, il collo e il petto. Possono essere accompagnate da momenti di intensa sudorazione – anche e soprattutto notturna – alternati ad altri con sensazione di freddo, oltre che da improvvisi aumenti nella frequenza cardiaca.  

Quali sono i rimedi contro le vampate di calore?

Le vampate di calore spesso scompaiono da sole in un breve intervallo tempo, così come sono venute, e non richiedono alcuna terapia farmacologica. In questi casi potrà pertanto essere sufficiente moderare l’alimentazione – evitando i cibi piccanti, caffeina e l’alcol –, curare il proprio stile di vita, (non fumando e perdendo i chili in eccesso) e rilassarsi. Nei casi in cui perdurino, possono essere rimosse mediante l’assunzione di ormoni femminili – sotto stretta prescrizione del medico, che deve illustrare al soggetto interessato rischi e benefici –, che possono risultare efficaci anche per quegli uomini che si stanno sottoponendo a una terapia antitumorale. Altre volte il disturbo potrà essere curato con dei farmaci antidepressivi o anticonvulsivanti.  

Vampate di calore, quando rivolgersi al proprio medico?

Qualora le vampate di calore persistano per un lungo periodo, o quando siano associate alla menopausa, si consiglia di rivolgersi al proprio curante allo scopo di individuare il rimedio più adatto teso a evitare che questa situazione incida in modo troppo significativo sulla qualità della vita.  

Area medica di riferimento per le vampate di calore

In Humanitas Castelli Bergamo l’area di riferimento cui rivolgersi per le vampate di calore associate alla menopausa è il Servizio di Endocrinologia.