Anosmia (perdita dell’olfatto)

Che cos’è l’anosmia?

L’anosmia consiste nella perdita del senso olfattivo. Può trattarsi di un problema parziale o, più raramente, completo. Inoltre lo stesso disturbo può avere valenza temporanea più che definitiva: dipende tutto dalle sue cause, ma raramente si tratta del sintomo di un problema grave. Si tenga però presente che perdere l’olfatto può significare perdita dell’interesse nei confronti del cibo, condizione che nel lungo termine può portare a dimagrimento, malnutrizione o a depressione.  

Quali malattie si possono associare all’anosmia?

Tra le patologie che possono essere associate all’anosmia ci sono le seguenti: poliposi nasale, raffreddore, sinusite. Si rammenta che tale elenco non è esaustivo e che è sempre opportuno consultare il proprio medico di fiducia, qualora i sintomi persistano.  

Quali sono i rimedi contro anosmia?

Quando l’anosmia deriva da raffreddori, allergie o sinusiti la stessa si risolve da sola nell’arco di qualche giorno. In caso contrario potrebbe essere necessario assumere degli antibiotici o rimuovere le sostanze che ostruiscono le vie nasali. Anche se raramente, si sono riscontrati casi in cui il problema è permanente. In particolare, il rischio di un’anosmia incurabile aumenta dai 60 anni in su.  

Con anosmia quando rivolgersi al proprio medico?

Se l’anosmia non scompare da sola nel giro di pochi giorni è opportuno consultare il proprio medico per individuarne le cause e la cura più adatta.

Vitamina E (tocoferolo)

Che cos’è la vitamina E?

La vitamina E, detta anche tocoferolo, è una vitamina liposolubile che viene accumulata nel fegato e non è quindi necessario assumerla con regolarità, attraverso i cibi. Il corpo la rilascia a piccole dosi quando il suo utilizzo diviene necessario. È sensibile al calore e alla luce, quindi tende a degradarsi alla presenza di alte temperature.  

A che cosa serve la vitamina E?

La vitamina E è la più diffusa e comune tra le vitamine e ha proprietà antiossidanti, combatte i radicali liberi e favorisce il rinnovo delle cellule. Le sue caratteristiche la rendono un importante strumento di prevenzione del cancro – tra l’altro protegge l’organismo dai danni dell’inquinamento ambientale e del fumo di sigaretta – oltre che di assimilazione delle proteine.  

In quali alimenti è presente la vitamina E?

La vitamina E è molto diffusa negli alimenti, soprattutto nei frutti oleosi (come le arachidi, le olive ed il mais) e nei semi di grano. La si trova anche nelle noci, nei cereali e nelle verdure a foglia verde.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di vitamina E?

Il fabbisogno giornaliero di vitamina E si aggira attorno agli 8-10 mg.  

Carenza di vitamina E

La carenza di vitamina E è in genere collegata a una situazione di malnutrizione e nei soggetti più giovani può provocare difetti nella crescita e nello sviluppo. In generale, la mancanza di vitamina E può essere alla base dell’insorgere di disturbi al sistema nervoso e complicanze al metabolismo generale.  

Eccesso di vitamina E

L’eccesso di vitamina E, o tocoferolo, è molto raro. Quando si verifica può avere delle conseguenze negative a causa dell’innalzamento della pressione sanguigna che ne consegue e che può essere pericolosa per chi già soffre di problemi di ipertensione. Un eccesso di vitamina E può creare problemi anche a chi ha stati di sofferenza della tiroide, dal momento che si viene a creare una riduzione degli ormoni di questa ghiandola. Altre conseguenze dell’eccesso di vitamina E possono essere stanchezza diffusa, dei disturbi della digestione, nausea e vomito.  

Come agisce la vitamina E a livello preventivo e terapeutico?

La vitamina E ha delle importanti qualità anticancro, grazie alla sua potente azione antiossidante che le consente di proteggere le membrane cellulari. Ma questa vitamina assume un ruolo importante anche in relazione alle patologie di origine cardiovascolare, atteso che è in grado di ridurre i processi di aggregazione delle piastrine, con conseguente riduzione di placche, emboli e trombi nelle arterie. È altresì un anticoagulante prezioso perché previene la coagulazione non desiderata del sangue senza impedire la normale coagulazione, richiesta ad esempio in caso di ferite, che è utile a fermare un’emorragia. Infine la vitamina E consente di ridurre il rischio cardiovascolare grazie al fatto che la sua azione aumenta i livelli del cosiddetto colesterolo buono.