Diminuita sudorazione

Che cosa si intende con diminuita sudorazione?

L’assenza o la riduzione di sudorazione è un sintomo di diversa origine che si caratterizza per il fatto che le ghiandole sudoripare non riescono o non possono funzionare in modo corretto. Questa condizione –  nota anche come ipoidrosi o anidrosi – può interessare tutto il corpo oppure una o più aree del corpo.  

Quali malattie si possono associare alla diminuita sudorazione?

Tra le principali patologie collegate alla diminuita sudorazione ci sono le seguenti: ittiosi, malattia di Fabry, morbo di Hashimoto, malattia di Parkinson, psoriasi, sclerodermia, sindrome di Horner, amiloidosi, atrofia multisistemica o Ams, carcinoma polmonare a piccole cellule, dermatite, diabete, infezioni della pelle, ipotiroidismo, sindrome di Ross, sindrome di Sjögren, sindromi genetiche, traumi, uso di farmaci. Si ricorda che questo elenco non è da ritenersi esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di sintomi persistenti.  

Quali sono i rimedi contro la diminuita sudorazione?

Quando la sudorazione diminuisce drasticamente sino ad azzerarsi, il disturbo è collegato alla mancanza di una funzione fondamentale per la termoregolazione perché il sudore consente di abbassare la temperatura corporea sia a riposo che – soprattutto – nel corso di attività che comporti uno sforzo fisico. I rimedi per la diminuzione del sudore devono essere sempre connessi al trattamento della patologia e concordati con il proprio medico curante. Ad esempio – se a provocarlo è l’uso di alcuni medicinali – potrebbe essere utile, dopo averne parlato con il medico, rivedere il dosaggio del medicinale.  

In presenza di diminuita sudorazione quando rivolgersi al proprio medico?

Quando la mancanza di sudorazione si associa ad altri sintomi come crampi muscolari, debolezza, vertigini, arrossamento della cute e sensazione eccessiva di calore è necessario rivolgersi al proprio medico.

Fave

Le fave sono i semi della Vicia faba, pianta che appartiene alla famiglia delle Fabaceae e che è originaria dell’Asia minore e dell’area mediterranea.  

Quali sono le proprietà nutrizionali delle fave?

100 grammi di fave secche, crude e sgusciate offrono un apporto di circa 341 calorie, suddivise in questo modo: 60% carboidrati, 32% proteine e 8% lipidi. Nella stessa quantità sono presenti: Buona è anche la presenza di steroli vegetali, isoflavoni e L-dopa.  

Quando non bisogna mangiare fave?

Il consumo di fave può interagire con l’assunzione di ossazolidinoni, ad esempio del linezolid. In caso di dubbio meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici delle fave?

Le fave contengono una buona quantità di fibre e per questo sono ideali per il buon funzionamento dell’intestino e per contrastare la formazione di diabete o di malattie cardiovascolari. Le vitamine del gruppo B aiutano il metabolismo; vitamina A e vitamina C assicurano protezione antiossidante; la vitamina C è anche ideale per rispondere alle infezioni. Fosforo e calcio aiutano la salute di ossa e denti, il ferro è fondamentale per la produzione dei globuli rossi. La presenza di isoflavoni può essere utile per la prevenzione del tumore al seno, i fitosteroli aiutano ad abbassare il colesterolo, le L-dopa agevolano la salute del cervello e prevengono sue degenerazioni come nel caso della malattia di Parkinson.  

Quali sono le controindicazioni delle fave?

Il consumo di fave deve essere evitato quando si soffre di favismo o si è predisposti allo sviluppo di calcoli.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Perdita della memoria

Che cos’è la perdita della memoria?

La perdita della memoria è la difficoltà a ricordare eventi del passato più o meno recente. Può essere una situazione provvisoria ma anche cronica; in questo secondo caso essa si associa soprattutto all’invecchiamento.

Quali sono le cause della perdita della memoria?

Le cause della perdita della memoria possono essere molteplici; si può perdere la memoria a seguito di una forte situazione di stress psicofisico, per assunzione di sostanze stupefacenti o alcoliche, per un trauma cranico, per carenze vitaminiche o successivamente a una terapia antitumorale. Può essere causata anche da patologie, tra cui si possono elencare: intossicazione da monossido di carbonio, malattia di Alzheimer, malattia di Parkinson, sclerosi multipla, demenza, depressione, emicrania, epilessia, ictus, sifilide, tumore al cervello.

Quali sono i rimedi contro la perdita della memoria?

Per curare la perdita della memoria sarà necessario stabilirne la causa e intervenire direttamente su di questa.

Perdita della memoria, quando rivolgersi al proprio medico?

Qualora la perdita della memoria incida sulla vita quotidiana sarà opportuno rivolgersi al proprio medico per verificare se alla base di questo disturbo non vi siano delle patologie più o meno gravi.

Area medica di riferimento per la perdita della memoria

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica cui rivolgersi per la perdita della memoria è l’Ambulatorio di Neurologia.