Aceto balsamico

L’aceto balsamico è un prodotto tipico italiano che ha origine dal mosto di uva che viene filtrato, cotto e sottoposto a una duplice fermentazione alcolica e acetica. La tipologia di aceto balsamico che viene definita “tradizionale” è prodotta solo nelle province di Reggio Emilia e Modena con marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta).  

Quali sono le proprietà nutrizionali dell’aceto balsamico?

100 ml di aceto balsamico offrono un apporto di circa 88 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna consumare aceto balsamico?

L’aceto balsamico è sconsigliato per chi soffre di diabete dal momento che ha la capacità di contribuire ad aumentare livelli di insulina e glucosio nel sangue, soprattutto nel caso in cui il consumo sia combinato all’assunzione di farmaci con cui viene trattata questa patologia. Sconsigliato è anche il suo uso combinato con l’assunzione di farmaci antidepressivi dal momento che ha la capacità di abbassare la pressione sanguigna. In caso di dubbio meglio comunque chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici dell’aceto balsamico?

Nell’aceto sono presenti molti sali minerali che apportano benefici al nostro organismo. La presenza di fenoli dell’uva conferisce proprietà antiossidanti, utili per il sistema immunitario, per combattere l’azione dei radicali liberi e per rallentare l’invecchiamento cellulare. Riconosciute sono anche le proprietà antibatteriche, antivirali e disinfettanti e la capacità di aumentare il senso di sazietà e rallentare l’attività gastrica senza appesantirla. Ha un apporto di calorie contenuto per cui è spesso utilizzato nelle diete a ristretto regime calorico. Non contiene colesterolo ed è dunque adatto al consumo di chi soffre di problemi di natura cardiovascolare.  

Quali sono le controindicazioni dell’aceto balsamico?

L’aceto, in ogni sua varietà, è sconsigliato a chi soffre di problemi di natura gastrica come reflusso gastroesofageo e gastrite, perché contribuirebbe ad aumentarne i sintomi.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Aceto di mele

L’aceto di mele è il prodotto della fermentazione del sidro o del mosto della mela. Di colore giallo intenso è generalmente più torbido dell’aceto di vino.  

Quali sono le proprietà nutrizionali dell’aceto di mele?

In 100 millilitri di aceto di mele sono apportate circa 21 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare aceto di mele?

L’aceto di mele non deve essere consumato da chi soffre di diabete perché in grado di influire sui livelli di glucosio e insulina nel sangue quando si assumono farmaci per il trattamento di questa malattia. Se consumato in quantità eccessive, inoltre, questo tipo di aceto può contribuire ad abbassare i livelli di potassio. Da evitare il suo consumo anche durante l’assunzione di farmaci antipertensivi perché, combinato con questi, può provocare un abbassamento eccessivo della pressione sanguigna. In presenza di dubbio è bene chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici dell’aceto di mele?

Questo tipo di aceto, grazie alla presenza della mela è ricco di sostanze benefiche tra cui minerali come il calcio (ottimo per rafforzare le difese immunitarie e la salute del cuore) e il potassio (importante per muscoli e cuore). La presenza di pectina lo rende ideale per proteggere i vasi sanguigni, le cellule e i batteri buoni, capaci di potenziare le funzioni della microflora intestinale. Contiene poche calorie e poco colesterolo è quindi indicato per le diete ipocaloriche e per chi soffre di problemi cardiovascolari. È scarsamente acido e per questo è da preferirsi all’aceto di vino in presenza di bruciore allo stomaco.  

Quali sono le controindicazioni dell’aceto di mele?

Sconsigliato a chi soffre di allergie alle mele, non deve essere consumato in quantità eccessive per non arrecare danni all’intestino o ad altri tratti dell’apparato digerente. Può inoltre influire negativamente sulla salute dei denti.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Arachidi

Le arachidi sono i semi dell’Arachis hypogaea, pianta che appartiene alla famiglia delle Leguminosae e che si ritiene sia originaria del Centro America. Oggi viene coltivata soprattutto negli Stati Uniti, in India, in Cina e in alcuni Paesi dell’Africa. Sono presenti anche in Italia, con la raccolta che viene eseguita nei mesi di settembre e di ottobre. Le arachidi possono essere rese commestibili, attraverso la tostatura, oppure possono essere utilizzate per farne un olio molto diffuso commercialmente.  

Quali sono le proprietà nutrizionali delle arachidi?

100 grammi di arachidi tostate offorno un apporto di circa 598 calorie, ripartite in questo modo: 75% lipidi, 19% proteine e 6% carboidrati. Nella stessa quantità sono presenti: Le arachidi sono inoltre ricche di composti fenolici come resveratrolo, acido p-cumarico, genisteina e biocanina-A.  

Quando non bisogna mangiare arachidi?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di arachidi e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici delle arachidi?

Le arachidi sono legumi e non, come si è portati a pensare, frutta secca. I grassi monoinsaturi presenti in quantità aiutano a ridurre il colesterolo cattivo e ad aumentare quello buono. Le proteine presenti nelle arachidi sono ricche di aminoacidi di elevata qualità, essenziali per lo sviluppo e la crescita. L’acido p-cumarico e il resveratrolo hanno proprietà antiossidanti. Il primo viene ritenuto utile a ridurre il cancro allo stomaco, il secondo sembra proteggere dai tumori, dalle malattie cardiovascolari e neurodegenerative e dalle infezioni virali o micotiche. Le vitamine del gruppo B, invece influiscono positivamente sul buon funzionamento del metabolismo.  

Quali sono le controindicazioni delle arachidi?

Il consumo di arachidi può essere causa di insorgenza di varie reazioni allergiche, alcune anche di una certa gravità.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Bresaola

La bresaola è un salume che viene consumato crudo e che viene ottenuto dall’essicazione della carne di manzo, soprattutto, ma anche di cavallo, cervo o maiale. Viene prodotta nel nord Italia e in particolare in Valtellina e Valchiavenna, dove è un prodotto IGP, cioè a Indicazione Geografica Protetta.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della bresaola?

100 grammi di bresaola offrono un apporto di circa 151 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare bresaola?

Il consumo di bresaola può entrare in conflitto con l’assunzione di ossazolidinoni. In caso di dubbio meglio consultare il proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici della bresaola?

Povera di grassi, la bresaola è anche molto digeribile. Apporta un numero elevato di proteine di elevata qualità e di minerali in grado di influire sul funzionamento del metabolismo e di operare una buona azione antiossidante. Tra i minerali, il ferro e il rame sono fondamentali per la produzione di globuli rossi, il fosforo agisce sulla salute di ossa e denti e il potassio agevola la salute cardiovascolare.  

Quali sono le controindicazioni della bresaola?

La bresaola è piuttosto ricca di colesterolo e sale che, se assunti in dosi eccessive – cioè nell’ordine di quantità maggiori rispettivamente a 2 grammi e a 300 mg al giorno – possono essere pericolosi per la salute del cuore.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Caffè espresso

Il caffè espresso è una bevanda che viene preparata nel bar utilizzando una macchina che sottopone la polvere del caffè – macinata sottile – a un’infusione ad alta pressione.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del caffè espresso?

In 100 ml di caffè espresso – l’equivalente di circa tre tazzine da bar – c’è un apporto di circa 9 calorie. Nella stessa quantità sono presenti: Il caffè contiene circa 1-2 g di caffeina ogni 100 g di polvere di caffe. La quantità varia a seconda della miscela, che può essere arabica o robusta. Una tazzina di caffè viene prodotta con circa 6 g di polvere, per cui se il caffè espresso può contenere circa 50 mg di caffeina.  

Quando non bisogna bere caffè espresso?

Il consumo di caffè può ridurre l’efficacia degli integratori di ferro e può interferire con l’assorbimento di alendronato, un farmaco che viene utilizzato per combattere l’osteoporosi. L’assunzione di antibiotici chinoloni può invece contribuire ad aumentare l’assorbimento della caffeina. Il caffè e sconsigliato quando si soffre di glaucoma, di ipotiroidismo e di problematiche mediche che riguardano il fegato, l’intestino, lo stomaco, i reni, il cuore, il pancreas e il sistema nervoso. In tutti questi casi, prima di consumare questa bevanda, è bene chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici del caffè espresso?

Il caffè stimola il sistema nervoso centrale, riduce la sensazione di sonno e aumenta quella di benessere. Ha effetti tonici e stimolanti anche sul cuore e a livello di funzioni psichiche, dal momento che aumenta la facilità di ragionamento e migliora le capacità mnemoniche. Dal punto di vista digestivo, stimola la secrezione gastrica e biliare. Diminuisce l’appetito e riduce la sensazione di fame. Può essere utile come analgesico contro il mal di testa e gli vengono riconosciute proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.  

Quali sono le controindicazioni del caffè espresso?

Un consumo eccessivo di caffè può provocare effetti negativi che variano a seconda della soglia di tollerabilità di ciascuno e che possono essere: palpitazioni, tremori, insonnia, ipereccitabilità e acidità di stomaco. Altri effetti possono essere ipertensione e stati depressivi o possono essere inasprite malattie come reflusso gastrico e gastrite. Il suo consumo, a causa della sua azione neurostimolante, è inadatto ai bambini.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Dismenorrea (dolori mestruali)

Che cos’è la dismenorrea?

La dismenorrea è la presenza di dolori all’addome che si presentano nei giorni delle mestruazioni o in quelli che le precedono. I dolori possono essere lievi ma possono anche essere tali da essere debilitanti al punto tale da compromettere in maniera sensibile la qualità della vita di chi ne è soggetta.  

Quali malattie possono essere associate alla dismenorrea?

Alla dismenorrea possono associarsi varie patologie, tra cui endometriosi, fibromi uterini, adenomiosi, malattia infiammatoria pelvica e stenosi cervicale.  

Quali sono i rimedi contro la dismenorrea?

La dismenorrea può essere contrastata con l’assunzione di antidolorifici oppure scaldando l’area addominale colpita dal dolore. Per attenuare i sintomi della dismenorrea può essere utile svolgere attività fisica, astenersi da alcol o tabacco e cercare di diminuire il proprio stato di stress. Può essere utile anche l’uso di integratori a base di vitamina B1, vitamina B6, vitamina E, magnesio e omega 3. Alcune donne traggono beneficio da approcci alternativi e complementari come assunzione di fitoterapici, agopuntura, agopressione e Tens.  

Dismenorrea, quando rivolgersi al proprio medico?

È consigliabile rivolgersi al proprio medico quando i sintomi collegati alla dismenorrea peggiorano o diventano fortemente debilitanti.  

Area medica di riferimento per la dismenorrea

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la dismenorrea è l’Ambulatorio di Ginecologia.

Farina di grano duro

La farina di grano duro, o di frumento duro, viene prodotta rimacinando la semola, cioè il prodotto in grani che viene ottenuto macinando il grano duro. Quando a seguito della macinazione di farina di grano duro diventano molto piccoli e la consistenza diviene simile a quella della farina bianca di grano tenero si ha la farina di grano duro, che si differisce per il suo caratteristico color giallo ambra.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della farina di grano duro?

In 100 grammi di farina di grano duro c’è un apporto di circa 314 calorie. Nella stessa quantità sono inoltre presenti:
  • 12,5 g di acqua
  • 12,9 g di proteine
  • 2,8 g di lipidi
  • 63 g di carboidrati
  • 54 g di amido
  • 3,2 g di zuccheri
  • 3,6 g di fibre
  • 120 mg di magnesio
  • 0,07 mg di zinco
  • 0,06 mg di rame
  • 2,3 µg di selenio.
 

Quando non bisogna mangiare farina di grano duro?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di farina di grano duro e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici della farina di grano duro?

La farina di grano duro è un alimento molto energetico e che fornisce un lento rilascio di zuccheri nel sangue, assicurando un’energia a lungo termine. È ideale per chi soffre di problemi di natura cardiovascolare grazie all’assenza di colesterolo, mentre il suo apporto nutrizionale e abbastanza scarso vista la scarsa presenza di minerali e l’assenza di fibre determinata dal processo di raffinazione maggiore rispetto alla semola e alla semola integrale.  

Quali sono le controindicazioni della farina di grano duro?

Non sono conosciute controindicazioni alla farina di grano duro. Non bisogna però dimenticare che questo tipo di farina contiene glutine e non deve dunque essere consumata da chi soffre di intolleranza al glutine o di celiachia.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Iodio

Che cos’è lo iodio?

Lo iodio è un oligoelemento presente in piccole quantità nell’organismo, fondamentale per mantenerlo sano. È quindi da annoverare nella categoria dei microelementi che, al contrario dei macroelementi – come calcio, fosforo, magnesio, potassio, zolfo, sodio e cloro – sono già presenti in natura nell’organismo.  

A cosa serve lo iodio?

Lo iodio è un componente essenziale degli ormoni tiroidei. Per questa ragione, è un elemento importante per le funzioni regolate da questi ormoni, tra cui la regolazione della temperatura corporea, il metabolismo degli zuccheri, dei grassi e delle proteine, nonché il metabolismo basale e la formazione del sistema nervoso centrale e dello scheletro, sia durante la gestazione, sia durante l’infanzia. Inoltre, lo iodio sembra svolgere anche altre attività biologiche, ad esempio a livello del sistema immunitario.  

In quali alimenti è contenuto lo iodio?

La principale fonte alimentare di iodio è il pesce. Anche le alghe ne contengono una buona quantità. Negli altri alimenti è presente in dosi molto variabili. Si trova, ad esempio, nel latte, nelle uova, nella carne e nei cereali. Anche frutta e verdura possono contenerne, ma in quantità che dipendono fortemente dalla presenza di iodio nel terreno su cui sono coltivate, dall’uso di fertilizzanti e dalle pratiche di irrigazione. Tale variabilità significa che le quantità di iodio spesso assunte non sono sufficienti a soddisfare le esigenze dell’organismo. Per tale ragione, sia il Ministero della Salute sia l’Organizzazione Mondiale della Sanità consigliano di prevenire queste carenze utilizzando sale iodato al posto del comune sale da cucina.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di iodio?

Il fabbisogno giornaliero raccomandato di iodio per un individuo adulto è di 150 mg (valore di riferimento europeo). Il fabbisogno varia tuttavia a seconda dell’età ed è maggiore nelle donne in gravidanza e in allattamento, raggiungendo i 220-290 mg al giorno.  

Quali sono le conseguenze della carenza di iodio?

La carenza di iodio ha vari effetti negativi sulla crescita e sullo sviluppo ed è il principale fattore di rischio modificabile per il ritardo mentale. Di conseguenza, la produzione insufficiente di ormoni tiroidei in gravidanza e nella prima infanzia possono causare effetti irreversibili. Con la gestazione può, ad esempio, causare aborti, cretinismo, spasticità motoria, sordità, ritardi nello sviluppo fisico e sessuale e aumento del rischio di sindrome da deficit di attenzione e iperattività. Nei bambini, lievi carenze di sodio possono ridurre il quoziente intellettivo. Da adulta, la carenza di iodio può portare a un ipotiroidismo spesso associato al gozzo. Altri possibili problemi includono la compromissione della funzione mentale e della produttività lavorativa e, nel caso di carenza cronica, un aumento del rischio di cancro follicolare della tiroide.  

Quali sono le conseguenze di un eccesso di iodio?

Un eccesso di iodio può causare gli stessi sintomi delle sue carenze, tra cui l’ipotiroidismo e il gozzo. Altre possibili conseguenze sono l’ipertiroidismo, la tiroidite e il tumore papillare della tiroide. Le intossicazioni acute sono rare. I sintomi includono bruciore alla bocca, alla gola e allo stomaco, febbre, dolori addominali, nausea, vomito e dissenteria, polso debole e coma.  

È vero che lo iodio fa bene alla tiroide?

Sì, è vero. Il funzionamento della tiroide è regolato dall’ormone TSH, che aumenta l’assorbimento di iodio da parte della tiroide, utile per stimolare la sintesi degli ormoni tiroidei. Garantire una corretta assunzione di iodio evita carenze che causano il gonfiore della tiroide nel tentativo di assorbire questo elemento.

Maggiorana

La maggiorana è un’erba aromatica appartenente alla famiglia delle Labiatae. Il suo nome scientifico è Origanum majorana. Dal punto di vista alimentare vengono utilizzate le foglie e le estremità fiorite raccolte a inizio fioritura e in seguito essiccate.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della maggiorana?

Un cucchiaio di foglie essiccate di maggiorana offre un apporto di circa 5 calorie. Nella stessa quantità sono presenti: Sono inoltre presenti beta-carotene, beta-criptoxantina, luteina/zeaxantina e oli essenziali.  

Quando non bisogna mangiare maggiorana?

Il consumo di maggiorana può interferire con l’assunzione di litio, In caso di dubbio meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici della maggiorana?

Se assunta sotto forma di infuso, la maggiorana può apportare benefici in caso di flatulenza e nausea. Grazie a gli oli essenziali svolge una buona azione antibatterica. Da sottolineare anche la sua azione antinfiammatoria, in particolare in presenza di artrite reumatoide, artrosi e malattie infiammatorie intestinali. Di grande aiuto può essere anche in caso di dolori mestruali e leucorrea. Infine, è una buona fonte di antiossidanti e alleati della salute del sistema immunitario, della salute cardiovascolare, delle ossa e dei denti.  

Quali sono le controindicazioni della maggiorana?

In genere il consumo di maggiorana non provoca alcun problema. Il suo utilizzo deve però essere tenuto sotto controllo in caso di gravidanza o di menorragia.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Mais

Il mais è una pianta che appartiene alla famiglia delle Poaceae, da cui si possono trarre diversi prodotti alimentari come la farina, l’olio e i semi. È la pianta di interesse commerciale più coltivata nel mondo.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del mais?

100 grammi di mais offrono un apporto di circa 365 calorie. Nella stessa quantità sono presenti: A seconda della sua varietà il mais può essere ricco anche di molecole come beta-carotene, anticianine e acidi ferulico, caffeico, cumarico, vanilico, siringico e protocatecuico.  

Quando non bisogna mangiare mais?

Non sono note interazioni tra il consumo di mais e l’assunzione di farmaci o altre sostanze. In caso di dubbio meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici del mais?

Il mais è una buona fonte di carboidrati e antiossidanti che portano benefici al nostro organismo. Le vitamine del gruppo B e folati aiutano lo sviluppo del sistema nervoso durante la gestazione, i grassi insaturi, il potassio e le fibre sono utili per la salute dell’apparato cardiocircolatorio, calcio, fosforo, magnesio e vitamina K sono ideali per la salute di ossa e denti, il ferro è utile per la produzione di globuli rossi.  

Quali sono le controindicazioni del mais?

Non si conoscono controindicazioni al consumo di mais.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Melanzana

La melanzana è il frutto della Solanum melongena, pianta che è originaria dell’India e che appartiene alla famiglia delle Salanaceae.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della melanzana?

100 grammi di melanzane offrono un apporto di circa 20 calorie, suddivise in questo modo: 55% carboidrati, 25% proteine e 20% lipidi. Nella stessa quantità sono presenti: Questo ortaggio è inoltre fonte di antocianine.  

Quando non bisogna mangiare melanzana?

Non si conoscono possibili interazioni tra il consumo di melanzane e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze. In caso di dubbio si consiglia di rivolgersi al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici della melanzana?

Le melanzane contengono fibre solubili, ideali per tenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue. Vitamine del gruppo B e antiossidanti agevolano il buon funzionamento del metabolismo mentre il potassio è alleato della salute del cuore. Nella buccia sono presenti molecole antitumorali, antinfiammatorie e che aiutano a proteggere l’organismo dalle malattie neurodegenerative.  

Quali sono le controindicazioni della melanzana?

Nella melanzana è presente la solanina, sostanza che in generale viene considerata pericolosa per la salute anche se dal punto di vista alimentare non sembra scatenare effetti tossici, soprattutto quando questo ortaggio viene consumato cotto. In presenza di dubbio è comunque sempre indicato chiedere consiglio al proprio medico.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Menta piperita

La menta piperita è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Lamiaceae.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della menta piperita?

Un cucchiaio di menta piperita fresca, più o meno una quantità di 3 grammi, apporta circa 2 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare menta piperita?

Il consumo di menta piperita può creare interferenze con l’assunzione di ciclosporina o di altri farmaci trasformati dal fegato. In caso di dubbio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici della menta piperita?

La menta piperita ha un alto potere rinfrescante per la bocca e per la gola. Ha inoltre una capacità analgesica per cui viene considerata un valido anestetico locale e in grado di combattere le irritazioni. Buona è la sua capacità di rilassare le pareti intestinali e la muscolatura liscia degli sfinteri e per questo viene utilizzata per combattere disturbi come la sindrome del colon irritabile. Dal punto di vista nutrizionale è fonte di antiossidanti oltre che di potassio, ottimo per favorire la salute cardiovascolare e fosforo, calcio e magnesio alleati della salute di ossa e denti, e potassio  

Quali sono le controindicazioni della menta piperita?

Il consumo di menta piperita deve essere tenuto sotto controllo da chi soffre di reflusso gastroesofageo perché l’effetto rilassante sulle pareti dell’esofago e sugli sfinteri proprio di questo alimento può contribuire ad aumentare e aggravare i sintomi di questa patologia.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

More

Le more sono i frutti prodotti dalla Rubus fruticosus, pianta che appartiene alla famiglia della Rosaceae e che è originaria dell’Europa. Oggi viene coltivata anche in Nord America e in Russia. Matura nel mese di agosto.  

Quali sono le proprietà nutrizionali delle more?

100 grammi di more offrono un apporto di circa 36 calorie, ripartite in questo modo: 85% carboidrati, circa 15% proteine e lipidi con quantità trascurabili. Nella stessa quantità sono presenti: Le more sono una buona fonte di betacarotene, luteina/zeaxantina e vari flavonoidi. Sono inoltre presenti in buona dose cianidine, quercetina, catechine, acido salicilico e kempferolo.  

Quando non bisogna mangiare more?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di more e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici delle more?

Le more sono una buona fonte di fibre solubili e insolubili utili alla salute dell’intestino. Gli antiossidanti presenti aiutano a combattere, oltre al cancro, l’infiammazione, le malattie degenerative e l’invecchiamento. Le vitamine del gruppo B promuovono il buon metabolismo, il rame contribuisce a tenere in salute le ossa e favorisce la produzione di globuli bianchi e globuli rossi.  

Quali sono le controindicazioni delle more?

Anche se rara, può manifestarsi un’allergia alle more, causata dalla presenza di acido salicilico, che può evidenziarsi attraverso mal di testa, orticaria, rash cutanei, gonfiore a bocca, labbra e lingua, prurito agli occhi, insonnia, iperattività, respiro sibilante e problemi gastrointestinali.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Nocciole

Le nocciole sono i semi della Corylus avellana, pianta originaria dell’Asia minore, oggi diffusa in varie parti del mondo con la Turchia che è la maggior produttrice mondiale. Le nocciole possono essere mangiate crude, tostate o ridotte in farina o pasta.  

Quali sono le proprietà nutrizionali delle nocciole?

100 grammi di nocciole offrono un apporto di circa 655 calorie, suddivise in questo modo: 88% lipidi, 8% proteine e 4% carboidrati. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare nocciole?

Si può sviluppare un’ipersensibilità alle nocciole quando ci si sottopone a una cura protratta nel tempo a base di farmaci antiulcera.  

Quali sono i possibili benefici delle nocciole?

Le nocciole sembrano apportare benefici al sistema cardiovascolare perché contribuiscono alla riduzione del colesterolo totale e di quello cattivo (LDL) e all’aumento di quello buono (HDL). Le foglie del nocciolo sono utilizzate a scopo medico dal momento che vengono loro riconosciute proprietà vasocostrittrici adatte ad alleviare i sintomi legati alle emorroidi e alle vene varicose. Foglie e semi, sembrano avere proprietà antiossidanti, il nocciolo invece proprietà antinfiammatorie.  

Quali sono le controindicazioni delle nocciole?

Le nocciole non devono essere consumate dalle persone che soffrono di allergia a questo frutto o alle arachidi. In ogni caso il loro consumo deve essere tenuto sotto controllo perché potrebbero essere contaminate da aflatossine, molecole considerate cancerogene.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Ossa brevi

Che cosa sono le ossa brevi?

Le ossa brevi sono quelle che hanno uno sviluppo per cui lunghezza, larghezza e spessore sono simili tra loro, come ad esempio tarso e carpo. In genere hanno la forma di un cubo, sono scarsamente mobili e presentano numerose faccette articolari. Sono composte da un tessuto spugnoso che è avvolto in una lamina di tessuto osseo compatto. Le ossa vengono classificate in base alla loro forma. Le altre tipologie sono: ossa lunghe, ossa piatte e ossa irregolari.  

Qual è la funzione delle ossa brevi?

Le ossa brevi assolvono a tre funzioni principali:
  • dare sostegno e forma alle parti del corpo in cui sono inserite, favorendone il movimento grazie all’interazione con muscoli e tendini
  • fornire supporto e stabilità al corpo anche quando non vi sia movimento
  • essere un luogo di riserva e di deposito dei minerali indispensabili per regolare i meccanismi fisiologici come il calcio, il sodio, il magnesio e il fosforo.

Ossa irregolari

Che cosa sono le ossa irregolari?

Le ossa irregolari sono quelle che non hanno un elemento morfologico dominante e per questo non possono essere classificate né tra le ossa lunghe, né tra le ossa brevi o tra le ossa piatte. Tra le ossa irregolari rientrano le vertebre e l’osso iliaco, cioè l’osso dell’anca.  

Qual è la funzione delle ossa irregolari?

Le ossa irregolari svolgono varie funzioni:
  • sono una riserva e un deposito di minerali fondamentali per la regolazione dei meccanismi fisiologici (come calcio, magnesio, fosforo e sodio)
  • stabilizzano e sostengono l’organismo
  • consentono, grazie all’interazione con muscoli e tendini, i movimenti di schiena e bacino.

Ossa piatte

Che cosa sono le ossa piatte?

Le ossa piatte – che si differenziano dalle ossa lunghe, dalle ossa brevi e dalle ossa irregolari – sono quelle che hanno larghezza o lunghezza superiore allo spessore. Nel corpo umano appartengono a questa categoria le ossa del cranio, quelle del bacino, lo sterno e le scapole.  

Come sono strutturate le ossa piatte?

Le ossa piatte sono costituite da uno strato sottile di tessuto osseo spugnoso che ha al suo interno il midollo osseo. Attorno a questo tessuto spugnoso sono posizionate due lamine composte da tessuto osseo compatto o corticale.  

Qual è la funzione delle ossa piatte?

Le ossa piatte hanno la funzione principale di proteggere gli organi che sono posti nelle loro vicinanze (per esempio, le ossa del cranio sono poste a protezione del cervello). Altre funzioni delle ossa piatte sono:
  • ricoprire il ruolo di deposito dei minerali come calcio, sodio, fosforo, magnesio, che sono alla base dei meccanismi fisiologici del nostro organismo
  • produrre le cellule del sangue attraverso il midollo osseo
  • conferire sostegno e forma alle strutture dell’organismo in cui sono inserite.

Patata

La patata è un tubero amidaceo originario dell’America Centrale. Il suo nome scientifico è Solanum tuverosum, la sua famiglia di appartenenza è quella delle Solanaceae.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della patata?

100 grami di patate crude offrono un apporto di circa 80 calorie, suddivise in questo modo: 79% carboidrati, 11% lipidi e 10% proteine. Nella stessa quantità sono presenti: In questi tuberi c’è inoltre una sensibile presenza di carotenoidi e di quercetina.  

Quando non bisogna mangiare patata?

Il consumo di patate può interferire con l’efficacia dei farmaci diuretici. Dovrebbe quindi essere evitato quando si sta seguendo una cura a base dei questi farmaci.  

Quali sono i possibili benefici della patata?

La patata offre benefici sul funzionamento dell’intestino, dal momento che contribuisce a controllare l’assorbimento degli zuccheri e del colesterolo. Buono è anche l’apporto di fibre alimentari, che proteggono l’intestino dal cancro. La presenza di vitamina del gruppo B agevola il buon funzionamento del metabolismo e favorisce lo sviluppo del sistema nervoso durante la gestazione. Se consumate in particolare con la buccia, questi tuberi aiutano le difese antiossidanti dell’organismo e lo supportano nella difesa da infezioni, infiammazioni o tumori. Infine, la patata svolge funzioni cardioprotettive grazie alla presenza di quercetina all’azione del potassio, in grado di proteggere cuore e arterie e di tenere sotto controllo la pressione del sangue e la frequenza cardiaca.  

Quali sono le controindicazioni della patata?

Nella patata sono presenti la caconina e la solanina, alcaidi tossici che, quando assunti in quantità elevate, possono provocare mal di testa, crampi muscolari e debolezza. Le due sostanze vengono parzialmente distrutte attraverso la cottura e temperature superiori ai 170°.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Pepe

Il pepe è una spezia che viene prodotta da varie specie di piante del genere Piper e della famiglia delle Piperaceae. Ne esistono 700 diverse specie tropicali. Il pepe nero è ottenuto facendo essiccare i frutti maturi della pianta Piper nigrum. Il pepe bianco dai frutti maturi ma decorticati della stessa pianta. Il pepe verde lo si ottiene dal frutto raccolto quando non è ancora maturo. Il pepe grigio è ottenuto invece miscelando pepe bianco e nero.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del pepe?

I vari tipi di pepe mantengono in linea di massima le stesse caratteristiche nutrizionali. 100 grammi di pepe nero in polvere offrono un apporto di circa 296 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna ingerire pepe?

Sembra che il consumo di pepe in alcune circostanze possa contribuire ad aumentare la durata di permanenza di alcuni farmaci nell’organismo. Per questo in caso di dubbio è sempre meglio chiedere consiglio al proprio medico di fiducia.  

Quali sono i possibili benefici del pepe?

La piperina, sostanza che dona al pepe il suo caratteristico sapore piccante, stimola la produzione di saliva e la secrezione di succhi gastrici, con benefici sui processi digestivi. Al pepe sono inoltre riconosciute proprietà diuretiche e antisettiche. È inoltre in grado di aumentare il senso di sazietà e per questo può essere prezioso nel controllo del peso. È infine utile per aumentare l’assorbimento dei nutrienti contenuti nei cibi.  

Quali sono le controindicazioni del pepe?

Il consumo di pepe è sconsigliato a chi soffre di ulcere e gastriti o di altri disturbi intestinali come la diverticolite o il Morbo di Crohn.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Peperoncino

Il peperoncino è la bacca della pianta Capsicum annum che appartiene alla famiglia delle Solanaceae.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del peperoncino?

100 grammi di peperoncino rosso offrono un apporto di circa 40 calorie. Nella stessa quantità sono presenti: Il peperoncino è anche fonte di luteina/zeaxantina, alfa e beta-carotene, beta-criptoxantina e capsaicina.  

Quando non bisogna mangiare peperoncino?

Il consumo di peperoncini può interferire con l’assunzione di antiaggreganti, anticoagulanti, ACE inibitori e teofillina. Reagisce inoltre con la cocaina. In presenza di dubbi si consiglia di rivolgersi al proprio medico per un consulto.  

Quali sono i possibili benefici del peperoncino?

Il peperoncino contiene capsaicina, principio attivo dotato di proprietà antidolorifiche e, si ritiene, anche antibatteriche, antitumorali, analgesiche e antidiabetiche. In caso di obesità sembra infine aiutare a ridurre il cosiddetto colesterolo cattivo. Sotto il profilo nutrizionale buona è la presenza di vitamina C, preziosa alleata delle difese immunitarie. Vitamina E, vitamina A, flavonoidi, manganese e selenio hanno un forte potere antiossidante. Le vitamine del Gruppo B sono alleate del metabolismo, i folati sono importanti per lo sviluppo del sistema nervoso nel corso della gestazione, la vitamina K aiuta la salute di ossa, sistema nervoso e coagulazione, il potassio sostiene la salute cardiovascolare, calcio, magnesio e fosforo sono utili a sostenere la salute di ossa e denti.  

Quali sono le controindicazioni del peperoncino?

Il consumo di peperoncino è sconsigliato alle persone che soffrono di reflusso gastroesofageo.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.