Aceto balsamico

L’aceto balsamico è un prodotto tipico italiano che ha origine dal mosto di uva che viene filtrato, cotto e sottoposto a una duplice fermentazione alcolica e acetica. La tipologia di aceto balsamico che viene definita “tradizionale” è prodotta solo nelle province di Reggio Emilia e Modena con marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta).  

Quali sono le proprietà nutrizionali dell’aceto balsamico?

100 ml di aceto balsamico offrono un apporto di circa 88 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna consumare aceto balsamico?

L’aceto balsamico è sconsigliato per chi soffre di diabete dal momento che ha la capacità di contribuire ad aumentare livelli di insulina e glucosio nel sangue, soprattutto nel caso in cui il consumo sia combinato all’assunzione di farmaci con cui viene trattata questa patologia. Sconsigliato è anche il suo uso combinato con l’assunzione di farmaci antidepressivi dal momento che ha la capacità di abbassare la pressione sanguigna. In caso di dubbio meglio comunque chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici dell’aceto balsamico?

Nell’aceto sono presenti molti sali minerali che apportano benefici al nostro organismo. La presenza di fenoli dell’uva conferisce proprietà antiossidanti, utili per il sistema immunitario, per combattere l’azione dei radicali liberi e per rallentare l’invecchiamento cellulare. Riconosciute sono anche le proprietà antibatteriche, antivirali e disinfettanti e la capacità di aumentare il senso di sazietà e rallentare l’attività gastrica senza appesantirla. Ha un apporto di calorie contenuto per cui è spesso utilizzato nelle diete a ristretto regime calorico. Non contiene colesterolo ed è dunque adatto al consumo di chi soffre di problemi di natura cardiovascolare.  

Quali sono le controindicazioni dell’aceto balsamico?

L’aceto, in ogni sua varietà, è sconsigliato a chi soffre di problemi di natura gastrica come reflusso gastroesofageo e gastrite, perché contribuirebbe ad aumentarne i sintomi.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Aceto di mele

L’aceto di mele è il prodotto della fermentazione del sidro o del mosto della mela. Di colore giallo intenso è generalmente più torbido dell’aceto di vino.  

Quali sono le proprietà nutrizionali dell’aceto di mele?

In 100 millilitri di aceto di mele sono apportate circa 21 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare aceto di mele?

L’aceto di mele non deve essere consumato da chi soffre di diabete perché in grado di influire sui livelli di glucosio e insulina nel sangue quando si assumono farmaci per il trattamento di questa malattia. Se consumato in quantità eccessive, inoltre, questo tipo di aceto può contribuire ad abbassare i livelli di potassio. Da evitare il suo consumo anche durante l’assunzione di farmaci antipertensivi perché, combinato con questi, può provocare un abbassamento eccessivo della pressione sanguigna. In presenza di dubbio è bene chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici dell’aceto di mele?

Questo tipo di aceto, grazie alla presenza della mela è ricco di sostanze benefiche tra cui minerali come il calcio (ottimo per rafforzare le difese immunitarie e la salute del cuore) e il potassio (importante per muscoli e cuore). La presenza di pectina lo rende ideale per proteggere i vasi sanguigni, le cellule e i batteri buoni, capaci di potenziare le funzioni della microflora intestinale. Contiene poche calorie e poco colesterolo è quindi indicato per le diete ipocaloriche e per chi soffre di problemi cardiovascolari. È scarsamente acido e per questo è da preferirsi all’aceto di vino in presenza di bruciore allo stomaco.  

Quali sono le controindicazioni dell’aceto di mele?

Sconsigliato a chi soffre di allergie alle mele, non deve essere consumato in quantità eccessive per non arrecare danni all’intestino o ad altri tratti dell’apparato digerente. Può inoltre influire negativamente sulla salute dei denti.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Arachidi

Le arachidi sono i semi dell’Arachis hypogaea, pianta che appartiene alla famiglia delle Leguminosae e che si ritiene sia originaria del Centro America. Oggi viene coltivata soprattutto negli Stati Uniti, in India, in Cina e in alcuni Paesi dell’Africa. Sono presenti anche in Italia, con la raccolta che viene eseguita nei mesi di settembre e di ottobre. Le arachidi possono essere rese commestibili, attraverso la tostatura, oppure possono essere utilizzate per farne un olio molto diffuso commercialmente.  

Quali sono le proprietà nutrizionali delle arachidi?

100 grammi di arachidi tostate offorno un apporto di circa 598 calorie, ripartite in questo modo: 75% lipidi, 19% proteine e 6% carboidrati. Nella stessa quantità sono presenti: Le arachidi sono inoltre ricche di composti fenolici come resveratrolo, acido p-cumarico, genisteina e biocanina-A.  

Quando non bisogna mangiare arachidi?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di arachidi e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici delle arachidi?

Le arachidi sono legumi e non, come si è portati a pensare, frutta secca. I grassi monoinsaturi presenti in quantità aiutano a ridurre il colesterolo cattivo e ad aumentare quello buono. Le proteine presenti nelle arachidi sono ricche di aminoacidi di elevata qualità, essenziali per lo sviluppo e la crescita. L’acido p-cumarico e il resveratrolo hanno proprietà antiossidanti. Il primo viene ritenuto utile a ridurre il cancro allo stomaco, il secondo sembra proteggere dai tumori, dalle malattie cardiovascolari e neurodegenerative e dalle infezioni virali o micotiche. Le vitamine del gruppo B, invece influiscono positivamente sul buon funzionamento del metabolismo.  

Quali sono le controindicazioni delle arachidi?

Il consumo di arachidi può essere causa di insorgenza di varie reazioni allergiche, alcune anche di una certa gravità.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Bresaola

La bresaola è un salume che viene consumato crudo e che viene ottenuto dall’essicazione della carne di manzo, soprattutto, ma anche di cavallo, cervo o maiale. Viene prodotta nel nord Italia e in particolare in Valtellina e Valchiavenna, dove è un prodotto IGP, cioè a Indicazione Geografica Protetta.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della bresaola?

100 grammi di bresaola offrono un apporto di circa 151 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare bresaola?

Il consumo di bresaola può entrare in conflitto con l’assunzione di ossazolidinoni. In caso di dubbio meglio consultare il proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici della bresaola?

Povera di grassi, la bresaola è anche molto digeribile. Apporta un numero elevato di proteine di elevata qualità e di minerali in grado di influire sul funzionamento del metabolismo e di operare una buona azione antiossidante. Tra i minerali, il ferro e il rame sono fondamentali per la produzione di globuli rossi, il fosforo agisce sulla salute di ossa e denti e il potassio agevola la salute cardiovascolare.  

Quali sono le controindicazioni della bresaola?

La bresaola è piuttosto ricca di colesterolo e sale che, se assunti in dosi eccessive – cioè nell’ordine di quantità maggiori rispettivamente a 2 grammi e a 300 mg al giorno – possono essere pericolosi per la salute del cuore.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Caffè espresso

Il caffè espresso è una bevanda che viene preparata nel bar utilizzando una macchina che sottopone la polvere del caffè – macinata sottile – a un’infusione ad alta pressione.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del caffè espresso?

In 100 ml di caffè espresso – l’equivalente di circa tre tazzine da bar – c’è un apporto di circa 9 calorie. Nella stessa quantità sono presenti: Il caffè contiene circa 1-2 g di caffeina ogni 100 g di polvere di caffe. La quantità varia a seconda della miscela, che può essere arabica o robusta. Una tazzina di caffè viene prodotta con circa 6 g di polvere, per cui se il caffè espresso può contenere circa 50 mg di caffeina.  

Quando non bisogna bere caffè espresso?

Il consumo di caffè può ridurre l’efficacia degli integratori di ferro e può interferire con l’assorbimento di alendronato, un farmaco che viene utilizzato per combattere l’osteoporosi. L’assunzione di antibiotici chinoloni può invece contribuire ad aumentare l’assorbimento della caffeina. Il caffè e sconsigliato quando si soffre di glaucoma, di ipotiroidismo e di problematiche mediche che riguardano il fegato, l’intestino, lo stomaco, i reni, il cuore, il pancreas e il sistema nervoso. In tutti questi casi, prima di consumare questa bevanda, è bene chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici del caffè espresso?

Il caffè stimola il sistema nervoso centrale, riduce la sensazione di sonno e aumenta quella di benessere. Ha effetti tonici e stimolanti anche sul cuore e a livello di funzioni psichiche, dal momento che aumenta la facilità di ragionamento e migliora le capacità mnemoniche. Dal punto di vista digestivo, stimola la secrezione gastrica e biliare. Diminuisce l’appetito e riduce la sensazione di fame. Può essere utile come analgesico contro il mal di testa e gli vengono riconosciute proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.  

Quali sono le controindicazioni del caffè espresso?

Un consumo eccessivo di caffè può provocare effetti negativi che variano a seconda della soglia di tollerabilità di ciascuno e che possono essere: palpitazioni, tremori, insonnia, ipereccitabilità e acidità di stomaco. Altri effetti possono essere ipertensione e stati depressivi o possono essere inasprite malattie come reflusso gastrico e gastrite. Il suo consumo, a causa della sua azione neurostimolante, è inadatto ai bambini.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Coriandolo

Da punto di vista alimentare, il coriandolo è il frutto della pianta omonima, che appartiene alla famiglia delle Apiaceae ed è originaria del Mediterraneo orientale. Oggi viene coltivata soprattutto in Inghilterra, Francia Paesi Bassi. La forma dei frutti, quando sono essiccati, è simile a quella dei granelli di pepe, il colore è giallognolo, il sapore è simile a quello della scorza d’arancia o di limone. In genere sono utilizzati per aromatizzare cibi e bevande. Le foglie della piante del coriandolo, fresce ed essiccate, sono simili a quelle del prezzemolo ma si differenziano da quelle per il loro tipico sapore piccante.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del coriandolo?

100 grammi di frutti essiccati di coriandolo offrono un apporto di circa 298 calorie. Nella stessa quantità sono presenti: 100 grammi di foglie essiccate di coriandolo, invece, offrono un apporto di circa 279 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare coriandolo?

Il consumo di coriandolo deve essere controllato quando si fa uso di farmaci neurostimolanti per evitare che il primo contribuisca ad aumentare gli effetti dei secondi. In presenza di dubbio, meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici del coriandolo?

I molti minerali contenuti nel coriandolo sono essenziali per la salute e il buon funzionamento dell’organismo. Noti sono i suoi benefici in relazione ai problemi di natura digestiva grazie alle sue proprietà carminative, con riduzione dei gas intestinali, e antispasmodiche. Tra i benefici, quelli di ridurre il gonfiore e le difficoltà digestive. Questo frutto, inoltre, stimola l’attività del cervello e l’appetito, attenua la stanchezza e la fatica e fornisce un effetto antibatterico e fungicida.  

Quali sono le controindicazioni del coriandolo?

Se consumato in eccesso, il coriandolo può causare disturbi nervosi e renali.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Dismenorrea (dolori mestruali)

Che cos’è la dismenorrea?

La dismenorrea è la presenza di dolori all’addome che si presentano nei giorni delle mestruazioni o in quelli che le precedono. I dolori possono essere lievi ma possono anche essere tali da essere debilitanti al punto tale da compromettere in maniera sensibile la qualità della vita di chi ne è soggetta.  

Quali malattie possono essere associate alla dismenorrea?

Alla dismenorrea possono associarsi varie patologie, tra cui endometriosi, fibromi uterini, adenomiosi, malattia infiammatoria pelvica e stenosi cervicale.  

Quali sono i rimedi contro la dismenorrea?

La dismenorrea può essere contrastata con l’assunzione di antidolorifici oppure scaldando l’area addominale colpita dal dolore. Per attenuare i sintomi della dismenorrea può essere utile svolgere attività fisica, astenersi da alcol o tabacco e cercare di diminuire il proprio stato di stress. Può essere utile anche l’uso di integratori a base di vitamina B1, vitamina B6, vitamina E, magnesio e omega 3. Alcune donne traggono beneficio da approcci alternativi e complementari come assunzione di fitoterapici, agopuntura, agopressione e Tens.  

Dismenorrea, quando rivolgersi al proprio medico?

È consigliabile rivolgersi al proprio medico quando i sintomi collegati alla dismenorrea peggiorano o diventano fortemente debilitanti.  

Area medica di riferimento per la dismenorrea

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la dismenorrea è l’Ambulatorio di Ginecologia.

Edamame

Gli edamame sono i fagioli della soia. Sono molto consumati dal punto di vista alimentare in Giappone, Cina e Corea, oggi molto diffusi anche in Europa e America.  

Quali sono le proprietà nutrizionali dell’edamame?

100 grammi di edamame surgelati offrono un apporto di circa 109 calorie. Nella stessa quantità sono presenti: Gli edamame sono inoltre una buona fonte di fitoestrogeni.  

Quando non bisogna mangiare edamame?

Il consumo di edamame può interferire con l’assunzione di alcuni farmaci come quelli per il trattamento della tiroide. I diuretici, i MAO inibitori e il warfarin.  

Quali sono i possibili benefici dell’edamame?

Le vitamine del gruppo B in generali favoriscono i processi metabolici; la vitamina B9 previene anomalie del sistema nervoso del feto durante la gestazione; la vitamina C rafforza le difese antiossidanti, così come il manganese; il potassio favorisce la salute cardiovascolare; fosforo e calcio aiutano la salute di ossa e denti; il ferro contribuisce alla produzione di emoglobina e le fibre migliorano gli effetti dell’alimentazione. Gli edamame contengono fitoestrogeni e per questo sembrano contrastare alcuni sintomi e disturbi che si presentano durante la menopausa.  

Quali sono le controindicazioni dell’edamame?

Gli edamame devono essere mangiati cotti, con almeno 20 minuti di bollitura, perché quando sono crudi contengono una tossina che può scatenare diarrea, vomito, dolori allo stomaco. La soia può inoltre scatenare allergie.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Farina di grano duro

La farina di grano duro, o di frumento duro, viene prodotta rimacinando la semola, cioè il prodotto in grani che viene ottenuto macinando il grano duro. Quando a seguito della macinazione di farina di grano duro diventano molto piccoli e la consistenza diviene simile a quella della farina bianca di grano tenero si ha la farina di grano duro, che si differisce per il suo caratteristico color giallo ambra.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della farina di grano duro?

In 100 grammi di farina di grano duro c’è un apporto di circa 314 calorie. Nella stessa quantità sono inoltre presenti:
  • 12,5 g di acqua
  • 12,9 g di proteine
  • 2,8 g di lipidi
  • 63 g di carboidrati
  • 54 g di amido
  • 3,2 g di zuccheri
  • 3,6 g di fibre
  • 120 mg di magnesio
  • 0,07 mg di zinco
  • 0,06 mg di rame
  • 2,3 µg di selenio.
 

Quando non bisogna mangiare farina di grano duro?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di farina di grano duro e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici della farina di grano duro?

La farina di grano duro è un alimento molto energetico e che fornisce un lento rilascio di zuccheri nel sangue, assicurando un’energia a lungo termine. È ideale per chi soffre di problemi di natura cardiovascolare grazie all’assenza di colesterolo, mentre il suo apporto nutrizionale e abbastanza scarso vista la scarsa presenza di minerali e l’assenza di fibre determinata dal processo di raffinazione maggiore rispetto alla semola e alla semola integrale.  

Quali sono le controindicazioni della farina di grano duro?

Non sono conosciute controindicazioni alla farina di grano duro. Non bisogna però dimenticare che questo tipo di farina contiene glutine e non deve dunque essere consumata da chi soffre di intolleranza al glutine o di celiachia.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Grano saraceno

Il grano saraceno, è un tipo di grano – non è un cereale – della famiglia delle Polygonaceae il cui nome scientifico è Fagopyrum esculentum.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del grano saraceno?

100 grammi di grano saraceno offrono un apporto di circa 343 calorie. Nella stessa quantità sono presenti: È una buona fonte di polifenoli antiossidanti, come la catechina, la rutina e i tannini.  

Quando non bisogna mangiare grano saraceno?

La rutina che è presente nel grano saraceno può provocare interferenze con l’assunzione di alcuni farmaci. In caso di dubbio si consiglia di rivolgersi al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici del grano saraceno?

Il grano saraceno è più povero di proteine e più ricco di amido rispetto ad alimenti simili come la quinoa e l’amaranto. Buona è la presenza di aminoacidi e di vitamine del gruppo B, fondamentali per il funzionamento del metabolismo, e di folati, utili per sviluppare il sistema nervoso nel corso della gestazione. La rutina fornisce al grano saraceno proprietà antinfiammatorie e antiossidanti e aiuta a prevenire la formazione di aggregati di piastrine nel sangue. Si tratta infine di un grano molto ricco di fibre, che favorisce quindi il buon funzionamento dell’intestino e aiuta a ridurre i livelli del colesterolo nel sangue, con buon beneficio dell’intero sistema cardiovascolare.  

Quali sono le controindicazioni del grano saraceno?

Non si conoscono controindicazioni al consumo di grano saraceno.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Iodio

Che cos’è lo iodio?

Lo iodio è un oligoelemento presente in piccole quantità nell’organismo, fondamentale per mantenerlo sano. È quindi da annoverare nella categoria dei microelementi che, al contrario dei macroelementi – come calcio, fosforo, magnesio, potassio, zolfo, sodio e cloro – sono già presenti in natura nell’organismo.  

A cosa serve lo iodio?

Lo iodio è un componente essenziale degli ormoni tiroidei. Per questa ragione, è un elemento importante per le funzioni regolate da questi ormoni, tra cui la regolazione della temperatura corporea, il metabolismo degli zuccheri, dei grassi e delle proteine, nonché il metabolismo basale e la formazione del sistema nervoso centrale e dello scheletro, sia durante la gestazione, sia durante l’infanzia. Inoltre, lo iodio sembra svolgere anche altre attività biologiche, ad esempio a livello del sistema immunitario.  

In quali alimenti è contenuto lo iodio?

La principale fonte alimentare di iodio è il pesce. Anche le alghe ne contengono una buona quantità. Negli altri alimenti è presente in dosi molto variabili. Si trova, ad esempio, nel latte, nelle uova, nella carne e nei cereali. Anche frutta e verdura possono contenerne, ma in quantità che dipendono fortemente dalla presenza di iodio nel terreno su cui sono coltivate, dall’uso di fertilizzanti e dalle pratiche di irrigazione. Tale variabilità significa che le quantità di iodio spesso assunte non sono sufficienti a soddisfare le esigenze dell’organismo. Per tale ragione, sia il Ministero della Salute sia l’Organizzazione Mondiale della Sanità consigliano di prevenire queste carenze utilizzando sale iodato al posto del comune sale da cucina.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di iodio?

Il fabbisogno giornaliero raccomandato di iodio per un individuo adulto è di 150 mg (valore di riferimento europeo). Il fabbisogno varia tuttavia a seconda dell’età ed è maggiore nelle donne in gravidanza e in allattamento, raggiungendo i 220-290 mg al giorno.  

Quali sono le conseguenze della carenza di iodio?

La carenza di iodio ha vari effetti negativi sulla crescita e sullo sviluppo ed è il principale fattore di rischio modificabile per il ritardo mentale. Di conseguenza, la produzione insufficiente di ormoni tiroidei in gravidanza e nella prima infanzia possono causare effetti irreversibili. Con la gestazione può, ad esempio, causare aborti, cretinismo, spasticità motoria, sordità, ritardi nello sviluppo fisico e sessuale e aumento del rischio di sindrome da deficit di attenzione e iperattività. Nei bambini, lievi carenze di sodio possono ridurre il quoziente intellettivo. Da adulta, la carenza di iodio può portare a un ipotiroidismo spesso associato al gozzo. Altri possibili problemi includono la compromissione della funzione mentale e della produttività lavorativa e, nel caso di carenza cronica, un aumento del rischio di cancro follicolare della tiroide.  

Quali sono le conseguenze di un eccesso di iodio?

Un eccesso di iodio può causare gli stessi sintomi delle sue carenze, tra cui l’ipotiroidismo e il gozzo. Altre possibili conseguenze sono l’ipertiroidismo, la tiroidite e il tumore papillare della tiroide. Le intossicazioni acute sono rare. I sintomi includono bruciore alla bocca, alla gola e allo stomaco, febbre, dolori addominali, nausea, vomito e dissenteria, polso debole e coma.  

È vero che lo iodio fa bene alla tiroide?

Sì, è vero. Il funzionamento della tiroide è regolato dall’ormone TSH, che aumenta l’assorbimento di iodio da parte della tiroide, utile per stimolare la sintesi degli ormoni tiroidei. Garantire una corretta assunzione di iodio evita carenze che causano il gonfiore della tiroide nel tentativo di assorbire questo elemento.

Maggiorana

La maggiorana è un’erba aromatica appartenente alla famiglia delle Labiatae. Il suo nome scientifico è Origanum majorana. Dal punto di vista alimentare vengono utilizzate le foglie e le estremità fiorite raccolte a inizio fioritura e in seguito essiccate.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della maggiorana?

Un cucchiaio di foglie essiccate di maggiorana offre un apporto di circa 5 calorie. Nella stessa quantità sono presenti: Sono inoltre presenti beta-carotene, beta-criptoxantina, luteina/zeaxantina e oli essenziali.  

Quando non bisogna mangiare maggiorana?

Il consumo di maggiorana può interferire con l’assunzione di litio, In caso di dubbio meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici della maggiorana?

Se assunta sotto forma di infuso, la maggiorana può apportare benefici in caso di flatulenza e nausea. Grazie a gli oli essenziali svolge una buona azione antibatterica. Da sottolineare anche la sua azione antinfiammatoria, in particolare in presenza di artrite reumatoide, artrosi e malattie infiammatorie intestinali. Di grande aiuto può essere anche in caso di dolori mestruali e leucorrea. Infine, è una buona fonte di antiossidanti e alleati della salute del sistema immunitario, della salute cardiovascolare, delle ossa e dei denti.  

Quali sono le controindicazioni della maggiorana?

In genere il consumo di maggiorana non provoca alcun problema. Il suo utilizzo deve però essere tenuto sotto controllo in caso di gravidanza o di menorragia.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Mais

Il mais è una pianta che appartiene alla famiglia delle Poaceae, da cui si possono trarre diversi prodotti alimentari come la farina, l’olio e i semi. È la pianta di interesse commerciale più coltivata nel mondo.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del mais?

100 grammi di mais offrono un apporto di circa 365 calorie. Nella stessa quantità sono presenti: A seconda della sua varietà il mais può essere ricco anche di molecole come beta-carotene, anticianine e acidi ferulico, caffeico, cumarico, vanilico, siringico e protocatecuico.  

Quando non bisogna mangiare mais?

Non sono note interazioni tra il consumo di mais e l’assunzione di farmaci o altre sostanze. In caso di dubbio meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici del mais?

Il mais è una buona fonte di carboidrati e antiossidanti che portano benefici al nostro organismo. Le vitamine del gruppo B e folati aiutano lo sviluppo del sistema nervoso durante la gestazione, i grassi insaturi, il potassio e le fibre sono utili per la salute dell’apparato cardiocircolatorio, calcio, fosforo, magnesio e vitamina K sono ideali per la salute di ossa e denti, il ferro è utile per la produzione di globuli rossi.  

Quali sono le controindicazioni del mais?

Non si conoscono controindicazioni al consumo di mais.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Melanzana

La melanzana è il frutto della Solanum melongena, pianta che è originaria dell’India e che appartiene alla famiglia delle Salanaceae.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della melanzana?

100 grammi di melanzane offrono un apporto di circa 20 calorie, suddivise in questo modo: 55% carboidrati, 25% proteine e 20% lipidi. Nella stessa quantità sono presenti: Questo ortaggio è inoltre fonte di antocianine.  

Quando non bisogna mangiare melanzana?

Non si conoscono possibili interazioni tra il consumo di melanzane e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze. In caso di dubbio si consiglia di rivolgersi al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici della melanzana?

Le melanzane contengono fibre solubili, ideali per tenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue. Vitamine del gruppo B e antiossidanti agevolano il buon funzionamento del metabolismo mentre il potassio è alleato della salute del cuore. Nella buccia sono presenti molecole antitumorali, antinfiammatorie e che aiutano a proteggere l’organismo dalle malattie neurodegenerative.  

Quali sono le controindicazioni della melanzana?

Nella melanzana è presente la solanina, sostanza che in generale viene considerata pericolosa per la salute anche se dal punto di vista alimentare non sembra scatenare effetti tossici, soprattutto quando questo ortaggio viene consumato cotto. In presenza di dubbio è comunque sempre indicato chiedere consiglio al proprio medico.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Menta piperita

La menta piperita è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Lamiaceae.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della menta piperita?

Un cucchiaio di menta piperita fresca, più o meno una quantità di 3 grammi, apporta circa 2 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare menta piperita?

Il consumo di menta piperita può creare interferenze con l’assunzione di ciclosporina o di altri farmaci trasformati dal fegato. In caso di dubbio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici della menta piperita?

La menta piperita ha un alto potere rinfrescante per la bocca e per la gola. Ha inoltre una capacità analgesica per cui viene considerata un valido anestetico locale e in grado di combattere le irritazioni. Buona è la sua capacità di rilassare le pareti intestinali e la muscolatura liscia degli sfinteri e per questo viene utilizzata per combattere disturbi come la sindrome del colon irritabile. Dal punto di vista nutrizionale è fonte di antiossidanti oltre che di potassio, ottimo per favorire la salute cardiovascolare e fosforo, calcio e magnesio alleati della salute di ossa e denti, e potassio  

Quali sono le controindicazioni della menta piperita?

Il consumo di menta piperita deve essere tenuto sotto controllo da chi soffre di reflusso gastroesofageo perché l’effetto rilassante sulle pareti dell’esofago e sugli sfinteri proprio di questo alimento può contribuire ad aumentare e aggravare i sintomi di questa patologia.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

More

Le more sono i frutti prodotti dalla Rubus fruticosus, pianta che appartiene alla famiglia della Rosaceae e che è originaria dell’Europa. Oggi viene coltivata anche in Nord America e in Russia. Matura nel mese di agosto.  

Quali sono le proprietà nutrizionali delle more?

100 grammi di more offrono un apporto di circa 36 calorie, ripartite in questo modo: 85% carboidrati, circa 15% proteine e lipidi con quantità trascurabili. Nella stessa quantità sono presenti: Le more sono una buona fonte di betacarotene, luteina/zeaxantina e vari flavonoidi. Sono inoltre presenti in buona dose cianidine, quercetina, catechine, acido salicilico e kempferolo.  

Quando non bisogna mangiare more?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di more e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici delle more?

Le more sono una buona fonte di fibre solubili e insolubili utili alla salute dell’intestino. Gli antiossidanti presenti aiutano a combattere, oltre al cancro, l’infiammazione, le malattie degenerative e l’invecchiamento. Le vitamine del gruppo B promuovono il buon metabolismo, il rame contribuisce a tenere in salute le ossa e favorisce la produzione di globuli bianchi e globuli rossi.  

Quali sono le controindicazioni delle more?

Anche se rara, può manifestarsi un’allergia alle more, causata dalla presenza di acido salicilico, che può evidenziarsi attraverso mal di testa, orticaria, rash cutanei, gonfiore a bocca, labbra e lingua, prurito agli occhi, insonnia, iperattività, respiro sibilante e problemi gastrointestinali.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Nocciole

Le nocciole sono i semi della Corylus avellana, pianta originaria dell’Asia minore, oggi diffusa in varie parti del mondo con la Turchia che è la maggior produttrice mondiale. Le nocciole possono essere mangiate crude, tostate o ridotte in farina o pasta.  

Quali sono le proprietà nutrizionali delle nocciole?

100 grammi di nocciole offrono un apporto di circa 655 calorie, suddivise in questo modo: 88% lipidi, 8% proteine e 4% carboidrati. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare nocciole?

Si può sviluppare un’ipersensibilità alle nocciole quando ci si sottopone a una cura protratta nel tempo a base di farmaci antiulcera.  

Quali sono i possibili benefici delle nocciole?

Le nocciole sembrano apportare benefici al sistema cardiovascolare perché contribuiscono alla riduzione del colesterolo totale e di quello cattivo (LDL) e all’aumento di quello buono (HDL). Le foglie del nocciolo sono utilizzate a scopo medico dal momento che vengono loro riconosciute proprietà vasocostrittrici adatte ad alleviare i sintomi legati alle emorroidi e alle vene varicose. Foglie e semi, sembrano avere proprietà antiossidanti, il nocciolo invece proprietà antinfiammatorie.  

Quali sono le controindicazioni delle nocciole?

Le nocciole non devono essere consumate dalle persone che soffrono di allergia a questo frutto o alle arachidi. In ogni caso il loro consumo deve essere tenuto sotto controllo perché potrebbero essere contaminate da aflatossine, molecole considerate cancerogene.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Orzata

L’orzata è una bevanda analcolica che deve il suo nome al fatto che all’origine veniva ottenuta da una miscela tra orzo e mandorle. Oggi in Italia con questo nome si indica uno sciroppo ottenuto da benzoino deacidificato (molecola presente nell’olio di mandorla amara), essenza deacidificata di mandorle amare, estratti di fiori d’arancio e di vaniglia. È diversa dallo sciroppo di mandorla e dallo sciroppo di latte di mandorla perché questi due sono invece ottenuti con l’emulsione acquosa di mandorle dolci sbucciate e tritate e poi unite a saccarosio.  

Quali sono le proprietà nutrizionali dell’orzata?

20 centilitri di sciroppo d’orzata offrono un apporto di circa 71 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna bere orzata?

Non sono note interazioni tra il consumo di orzata e l’assunzione di medicinali o altre sostanze. Va però sottolineato il fatto che l’assunzione elevata e contemporanea di vitamina C e di mandorle può provocare la comparsa di sintomi propri dell’intossicazione da cianuro.  

Quali sono i possibili benefici dell’orzata?

All’orzata sono riconosciuti effetti dissetanti e rinfrescanti. Il fatto che non contiene né caffeinateina la rendono una bevanda adatta a tutti, compresi i bambini. Quando bevuta senza aggiunta di zuccheri è meno calorica rispetto ad altre bevande. Resta però una fonte di zuccheri semplici, il cui apporto quotidiano non dovrebbe superare il 15% delle calorie assunte con l’alimentazione.  

Quali sono le controindicazioni dell’orzata?

Le mandorle con cui è fatta l’orzata possono generare reazioni allergiche. In presenza di dubbio si consiglia di rivolgersi al proprio medico.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Orzo

L’orzo è un cereale utilizzato a scopo alimentare fin da epoche antiche (VII sec. Avanti Cristo). Se ne distinguono tre tipologie:
  • Integrale, che non a subito alcun processo di lavorazione e che per essere consumato deve prima essere sottoposto a una cottura prolungata. Sono conservate tutte le proprietà nutrizionali
  • mondato o decorticato, sottoposto a lavorazione con cui viene eliminata la parte più esterna del chicco. È la parte più diffusa in Italia. Il mantenimento delle proprietà nutrizionali è quasi del tutto mantenuta
  • perlato, sottoposto a un processo di raffinazione chiamato sbiancatura con cui viene eliminata l’intera parte esterna del chicco. Anche questa molto venduta in Italia. Ha tempi di cottura più brevi ed è molto meno ricca di fibre pur mantenendo un introito di calorie identico alle altre due varietà.
 

Quali sono le proprietà nutrizionali dell’orzo?

100 grammi di orzo mondato offrono un apporto di circa 354 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare orzo?

Non si conoscono possibili interazioni tra il consumo di orzo e l’assunzione di farmaci o altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici dell’orzo?

La grande quantità di fibre donano all’orzo proprietà lassative e stimolanti, ideali per chi soffre di intestino pigro o di stitichezza. Ha un alto potere saziante grazie al fatto che si gonfia durante la cottura. Si ritiene che abbia la capacità di inibire la produzione di colesterolo cattivo da parte del fegato, contribuendo a diminuire le possibilità di contrarre malattie cardiovascolari. Ha proprietà antinfiammatorie ed emollienti per quanto riguarda l’apparto gastrointestinale e ha la capacità di esercitare un’azione antifettiva a favore delle mucose intestinali. La presenza di betaglucano lo rende utile a rallentare l’assorbimento dei carboidrati e a contribuire a mantenere sotto controllo i livelli di glicemia nel sangue.  

Quali sono le controindicazioni dell’orzo?

Non si conoscono controindicazioni al consumo di orzo.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Ossa brevi

Che cosa sono le ossa brevi?

Le ossa brevi sono quelle che hanno uno sviluppo per cui lunghezza, larghezza e spessore sono simili tra loro, come ad esempio tarso e carpo. In genere hanno la forma di un cubo, sono scarsamente mobili e presentano numerose faccette articolari. Sono composte da un tessuto spugnoso che è avvolto in una lamina di tessuto osseo compatto. Le ossa vengono classificate in base alla loro forma. Le altre tipologie sono: ossa lunghe, ossa piatte e ossa irregolari.  

Qual è la funzione delle ossa brevi?

Le ossa brevi assolvono a tre funzioni principali:
  • dare sostegno e forma alle parti del corpo in cui sono inserite, favorendone il movimento grazie all’interazione con muscoli e tendini
  • fornire supporto e stabilità al corpo anche quando non vi sia movimento
  • essere un luogo di riserva e di deposito dei minerali indispensabili per regolare i meccanismi fisiologici come il calcio, il sodio, il magnesio e il fosforo.