Epatomegalia

Che cos’è l’epatomegalia?

Si ha epatomegalia quando c’è un ingrossamento del fegato. Si tratta di un problema che può essere congenito, quando è di natura ereditaria ed è presente fin dalla nascita, o provocato da alcune patologie.  

Quali altri sintomi possono essere associati all’epatomegalia?

L’epatomegalia può accompagnarsi ad altri sintomi come un dolore al fianco destro, all’altezza del fegato, che aumenta quando si preme sull’area interessata dal dolore. Può associarsi anche all’ittero, con conseguente colorazione giallognola della pelle.  

Quali sono le cause dell’epatomegalia?

L’epatomegalia può essere ereditaria o può dipendere dalla presenza di alcune patologie, tra cui ci sono: epatite, cirrosi epatica, insufficienza cardiaca, leucemia, sifilide, steatosi epatica, toxoplasmosi, tumore al fegato.  

Quali sono i rimedi contro l’epatomegalia?

Per curare l’epatomegalia occorre individuare la sua causa e intervenire su questa. In ogni caso chi soffre di questo sintomo deve evitare fumo e alcolici, deve svolgere una regolare attività fisica e seguire una dieta ricca di frutta e verdura e povera di grassi.  

Epatomegalia, quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di epatomegalia è sempre meglio rivolgersi al proprio medico per un consulto.

Gengive arrossate

Che cosa sono le gengive arrossate?

Si è in presenza di gengive arrossate quando le gengive – lo strato di tessuto epiteliale e connettivale che riveste il colletto dei denti e forma le due arcate dentali (superiore e inferiore) – sono interessate da un’infiammazione che è solitamente provocata dalla formazione di placca sottogengivale ricca di batteri.

Quali altri sintomi possono essere associati alle gengive arrossate?

Le gengive arrossate possono accompagnarsi al loro contestuale gonfiore e sanguinamento e a una particolare sensibilità delle stesse al freddo, al caldo e ai cibi acidi.

Quali sono le cause delle gengive arrossate?

Alla base delle gengive arrossate possono esserci varie patologie, tra le quali si possono elencare: leucemia, parodontite, diabete, gengivite, scorbuto.

Quali sono i rimedi contro le gengive arrossate?

Le gengive arrossate possono essere prevenute o comunque lenite mediante l’adozione di adeguati comportamenti igienici: utilizzare uno spazzolino con delle setole morbide almeno due volte al giorno, con l’impiego di dentifrici specifici e, anche, di un colluttorio. Per evitare l’insorgere di infiammazioni alle gengive è altresì consigliabile non fumare nè bere sostanze alcoliche.

Gengive arrossate, quando rivolgersi al proprio medico?

Una situazione caratterizzata da gengive arrossate – anche nel caso in cui il fastidio sia minimo – dovrà sempre essere sottoposta all’attenzione del proprio curante.

Lividi (ecchimosi)

Che cosa sono i lividi?

I lividi sono macchie di colore tra il verdastro e il violaceo che compaiono sulla pelle quando questa subisce traumi o è interessata dagli effetti di alcune patologie. Il colore particolare dei lividi, che varia con il trascorrere del tempo, dipende dal fatto che l’emoglobina che esce dai capillari degrada in biliverdina e biribulina. Alcune persone sono più soggette ai lividi perché hanno capillari più fragili, situazione che non desta però particolare preoccupazione.  

Quali altri sintomi possono essere associati ai lividi?

I lividi possono comparire in associazione ad altri sintomi che sono legati alla parte del corpo interessata: dolore, gonfiore e sensazione di intorpidimento.  

Quali sono le cause dei lividi?

I lividi sono in genere provocati da traumi, ma possono derivare anche da patologie come la cirrosi epatica, lo cirrosi epatica, la leucemia e lo scorbuto.  

Quali sono i rimedi contro i lividi?

Il livido lieve può essere curato con un impacco freddo applicato sulla zona interessata, in modo tale da frenare l’infiammazione, il dolore e il gonfiore e che al tempo stesso freni la fuoriuscita di sangue dai capillari. Sempre in caso di livido leggero può essere utile alzare l’arto interessato al di sopra del livello del cuore. In caso di lividi gravi ed estesi è bene rivolgersi al proprio medico, se non addirittura al pronto soccorso.  

Lividi, quando rivolgersi al proprio medico?

I lividi devono essere portati a conoscenza del proprio medico quando derivano da un trauma o quando possono essere collegati a una delle patologie elencate sopra, già diagnosticata. Se il livido è marcato, per esempio se deriva da un trauma grave, è consigliabile recarsi al pronto soccorso per essere sottoposti alle cure urgenti del caso.

Petecchia

Che cos’è una petecchia?

La petecchia è una piccola macchia cutanea – piatta e rotondeggiante – causata da una piccola emorragia. Non si associa né a dolore né ad altri fastidi. Il suo colore, inizialmente bruno-rossastro, tende nel tempo a divenire giallo, sino a che la macchia non scompare definitivamente. Alla base vi è un’alterazione dei normali processi di coagulazione che sono necessari per far fronte alla rottura dei capillari. Quelle che compaiono sul viso sono spesso associate a un’alterazione della pressione sanguigna, causata ad esempio da un colpo di tosse. Il loro sviluppo può altresì essere associato a traumi, a problemi di circolazione o a malattie come lo scorbuto infantile o la leucemia, a una carenza di piastrine o di vitamina K, a un’infezione batterica o all’invecchiamento della pelle. Talvolta sono numerose e molto vicine, in questi casi si può parlare di porpora.  

Quali malattie si possono associare alla petecchia?

Tra le patologie che possono essere associate alle petecchie ci sono: mollusco contagioso, pre-eclampsia, rosolia, scorbuto infantile, shock settico, sindrome di Cushing, cellulite infettiva, cirrosi epatica, dengue, ebola, endocardite infettiva, leptospirosi, leucemia. Si rammenta che questo non è un elenco esaustivo e che è sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di sintomi persistenti.  

Quali sono i rimedi contro la petecchia?

Il rimedio migliore contro la petecchia dipende dalla causa alla base del disturbo. In caso di scorbuto, ad esempio, è necessario assumere vitamina C, mentre in altri casi può essere utile la somministrazione di vitamina E. Il trattamento della sindrome di Cushing prevede invece l’assunzione di medicinali per ridurre la sintesi di cortisolo. Altre terapie sono più adatte ai casi in cui essa sia il segnale di una carenza di piastrine; in queste situazioni potrebbero essere utili le immunoglobuline, i cortisonici, i glucocorticoidi o gli immunosoppressori. In caso di leucemia sono invece necessari dei trattamenti antitumorali. Solo un medico può stabilire se questi o altri rimedi siano adatti a ogni specifico caso.  

Petecchie, quando rivolgersi al proprio medico?

La comparsa di petecchie non rappresenta un’emergenza medica, ma è comunque sempre consigliabile rivolgersi a un esperto perché la loro presenza potrebbe essere il sintomo di un problema più serio che richiede uno specifico trattamento.

Priapismo

Che cos’è il priapismo?

Il priapismo è la condizione per cui il pene, l’organo sessuale maschile, rimane in erezione per un tempo superiore alle 4 ore. Può essere di due diversi tipi:
  • ischemico, in cui il pene rimane rigido per l’incapacità di defluire del sangue
  • non ischemico, quando c’è un flusso eccessivo di sangue nel pene, che assume una posizione eretta senza essere rigido.
 

Quali altri sintomi possono essere associati al priapismo?

Al priapismo possono essere collegati altri sintomi come dolore e non eccitamento.  

Quali sono le cause del priapismo?

La causa del priapismo non è sempre facilmente individuabile. Può essere conseguenza dell’assunzione di alcuni farmaci come antidepressivi, anticoagulanti, farmaci contro le psicosi o contro le disfunzioni erettili. Può derivare anche dall’uso di droghe o alcol, da traumi o da avvelenamenti. Può inoltre essere associato a varie patologie, come anemia, leucemia, prostatite, uretrite, cistite, cancro alla prostata, ipertrofia prostatica benigna.  

Quali sono i rimedi contro il priapismo?

La cura del priapismo ischemico consiste nel consentire il regolare drenaggio del sangue all’interno del pene, condizione che può essere raggiunta attraverso un intervento in anestesia locale associato a un’iniezione di farmaci nel pene. Se un intervento di questo tipo non permette di raggiungere risultati positivi può essere necessario dover intervenire con un intervento chirurgico finalizzato a favorire il deflusso del sangue. Il priapismo non ischemico in molti casi non richiede alcuna cura se non l’applicazione di ghiaccio o una specifica pressione da applicare a livello del perineo. Un intervento chirurgico può essere necessario solo nelle situazioni più gravi, con il fine di bloccare il flusso del sangue nel pene o riparare arterie e tessuti eventualmente danneggiati dalla situazione. Nel caso in cui la causa sia una specifica patologia, la cura del priapismo passerà dalla cura di quella patologia.  

Priapismo, quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di priapismo, cioè di un’erezione protratta per più di 4 ore consecutive è necessario rivolgersi al pronto soccorso per verificare che non vi siano state lesioni a tessuti, situazione che potrebbe provocare una futura disfunzione erettile.  

Area medica di riferimento per il priapismo

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il priapismo è l’Unità Operativa di Urologia.