Cappuccino

Il cappuccino è una bevanda che viene preparata con l’aggiunta di caffè a una tazza di latte in precedenza scaldato e montato a schiuma.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del cappuccino?

Una tazza di cappuccino offre un apporto di circa 120 calorie. Di queste almeno 50 sono sotto forma di grassi. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna bere cappuccino?

Il consumo di latte può interferire con l’assunzione di alcuni antibiotici, come le tetracicline e la ciprofloxacina. La stessa interferenza con antibiotici può sorgere anche dal consumo di caffè, che può entrare in conflitto anche con altri principi attivi come la clozapina e l’efedrina. In caso di dubbio meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici del cappuccino?

Non si conoscono particolari benefici derivanti dal consumo di cappuccino, nonostante la presenza di vitamina A e ferro.  

Quali sono le controindicazioni del cappuccino?

La presenza di caffeina può portare, quando assunta in dosi eccessive, a stati d’ansia, insonnia e nervosismo e può essere controindicata quando si è in presenza di problemi di natura cardiovascolare come la pressione alta o di altre patologie come osteoporosi, diabete, glaucoma, diarrea o sindrome del colon irritabile. Il latte di vacca non deve essere consumato quando si è in presenza di intolleranza al lattosio.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Crampi addominali

Che cosa sono i crampi addominali?

I crampi addominali sono manifestazioni dolorose che interessano la parte di corpo compresa tra l’inguine e il torace. Possono perdurare a lungo ed essere associati a mal di testa.  

Quali sono le cause dei crampi addominali?

I crampi addominali possono essere conseguenza di un eccessivo accumulo di gas all’interno dell’apparato digerente. Alla base dei crampi addominali possono però esserci anche alcune malattie, tra le quali si possono elencare: allergie e intolleranze alimentari, occlusione intestinale, peritonite, sindrome dell’intestino irritabile, tumore all’intestino (colon), appendicite, botulismo, celiachia, colite, endometriosi, fibrosi cistica, gastroenterite, intolleranza al lattosio.  

Quali sono i rimedi contro i crampi addominali?

Se i crampi addominali si presentano subito dopo i pasti e sono localizzati nella parte alta dell’addome, possono essere curati tramite l’assunzione di antiacidi e con una maggiore attenzione all’alimentazione quotidiana. Nello specifico, andranno evitati i cibi grassi o fritti, quelli a base di pomodoro, caffeina, alcolici e bevande gassate. Nel caso in cui i crampi addominali siano associati a nausea o vomito, bisognerà invece evitare di assumere dei cibi solidi per qualche ora e, a seguire, evitare i latticini e cibarsi di riso in bianco e crackers. Sotto il profilo alimentare, il consiglio è comunque sempre quello di bere in abbondanza limitando però le bevande gassose, diminuire la quantità ma aumentare la frequenza dei pasti, seguire una dieta che sia ricca di fibre e praticare una moderata ma costante attività fisica.  

Crampi addominali, quando rivolgersi al proprio medico?

È consigliabile rivolgersi al proprio curante quando i crampi addominali:
  • persistono da una settimana,
  • sono associati a bruciore durante la minzione, sanguinamento vaginale, gonfiore addominale, febbre, diarrea, perdita di appetito e perdita di peso,
  • il dolore rimane intenso anche dopo due giorni,
  • il dolore peggiora e si associa a nausea o vomito.
È invece consigliato ricorrere alle cure del più vicino Pronto Soccorso quando si avvertono crampi addominali e:
  • si è sottoposti a un trattamento antitumorale,
  • la pancia è tesa e dolente al tatto,
  • il dolore si irradia al petto, al collo e alle spalle,
  • si avvertono difficoltà a respirare,
  • si è in stato di gravidanza.
 

Area medica di riferimento per i crampi addominali

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica cui rivolgersi in caso di crampi addominali è il Servizio di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Gonfiore addominale

Che cos’è il gonfiore addominale?

Il gonfiore addominale è una condizione  causata da un accumulo di gas a livello di stomaco e intestino, spesso associata a un intenso dolore addominale.  

Quali altri sintomi possono essere associati al gonfiore addominale?

Il gonfiore addominale può essere associabile – quanto meno nelle sue forme più gravi – ad altre sintomatologie come: perdita di peso senza apparente motivo, dolori addominali, dolore al petto, diarrea, sangue nelle feci, cambiamento del colore delle feci.  

Quali sono le cause del gonfiore addominale?

Il gonfiore addominale può essere causato da alcuni cibi, da bevande gassate, dal mangiare troppo in fretta, dalla masticazione di gomme da masticare, dal fumo, dallo stress e dall’ansia. Può anche essere provocato da varie patologie, tra le quali si possono elencare: intolleranza al lattosio, occlusione intestinale, sindrome dell’intestino irritabile, tumore colon-retto, appendicite, calcoli alla cistifellea, celiachia, cirrosi epatica, colecistite, fibrosi cistica, gastroenterite virale, tumore dell’ovaio, ulcera gastrica.  

Quali sono i rimedi contro il gonfiore addominale?

Di solito il gonfiore addominale, qualora si presenti con episodi isolati, si risolve da sé. Nel caso in cui il gonfiore non accenni a diminuire potrà essere utile evitare di assumere alimenti e bevande che possano contribuire al formarsi di gas all’interno dell’apparato digerente (tra questi: mele, pere, fagioli, broccoli, cipolla, lattuga, cereali integrali e bibite gassate). A volte può essere utile limitare o meglio evitare l’assunzione di latte o suoi derivati.  

Gonfiore addominale, quando rivolgersi al proprio medico?

Il gonfiore addominale deve essere portato all’attenzione del proprio medico curante qualora non accenni a diminuire, nonostante gli accorgimenti alimentari messi in atto, e si accompagni ai sintomi sopra riportati.  

Area medica di riferimento per il gonfiore addominale

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il gonfiore addominale è il Servizio di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Latte di vacca

Il latte di vacca, detto anche latte vaccino, è quello che viene prodotto dalle ghiandole mammarie delle vacche. Per il consumo, può essere sottoposto a pastorizzazione, processo con cui vengono uccisi virus, batteri o parassiti presenti nel latte che potrebbero essere pericolosi per il nostro organismo.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del latte di vacca?

100 grammi di latte di vacca offrono un apporto di circa 64 calorie, così ripartite: 21% proteine, 51% lipidi e 28% carboidrati. Nella stessa quantità si trovano:  

Quando non bisogna mangiare latte di vacca?

Il latte di vacca può interferire con l’assunzione di alcuni antibiotici come la ciprofloxacina e le tetracicline. In presenza di dubbio meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici del latte di vacca?

Il latte di vacca contiene proteine di alta qualità, acidi essenziali e lattosio che agevola l’assorbimento di calcio e zinco e di oligosaccaridi dall’effetto probiotico. Vitamine e minerali presenti nel latte vaccino svolgono attività antiossidante (vitamine A, C ed E e selenio), agevolano il buon funzionamento del metabolismo (vitamine del gruppo B e zinco), sono alleate della salute cardiovascolare (potassio) e di quella di denti e ossa (calcio, magnesio e fosforo). Il consumo di latte di vacca riduce il rischio di infiammazione e di ipertensione e modula l’attività del sistema immunitario grazie alla presenza di piccole molecole, le “componenti funzionali”, che svolgono azioni benefiche.  

Quali sono le controindicazioni del latte di vacca?

Il latte di vacca è sconsigliato a chi soffre di allergia al latte o di intolleranza al lattosio.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Mucorrea

Che cos’è la mucorrea?

Si è in presenza di mucorrea quando c’è un’abbondante presenza di muco nelle feci. Il muco proviene dal colon, dove assolve la funzione di lubrificare questa parte di intestino. Il muco nelle feci è sempre presente in piccole quantità, il problema è quando aumenta a dismisura, condizione che indica che si è in presenza di una patologia a livello intestinale.  

Quali altri sintomi possono essere associati alla mucorrea?

La mucorrea può essere associata ad altri sintomi, che variano a seconda della causa che ne è alla base: crampi addominali, dolori addominali, gonfiori addominali, sangue nelle feci, diarrea, nausea, febbre, vomito, incontinenza fecale, orticaria, stato confusionale e tachicardia.  

Quali sono le cause della mucorrea?

Alla base della mucorrea possono esserci varie patologie, tra cui: emorroidi, colite, colite ulcerosa, sindrome dell’intestino irritabile, polipi intestinali, ostruzioni intestinali, gastroenterite, fistole anali, gonorrea, intolleranza al lattosio, ulcere rettali, tumore del colon-retto e tumore dell’ano.  

Quali sono i rimedi contro la mucorrea?

La cura della mucorrea varia a seconda della patologia che ne è alla base.  

Mucorrea, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di mucorrea deve essere comunicata al proprio medico quando è associata a febbre o a mutazioni dell’attività intestinali. In caso di febbre alta e di contestuale presenza di sangue nelle feci, riduzione delle urine (anuria), urine scure, aumento della sete, capogiri e affaticamento si consiglia di rivolgersi al più vicino pronto soccorso per ricevere cure immediate.  

Area medica di riferimento per la mucorrea

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la mucorrea è il Servizio di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Oliguria

Che cos’è l’oliguria?

L’oliguria consiste in una diminuzione, rispetto al solito, della produzione d’urina. Mediamente un adulto espelle circa 500 ml di urina al giorno. Si tratta di un sintomo che può indicare la presenza di un disturbo interno di una certa gravità, che può essere pericoloso per la vita.  

Quali altri sintomi possono essere associati all’oliguria?

Nei casi più gravi l’oliguria può presentarsi in associazione con altri sintomi come vomito, diarrea, febbre alta, capogiri, vertigini e polso accelerato.  

Quali sono le cause dell’oliguria?

L’oliguria può essere causata da varie patologie, tra cui cirrosi epatica, insufficienza renale, intolleranza al lattosio, colica renale, gastroenterite virale, nefrite, peritonite e sepsi.  

Quali sono i rimedi contro l’oliguria?

L’oliguria può essere curata con un’assunzione variabile – a seconda dell’esigenza – di liquidi, stabilita dal medico.  

Oliguria, quando rivolgersi al proprio medico?

La diminuzione della produzione di urina è una condizione che deve sempre essere sottoposta all’attenzione del proprio medico  

Area medica di riferimento per l’oliguria

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per l’oliguria è l’Unità Operativa di Urologia.

Perdita di peso

Che cos’è la perdita di peso?

La perdita di peso viene ritenuta un problema medico qualora nell’arco di 6-12 mesi il peso corporeo diminuisca di almeno 5 kg o comunque del 5% rispetto a quello di partenza.  

Quali sono le cause della perdita di peso?

Alla base di una perdita di peso possono esserci cause di disagio psicologico – dovute ad ansia o stress – ma anche l’assunzione di sostanze stupefacenti o un abuso di lassativi. Un dimagrimento troppo repentino può essere causato anche dall’assunzione di farmaci chemioterapici o medicinali assunti allo scopo di curare patologie della tiroide. La perdita di peso può essere, infine, causata da numerose malattie, tra le quali ci sono: artrite reumatoide, broncopneumopatia cronica ostruttiva, celiachia, cirrosi epatica, colite, diabete, morbo di Crohn, pancreatite, pleurite, rettocolite ulcerosa, sclerodermia, steatosi epatica, tubercolosi, diverticoli esofagei, enfisema, epatite, fibrosi cistica, gastroenterite, insufficienza renale, intolleranza al lattosio, ipotiroidismo, leucemia, mononucleosi, ulcera gastrica e tumori a fegato, pancreas, rene, stomaco, colon-retto, esofago, tiroide, laringe.  

Quali sono i rimedi contro la perdita di peso?

Per curare adeguatamente la perdita di peso sarà necessario risalire alla causa che l’ha provocata. In alcuni casi sarà sufficiente intervenire sullo stile di vita, con l’adozione di un regime alimentare più corretto, accompagnato da una moderata ma costante attività fisica. In altri casi saranno sufficienti degli interventi di psicoterapia, in altri ancora occorrerà invece fare ricorso a trattamenti farmacologici.  

Perdita di peso, quando rivolgersi al proprio medico?

La perdita di peso deve essere sottoposta all’attenzione del proprio medico di fiducia qualora assuma proporzioni che possano destare preoccupazione per la salute (anche in considerazione dell’età) o quando si accompagni a sintomi che possano far sospettare l’esistenza di patologie potenzialmente ricollegabili a questo disturbo.

Yogurt

Lo yogurt è l’alimento che viene prodotto dalla fermentazione del latte ottenuta con l’utilizzo dei batteri Streptococcus thermophilus e Lactobacillus delbrueckil, della sottospecie bulgaricus.  

Quali sono le proprietà nutrizionali dello yogurt?

100 grammi di yogurt prodotto da latte intero offrono un apporto di circa 66 calorie, ripartite in questo modo: 53% lipidi, 24% carboidrati e 23% proteine. Nella stessa quantità sono inoltre presenti:  

Quando non bisogna mangiare yogurt?

Non bisogna mangiare yogurt quando si sta seguendo una cura a base di ciprofloxacina o tetracicline. In caso di dubbio meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici dello yogurt?

Lo yogurt contiene le proteine e altri elementi di qualità del latte con, in aggiunta, una maggiore digeribilità derivata dal fatto che con la fermentazione il lattosio è come se fosse pre-digerito e convertito in buona parte in glucosio, galattosio e acido lattico. Anche per questo lo yogurt è un alimento che, seppur derivato dal latte, può essere consumato anche da chi soffre di intolleranza al lattosio. In generale viene considerato un alimento capace di apportare benefici all’intestino. Altri benefici derivano dalla presenza di micronutrienti con proprietà antiossidanti, e di vitamine alleate del metabolismo e di minerali preziosi per la salute di ossa, denti e cuore.  

Quali sono le controindicazioni dello yogurt?

Non sono note controindicazioni al consumo di yogurt.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.