ECMO – Ossigenazione extracorporea a membrana

Che cos’è e a che cosa serve l’ECMO?

ECMO, che è derivato da iniziali di ExtraCorporeal Membrane Oxygenation (Ossigenazione extracorporea a membrana), e una procedura per la circolazione extracorporea usata per supportare i pazienti con insufficienza cardiaca o respiratoria. Utilizzando l’ECMO si possono assegnare provvisoriamente le funzioni di cuore e polmoni a un apparecchio esterno consentendo al personale medico di intervenire sul soggetto.  

Come funziona l’ECMO?

L’ossigenazione extracorporea a membrana impiega per il suo funzionamento un apparecchiatura cuore-polmone affine a quella adoperata nella circolazione extra-corporea. Il circuito, attraverso un tubo e una pompa, asporta sangue dal paziente e lo convoglia nel polmone artificiale, dove viene sottoposto a un processo di ossigenazione che preleva la contempo l’anidride carbonica per poi essere messo nuovamente in circolo nell’organismo. Il prelievo di sangue si effettua sempre dal circolo venoso, viceversa, la reiniezione di sangue ossigenato è possibile sia nel circolo venoso (ECMO venoso) sia in quello arterioso (ECMO venoso – arterioso).

L’ECMO è pericolosa o dolorosa?

Si tratta ovviamente di una procedura invasiva e pertanto presenta i rischi connessi a questi procedimenti, valutando inoltre la grande importanza degli organi che implica.

Infezione da serratia

Che cos’è l’infezione da serratia?

La serratia è un batterio appartenente alle Enterobacteriaceae, una famiglia in cui si trovano batteri Gram-negativi, asporigeni e, aerobi/anaerobici opzionali. Questi batteri si trovano comunemente nel suolo, nelle acque superficiali e reflue, nelle piante, negli insetti, negli animali e nell’uomo. Contrariamente a molti altri batteri della famiglia delle Enterobacteriaceae, sono abbastanza comuni nell’ambiente, ma non si trovano comunemente nella composizione della flora fecale umana. Le infezioni da Serratia più frequenti riguardano la specie Serratia marcescens. Le infezioni provocate da altre specie (Serratia plymuthica, Serratia liquefaciens, Serratia rubidaea, Serratia odorifera e Serratia fonticola) sono più rare.  

Come si contrae l’infezione da serratia?

Il principale pericolo di contrarre la serratia è rappresentato dal ricovero ospedaliero, nonché il posizionamento di cateteri per via endovenosa, intraperitoneale e urinaria e l’inserimento di apparecchiature mediche per facilitare le funzioni respiratorie. Altri fattori di rischio sono le trasfusioni endovenose e gli infusi contaminati.  

Quali sono le malattie e i sintomi correlati all’infezione da serratia?

Tra i sintomi che possono essere associati alle infezioni da serratia ci sono: febbre, brividi, shock settico, insufficienza respiratoria. Tra le malattie collegate a questo tipo di infezione sono invece incluse: infezioni del tratto urinario, infezioni del tratto respiratorio, meningite, infezioni intra-addominali, infezioni cutanee, osteomielite e artrite, endocardite, infezioni oculari, infezioni dei tessuti molli, otite, parotite.  

Come può essere curata un’infezione da serratia?

Generalmente il trattamento delle infezioni da serratia comprende una terapia antibiotica. Nelle persone con infezione da Serratia la prognosi varia notevolmente a seconda dello stato immunologico dei pazienti: nel caso di soggetti molto anziani, di soggetti immunologicamente depressi, di bambini e di persone che hanno sofferto più traumi (pazienti politraumatizzati) l’infezione è solitamente più grave e la prognosi riservata.  

Importante avvertenza

Le informazioni fornite sono di carattere generale e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico. In caso di malessere, consultare il proprio medico o il pronto soccorso.