Afasia

Che cos’è l’afasia?

L’afasia è la condizione in cui si perde la capacità di comunicare. Può riguardare la capacità di esprimersi oppure quella di comprendere il linguaggio, sia parlato che scritto. Solitamente compare all’improvviso dopo un ictus o un trauma cranico, ma può anche svilupparsi lentamente insieme a un tumore cerebrale o in concomitanza a una malattia neurodegenerativa.  

Quali malattie si possono associare ad afasia?

Tra le patologie che possono essere associate all’afasia, ci sono: ictus, morbo di Alzheimer, sclerosi multipla, aterosclerosi, botulismo. Si precisa che questo non è un elenco esaustivo e che sarebbe sempre consigliabile consultare il proprio medico di fiducia in caso di persistenza dei sintomi.  

Quali sono i rimedi contro l’afasia?

Per trattarla al meglio l’afasia, è necessario curare le malattie che scatenano il problema. In una seconda fase è necessario affidarsi alla logopedia per recuperare le capacità linguistiche oppure a metodi e/o strumenti di comunicazione alternativi. Attualmente sono in corso ricerche per lo sviluppo di medicinali per il trattamento dell’afasia, ma saranno necessarie ulteriori conferme scientifiche prima che tali farmaci possano entrare nella pratica clinica.  

Con afasia quando rivolgersi al proprio medico?

Detto che l’afasia è spesso il sintomo di un disturbo grave, nel caso in cui compaiano improvvisamente difficoltà a parlare, a ricordare le parole, a scrivere, a leggere o a comprendere i discorsi è importante rivolgersi il prima possibile a un medico.

Alterata visione dei colori

Che cos’è l’alterata visione dei colori?

L’alterata visione dei colori consiste in una visione affievolita di alcuni colori, soprattutto del rosso, che tendono a essere visualizzati in una tonalità simile al grigio. Può essere unilaterale, cioè riguardare un solo occhio o bilaterale, cioè interessare entrambi gli occhi. Si accompagna in genere a una riduzione della vista e può essere improvvisa, cioè provocata da una lesione alle vie ottiche che abbia coinvolto la macula, il nervo ottico, la retina o il coroide, o congenita, cioè presente fin dalla nascita.  

Quali sono le cause dell’alterata visione dei colori?

L’alterata visione dei colori può essere causata da varie patologie, tra cui: retinopatia diabetica, degenerazione maculare, ulcera corneale, retinoblastoma, retinite pigmentosa e ictus.  

Quali sono i rimedi per l’alterata visione dei colori?

Se l’alterata visione dei colori dipende da un’infezione o da un’infiammazione può essere curata con una terapia farmacologica. In tutte le altre situazioni è necessario individuare la causa e intervenire su questa utilizzando, a seconda delle esigenze dei singoli casi, terapie farmacologiche, chemioterapiche o chirurgiche.  

Alterata visione dei colori, quando rivolgersi al proprio medico?

Una situazione di alterata visione dei colori deve sempre essere portata all’attenzione del proprio medico curante. Nei casi più gravi può essere necessario doversi recare al pronto soccorso perché si può trattare del sintomo di una patologia su cui sia necessario intervenire con urgenza, come ad esempio in caso di ictus.  

Area medica di riferimento per l’alterata visione dei colori

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per l’alterata visione dei colori è il Centro Oculistico.

Atassia

Che cos’è l’atassia?

L’atassia è una condizione per cui viene compromesso il controllo dei muscoli durante movimenti volontari (come, ad esempio, camminare o afferrare oggetti). Può coinvolgere anche la deglutizione, il linguaggio e il movimento degli occhi ed è in genere la conseguenza di un danno al cervelletto, che è la struttura cerebrale responsabile del coordinamento dei muscoli.  

Quali malattie si possono associare all’atassia?

Tra le patologie che possono essere collegate all’atassia ci sono: sclerosi multipla, tumori, ictus, paralisi cerebrale. Si rammenta come questo non sia un elenco esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico in caso di sintomi persistenti.  

Quali sono i rimedi contro l’atassia?

Non esiste un trattamento specifico contro l’atassia. Il rimedio migliore dipende dalla causa che ha determinato il problema. In alcuni casi potrebbero essere utili dei supporti per camminare (come girelli o bastoni) o per comunicare. Altre volte si può anche trarre beneficio dalla fisioterapia, dalla logopedia o anche dalla terapia occupazionale.  

Atassia, quando rivolgersi al proprio medico?

Chi si confronta con condizioni che causano atassia, ad esempio la sclerosi multipla, dovrebbe ricorrere alle cure di un medico in caso di diminuzione dell’equilibrio, della capacità di coordinare i movimenti delle gambe, delle braccia o delle mani e in caso di difficoltà a camminare, parlare o deglutire.

Blefaroptosi

Che cos’è la blefaroptosi?

La blefaroptosi è l’abbassamento della palpebra superiore dell’occhio, totale o anche solo parziale. La blefaroptosi bilaterale riguarda entrambi gli occhi ed è in genere di origine congenita. Se riguarda un solo occhio può essere generata da paralisi o da una lesione dei nervi o dei muscoli che governano i movimenti della palpebra. Quando si presenta nelle forme più gravi può arrivare a coprire la pupilla o l’iride, tanto da limitare la capacità di visione di chi ne è vittima.  

Quali sono le cause della blefaroptosi?

La blefaroptosi può essere generata da varie cause, tra cui sono da annoverare traumi, invecchiamento, infiammazioni, abuso di sostanze stupefacenti oltre a varie patologie come calazio, cefalea, botulismo, diabete, ictus, malattie neurologiche, malattie muscolari e orzaiolo.  

Quali sono i rimedi contro la blefaroptosi?

La cura della blefaroptosi dipende dalla causa che l’ha generata: occorre individuarla e intervenire su questa. Se questo primo intervento non produce risultati utili si può dover ricorrere a un intervento chirurgico volto a restituire al paziente la visione e l’aspetto estetico.  

Blefaroptosi, quando rivolgersi al proprio medico?

La blefaroptosi deve essere comunicata al proprio medico curante quando è dovuta a un trauma o quando può essere collegata a una delle patologie associate che sia stata già diagnosticata.  

Area medica di riferimento per la blefaroptosi

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la blefaroptosi è il Centro Oculistico.

Cobalto

Che cos’è il cobalto?

Il cobalto, il suo simbolo chimico è Co, è un oligoelemento presente nel nostro corpo, ma è fondamentale per la nostra salute.  

A che cosa serve il cobalto?

Il cobalto è parte integrante della vitamina B12 ed è quindi di fondamentale importanza per il funzionamento delle cellule. Si tratta di cellule rosse e composti antibatterici e antivirali che prevengono le infezioni, nel metabolismo dei grassi e dei carboidrati, nella sintesi delle proteine e nella trasformazione dei folati nella loro forma attiva. A livello di sistema nervoso è in grado di prevenire la demielinizzazione, la mancanza della membrana che avvolge i nervi, assicurando una trasmissione efficace dell’impulso nervoso.  

In quali alimenti si trova il cobalto?

Il cobalto è presente nel fegato, nei reni, nelle ostriche, nelle vongole, nel pesce, nel latte, nella soia fermentata e nella birra.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di cobalto?

Di solito, un adulto ha bisogno di 5-8 mg di cobalto al giorno.  

Quali sono le conseguenze della carenza di cobalto?

La deficienza di cobalto legata alla vitamina B12 può causare anemia perniciosa, una malattia caratterizzata da affaticamento, debolezza e sensazioni di addormentarsi e formicolio alle gambe e alle braccia, nausea, dimagrimento, stato confusionale, emicrania. Inoltre, se le carenze di questo minerale persistono a lungo, possono causare disturbi neurologici, danni ai nervi, perdita di memoria, cambiamenti di umore e psicosi. Nei casi più gravi possono avere conseguenze anche letali.  

Quali sono le conseguenze di un eccesso di cobalto?

Il cobalto in eccesso può causare problemi cardiaci, compresa l’insufficienza cardiaca congestizia, e può provocare un’eccessiva produzione di globuli rossi, aumentando il rischio di coagulazione e ictus.  

Il cobalto è utile sotto forma di integratori e integratori alimentari?

Il cobalto può essere somministrato come vitamina B12 per il trattamento dell’anemia perniciosa. Generalmente, tuttavia, per garantire quantità sufficienti di cobalto, è consigliabile seguire una dieta sana ed equilibrata.

Disartria

Che cos’è la disartria?

La disartria è una condizione che non consente di controllare e coordinare i movimenti dei muscoli facciali preposti al parlare. Consiste in uno stato di debolezza e si manifesta con una parlata che appare lenta e confusa, di non facile comprensione.  

Quali sono le cause della disartria?

La disartria può essere causata da problematiche che riguardano il sistema nervoso o dall’assunzione di alcuni farmaci. Varie, inoltre, sono le patologie che possono causare questo disturbo: morbo di Parkinson, aterosclerosi, botulismo, ictus e sclerosi multipla.  

Quali sono i rimedi contro la disartria?

La cura della disartria dipende dalla causa che ne sta alla base. In alcune situazioni potrà essere sufficiente una cura a base di farmaci, in altre sarà necessario ricorrere all’intervento di un logopedista.  

Disartria, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di disartria, quindi di un’evidente difficoltà a parlare, deve essere sempre portata a conoscenza del proprio medico.  

Area medica di riferimento per la disartria

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la disartria è l’Ambulatorio di Neurologia.

Disorientamento temporale e spaziale

Che cos’è il disorientamento temporale e spaziale?

Il disorientamento temporale e spaziale è un disturbo che comporta uno stato di confusione mentale che è caratterizzato da una difficoltà a coordinare i movimenti e a ricordare eventi recenti o passati. Può essere temporaneo o permanente.  

Quali altri sintomi possono essere associati dal disorientamento temporale e spaziale?

I casi più gravi di disorientamento temporale e spaziale sono caratterizzati anche dalla presenza di altri sintomi come mal di testa, vertigini, capogiri, difficoltà respiratorie, disidratazione, tremore, insonnia o battito cardiaco accelerato.  

Quali sono le cause del disorientamento temporale e spaziale?

Il disorientamento temporale e spaziale può derivare da panico o stati di ansia, dall’assunzione di farmaci, da colpi di calore o da varie patologie tra cui: commozione cerebrale, emicrania, encefalite, ipertensione, ipotensione, malattia di Alzheimer, fibrillazione atriale, trauma cranico e ictus.  

Quali sono i rimedi contro il disorientamento temporale e spaziale?

Il disorientamento temporale e spaziale può essere curato individuando e curando le cause che ne sono alla sua base. In ogni caso, si tratta di una condizione che prevede un intervento medico tempestivo. Nell’attesa di essere visitati da un medico il primo accorgimento da osservare è quello di sedersi o di sdraiarsi. Se alla base del disorientamento c’è un calo di pressione è bene assumere una moderata quantità di zuccheri, anche solo una bevanda zuccherata o una caramella. Se alla base c’è invece una condizione di disidratazione per prima cosa è necessario bere acqua o bevande isotoniche.  

Disorientamento temporale e spaziale, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di disorientamento temporale e spaziale deve essere resa nota al proprio medico, soprattutto quando è associata a problemi di memoria, difficoltà di linguaggio e confusione mentale. L’intervento del medico deve essere tempestivo quando c’è presenza di altri sintomi come vertigini, mal di testa, capogiro, tremore, battito cardiaco accelerato e difficoltà respiratorie. Se il disorientamento è dovuto a un trauma alla testa, inoltre, è consigliabile rivolgersi al più vicino pronto soccorso per ricevere le cure del caso.

Emianopsia

Che cos’è l’emianopsia?

L’emianopsia consiste nel dimezzamento del campo visivo dovuto a un problema generato da lesioni al chiasma ottico, la parte del sistema nervoso che incide sulla corretta visione, generato da traumi o da varie patologie. Può essere laterale o verticale, quando genera problemi che si sviluppano a destra e a sinistra, e attitudinale o orizzontale, con problemi che si sviluppano nella metà superiore o in quella inferiore.  

Quali sono le cause all’emianopsia?

L’emianopsia può essere originata da traumi o da varie patologie, tra cui ci sono: ictus, ictus cerebrale, aneurisma carotideo, tumori cerebrali e dell’ipofisi, meningite.  

Quali sono i rimedi contro l’emianopsia?

La cura dell’emianopsia dipende dalla causa che l’ha generata: occorre individuarla – nel corso di una visita oculistica – e intervenire su questa.  

Emianopsia, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di emianopsia deve sempre essere comunicata al proprio medico curante o a uno specialista oculista.  

Area medica di riferimento per l’emianopsia

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per l’emianopsia è il Centro Oculistico.

Emiplegia

Che cos’è l’emiplegia?

L’emiplegia è una paralisi che colpisce uno dei due lati del corpo. In genere deriva da un danno al cervello che può essere, negli adulti, conseguenza di un ictus. Nei bambini è spesso congenita e si manifesta già durante il parto o comunque subito dopo la nascita.  

Quali altri sintomi possono essere associati all’emiplegia?

L’emiplegia si manifesta in genere attraverso sintomi come: difficoltà a camminare o a mantenere l’equilibrio, vista appannata, difficoltà a parlare e a deglutire, incontinenza urinaria e incontinenza fecale oltre a intorpidimento del corpo.  

Quali sono le cause dell’emiplegia?

L’emiplegia può essere causata da varie patologie, tra cui: ictus, paralisi cerebrale, epilessia o diabete.  

Quali sono i rimedi contro l’emiplegia?

Gli interventi che fanno seguito a un’emiplegia hanno il fine di restituire una qualità di vita il più ottimale possibile a chi ne risulta colpito. Gli interventi possono essere di fisioterapia, logopedia, stimolazione elettrica neuromuscolare, terapia occupazionale. Sotto stretta certificazione medica si può procedere anche con iniezioni di tossina botulinica.  

Emiplegia, quando rivolgersi al proprio medico?

Quando l’emiplegia si accompagna a uno o più sintomi tra quelli sopra elencati è necessario rivolgersi al più vicino pronto soccorso per ricevere le cure d’urgenza del caso.

Midriasi

Che cos’è la midriasi?

La midriasi consiste nell’avere una pupilla il cui diametro supera i 5 millimetri di grandezza. Può essere unilaterale, quando riguarda un solo occhio, o bilaterale, quando li coinvolge entrambi. Può inoltre essere reagente, quando la pupilla reagisce alle situazioni luminose, o fissa, quando invece non reagisce agli stimoli della luce denunciando una situazione che potrebbe essere caratterizzata da un problema ormai irreversibile.  

Quali sono le cause della midriasi?

La midriasi può dipendere dalla scarsa luminosità dell’ambiente in cui ci si trova ma può essere provocata anche da altri fattori come traumi, asfissia, emozioni intense, assunzione di alcuni farmaci, abuso di alcol o uso di droghe. All’origine di questo disturbo ci possono essere anche varie patologie, come, ad esempio, glaucoma, botulismo, ictus e sindrome della pupilla tonica.  

Quali sono i rimedi contro la midriasi?

La tipologia di cura della midriasi dipende dall’individuazione della sua causa. In genere il trattamento è basato sull’utilizzo di farmaci.  

Midriasi, quando rivolgersi al proprio medico?

Se la midriasi si manifesta attraverso abbagliamenti o vista sfuocata deve essere portata a conoscenza del proprio medico curante. Se è conseguenza di un trauma cranico il consiglio è quello di rivolgersi al pronto soccorso. Se si sospetta la presenza di un ictus bisogna chiamare al più presto un’autoambulanza.  

Area medica di riferimento per la midriasi

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la midriasi è il Centro Oculistico.

Occhi disallineati

Che cos’è sono gli occhi disallineati?

Gli occhi sono definiti disallineati quando non c’è convergenza tra i loro assi visivi. La forma più diffusa di questo disturbo è lo strabismo. che può essere causato da deficit di tipo visivo o da un inesistente coordinamento tra i muscoli oculari. Rientrano nel concetto di disallineamento anche l’occhio pigro, o ambliopia, o altri problemi che possono fare seguito a danni subiti dalla retina.  

Quali sono le cause degli occhi disallineati?

Gli occhi disallineati possono dipendere da varie patologie, tra cui: cataratta, astigmatismo, ipermetropia, miopia, retinoblastoma, diabete, ictus, meningite, sclerosi multipla e sindrome di Down.  

Quali sono i rimedi contro gli occhi disallineati?

Per curare gli occhi disallineati è necessario individuare la patologia che ne è causa e intervenire su questa. Il trattamento varia a seconda che il disallineamento sia dovuto a cause transitorie, persistenti o acute. In caso di strabismo si può intervenire con l’utilizzo di occhiali, con esercizi che contribuiscano ad agevolare il coordinamento tra gli occhi, con un intervento chirurgico che però viene preso in considerazione molto raramente a causa della sua difficoltà di esecuzione e delle complicanze che ne possono derivare. In caso di occhio pigro, oltre a occhiali e colliri, si può rafforzare la muscolatura dell’occhio pigro sovrapponendo una benda all’occhio dominante. Anche in questa circostanza l’esecuzione di un intervento chirurgico viene preso in considerazione solo in casi rari e ben selezionati.  

Occhi disallineati, quando rivolgersi al proprio medico?

Nel caso in cui le cause del disallineamento siano improvvise è necessario recarsi in un pronto soccorso per verificare che non si sia in presenza di un ictus. Se invece le cause sono di lunga durata è necessario sottoporsi a visite oculistiche periodiche.  

Area medica di riferimento per gli occhi disallineati

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per gli occhi disallineati è il Centro Oculistico.

Parestesia

Che cos’è la parestesia?

La parestesia è la percezione alterata degli stimoli sensitivi, cioè quelli che riguardano il tatto e la percezione del dolore, del calore, del freddo e delle vibrazioni. La percezione può variare sia per quando riguarda l’insorgenza sia in relazione alla durata e alla dislocazione degli stimoli.  

Quali altri sintomi possono essere associati alla parestesia?

Alla parestesia possono accompagnarsi vari stimoli come prurito, pizzicore, solletico o formicolio che si manifestano senza che ve ne sia un apparente motivo.  

Quali sono le cause della parestesia?

La parestesia può avere cause che sorgono a livello del sistema nervoso, sia centrale sia periferico, o può essere conseguenza di traumi o ustioni. Può inoltre essere inoltre la manifestazione di varie patologie, tra cui: aterosclerosi, ansia, artrosi cervicale, cefalea, emicrania, attacchi di panico, ernia del disco, ictus, piede diabetico, sclerosi multipla, sindrome del tunnel carpale, vene varicose e poliomielite.  

Quali sono i rimedi contro la parestesia?

La cura della parestesia dipende dalla sua causa: occorre individuarla e intervenire su questa.  

Parestesia, quando rivolgersi al proprio medico?

Una condizione caratterizzata da parestesia deve sempre essere portata a conoscenza del proprio medico.  

Area medica di riferimento per la parestesia

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la parestesia è l’Ambulatorio di Neurologia.

Perdita d’equilibrio

Che cos’è la perdita d’equilibrio?

La perdita d’equilibrio si verifica quando si ha una sensazione di essere in movimento anche quando si rimane fermi. È una sensazione che influisce sulla stabilità del corpo e che solitamente genera – come propria conseguenza – una caduta a terra.

Con quali altri sintomi si può associare la perdita d’equilibrio?

La perdita d‘equilibro può essere associata a: diarrea, affaticamento, giramento di testa, nausea, vomito, depressione, appannamento della vista e variazioni della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna.

Quali sono le cause della perdita di equilibrio?

Tra le sue cause si possono elencare: influenza, trauma cranico, pressione sanguigna troppo bassa o troppo alta, vertigini, infezioni o infiammazioni all’orecchio, mal di mare, cambiamento della pressione atmosferica. La perdita d’equilibrio può essere anche determinata dall’assunzione di alcuni medicinali o può essere conseguenza di uno sforzo fisico particolarmente intenso. Può essere inoltre causata da alcune patologie, tra cui possiamo ricomprendere: otite, ictus, artrite, labirintite, intossicazione da monossido di carbonio.

Quali sono i rimedi contro la perdita d’equilibrio?

Qualora la perdita d’equilibrio non sia un fatto occasionale e momentaneo occorrerà identificarne la causa al fine di poterla curare in modo adeguato. Talvolta si può trattare solamente di interrompere o ridurre una cura farmacologica in atto; altre volte il medico potrà indicare – a seconda della diagnosi – un cambiamento nell’alimentazione del paziente, un ciclo di sedute fisioterapiche o anche una semplice esecuzione di esercizi da svolgere in casa. In altri casi la perdita d’equilibrio richiederà l’assunzione di medicinali – per esempio antibiotici se il disturbo è conseguenza di un’infezione – e in altri ancora, i più gravi (come ad esempio nel caso in cui il paziente soffra di sindrome di Ménière), potrà essere necessario un intervento chirurgico.

Perdita d’equilibrio, quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di perdita di equilibrio è opportuno ricorrere sempre alle cure del proprio medico allo scopo di verificare che non si sia in presenza di una causa patologica. Qualora si sospetti che la perdita d’equilibrio possa essere associata a ictus o infarto, sarà indispensabile chiamare immediatamente un’ambulanza.

Area medica di riferimento per la perdita d’equilibrio

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la perdita d’equilibrio è l’Unità operativa di Otorinolaringoiatria.

Perdita della memoria

Che cos’è la perdita della memoria?

La perdita della memoria è la difficoltà a ricordare eventi del passato più o meno recente. Può essere una situazione provvisoria ma anche cronica; in questo secondo caso essa si associa soprattutto all’invecchiamento.

Quali sono le cause della perdita della memoria?

Le cause della perdita della memoria possono essere molteplici; si può perdere la memoria a seguito di una forte situazione di stress psicofisico, per assunzione di sostanze stupefacenti o alcoliche, per un trauma cranico, per carenze vitaminiche o successivamente a una terapia antitumorale. Può essere causata anche da patologie, tra cui si possono elencare: intossicazione da monossido di carbonio, malattia di Alzheimer, malattia di Parkinson, sclerosi multipla, demenza, depressione, emicrania, epilessia, ictus, sifilide, tumore al cervello.

Quali sono i rimedi contro la perdita della memoria?

Per curare la perdita della memoria sarà necessario stabilirne la causa e intervenire direttamente su di questa.

Perdita della memoria, quando rivolgersi al proprio medico?

Qualora la perdita della memoria incida sulla vita quotidiana sarà opportuno rivolgersi al proprio medico per verificare se alla base di questo disturbo non vi siano delle patologie più o meno gravi.

Area medica di riferimento per la perdita della memoria

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica cui rivolgersi per la perdita della memoria è l’Ambulatorio di Neurologia.

Perdita di coordinazione dei movimenti

La perdita di coordinazione dei movimenti è una condizione che si manifesta con difetti della coordinazione muscolare che, a loro volta, causano delle conseguenti irregolarità dei movimenti e delle incapacità di conservare l’equilibrio in posizione statica. Nei soggetti affetti da tale problema è assente qualsiasi lesione paralitica e viene mantenuta la forza muscolare.  

Quali malattie si possono associare alla perdita di coordinazione dei movimenti?

Tra le patologie che si possono associare alla perdita di coordinazione dei movimenti ci sono: intossicazione da monossido di carbonio, malattia di Wilson, rabbia, sifilide, toxoplasmosi, tripanosomiasi africana, attacco ischemico transitorio, disturbi neurologici, encefalite, emorragia cerebrale, ictus. Si ricorda che l’elenco non è esaustivo ed è sempre opportuno consultarsi col proprio medico.  

Quali sono i rimedi perdita di coordinazione dei movimenti?

Atteso che le patologie che risultano associabili alla perdita di coordinazione dei movimenti sono molte e differenti tra loro, in caso di insorgenza di questo disturbo è opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia, che saprà consigliare sul da farsi. Solo l’individuazione della patologia che ne è all’origine consentirà la messa a punto di un trattamento appropriato.  

Perdita di coordinazione dei movimenti, quando rivolgersi al proprio medico?

È sempre raccomandabile non sottovalutare una perdita di coordinazione dei movimenti e rivolgersi al proprio medico per un consulto.

Salivazione intensa (scialorrea)

Che cos’è la salivazione intensa?

La salivazione intensa si manifesta quando le ghiandole salivari producono saliva in grande quantità; tale condizione clinica viene definita scialorrea. L’effetto dell’eccessiva salivazione può essere anche causato da deficit dei muscoli facciali che non permettono il normale controllo della saliva nella bocca o da una diminuita capacità di deglutizione.  

Quali sono le cause della salivazione intensa?

La salivazione intensa può dipendere da alcune patologie, tra le quali si possono ricomprendere: reflusso gastroesofageo, sclerosi laterale amiotrofica (SLA), sclerosi multipla, sinusite, stomatite, tonsillite, tubercolosi, tumori della bocca, allergie, demenza, ernia iatale, ictus, malattia di Parkinson, miastenia grave, pancreatite, paralisi cerebrale.  

Quali sono i rimedi contro la salivazione intensa?

Per curare adeguatamente la salivazione intensa è necessario individuare la causa che ne sta alla base e procedere con le adeguate terapie farmacologiche.  

Salivazione intensa, quando rivolgersi al proprio medico?

La salivazione intensa dovrà essere verificata da un medico specialista qualora si presenti in modo eccessivo e persistente.

Spasmi muscolari

Che cosa sono gli spasmi muscolari?

Gli spasmi muscolari sono contrazioni involontarie che possono riguardare uno o più muscoli e che sono provocate da problemi che riguardano i meccanismi che generano la contrazione muscolare.

Quali altri sintomi possono essere associati agli spasmi muscolari?

Spesso agli spasmi sono associati dei crampi muscolari che possono provocare un dolore intenso e anche essere – per un certo periodo di tempo – debilitanti.

Quali sono le cause degli spasmi muscolari?

Alla base di episodi di spasmi muscolari possono esserci dei traumi, una prolungata e intensa attività fisica, una carenza di minerali o una disidratazione. Gli spasmi possono essere anche conseguenti ad avvelenamento del sistema nervoso (come, ad esempio, nel caso di inalazione di insetticidi o stricnina). Possono essere causati anche da varie patologie, tra le quali si possono inludere: malattie neurodegenerative, miotonia congenita, problemi alla colonna vertebrale, ragadi anali, reflusso gastroesofageo, sclerosi multipla, angina pectoris, distrofia miotonica, diverticoli esofagei, ictus, infiammazione del nervo trigemino.

Quali sono i rimedi contro gli spasmi muscolari?

Nella maggior parte dei casi gli spasmi muscolari possono essere risolti mediante lo svolgimento di un po’ di stretching o sottoponendosi a massaggi. Qualora gli spasmi siano causati da disidratazione, sarà necessario compensare le perdite mediante l’assunzione di acqua e sali minerali, nei casi più gravi anche per via endovenosa. In caso di spasmi prolungati o cagionati da problemi di natura metabolica o neurologica, potranno essere impiegati degli specifici medicinali che siano stati prescritti dal medico curante.

Spasmi muscolari, quando rivolgersi al proprio medico?

Qualora gli spasmi muscolari siano particolarmente intensi, si presentino frequentemente e durino a lungo sarà opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia.

Sudorazioni notturne

Che cosa sono le sudorazioni notturne?

Le sudorazioni notturne sono episodi di sudorazione – che avvengono durante la notte – talmente intensi da arrivare a bagnare sia indumenti sia biancheria da letto. Alla loro base possono esserci l’assunzione di alcuni medicinali (ad esempio terapie ormonali, antidepressivi o ipoglicemizzanti), infezioni, problemi alla tiroide, cambiamenti associati alla menopausa, l’ansia o problemi organici come neuropatie del sistema autonomo o diverse forme tumorali.  

Quali malattie si possono associare a sudorazioni notturne?

Tra le patologie che possono essere associate a sudorazioni notturne ci sono:  mielofibrosi, mononucleosi, osteomielite, sindrome da carcinoide, siringomileia, tubercolosi, AIDS, apnee notturne, ascesso piogenico, brucellosi, colite ulcerosa, disturbi del sonno, endocardite, feocromocitoma, ictus, ipertiroidismo, leucemia, linfoma di Hodgkin, linfoma non-Hodgkin. Si rammenta come questo non sia un elenco esaustivo e che in caso di sintomi persistenti è sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia.  

Quali sono i rimedi contro le sudorazioni notturne?

Il rimedio migliore contro le sudorazioni notturne dipende dalla loro causa. Qualora alla loro base vi sia, ad esempio, la menopausa, potrebbe essere utile una terapia ormonale sostitutiva. Altre volte potrebbe essere richiesto modificare l’assunzione di alcuni medicinali. Non bisogna però farlo di propria spontanea iniziativa, senza previo consulto col proprio medico. Non mancano nemmeno casi in cui il problema è del tutto occasionale e pertanto non è associato a un concreto problema di salute. In queste situazioni non si parla di vere e proprie sudorazioni notturne ed è solitamente sufficiente modificare le condizioni in cui si dorme al fine di evitare che un caldo eccessivo ne provochi un aumento.  

Con sudorazioni notturne quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di sudorazioni notturne è opportuno rivolgersi al medico qualora il problema si presenti regolarmente, se interferisce con il riposo e se è associato a febbre o altri sintomi, come un’ingiustificata perdita di peso.

Svenimento

Che cos’è lo svenimento?

Lo svenimento è una situazione di perdita di coscienza che consegue a una diminuita intensità del flusso del sangue diretto al cervello. Lo svenimento ha di solito una durata di circa due minuti, dopo i quali c’è il recupero della coscienza.  

Come si manifesta lo svenimento?

Lo svenimento si manifesta con una perdita improvvisa del tono muscolare, che causa una repentina caduta al suolo, associata a una perdita del colorito del volto. Lo svenimento può essere preceduto da “segnali” come una diffusa debolezza, nausea e problemi all’udito e alla vista.  

Quali sono le cause dello svenimento?

Di solito lo svenimento è conseguenza di una particolare situazione di stress cui è sottoposto l’organismo. Questo stress può derivare da forte emozione, dolore intenso, paura, consumo di sostanze alcoliche o droghe, assunzione di alcuni medicinali, convulsioni, ipoglicemia o improvvisi cali di pressione. Spesso lo svenimento può essere semplicemente provocato dall’alzarsi in piedi troppo velocemente. Può però anche derivare dalla presenza di alcune patologie come: diabete, embolia polmonare, ictus, infarto miocardico, artrosi cervicale, cefalea, ipertrofia ventricolare.  

Quali sono i rimedi contro lo svenimento?

Nel caso in cui si deva soccorrere una persona svenuta bisognerà anzitutto verificare che le vie respiratorie siano libere, allentando eventuali camicie chiuse o cravatte strette attorno al collo. Bisognerà successivamente fare in modo che i piedi dello svenuto siano a un livello più alto di quello del cuore. Se il soggetto svenuto ha vomitato, infine, bisogna girarlo su un lato, per evitare il soffocamento. Qualora la persona colpita da svenimento si sia ripresa, dovrà restare sdraiata per ameno 10-15 minuti, possibilmente in un ambiente fresco e non rumoroso.  

Svenimento, quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di svenimento è sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico, soprattutto se gli svenimenti siano più di uno e se siano accompagnati da altri sintomi. Ci sono situazioni, però, in cui è meglio recarsi direttamente al più vicino presidio di Pronto Soccorso per sottoporsi ai dovuti accertamenti. Questi i casi più frequenti:
  • quando lo svenimento è associato a diabete,
  • quando è accompagnato da sintomi particolari come battito cardiaco irregolare, convulsioni, dolore persistente al petto, difficoltà di movimento e di parlare, perdita di controllo di vescica urinaria e intestino.
  • in caso di svenimento che fa seguito a una caduta,
  • quando la persona colpita è una donna incinta o un soggetto ultracinquantenne.

Svenimento

Che cos’è lo svenimento?

Lo svenimento è una breve perdita di coscienza, dovuta a una riduzione del flusso di sangue al cervello e associata alla perdita sia del tono muscolare sia del colorito in volto. Prima di svenire è inoltre possibile avvertire nausea, debolezza e problemi di vista e udito. Dopo lo svenimento, prima di riprendersi sono di solito sufficienti un paio di minuti.  

Quali possono essere le cause dello svenimento?

Lo svenimento può essere associato a assunzione di alcuni farmaci, droghe o alcol, stress emotivo, paura, dolore molto intenso, iperventilazione, ipoglicemia o improvvisi cali di pressione, convulsioni o al fatto di essersi alzati improvvisamente in posizione eretta. Solo più raramente (di solito dopo i 65 anni) è associato a problemi di salute più gravi come ictus o malattie cardiache.  

Quali malattie si possono associare a svenimento?

Tra le patologie che possono essere associate allo svenimento ci sono le seguenti: infarto miocardico, intossicazione da monossido di carbonio, ipertrofia ventricolare, anafilassi, artrosi cervicale, cefalea, diabete, embolia, embolia polmonare, ictus. Si rammenta come questo non sia un elenco esaustivo e che in caso di sintomi persistenti è sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia.  

Quali sono i rimedi contro lo svenimento?

Coloro che sanno di essere predisposti allo svenimento devono prendere piccoli accorgimenti per prevenirli, come alzarsi lentamente da posizione sdraiata o seduta. Nel caso in cui si debba soccorrere un soggetto svenuto è invece opportuno controllare che abbia le vie respiratorie libere ed eventualmente contattare un’ambulanza, allentare gli indumenti intorno al collo, alzarle i piedi al di sopra del livello del cuore e, nel caso in cui abbia vomitato, girarla su di un lato al fine di evitare il soffocamento. Dopo un simile episodio è opportuno rimanere sdraiati almeno per 10-15 minuti, preferibilmente in un ambiente tranquillo e fresco. Qualora non sia possibile sdraiarsi, è almeno consigliabile sedersi tenendo la testa fra le ginocchia.  

In caso di svenimento quando rivolgersi al proprio medico?

Anche se non si tratta di una situazione di emergenza, quando si sviene è sempre opportuno rivolgersi al medico, soprattutto se è la prima volta che succede, se si sviene spesso o se lo svenimento è associato ad altri sintomi. È invece opportuno recarsi al Pronto Soccorso se chi è svenuto è vittima di una caduta, se non si riprende in un paio di minuti, se è una donna incinta o se ha più di 50 anni, se soffre di diabete, se ha convulsioni o danni alla lingua, se perde il controllo della vescica o dell’intestino, se descrive un dolore, una pressione o un fastidio al petto, se ha un battito cardiaco irregolare o pesante, se ha difficoltà a parlare, vedere o muovere le braccia.  

Importante avvertenza

Le informazioni di questa scheda forniscono semplici suggerimenti utili a tenere sotto controllo la situazione in caso di attesa dei soccorsi e non sono in nessun caso da considerarsi interventi che possano sostituire l’intervento degli operatori di primo soccorso.