Acetosella

L’acetosella è una pianta perenne erbacea appartenente alla famiglia delle Oxalidaceae che cresce nelle aree con clima temperato e temperato-freddo di Europa, America del Nord e Asia.  

Quali sono le proprietà nutrizionali dell’acetosella?

100 grammi di acetosella offrono un apporto di circa 30 calorie. Nella stessa quantità sono presenti: L’acetosella è anche una buona fonte di antocianidine e di altri flavonoidi.  

Quando non bisogna mangiare acetosella?

Non sono note interazioni tra il consumo di acetosella e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici dell’acetosella?

Le foglie dell’acetosella, masticabili anche da crude, sono diuretiche, astringenti, depurative, rinfrescanti, febbrifughe e decongestionanti. Possono inoltre essere utilizzate per disinfettare piccole ferite del cavo orale. Oltre a essere depurativo, il loro infuso è anche dissetante. La buona presenza di vitamine e di minerali rendono questa erba utile per il buon funzionamento del metabolismo.  

Quali sono le controindicazioni dell’acetosella?

Nell’acetosella è presente in gran quantità l’acido ossalico per cui bisogna evitarne un consumo incontrollato per evitare la formazione di calcoli renali. Per lo stesso motivo è un alimento sconsigliato a chi soffre di problemi renali o alle vie biliari. Controindicato anche per chi soffre di gotta, disturbi epatici o della coagulazione, ulcere o altri problemi di natura gastrointestinale. Assunta in dosi eccessive può inoltre favorire la presenza di diarrea, nausea, reazioni cutanee, gonfiori di bocca, lingua e gola, irritazioni gastrointestinali, danni agli occhi e danni ai reni.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Dolore alla mano e al polso

Che cosa si intende con dolore alla mano e al polso?

Il dolore alla mano e al polso è un problema che si manifesta con una sensazione dolorosa, più o meno intensa, a carico dell’articolazione del polso e che ne ostacola la funzionalità. Le cause più frequenti di questo dolore includono fratture recenti o precedenti, artrite, gotta e sindrome del tunnel carpale. Al dolore si associa spesso gonfiore e arrossamento della parte.  

Quali malattie si possono associare al dolore alla mano e al polso?

Tra le patologie che possono essere collegate al dolore alla mano e al polso ci sono le seguenti: lupus eritematoso sistemico, psoriasi, sindrome del tunnel carpale, tendinite, tenosinovite, traumi e fratture, artrite, artrite reumatoide, artrosi, gotta, iperparatiroidismo. Si ricorda che questo elenco non è da ritenersi esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia qualora i sintomi persistano.  

Quali sono i rimedi contro il dolore alla mano e al polso?

Allo scopo di alleviare il dolore alla mano e al polso, si consiglia l’utilizzo di impacchi freddi, mentre se il fastidio è più intenso potrebbe essere utile l’uso non prolungato di antinfiammatori. Qualora il dolore persista sarà necessario rivolgersi al medico per la diagnosi del disturbo.  

Con dolore alla mano e al polso quando rivolgersi al proprio medico?

In caso in cui il dolore alla mano e al polso sia successivo a un trauma, è necessario ricorrere alle cure mediche presso un Pronto Soccorso per stabilire se ci sia una frattura. In tutti gli altri casi il medico curante potrà indicare la terapia e lo specialista a cui ricorrere.

Dolore alle gambe

Che cosa si intende con dolore alle gambe?

Il dolore alle gambe è un disagio che viene avvertito in una o più parti di una o di tutte e due le gambe; il dolore può essere più o meno intenso e può essere avvertito sotto forma di fitta, di bruciore o di crampo muscolare.  

Quali sono le cause del dolore alle gambe?

Il dolore alle gambe può avere diverse origini. La prima di queste è l’affaticamento, cui seguono i traumi e la disidratazione; quest’ultima può essere provocata dall’assunzione di medicinali come statine e diuretici. Può essere provocato anche da varie patologie, tra le quali: piede diabetico, tetano, tromboflebite, trombosi venosa profonda, vene varicose, artrite, aterosclerosi, ernia del disco, gotta, insufficienza renale, insufficienza venosa.  

Quali sono i rimedi contro il dolore alle gambe?

Per curare il dolore alle gambe bisognerà individuare e curare la causa che ne è alla base. In caso di dolore generato da eccessiva attività fisica, la prima cura sarà il riposo delle articolazioni, cui dovranno essere affiancati impacchi con acqua fredda sulle parti dolorose delle gambe. Qualora sia dovuto ad affaticamento o crampi dovuti a insufficienza venosa, occorrerà al contrario tenere in movimento le gambe allo scopo di favorire la circolazione del sangue. Oltre al movimento, sono inoltre da prevedere i seguenti accorgimenti: tenere le gambe sollevate quando sono a riposo, evitare calore eccessivo, bere molti liquidi, mangiare frutta e verdura e assumere integratori a base di potassio, dietro indicazione medica.  

Dolore alle gambe, quando rivolgersi al proprio medico?

È raccomandabile ricorrere alle cure mediche quando il dolore alle gambe:
  • non accenna a diminuire dopo tre-quattro giorni
  • si intensifica a ogni movimento
  • giunge improvvisamente
  • è particolarmente acuto
  • è accompagnato da febbre
  • è accompagnato da rossore e gonfiore della parte dolorante.
In presenza di gonfiore a entrambe la gambe bisognerà rivolgersi a uno specialista flebologo, angiologo o chirurgo vascolare. Se il dolore fa seguito a un trauma o a una contusione sarà invece consigliabile ricorrere alle cure del Pronto Soccorso.

Dolore articolare

Che cos’è il dolore articolare?

Il dolore articolare è una manifestazione dolorosa che colpisce una o più articolazioni del corpo: spalla, gomito, polso, anca, ginocchio e caviglia.  

Quali sono le cause del dolore articolare?

Il dolore articolare in genere trae origine da patologie che si presentano in età avanzata, ma può essere generato anche da altre patologie, come artrite, artrite reumatoide, borsite, artrosi, gotta, ipotiroidismo, epatite, morbo di Crohn, osteoporosi, tendinite, tenosinovite, psoriasi, sindrome premestruale. Può anche essere conseguenza di traumi o fratture ossee.  

Come si manifesta il dolore articolare?

Il dolore articolare si presenta con un dolore alle ossa e alle articolazioni profondo e continuo, spesso accompagnato da infiammazione e gonfiore.  

Quali sono i rimedi contro il dolore articolare?

Per contrastare e ridurre il dolore articolare è necessario intervenire sulla causa che ne sta alla base. Se la causa è un’artrite o l’artrosi, sotto stretto constrollo medico, sarà possibile intervenire con farmaci antidolorifici e antinfiammatori. A seconda della gravità, negli altri casi sarà possibile intervenire con massaggi, bagni caldi, applicazioni con ultrasuoni o sedute di fisioterapia sempre da associare al riposo.  

Dolore articolare, quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di dolore articolare è necessario rivolgersi al proprio medico curante nei casi in cui:
  • il dolore persista per tre o più giorni e sia associato a febbre, gonfiore o arrossamento della parte interessata
  • dolore intenso che renda difficoltoso il movimento
  • dolore che sia conseguenza di un trauma o di una contusione, situazione che può dover richiedere, a seconda della sua gravità, un passaggio al più vicino pronto soccorso.
 

Area medica di riferimento per il dolore articolare

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il dolore articolare è l’Unità Operativa di Ortopedia, Chirurgia articolare e Traumatologia dello sport.

Eritromelalgia

Che cos’è l’eritromelalgia?

L’eritromelalgia può essere considerata una patologia oppure il sintomo secondario di un’altra malattia, generalmente collegata a diabete, gotta, difetti della coagulazione e sclerosi multipla. Il sintomo corrisponde a un’anomala vasodilatazione dei vasi sanguigni periferici e si manifesta con bruciore intenso (descritto anche come dolore urente), associato ad arrossamento e calore tipicamente localizzato su orecchie, mani, piedi, volto e ginocchia.  

Quali malattie si possono associare all’eritromelalgia?

Tra le principali patologie che si possono associare all’eritromelalgia ci sono le seguenti: policitemia vera, sclerosi multipla, trombosi venosa profonda, trombocitemia, vene varicose, artrite reumatoide, diabete, gotta, ipertensione, lupus eritematoso sistemico. Si ricorda che questo non è un elenco esaustivo e che è sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia qualora i sintomi persistano.  

Quali sono i rimedi contro l’eritromelalgia?

Al fine di alleviare il dolore, in presenza di eritromelalgia si consiglia di raffreddare la parte con il ghiaccio, immergendola in acqua fredda oppure tramite l’ausilio di un ventilatore.  

Eritromelalgia, quando rivolgersi al proprio medico?

La manifestazione improvvisa del sintomo dell’eritromelalgia – soprattutto se associata a calore e/o a macchie sulla pelle – deve essere subito comunicata al proprio medico curante.

Gambe dolenti

Che cosa si indica con “gambe dolenti”?

Si parla di gambe dolenti quando si presenta una condizione di dolore o disagio che viene avvertito in una gamba o in entrambe le gambe. Si può trattare di un dolore sordo e diffuso oppure di un fastidio più intenso e localizzato, che può essere percepito come bruciore, crampo muscolare o fitta.  

Quali sono le cause delle gambe dolenti?

Le gambe dolenti possono derivare da varie cause. In genere si associano ad affaticamento muscolare o a disidratazione, che può essere legata all’assunzione di farmaci come statine o diuretici. Altre cause del dolore alle gambe possono essere traumi, stiramenti, tendiniti o altre condizioni patologiche.  

Quali patologie possono essere associate alle gambe dolenti?

Tra le numerose patologie che possono essere associate alle gambe dolenti, ci sono: artrite, aterosclerosi, ernia del disco, gotta, insufficienza renale, insufficienza venosa, piede diabetico, policitemia vera, tromboflebite, trombosi venosa profonda, vene varicose, tumori ossei. Non si tratta di un elenco esaustivo e in permanenza dei sintomi si consiglia di rivolgersi al proprio medico curante.  

Quali sono i rimedi contro le gambe dolenti?

La cura per le gambe dolenti varia a seconda della causa che ne è alla base. Quando deriva da un eccesso di attività fisica bisogna agevolare il riposo delle articolazioni e intervenire con impacchi freddi. Nel caso in cui la causa sia un’insufficienza venosa bisogna al contrario tenere le gambe in movimento così da favorire la circolazione del sangue, tenerle sollevate quando sono a riposo, bere molti liquidi, consumare molta frutta e verdura e integratori di potassio oltre a evitare calore eccessivo.  

Gambe dolenti, quando rivolgersi al proprio medico?

Se l’indolenzimento alle gambe deriva da un trauma o da una contusione è necessario rivolgersi a un pronto soccorso per ricevere le cure del caso. Se insieme al dolore si registra anche gonfiore alle gambe, dolore ai piedi o vene varicose è consigliabile chiedere un consulto con uno specialista, cioè un angiologo, un flebologo o un chirurgo vascolare. Se il dolore sorge improvvisamente e non scompare dopo due-tre giorni, se è associato a febbre, gonfiore o rossore della parte interessata, se è acuto o se peggiora e rende difficili i movimenti, è il caso di rivolgersi al proprio medico senza esitazione.

Gonfiore articolare

Che cos’è il gonfiore articolare?

Il gonfiore articolare è il classico sintomo di un accumulo di liquidi nei tessuti molli che circondano le articolazioni. Può essere associato a rigidità, dolore e in alcuni casi anche a febbre.  

Quali malattie si possono associare al gonfiore articolare?

Tra le patologie che possono essere associate a gonfiore articolare ci sono: infezioni delle articolazioni, lupus eritematoso sistemico, pseudogotta, psoriasi, spondilite anchilosante, tendinite, tenosinovite, acromegalia, amiloidosi, artrite psoriasica, artrite reattiva, artrite reumatoide, artrite settica, artrosi, borsite, gotta.  

Quali sono i rimedi contro il gonfiore articolare?

Il rimedio migliore dipende dalla causa del gonfiore articolare. In presenza di traumi, gli impacchi con il ghiaccio possono ridurre sia il dolore sia il gonfiore. Anche tenere l’articolazione sollevata rispetto al livello del cuore può essere d’aiuto. Nel caso in cui entrino in gioco specifiche patologie è però necessario seguire delle terapie mirate che possono variare da caso a caso.  

Con gonfiore articolare quando rivolgersi al proprio medico?

Con gonfiore articolare è consigliabile rivolgersi al medico in caso di febbre, se si tratta della conseguenza di un trauma o se non si riesce a capirne le cause.

Lenticchie

Le lenticchie sono i semi della pianta Ervum lens, della famiglia delle Leguminose Papillionacee. In passato venivano definite “carne dei poveri” grazie al loro forte contenuto di ferro e proteine. In Italia sono presenti numerose varietà, la più famose sono quelle di Onano (Viterbo), Norcia (Perugia), Santo Stefano di Sessiano (L’Aquila) e Villaba (Caltanissetta).  

Quali sono le proprietà nutrizionali delle lenticchie?

100 grammi di lenticchie secche cotte offrono un apporto di circa 92 calorie, ripartite in questo modo: 66% carboidrati, 30% proteine e 4% lipidi. Nella stessa quantità di lenticchie secche bollite in acqua senza che sia stato aggiunto sale sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare lenticchie?

Nelle lenticchie sono contenute le purine, sostanze per cui devono essere evitate da chi soffre di uremia e di gotta.  

Quali sono i possibili benefici delle lenticchie?

Le lenticchie sono ideali per facilitare il transito intestinale o offrire un buon senso di sazietà perché sono ricche di fibre. Combattono inoltre l’anemia, la denutrizione e l’affaticamento grazie alla presenza di molti minerali. Per quanto riguarda le vitamine, la vitamina B1 favorisce memoria e concentrazione, la vitamina B3 aiuta la gestione dell’energia dell’organismo e contribuisce a tenere bassi i valori di trigliceridi nel sangue. Le lenticchie contengono inoltre isoflavoni, dalle proprietà antiossidanti e ottime per combattere i radicali liberi.  

Quali sono le controindicazioni delle lenticchie?

Non bisogna esagerare con il consumo di lenticchie quando si soffre di colite i di altri problemi intestinali. Questo alimento deve essere consumato solo da cotto, quando sono crude contengono sostanze che non sono digeribili.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Sardina o sarda

La sardina, o sarda, è un pesce molto diffuso nel Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico orientale. Il suo nome scientifico è Sardina pilchardus e la sua lunghezza è di circa 20-25 cm. Le più apprezzate, dal punto di vista alimentari, sono le sardine pescate durante i mesi primaverili.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della sardina o sarda?

100 grammi di sardina fresca offrono un apporto di circa 129 calorie, ripartite in questo modo: 64% proteine, 31% lipidi e 5% carboidrati. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare sardine o sarde?

Non bisogna consumare sardine o sarde quando si seguono terapie a base di isoniazide, farmaco che viene utilizzato in particolare per curare la tubercolosi.  

Quali sono i possibili benefici della sardina o sarda?

Così come il salmone, lo sgombro, la sardina è un pesce che viene definito “grasso” perché le sue carni sono molto ricche, appunto, di grassi. Tra questi, gli acidi grassi omega 3 contribuiscono a mantenere bassi i livelli di colesterolo e di trigliceridi nel sangue e dunque a mantenere in salute il cuore e i vasi sanguigni. È un pesce ricco di vitamine e di minerali e per questo è provvisto di spiccate proprietà antiossidanti.  

Quali sono le controindicazioni della sardina o sarda?

Le sardine non devono essere consumate in presenza di allergia o quando si soffra di gotta o comunque si abbia una familiarità a questa patologia. La sardine sotto sale devono essere consumate con moderazione da chi è affetto da ipertensione.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Tofi

Che cosa sono i tofi?

I tofi sono masse nodulari – contenenti cristalli di urato monosodico – che si depositano nei tessuti molli di oltre il 50% dei pazienti con gotta non adeguatamente trattata. Compaiono di solito sulle dita o sulle orecchie e si sviluppano mediamente 12 anni dopo il primo attacco di gotta. Solo raramente compaiono prima di un episodio acuto di gotta. Le donne – soprattutto se in cura con diuretici – sono soggetti maggiormente a rischio. Si tratta di solito di lesioni non dolorose, salvo non coinvolgano le articolazioni. In questo caso, qualora non vengano adeguatamente trattate, al dolore si aggiunge il danno alle strutture articolari. Il materiale bianco e pastoso che è presente al loro interno può iniziare a fuoriuscire, portando anche alla formazione di ulcere vere e proprie.  

Quali malattie si possono associare ai tofi?

La patologia tipicamente associata ai tofi è la gotta.  

Quali sono i rimedi contro i tofi?

Per agire sui tofi è prima di tutto necessario ridurre i livelli di acido urico. Per farlo può essere necessario modificare lo stile di vita, ad esempio riducendo l’assunzione di sostanze alcoliche e di cibi ad elevato contenuto di purine e, se necessario, calando di peso. Talvolta può essere necessario modificare l’assunzione di medicinali diuretici. Di solito viene inoltre prescritta l’assunzione di farmaci che contribuiscono a ridurre l’acido urico nell’organismo.  

Con tofi quando rivolgersi al proprio medico?

Nel caso in cui compaiano tofi è opportuno rivolgersi al medico per intervenire il prima possibile al fine di ridurre il rischio di danni a livello delle articolazioni.