Atrofia testicolare

Che cos’è l’atrofia testicolare?

L’atrofia testicolare è una condizione in cui le dimensioni dei testicoli diminuiscono e può essere associata a diverse cause (come – ad esempio – problemi ormonali, assunzione di farmaci o malattie come il varicocele).  

Quali malattie si possono associare all’atrofia testicolare?

Tra le patologie associabili all’atrofia testicolare ci sono: orchite, parotite, sifilide, tumore ai testicoli, varicocele, AIDS, gonorrea, ipogonadismo maschile.  

Quali sono i rimedi contro l’atrofia testicolare?

Per far fronte all’atrofia testicolare è necessario identificare le cause che ne stanno alla base e trattarle in modo opportuno. I rimedi possono essere molto diversi fra loro, variando dal trattamento farmacologico per finire a quello chirurgico.  

Con atrofia testicolare quando rivolgersi al proprio medico?

È sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico nel caso in cui si noti una riduzione improvvisa o significativa della dimensione dei testicoli.

Dolore durante i rapporti sessuali

Che cos’è il dolore durante i rapporti sessuali?

Il dolore durante i rapporti sessuali può essere sintomo di molti problemi diversi, da quelli di natura strutturale a quelli psicologici. Particolarmente frequente nelle donne, può però colpire anche gli uomini e viene chiamato dispareunia quando si tratta di un dolore ricorrente o persistente ai genitali che colpisce appena prima, durante o dopo il rapporto sessuale.  

Quali malattie si possono associare al dolore durante i rapporti sessuali?

Tra le patologie associabili al dolore durante i rapporti sessuali ci sono: tumore dell’ovaio, vaginismo, vaginite, endometriosi, epididimite, gonorrea, ipospadia, malattia infiammatoria pelvica, malattia di La Peyronie, polipi uterini, priapismo, allergie, cancro al collo dell’utero, candida, carcinoma della cervice uterina, cervicite, clamidia, coccigodinia, sindrome di Sjögren, trichomonas.  

Quali sono i rimedi contro il dolore durante i rapporti sessuali?

In caso di dolore durante i rapporti sessuali può essere utile cercare di cambiare posizione per ridurre al minimo il dolore, impiegare lubrificanti o, nel caso in cui alla base del problema ci sia un’allergia, cambiare la marca di prodotti come profilattici o spermicidi. Il rimedio definitivo può però essere trovato solo identificando la causa che ha scatenato il dolore. Talvolta può essere necessario sottoporsi a un intervento chirurgico o assumere dei medicinali (ad esempio per far fronte a un’infezione o a una carenza di ormoni), mentre altre volte è sufficiente l’impiego di prodotti a uso topico. In altri casi – soprattutto qualora non vengano identificate cause fisiche – saranno invece più utili esercizi di rilassamento o per allenare il pavimento pelvico, la terapia o anche il counseling sessuale.  

Dolore durante i rapporti sessuali, quando rivolgersi al proprio medico?

Da un punto di vista generale, quando il dolore durante i rapporti sessuali non è occasionale è sempre bene parlarne con il medico. Solo identificandone la causa e trattandola in modo opportuno è possibile risolvere il problema.

Faringite

Che cos’è la faringite?

La faringite è un dolore, un fastidio o una sensazione di prurito presente a livello della gola che rende spesso la deglutizione dolorosa. Può essere associata a mal di testa, febbre, dolori muscolari, dolori articolari, sfoghi cutanei e linfonodi ingrossati. A determinarla è il gonfiore della faringe.  

Quali malattie si possono associare alla faringite?

Tra le patologie che possono essere associate alla faringite, ci sono: clamidia, disfagia, gonorrea, mononucleosi, odinofagia, otalgia, raffreddore, infezioni da Streptococco A, infezioni da Coxsackie, influenza, mal di gola, massa o tumefazione nel collo. È sempre bene, in presenza del disturbo, chiedere un consulto al proprio medico, soprattutto in caso di persistenza dei sintomi.  

Quali sono i rimedi contro la faringite?

In caso di faringite gli antibiotici sono consigliabili solamente in presenza di un’infezione batterica, poiché per le infezioni virali questi farmaci sono inutili. È possibile cercare di migliorare la propria condizione con bevande fredde o calde, gargarismi con acqua salata, antinfiammatori e caramelle per la gola. Anche l’impiego di un umidificatore può contribuire a sentirsi meglio.  

Con faringite quando rivolgersi al proprio medico?

Qualora la faringite non si risolva nell’arco di qualche giorno, se sia associato a eczema, febbre alta o linfonodi del collo ingrossati è bene contattare il proprio medico. Meglio invece rivolgersi al Pronto Soccorso qualora sia associata a difficoltà respiratorie.

Formazione di pus

Che cosa si intende con “formazione di pus”?

Si ha formazione di pus quando all’interno di una cavità si forma un ascesso o stato di infiammazione; questi conducono alla produzione di pus, che consiste in un liquido viscoso di colore giallognolo-verdastro formato da batteri (vivi e morti), siero, leucociti in via di decomposizione e altri prodotti di scarto derivanti dal processo di difesa dell’organismo nei confronti dell’infezione. La natura del pus muta in base all’agente infettante che ha contribuito a formarlo.  

Quali sono le cause della formazione di pus?

La formazione di pus è solitamente dovuta a infezioni provocate da stafilococchi, streptococchi, meningococchi e gonococchi, tutti germi che vengono chiamati piogeni per la loro capacità di provocare delle infezioni purulente. Può dipendere anche da varie malattie, tra le quali si possono elencare: gonorrea, impetigine, tenosinovite, acne, ascesso perianale, folicolite, ulcera corneale.  

Quali sono i rimedi contro la formazione di pus?

Per poter curare una formazione di pus sarà indispensabile individuare e intervenire sulla causa che ne sta alla base. In ogni caso sono da evitare i rimedi fai-da-te, qualunque sia la causa scatenante la formazione del pus.  

Formazione di pus, quando rivolgersi al proprio medico?

La formazione di pus deve essere portata all’attenzione del proprio medico curante qualora si accompagni a una patologia, già diagnosticata, inseribile tra quelle che sono considerate associabili a questo disturbo (vedi l’elenco sopra riportato).

Mucorrea

Che cos’è la mucorrea?

Si è in presenza di mucorrea quando c’è un’abbondante presenza di muco nelle feci. Il muco proviene dal colon, dove assolve la funzione di lubrificare questa parte di intestino. Il muco nelle feci è sempre presente in piccole quantità, il problema è quando aumenta a dismisura, condizione che indica che si è in presenza di una patologia a livello intestinale.  

Quali altri sintomi possono essere associati alla mucorrea?

La mucorrea può essere associata ad altri sintomi, che variano a seconda della causa che ne è alla base: crampi addominali, dolori addominali, gonfiori addominali, sangue nelle feci, diarrea, nausea, febbre, vomito, incontinenza fecale, orticaria, stato confusionale e tachicardia.  

Quali sono le cause della mucorrea?

Alla base della mucorrea possono esserci varie patologie, tra cui: emorroidi, colite, colite ulcerosa, sindrome dell’intestino irritabile, polipi intestinali, ostruzioni intestinali, gastroenterite, fistole anali, gonorrea, intolleranza al lattosio, ulcere rettali, tumore del colon-retto e tumore dell’ano.  

Quali sono i rimedi contro la mucorrea?

La cura della mucorrea varia a seconda della patologia che ne è alla base.  

Mucorrea, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di mucorrea deve essere comunicata al proprio medico quando è associata a febbre o a mutazioni dell’attività intestinali. In caso di febbre alta e di contestuale presenza di sangue nelle feci, riduzione delle urine (anuria), urine scure, aumento della sete, capogiri e affaticamento si consiglia di rivolgersi al più vicino pronto soccorso per ricevere cure immediate.  

Area medica di riferimento per la mucorrea

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la mucorrea è il Servizio di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Perdite vaginali

Che cosa sono le perdite vaginali?

Le perdite vaginali sono secrezioni sierose o sieromucosi che possono essere di varia abbondanza e che contengono organismi vari e cellule desquamate della mucosa vaginale e della mucosa uterina. Quando c’è presenza di patologie o di altre cause come virus, batteri, funghi e parassiti capaci di alterare l’equilibrio della flora batterica vaginale, queste perdite possono diventare maleodoranti e assumere un colorito differente passando dal biancastro o grigiastro al verdastro o giallastro.  

Quali altri sintomi possono essere associati alle perdite vaginali?

Se dovute a cause patologiche, le perdite vaginali possono essere accompagnate da dolore e prurito, soprattutto durante i rapporti sessuali. In alcuni casi si possono avvertire anche fastidi o dolori durante l’atto della minzione.  

Quali sono le cause delle perdite vaginali?

Le perdite vaginali possono essere causate da varie patologie, tra cui ci sono candida, cervicite, gonorrea, vaginite e cancro al collo dell’utero.  

Quali sono i rimedi contro le perdite vaginali?

Per curare le perdite vaginali è necessario individuarne le cause e intervenire su queste. Se si è in presenza di infezioni provocate da batteri si può procedere con l’assunzione di antibiotici. Se le perdite sono causate da funghi il trattamento sarà a base di antimicotici, se invece la causa sono infezioni vaginali sarà necessario intervenire direttamente sull’infezione utilizzando, ad esempio, creme o detergenti intimi.  

Perdite vaginali, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di perdite vaginali deve sempre essere sottoposta all’attenzione del proprio medico. È sempre meglio evitare di adottare soluzioni fai-da-te.  

Area medica di riferimento per le perdite vaginali

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per le perdite vaginali è il Servizio di Ginecologia.

Postite

Che cos’è la postite?

La postite è l’infiammazione del prepuzio. È spesso associata alla balanite – che è l’infiammazione del glande – e la contemporanea presenza delle due condizioni prende il nome di balanopostite.  

Qual è la causa della postite?

Molto spesso non si riesce a risalire all’esatta causa della postite. Alla base può esserci un’infezione dovuta a una scarsa igiene che porta all’accumulo sotto al prepuzio di secrezioni in cui possono proliferare dei batteri. Altre volte l’infezione è provocata da funghi, oppure il problema è associato a una malattia venerea. Alcune forme di postite non sono però infettive. Anche il diabete, ad esempio, può predisporre alla balanopostite. L’infiammazione del prepuzio può inoltre essere associata a traumi, a una dermatite da contatto o allo sfregamento del pene contro indumenti troppo attillati.  

Quali malattie possono essere associate alla postite?

Tra le patologie che possono essere associate alla postite, ci sono: lichen sclerosus, mollusco contagioso, psoriasi, scabbia, sifilide, tricomoniasi, uretrite, artrite reattiva, candida, dermatite da contatto, dermatite seborroica, gonorrea, infezione da Herpes simplex, lichen planus. Si rammenta che questo non è un elenco esaustivo ed è sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di persistenza dei sintomi.  

Quali sono i rimedi contro la postite?

Il rimedio migliore contro la postite è una corretta igiene del prepuzio. A questa deve essere abbinato, se possibile, uno specifico trattamento indirizzato contro la causa dell’infiammazione. Tra i medicinali che potrebbero essere prescritti sono inclusi antistaminici, acaricidi (in caso di scabbia) antimicotici, antibiotici, e, nel caso in cui non ci sia un’infezione, cortisonici. Talvolta è sufficiente un trattamento topico, mentre in altri casi è necessario assumere medicinali per via orale. Qualora la terapia farmacologica non sia efficace può essere consigliata la circoncisione.  

Con postite quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di postite è necessario rivolgersi al medico al fine di cercare di individuare la causa del problema e, di conseguenza, il rimedio più efficace.  

Sangue nelle feci

Che cos’è il sangue nelle feci?

La presenza di sangue nelle feci è una situazione che si può venire a determinare in presenza di un problema del tratto digerente. In particolare di un’emorragia che si verifichi in uno dei punti del tubo digerente, a partire dalla bocca sino ad arrivare all’ano.  

Quali sono le cause del sangue nelle feci?

Le cause della presenza di sangue nelle feci possono essere molteplici. In primo luogo vi possono essere problemi collegati ai vasi sanguigni, poi traumi, danni alla parete dell’esofago o malattie varie, tra le quali si possono includere: polipi intestinali, ragadi anali, rettocolite ulcerosa, tumore allo stomaco, tumore alla cervice uterina, anemia, cirrosi epatica, colite, diverticolite, emorroidi, gastroenterite, gonorrea, insufficienza renale, morbo di Crohn, tumore al colon-retto e tumore all’ano.  

Quali sono i rimedi contro il sangue nelle feci?

Le cure per il sangue nelle feci dipendono dalla causa che ne sta alla base. In alcuni casi la presenza di sangue nelle feci può essere determinata da un problema grave, che dovrà prontamente essere sottoposto all’attenzione di un medico. Da un punto di vista generale, l’intervento curativo potrà andare dall’utilizzo di prodotti topici, da consigliare in caso di emorroidi, all’assunzione di farmaci o, per i casi più gravi, sino all’intervento chirurgico. Molto spesso nei bambini si registra una piccola presenza di sangue nelle feci: non è un problema grave perché può essere semplicemente associato a una costipazione. È comunque opportuno sottoporre il caso al medico pediatra.  

Sangue nelle feci, quando rivolgersi al proprio medico?

È sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico curante di fiducia nel caso in cui si notino delle presenze di sangue nelle feci.  

Aree mediche di riferimento per il sangue nelle feci

In Humanitas Castelli Bergamo le aree mediche di riferimento per questo tipo di disturbo sono l’Unità Operativa di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva e l’Unità Operativa di Proctologia.

Sanguinamento vaginale

Che cos’è il sanguinamento vaginale?

Il sanguinamento vaginale, comunemente conosciuto anche come “emorragia vaginale”, è una condizione che si caratterizza per la fuoriuscita tramite la vagina di sangue proveniente dall’utero, dalla cervice uterina (che rappresenta il collo dell’utero) o dalla vagina stessa. Le cause che possono innescare questa problematica sono molteplici: patologie infettive, patologie neoplastiche (cancro al collo dell’utero, presenza di polipi uterini) e infiammatorie (cervicite, malattia infiammatoria pelvica, clamidia, gonorrea, vaginite), presenza di condilomi, pre-eclampsia. Anche in gravidanza possono manifestarsi dei sanguinamenti vaginali: piuttosto frequenti, ad esempio, sono quelli provocati dall’impianto dell’embrione. Tra la sintomatologia che può accompagnare il sanguinamento vaginale si può trovare bruciore, cambiamenti nelle fisiologiche secrezioni vaginali, prurito più o meno intenso, dolore durante la minzione e/o durante i rapporti sessuali.  

Quali malattie si possono associare a sanguinamento vaginale?

Tra le patologie che possono essere associate al sanguinamento vaginale ci sono: clamidia, condilomi, pre-eclampsia, traumi, vaginite, cancro al collo dell’utero, ebola, malattia infiammatoria pelvica, polipi uterini, candida, cervicite, gonorrea. Si rammenta che tale elenco non è esaustivo ed è sempre opportuno chiedere consulto al proprio medico.  

Quali sono i rimedi contro il sanguinamento vaginale?

Poiché il disturbo può avere alla sua origine diverse condizioni mediche – alcune delle quali anche piuttosto importanti – al fine di mettere a punto un trattamento mirato è necessario individuare la causa che è alla sua origine. In caso di infezioni batteriche (malattia infiammatoria pelvica, gonorrea, clamidia, alcuni tipi di vaginite, alcuni tipi di cervicite) viene in genere prescritto l’impiego di antibiotici. Invece, nel caso di infezioni fungine (come la candida) viene di solito prescritto l’impiego di principi antimicotici. In caso di sospetta lesione neoplastica o pre-neoplastica si procede infine a un piccolo prelievo di tessuto da far esaminare dal punto di vista istologico.  

Sanguinamento vaginale, quando rivolgersi al proprio medico?

È consigliato rivolgersi al proprio medico in caso di forte trauma e nel caso in cui sia già stata diagnosticata o si sia a rischio di una delle patologie associate sopra elencate.

Tenesmo rettale

Che cos’è il tenesmo rettale?

Il tenesmo rettale è quel fastidio che provoca contrazioni spasmodiche allo sfintere anale, in genere accompagnate da dolore o da uno stimolo continuo all’evacuazione cui però non corrisponde alcuna espulsione di materiale, se non in minime quantità.  

Quali altri sintomi possono essere associati al tenesmo rettale?

Al tenesmo rettale possono essere associati vari sintomi, tra cui: nausea, dolore all’addome, crampi addominali, flatulenza, gorgoglii, prurito anale e bruciore anale.  

Quali sono le cause del tenesmo rettale?

Il tenesmo rettale può derivare da uno stato di ansia o da varie patologie che riguardano l’intestino o l’area anale, tra cui sono ricomprese: gonorrea, onicofagia, polipi intestinali, carcinoma alla cervice uterina, rettocolite ulcerosa, sindrome dell’intestino irritabile, stitichezza, tumore del colon-retto o tumore dell’ano.  

Quali sono i rimedi contro il tenesmo rettale?

Per poter curare il tenesmo rettale è necessario individuarne la causa e intervenire su di essa. In genere può essere sufficiente un intervento farmacologico. In caso di polipi o neoplasie può invece essere necessario un intervento di tipo chirurgico di asportazione.  

Tenesmo rettale, quando rivolgersi al proprio medico?

Il tenesmo rettale deve essere portato a conoscenza del proprio medico curante quando si sospetta che possa essere associato a una delle patologie a esso collegabili (vedi elenco sopra).  

Area medica di riferimento per il tenesmo rettale

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il tenesmo rettale è l’Unità Operativa di Proctologia.

Tenesmo vescicale

Che cos’è il tenesmo vescicale?

Il tenesmo vescicale è una contrazione spasmodica, spesso dolorosa, dello sfintere vescicale accompagnata da stimolo all’emissione di urina anche senza evacuazione o con evacuazione di minime quantità. Può essere accompagnato da pollachiuria, stranguria, nicturia, bruciore localizzato (soprattutto all’atto della minzione), da dolore e/o senso di tensione a livello della vescica urinaria.  

Quali malattie si possono associare al tenesmo vescicale?

Tra le patologie che possono essere associate al tenesmo vescicale ci sono: cancro della vescica, calcolosi urinaria, cistite, clamidia, colica renale, gonorrea, ipertrofia prostatica benigna, prostatite, tetano, trichomonas, uretrite.  

Quali sono i rimedi contro il tenesmo vescicale?

La terapia mirata al trattamento del tenesmo vescicale è legata in modo sostanziale alla causa che ne è all’origine. È sempre opportuno evitare rimedi “fai da te” e rivolgersi al medico di fiducia. È consigliabile inoltre non sottovalutare l’insorgere del disturbo.  

Con il tenesmo vescicale quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di tenesmo vescicale è consigliabile rivolgersi al proprio medico, in particolar modo se si è a rischio di una delle patologie associate a tale condizione (vedi sopra).